Il buon proposito di non dar troppo peso alle parole di papi, cardinali e vescovi l’ho anche fatto, ma loro si mettono di impegno per non farmelo rispettare. Ieri mattina, durante la messa, il papa ha detto, fra le altre cose:
[La] pace incomincia da uno sguardo rispettoso, che riconosce nel volto dell’altro una persona, qualunque sia il colore della sua pelle, la sua nazionalità, la sua lingua, la sua religione
Belle parole, senza dubbio. L’importante è che non si parli di gay, lesbiche, transessuali e bisex. Infatti, nemmeno a farlo apposta, quasi come chiosa alle affermazioni di Ratzinger altri vescovi, tanto per cambiare, se la prendono con noi gay proprio in questi giorni. Un vescovo messicano, Alberto Suárez Inda, quasi come fosse la cosa più normale del mondo, ci ha paragonato ad animali, anzi a meno di animali dal momento che “nemmeno i cani fanno sesso fra due esemplari dello stesso sesso”.
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Giusto a circa una settimana di distanza dall’arrivo del Natale, ecco gli “auguri personalizzati” di Papa Ratzinger che, direttamente dalla Città del Vaticano, lancia un ammonimento sull’eutanasia, l’aborto, le ricerche genetiche e il matrimonio tra persone dello stesso stesso. Li associa nella stessa critica, ricordando la sacralità della vita. Benedetto XVI ricorda quindi una corretta laicità dello Stato che comporta la salvaguardia della libertà religiosa.
L’unica verità oggettiva è quella di Dio, al quale le leggi umane e le autorità politiche e religiose devono trarre ispirazione per promuovere il bene di tutti:
“Sono conformi all’equità solo quelle leggi che tutelano la sacralità della vita umana e respingono la liceità dell’aborto, dell’eutanasia e delle disinvolte sperimentazioni genetiche, quelle leggi che rispettano la dignità del matrimonio tra l’uomo e la donna”.
Foto | LaDestra
Papa Benedetto XVI visiterà l’Inghilterra il prossimo anno e la notizia ha già scaldato gli animi di alcuni gruppi gay umanisti, intenzionati a protestare “fortemente” per l’occasione. La Pink Triangle Trust e la Gay And Lesbian Humanist Association (GALHA) si stanno mobilitando per attuare dimostrazioni contro le sue ristrette vedute critiche dell’omosessualità. Una protesta simile era già avvenuta nel 1982 per la visita di Papa Giovanni Paolo II.
I membri del GAHLA vogliono protestare davanti alla conferenza del Labour Party, a Brighton, la settimana prossima, in merito all’invito. David Christmas, segretario, ha dichiarato:
“Come cittadino europeo e capo di un gruppo religioso molto seguito in Uk, il Papa è certamente il benvenuto a visitare la Gran Bretagna, purchè mostri rispetto verso le nostre leggi. Comunque, l’idea che potrebbe essere adorato e lodato come una specie di eroe è un diretto insulto verso tutte quelle persone le cui vite sono state avvelenate dalle tue estreme posizioni dottrinali. ”
In una dichiarazione, George Broadhead, segretario della Pink Triangle Trust, ha aggiunto:
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Monsignor Angelo Amato (in foto), prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, fedelissimo di Ratzinger e, certamente, futuro cardinale, parlando sul tema Un’apostasia che inquieta l’Europa ai docenti e agli studenti dell’University of Notre Dame nell’Indiana (USA) ha candidamente affermato che matrimoni gay e adozioni da parte delle coppie omosessuali (al pari di clonazione, contraccezione ed eutanasia) sono comportamenti pratici biasimevoli:
“Nell’Europa contemporanea l’emancipazione da Dio e la negazione della sua legge produce comportamenti pratici biasimevoli”
Sbaglio o è la prima volta che veniamo associati pure all’eutanasia?
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Il Papa ha da poco lasciato l’ospedale per un polso slogato e durante la sua “assenza” è arrivata una notizia positiva. Lluis Maria De Puig, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha dichiarato:
“Il Vaticano è favorevole alla depenalizzazione del reato di omosessualità nel mondo”
Parole che sono susseguite all’incontro che si era tenuto questa mattina al Vaticano con monsignor Mamberti, responsabile per i rapporti con gli Stati. E’ rimasto giustamente cauto De Puig che, dopo aver sottolineato l’atteggiamento positivo del Vaticano, ha anche ammesso che è prevedibile comunque che prossimamente vi siano delle divergenze (diritti a manifestare, unioni e legami gay).
Un passo avanti concreto e ufficiale sembra essere stato fatto dopo tempi bui sotto questo profilo, anche se proprio durante l’assenza di Papa Ratzinger. Perdonatemi la battuta, ma qualcuno aveva per caso il cellulare spento?
