A margine delle affermazioni di ieri di Sabina Guzzanti, si riporta l’inizio di un discorso della stessa pubblicato sulla rivista Buddismo e società, bimestrale dei buddisti italiani Soka Gakkai, di maggio-giugno 2007.
Io pratico il Buddismo da vent’anni e tutto quello che c’è di bello e di importante nella mia vita è legato al Buddismo […] Il Buddismo nasce per liberare gli esseri umani dalla sofferenza. Nasce per liberare gli esseri umani dalla paura e dall’ignoranza. Per ricordarci che siamo nati per essere felici, che la felicità e la creatività si somigliano molto. Per dire che siamo tutti ugualmente degni di rispetto, che la nostra natura originaria è illuminata. Il Buddismo nasce per ricordarci chi siamo e da dove veniamo.
Il corsivo è mio. Forse “la piazza” le ha fatto dimenticare che tutti sono ugualmente degni di rispetto, come ha scritto. E così cade nello stesso errore del quale accusa altri: cioè predica bene e razzola male. Malissimo.
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C’è posto anche per Papa Ratzinger nell’intervento di Sabina Guzzanti al No Cav day, ieri in piazza Navona. L’attrice comica ha accusato il Pontefice di aver contribuito alla caduta del governo Prodi, con la sceneggiata del discorso inaugurale alla Sapienza di Roma. Secondo i giornali molte persone hanno lasciato la piazza, a me pare di sentire applausi e urla di sostegno. E comunque in questo secondo video la Guzzanti spiega perché ce l’ha tanto con il Papa (e anche con il movimento lgbt italiano).
Dal settimo minuto del video potete godervi l’invettiva di Sabina: “Fra vent’anni Ratzinger sarà morto e starà dove deve stare: all’Inferno, tormentato da dei diavoloni, frocioni, attivissimi e non passivissimi”.
Ecco, mi permetto di dire: se dev’essere una punizione per Joseph, forse è meglio che siano passivi…
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Ma chi se ne importa di Piazza San Giovanni. La piazza di chiusura del Gay Pride romano di domani sarà Piazza Navona. Quindi, riassumendo: si parte da Piazza della Repubblica alle 16 con ritrovo alle 15. Una piazza questa, come ricorda il Mario Mieli, che è storicamente significativa in tema di lotte popolari sul tema dell’aborto, divorzio e violenza sulle donne. E tanto basta.
Invitiamo i lettori romani a invitarci le foto dell’evento (suggerimenti@queerblog.it). Saremo lieti di pubblicarle e condividerle. Un’altra storia contorta, difficile, ma che sembra abbia trovato la sua chiave risolutiva.
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