
Ecco qua, puntuale, giusto qualche giorno prima del Roma Pride 2010, la crociata contro il corteo per i diritti Lgbt. Ecco la voce di Pontifex che accusa Alemanno di esprimere solidarietà con i gay picchiati e invita i cattolici a scendere in piazza e far sentire il proprio disgusto:
“Sabato prossimo Roma celebra in pompa magna il gay pride a Roma: un ennesimo volgare insulto al Papa nella città cara ai cattolici. Una sconcezza senza riparo per la quale invitiamo i veri cattolici a scendere in campo, a protestare a ribellarsi contro questo sindaco troppo tollerante che ad ogni gay picchiato manifesta ipocrita solidarietà”
E se pensate che si concluda qua quest’arringa, vi sbagliate. Dopo aver spinto tutti i credenti a boicottare il Roma Pride, si arriva ad un rimpianto che fa rabbrividire (pensate sempre che queste persone sarebbero ministri di Gesù) :

Intervistato da quel famoso sito Pontifex, Paolo Brosio afferma che non sono mai giustificati e giustificabili i pregiudizi verso i gay, anche se poi chiosa che prega per nostra conversione e che la vera famiglia è quella composta da un uomo e una donna.
Che cosa pensa dei gay?
Nessun pregiudizio, nessuna discriminazione sono mai giustificati e vanno trattati con la massima carità e tutela. Sono figli di Dio come tutti. Ma prego per la loro conversione, perché possano trovare la giusta dimensione. Resto della idea che la vera famiglia sia quella tra un uomo e una donna, ma senza censurare i gay, che, lo ribadisco, sono figli di Dio come e al pari di tutti.
Insomma, un colpo al cerchio e una alla botte. Anche se, sinceramente, non capisco quale sia questa giusta dimensione (niente doppisensi, spero!).
Foto | La Stampa

Dopo aver lasciato il PD, dopo essersi presentata alle elezioni regionali con l’UDC correndo come presidente dell’Umbria (dove ha racimolato poco più del 5%), Paola Binetti torna a parlare dei gay (ormai è un chiodo fisso per tutti!). Commentando il fatto che sia stata chiesa la chiusura del ben noto sito Pontifex, la Binetti sostiene che non bisogna lasciarsi intimidire e procedere per la retta via. Considerato, poi, che, a quanto pare, la richiesta di chiusura del sito Pontifex sia arrivata da qualche non ben precisato gruppo gay, l’ex PD afferma:
“Vi è una componente di omosessuali – che in verità nel tempo hanno subito ingiuste repressioni – che vanno al di qua del lecito, con una certe intolleranza, proprio la stessa cosa che rimproverano agli altri. Ora bisogna ricordare che la discriminazione è una cosa, la critica ben altra, anche se aspra. Valutare in modo negativo la omosessualità sul piano ideologico o teologico definendola, se praticata, un grave peccato non significa discriminare. Questa opera si attua quando non si ammette un gay al lavoro o cariche pubbliche, ma non è il caso che ci riguarda”.
Dunque, se ho ben capito, noi siamo i cattivi che dobbiamo ammettere il nostro grave peccato, fare ritorno all’ovile ecclesiastico (magari pure con un cilicio, tanto che ci siamo) e supplicare dinanzi alla porta della chiesa di essere un pochino considerati. Solo così potremo salvarci. Che modo triste di vivere!
Foto | PoliticadeMente
Ci deve essere una ruota impazzita, che gira per suo conto e, nel frattempo, spara bordate contro tutti: ebrei, omosessuali, massoni. Si fa persino fatica a capire come possa succedere a uomini venerati e venerandi della curia cattolica che dal seminario al loro apostolato dovrebbero avere come segno indistinto la carità, l’umanità, la comprensione, il perdono e tante altre virtù tali da aspirare alla santità. Invece, l’uomo di chiesa diventa a volte l’apostolo delle censure, delle condanne senza appello e di qualche inevitabile strafalcione sui giudizi. È ricapitato a monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto che è tornato ad attaccare prima gli ebrei, rei, secondo lui, di un attacco senza pari verso la chiesa cattolica per via di una banale inezia: la pedofilia di tanti sacerdoti. Poi, quasi non sazio di tanto antisemitismo, monsignore riprende il suo livore antiomosessuale con una violenza da far rabbrividire.