Foto | L’Unità
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È sempre difficile vedersi contendere il ruolo di prima donna. E quando accade che si fa? Si scalpita a più non posso. Quest’immagine mi è venuta in mente leggendo alcune righe di un’intervista a Massimo Introvigne, fondatore e direttore del Centro Studi sulle Nuove Religioni, nella quale si lamenta che i giornali italiani diano più importanza al cambio di sesso di Vladimir Luxuria (per la verità nell’intervista si dice Lussuria…) che alla recente enciclica di papa Ratzinger. Afferma Introvigne di essere “davvero sconcertato e sbigottito dall’atteggiamento della stampa italiana o buona parte di essa” e quindi, esplicitando il suo pensiero continua:
Rispetto alla nobiltà, alla serietà e alla importanza degli argomenti trattati,mi sarei aspettato maggior spazio e considerazione. Salvi casi sporadici, alcuni giornali hanno quasi dato maggior spazio al presunto cambio di sesso di Lussuria che a temi così scottanti, una vergogna.
La vergogna quale sarebbe? Che Luxuria parla della propria sessualità? Che i giornali scelgono liberamente di parlare di quel che vogliono? Del fatto che Benedetto XVI sia passato in secondo piano?
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Sarkozy, il celebre presidente della Repubblica francese compagno di Carla Bruni, sta cercando di risolvere in questi giorni una questione davvero controversa. Attraverso il sito spagnolo Infobae scopriamo che si sta cercando il nuovo successore al ruolo di ambasciatore francese in Vaticano.
Si stanno susseguendo infatti una serie di rifiuti di nomi proposti per motivi legati al “profilo personale”. Dopo la morte di Bernard Kessdijian, i nomi proposti e rispediti al mittente non sono pochi: Max Gallo non ha accettato fin dall’inizio la proposta, un secondo nome non è stato approvato perché si stato sposato per ben tre volte, con due divorzi alle spalle e il terzo “papabile” era Jean-Loup Kuhn-Delforge, segretario generale aggiunto del Quai d’Orsay, omosessuale dichiarato e militante. Nulla di fatto.
Sono attualmente alla ricerca di un altro personaggio che abbia un “buon nome”. Pazzesco.
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Dall’altra parte del mondo - dove in quattro o cinque gli danno retta - il pontefice romano condanna i preti pedofili e chiede che siano portati davanti alla giustizia. «Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione. Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza».
Ma forse dovrebbe vergognarsi se davvero, come sostiene la Bbc, la chiesa ha difeso e protetto quei sacerdoti e ha tentato di impedire il corso della giustizia.
Continua a leggere: Il Papa si vergogna per i preti pedofili. Ma chi li coprì?
A margine delle affermazioni di ieri di Sabina Guzzanti, si riporta l’inizio di un discorso della stessa pubblicato sulla rivista Buddismo e società, bimestrale dei buddisti italiani Soka Gakkai, di maggio-giugno 2007.
Io pratico il Buddismo da vent’anni e tutto quello che c’è di bello e di importante nella mia vita è legato al Buddismo […] Il Buddismo nasce per liberare gli esseri umani dalla sofferenza. Nasce per liberare gli esseri umani dalla paura e dall’ignoranza. Per ricordarci che siamo nati per essere felici, che la felicità e la creatività si somigliano molto. Per dire che siamo tutti ugualmente degni di rispetto, che la nostra natura originaria è illuminata. Il Buddismo nasce per ricordarci chi siamo e da dove veniamo.
Il corsivo è mio. Forse “la piazza” le ha fatto dimenticare che tutti sono ugualmente degni di rispetto, come ha scritto. E così cade nello stesso errore del quale accusa altri: cioè predica bene e razzola male. Malissimo.
Continua a leggere: Per la Guzzanti tutti sono degni di rispetto (ma poi razzola male)
C’è posto anche per Papa Ratzinger nell’intervento di Sabina Guzzanti al No Cav day, ieri in piazza Navona. L’attrice comica ha accusato il Pontefice di aver contribuito alla caduta del governo Prodi, con la sceneggiata del discorso inaugurale alla Sapienza di Roma. Secondo i giornali molte persone hanno lasciato la piazza, a me pare di sentire applausi e urla di sostegno. E comunque in questo secondo video la Guzzanti spiega perché ce l’ha tanto con il Papa (e anche con il movimento lgbt italiano).
Dal settimo minuto del video potete godervi l’invettiva di Sabina: “Fra vent’anni Ratzinger sarà morto e starà dove deve stare: all’Inferno, tormentato da dei diavoloni, frocioni, attivissimi e non passivissimi”.
Ecco, mi permetto di dire: se dev’essere una punizione per Joseph, forse è meglio che siano passivi…
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