
A Torino, il Comune ha patrocinato un’iniziativa per le scuole elementari, in merito alle eventuali famiglie di coppie gay. Può avvenire, infatti, in casi di separazioni o divorzi, che il padre o la madre dell’alunnio, abbia instaurato una relazione omosessuale. Sopratutto in casi particolari come “La festa del papà” o “La festa della mamma”, potrebbero sorgere domande imbarazzanti o situazioni di disagio, che i professori potrebbero non saper trattare.
E così, è nato “Il libro di Tommy”: il volume spiega infatti ai professori, come gestire e stare accanto ad eventuali discriminazioni di bambini con genitori omosessuali o per evitare che in classe la cosa non sia gestita con il dovuto rispetto. E così, l’assessore alle Pari Opportunità, Marta Levi, spiega:
“Ormai se ne può parlare anche a scuola perché i casi non mancano. Non perché siano in crescita, ma perché anche le coppie omosessuali vivono alla luce del sole, con maggiore trasparenza. C´è un cambio culturale”
Foto | Zazzle
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Roberto Pietrobon, consigliere comunale de “La sinistra” ha rivolto una mozione a Vanna Milani, assessore alle politiche sociali e alle Pari Opportunità, in cui le veniva richiesta l’apertura di un consultorio per i casi di omofobiam transfobia e lesbofobia. La domanda era stata formulata dall’inizio di dicembre ma solo ora è arrivata la perentoria risposta della diretta interessata:
“L’amministrazione attuale è contro tutte le forme di violenza. Basta vedere la sensibilità mostrata per le violenze sulle donne e sugli anziani. L’istituzione dell’osservatorio o meno, non vuole essere in nessun modo una forma di discriminazione. Sono d’accordo nel contrastare gli atti di omofobia, non devono esistere in nessun modo. Ma chiedere la creazione di uno sportello mi sembra abbastanza pretenzioso, considerando che in città non ci sono mai stati casi eclatanti di discriminazione”
Infine chiosa il tutto dicendo come possa essere risolto senza alcuna partecipazione del Comune poichè i costi sarebbero troppo alti. E dato che non ci sono stati casi “eclatanti”, meglio evitarlo (ed aspettare che almeno che accada uno?). Cosa ne pensate? Una giusta scelta razionale o una mancanza di sensibilità verso un settore comunque, anche in questo caso, un po’ sottovalutato?
Fonte | NuovaProvincia
Foto | MgpBiella
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Sembra che proprio oggi, 9 novembre 2009, alle ore 15,30, Mara Carfagna agisca, come assicurato, per fermare questa lotta di violenza e sopratutto in generale per fermare qualsiasi tipo di discriminazione. Tra di essere dovrebbe essere presente anche l’omofobia.
E così, a palazzo Chigi, presso la Sala Stampa, il ministro delle Pari opportunità presenterà lo spot della prima campagna istituzionale per sensibilizzare la società contro l’omofobia e ogni comportamento discriminatorio.
E’ uno stesso comunicato stampa proveniente dal suo staff a divulgarne la notizia.
E’ il caso di dire “attendiamo fiduciosi” o no?
Foto | NonMiDire
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Quello qui sopra è uno dei cinque spot realizzati dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione la Scienza della Comunicazione dell’Università di Bologna per festeggiare i sessant’anni della Costituzione e in onda su Mtv dal 14 al 21 giugno scorsi. In particolare questo qui prende spunto dall’articolo 3 su pari dignità e uguaglianza davanti alla legge (articolo 3), mentre gli altri parlano della libertà e segretezza della corrispondenza (art.15), della libertà religiosa (art.19), della scuola aperta a tutti (art. 34), del lavoro (art.36). Mi sembra uno spot molto interessante.
Ma… c’è sempre un ma! Ad Avvenire non sta bene. Ed ecco il perché:
È transessuale uno dei protagonisti degli spot (trasmessi da Mtv) della Regione Emilia Romagna per celebrare il sessantesimo anniversario della Costituzione. Al centro della campagna “Lei c’è, basta vederla”, realizzata dall’associazione culturale “Scomunicati”, cinque ritratti sulla pari dignità e uguaglianza davanti alla legge, sulla libertà e segretezza della corrispondenza, sulla libertà religiosa, sulla scuola aperta a tutti e sul lavoro. Nello spot, dedicato all’articolo tre, i promotori invocano la pari dignità dei “trans”. Silenzio assordante sui diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Un altro messaggio inquietante arriva dallo spot dedicato alla libertà religiosa: tutte le religioni sono uguali (quella cattolica, sullo sfondo, un po’ meno); la religione è un fatto individuale (ognuno nel video ha il suo altarino o il suo libro), la dimensione del popolo e della comunità non esiste.
Ma io dico: ci troviamo a tutte le ore del giorno e della notte preti, suore, vescovi, cardinali e papi (nel senso di pontefici, non di altri papi…) su tutti i canali televisivi e la cosa deve andare bene. Per una volta tanto che si parla di altro, ci si deve pure inalberare? La chiesa cattolica avrà pure chiesto scusa per le crociate, ma, probabilmente, lo ha fatto solo a parole.