Intervistato dal sito Pontifex - anche se è arrivata regolare smentita - il vescovo Babini si scaglia contro la lobby ebrea e massonica, dichiarando che l’attacco di queste settimane alla chiesa di Roma altro non è che
“un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi. (…) L’olocausto fu una vergogna per l’intera umanità, ma adesso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti – dichiara l’alto prelato -. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità è che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono l’economia tedesca”.
Che fantasia certi religiosi; quale infausta prosopopea quando intendono darsi di ragione attaccando gratuitamente quelli che per loro sono i nemici. La tanto predicata misericordia vine calpestata ed esorcizzata a propria ragione ed uso. Dicono che i cattolici della chiesa di Roma si occupano dell’anima dei loro fedeli, mai del corpo, men che meno della politica. Falso e con una buona dose di ipocrisia. Sul sito cattolico Pontifex, pare sia un esercizio quotidiano sbeffeggiare omosessuali, transessuali e chi afferma i loro diritti. Intervistato da Bruno Volpe ex vicedirettore di un altro sito cattolico, Petrus, l’arcivescovo emerito di Cosenza, Monsignor Giuseppe Agostino (in foto), sembra un antico Torquemada dei giorni nostri che, se potesse, saetterebbe fulmini e flagelli su noi e su chi osa prendere posizioni positive sugli omosessuali. Domanda Bruno Volpe all’alto prelato:
Va di moda oggi, per divorziati risposati, conviventi e omosessuali praticanti, definirli irregolari, non ritiene che questa definizione abbia attenuato pericolosamente il senso del peccato?
Lo credo. Bisognerebbe chiamare le cose col loro nome e ritengo che questi siano pubblici peccatori. Il medico pietoso fa la piaga verminosa ed oggi si sente la necessità di rimarcare il senso del peccato che abbiamo smarrito.
Che la chiesa cattolica ci ritenga oramai peccatori irredenti è appurato ed è meglio per noi tutti metterci il cuore in pace. Troppo poche e flebili le voci dei distinguo e quelli che credono diversamente dal monsignore cosentino. Ad essere feroci, ma non troppo, ci verrebbe da dire che chiedono a noi una castità per essere accettati che dentro la chiesa sono in molti a non osservare. Tralasciando anche gli squallidi episodi di pedofilia che nei decenni scorsi ha macchiato diverse diocesi che prima hanno negato, poi ammesso ma senza voler dare soddisfazione alla legge degli uomini, e infine sono stati costretti ad aiutare la giustizia umana, a risarcire migliaia di fedeli violati e fare un mea culpa che mai avrebbero voluto recitare.
A consumare ossigeno per una critica contro i gay, questa volta è il vescovo emerito di Otranto. Monsignor Vincenzo Franco. Intervistato dall’equilibrato sito Pontifex su cosa pensasse dei gay, non ha avuto dubbi in merito:
“Fondamentale la distinzione tra peccato e peccatore. Ma coloro i quali la professano senza pentirsi devono vergognarsi. Tutto ciò che é sgradito a Dio, che lo offende va contro la legge naturale, dunque si vergognino di quel vizio immondo”
E la risposta non penso che vi abbia fatto saltare sulla sedia dalla sorpresa. La cosa “interessante” è che il giornalista ha sollevato un interrogativo, quando gli ha domandato quanto fosse importante, in questi casi, la misericordia che tanto predicano alcuni uomini della Chiesa. Ma, anche in questo caso, la risposta non si è abbassata di tono, anzi…
Don Fortunato di Noto è un riconosciuto sacerdote siciliano anti pedofilia e ed è stato intervistato per una sua personale opinione sulla televisione di oggi. Lui stesso, ci tiene a definirsi. un critico televisivo e riconosce che la Tv ha un importante e talvolta fondamentale ruolo sociale. Ma ammette che in giro ci sarebbe da discutere parecchio sui contenuti che la televisione ci propone:
“Dovendo la Tv, specie quella commerciale, mirare all’utile economico come ogni impresa, ha dal canto suo come obiettivo primario, incrementare gli indici di ascolto. E questo avviene con proposte alcune volte discutibili e contrastanti con i valori cristiani”
Penserete ad un attacco contro le veline, vallette e donnine mezze nude che ballano all’ora di cena senza un senso compiuto? No, no, non solo quello… fuochino