Il ministro per le pari opportunità Maria Rosaria Carfagna intervenendo ieri al congresso fondativo del Pdl alla nuova fiera di Roma, ha fatto il punto sulla sua visione di pari opportunità. Ha detto:
“Bisogna cambiare profondamente le questioni essenziali del nostro Paese. Costruire un’Italia migliore mettendo al centro l’individuo e tutelando le sue libertà. Va ribaltata la visione sessantottina. Per noi le pari opportunità non sono né rivendicazioni femministe né matrimonio gay, ma uguaglianza da garantire sui punti partenza”.
Dunque, mettere al centro l’individuo, tutelarne le libertà, garantire un’uguaglianza sui punti punti di partenza, purché non si sia gay o femministe. Praticamente ha fatto delle affermazioni che al contempo ha smentito.
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Paola Concia intervenendo oggi alla Camera in merito al rispetto dei diritti umani ha posto una domanda a Mara Carfagna – presente in aula – su che fine abbiano fatto i fondi stanziati dal governo Prodi, per la costituzione dell’Osservatorio sulle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali nel nostro Paese.
“Che fine hanno fatto questi fondi? Lo chiedo a lei Ministro Carfagna. Le chiedo una parola definitiva sulla costituzione dell’osservatorio per le discriminazioni verso le persone omo e transessuali. Le chiedo una parola anche perché sono mesi che lei su questi temi tace; come anche in otto mesi di mandato non ha mai incontrato le associazioni omosessuali. Cosa impensabile per un Ministro delle Pari Opportunità di un Paese Civile”.
E nel rispondere la Carfagna non ha risposto (scusate il gioco di parole). Dice la Concia in un comunicato stampa:
“Il Ministro, nella sua replica è stata omertosa, ha ignorato le mie domande e non ha detto una parola sulla condizione di omosessuali e transgender: questo è inconcepibile per un paese civile. A questo punto è chiarissimo che la ministra per le Pari Opportunità non si vuole occupare dei cittadini gay, lesbiche e transessuali e Berlusconi deve revocarle la delega”.
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In occasione dei cento giorni del governo, il ministro Mara Carfagna è stato intervistato da Il Foglio, facendo una panoramica sul suo operato di questi mesi. Ovviamente non potevano mancare dei riferimenti al mondo gay.
In merito al Pride e a tutta la polemica che c’è stata per la negazione del patrocinio, la Carfagna afferma:
“Mi dispiace vedere che ogni volta che si parla di gay si alzano i toni della polemica. Non fa bene neanche alla causa dei gay stessi, alle loro battaglie. Per me il patrocinio si dà a un convengo, a un seminario di ricerca… E poi, perché darlo a una manifestazione dove il Papa viene insultato violentemente?”
Continua a leggere: Mara Carfagna non ha pregiudizi contro i gay, ma...
Ieri si è svolto il Catania Pride 2008 con oltre 10.000 partecipanti, che, secondo la questura, sarebbero tra i tre e i cinquemila. Riportiamo un comunicato stampa di Franco Grillini in merito:
Oltre 10 mila persone hanno sfilato nella centralissima via Etnea al Gay pride di Catania per ribadire, anche al sud, la necessità che l’Italia si allinei con il resto dell’Europa per la tutela dei diritti delle persone omosessuali.
La manifestazione colorata, allegra e irriverente ha preso di mira, ancora una volta, l’assenza del Ministro
per le pari opportunità Mara Carfagna, mentre in Spagna, il Ministro per l’uguaglianza sfilava alla testa del gay pride di Madrid.Continua a leggere: Catania Pride 2008: hanno sfilato in diecimila

Bologna Pride 2008 il giorno dopo. Noi l’abbiamo seguito in diretta dalle 14.45 con Nalk in piazza. Si è trattato di un Pride sobrio a detta di quanti vi hanno partecipato e molto etero: la presenza di etero, infatti, è stata notata dai presenti. Il Messaggero dice:
“Con meno piume, parrucche e nudità in vista, più politico ma con la politica più lontana. Così nel pomeriggio il Gay pride nazionale ha invaso il centro di Bologna”.
La presenza – o l’assenza – della politica è stata ribadita dai principali mezzi di comunicazione. Tra i politici presenti c’erano Vittoria Franco – ministro ombra per le pari opportunità – Paola Concia, Benedetto Della Vedova. E Nichi Vendola, Franco Grillini, Alfonso Pecoraro Scanio per citare i più noti. Per la politica c’è stato un “battibecco” a distanza – di cui abbiamo dato notizia in diretta – tra Vendola e la Concia: il primo notava l’assenza del PD, la seconda ricordava la sua presenza.
Continua a leggere: Bologna Pride 2008: alcune considerazioni
Non per essere monotoni e parlare delle solite cose, ma Mara Cafagna pare se le vada a cercare… Riporto da Repubblica alcuni passaggi di una sua intervista rilasciata a Caterina Pasolini
A proposito di famiglie, che ne pensa di unioni di fatto e matrimoni gay?
Sono contrariaMa non è il ministro delle pari opportunità?
Io non ho pregiudizi, ma non possono pretendere di essere famiglie.Continua a leggere: E Mara Carfagna ri-disse no alle famiglie gay (tanto per cambiare discorso...)