Dopo le accese polemiche per le opinioni di Lozano Barragán, ecco apparire sul sito Pontifex, l’ennesimo attacco contro i gay, costruito sotto forma di inchiesta e intervista pseudo culturale. Hanno, infatti, finalmente trovato uno psichiatra disposto a confermare le loro astruse teorie e lo hanno riportato, con orgoglio, sul proprio portale. E nell’intervista, ecco a quale degrado nozionistico dobbiamo andare incontro. Alla domanda se l’omosessualità possa essere considerata normale o si tratti di patologia, ecco la risposta di tale Francesco Bruno:
“Un tempo era senza dubbio vista da tutti come patologia. Poi, recentemente, prima società americana di psichiatria e dopo la organizzazione mondiale della sanità, la hanno cancellata. Ma bisogna vedere in che modo siamo arrivati a questo risultato e le dico che non è una bella cosa. Come del resto si sa, le lobbies omosessuali e non solo quelle, sono potenti e per ottenere quel risultato si sono mobilitate persino con una campagna porta a porta”
Praticamente dalle parole del professor Bruno, immaginatevi come scenario quello di alcuni decenni fa e al posto dei rappresentanti della Folletto, ci siamo noi gay o i nostri antenati. Di porta in porta a bussare e fare il lavaggio del cervello (magari anche attraverso qualche dimostrazione pratica no?). Ma non finisce qua, perché di fronte alla domanda diretta su quale sia l’opinione dello psichiatra (?) in merito all’omosessualità…
Don Marcello Stanzione ha creato un piccolo articolo ad arte, sul sito Pontifex, in cui poter sfogare e inserire tutte le offese e le accuse possibili ma, sopratutto, manipolare le varie notizie per far passare i gay come i carnefici di una Chiesa lucida nel condannare l’omosessualità ma assolutamente conscia che non sia una colpa quando, sotto ai fuochi, è il caso Boffo, direttore di Avvenire.
In questo ennesimo gratuito attacco ai gay si parte, con la tipica azione ipocrita della Chiesa che non dovrebbe mai colpire ma al massimo porgere l’atra guancia, con l’accusa (riferito all’ultima manifestazione di orgoglio omosessuale) di “bestemmia vera e propria rappresentando Gesù impersonato da un omosessuale che aveva accanto a se una madonna interpretata da un transessuale di colore ed un centurione in tenuta ed attrezzi sadomaso”. Diciamo che cose come stanno, perchè noi gay, a differenza di quello che si legge (sempre uguale) da parte della cronaca cattolica, abbiamo messo anche in discussione quel gesto, quella rappresentazione scenica durante il Gay Pride: c’era chi approvava la scelta e chi la condannava, perchè era abbassare il livello dei toni di discussione, con una provocazione che poteva - agli occhi di chi non sa vedere ma riesce solo a guardare - creare scandalo perchè ritenerlo come un’offesa. Non voleva essere quello: l’intenzione era quella di pareggiare l’eterosessualità all’omosessualità e avvicinare la figura di Gesù a quella di un gay perchè uguale a tutti quanti.
Ma nei passi successivi dell’articolo si procede arrivando persino a paragonare i gay ad una “lobby potentissima” (talmente potente da non essere nemmeno in grado di potersi tutelare e creare una legge ‘ah hoc’?). Si legge infatti:
Continua a leggere: Attacco omofobico dalle pagine di Pontifex: le parole di don Marcello Stanzione
Tadeusz Pieronek è un settantacinquenne vescovo cattolico in pensione. Grande amico di Giovanni Paolo II è stato Segretario generale della Conferenza episcopale polacca (1993-1998) e rettore della Pontificia Accademia di Teologia a Cracovia. In un’intervista a Pontifex (era da un po’ che questo giornale online non affrontava temi glbt) definisce l’omosessualità “un grave disordine mentale, una condotta contro la natura dell’uomo e peccaminosa, proprio perché non naturale”. Prima di dire questo ha affermato che la chiesa cattolica non respinge gli omosessuali, ma bisogna pur valutare l’omosessualità da un punto di vista etico. Quindi specifica il concetto di non naturale:
“La sessualità è rivolta esclusivamente alla procreazione e quindi ogni forma che si allontani da essa è sbagliata e contraria al Magistero della Chiesa. Ammettendo condotte disordinate, avremmo una sessualità bollata di edonismo e francamente inaccettabile. Insomma, il sesso non è un giocattolo del quale disporre a proprio piacimento. La sessualità è un valore di per sé stesso che va vissuto secondo una etica cristiana”.
Mettiamoci l’anima in pace (è il caso di dirlo): la chiesa accoglie i gay a patto che non siano se stessi.
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