Essere omosessuali non significa essere diversi: è questo il filo rosso che lega i video della nuova campagna di Arcigay Diversamente Uguali. L’idea, sviluppata insieme a DRAFTFCB, è quella di favorire l’ascolto e narrare un serena quotidianità che spesso non fa notizia. Per questo sono state raccolte delle video-testimonianze spontanee sia di giovani lesbiche e gay, sia di genitori di figli omosessuali che raccontano le proprie vite. I video sono molto semplici e ci concentrano sul messaggio trasmesso sia attraverso le parole che sull’espressione dei volti. Secondo Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay si tratta di una campagna che
“va direttamente al cuore degli eterosessuali e che narra, fuori dallo stereotipo, la serenità che molti di noi vivono oggi. Sono sicuro che la campagna, che crea immediata identificazione, risolverà molti dei dubbi di coloro che faticano a confrontarsi con noi. Di più aiuterà molti gay e lesbiche che hanno ancora il terrore di raccontarsi a farlo. Sognavamo da tempo di poter parlare al ventre del paese, su settimanali, quotidiani e riviste a grande tiratura e di aprire un canale di dialogo sul web”.
Alla campagna video è collegato un sito web che permette di inviare la propria video testimonianza (anche chiedendo l’anonimato, se si vuole); sono previste anche delle locandine con i quattro personaggi dei video e uno slogan del loro messaggio.
Dei quattro video della campagna vi proponiamo quello di Mariella, mamma romana.

Il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha approvato la prima risoluzione che definisce la totale parità dei diritti per eterosessuali, omosessuali e transessuali. Ma esattamente cosa dimostra questa storica precisazione? Ce lo spiega Stefano Bucaioni, responsabile esteri Arcigay:
“Questa storica risoluzione presentata dal Sud Africa afferma l’universalità dei diritti umani e evidenzia con preoccupazione gli atti di violenza e di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e identità di genere. La risoluzione chiede all’Alto Commissario per i Diritti Umani di preparare uno studio sulla violenza e la discriminazione omofobia e transfobica, e chiede una tavola rotonda che si terrà presso il Consiglio dei diritti umani per discutere i risultati dello studio in modo costruttivo e trasparente”
Ora è il momento del governo italiano che deve capire e decidere da che parte stare. Se tra coloro che hanno appoggiato questa teoria o coloro che hanno votato contro. Ricordiamoci che stiamo parlando di parità dei diritti, nessun ‘vantaggio’ tanto temuto o fantomatica discriminazione per gli eterosessuali.
Secondo gli organizzatori sono state circa cinquantamila le presenze ai Pride di Palermo e Torino che si sono tenuti ieri: ventimila e Palermo e trentamila a Torino. Secondo la questura le cifre sono minori (ottomila alla partenza del Pride di Torino): è il solito balletto dei numeri che avviene ogni anno. Al corteo torinese hanno preso parte diversi esponenti politici di tutti gli schieramenti e la Città è stata rappresentata dall’assessore alle pari opportunità, Marta Levi, in fascia tricolore. Paolo Patanè, presidente di Arcigay, così commenta il buon esito delle manifestazioni:
“È segnale forte alle Istituzioni e al Parlamento che deve approvare una legge in linea con i trattati europei contro l’omofobia e la realizzazione che il Paese ha voglia, e può, voltare pagina dopo anni di rozzo immobilismo. La partecipazione di decine di migliaia di persone alle due manifestazioni locali è anche un ottimo auspicio per Europride Roma 2011 che si terrà l’11 giugno prossimo.”
Ecco alcune foto del corteo: quelle del Palermo Pride…
Continua a leggere: In cinquantamila ai Pride di Palermo e Torino

Pensate che sia una barzelletta o un esempio volutamente estremo e grottesco? Vi sbagliate. E’ quello che è accaduto ad un ragazzo di Brindisi. A far emergere la notizia ci hanno pensato i Radicali, che hanno depositato una interrogazione urgente ai ministri dei Trasporti e della Difesa. Ma qual è il motivo per cui a Cristian Friscina hanno negato il rinnovo della patente?
“risulterebbero patologie che potrebbero risultare di pregiudizio per la sicurezza della guida”
Come a dire: se sei gay sei pure instabile al volante. Non si sa mai. Metti che ti viene un improvviso colpo di frocite e ti schianti contro un palo, vuoi mettere? Pericolosissimo. Lo stesso Cristian si era dichiarato gay durante la visita militare e da lì è arrivata la comunicazione che “fa sorgere dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica prescritti per il possesso della patente”. E ora, dopo il salto, vi riportiamo qualche commento a caldo sulla vicenda:
Continua a leggere: Se sei gay la patente non ti viene rinnovata
Non ho parole. Mi sembra davvero di averne pochissime, da un lato. Dall’altro ne avrei proprio tante ma non è il caso di lasciarle uscire. Siamo al delirio più totale, con i gay nuovamente messi in mezzo per una questione talmente banale da sembrare assurda. Ecco il “Rocco Buttiglione pensiero” di cui sentivamo la mancanza:
“Quando i bambini delle famiglie tradizionali sono grandi pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l’assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti e che hanno avuto molti soldi in più durante la vita. Sennò da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?”
Ebbene sì, ringraziate cari gay se avrete una pensione perché saranno i figli delle famiglie tradizionali a darvi una prossima pensione! E se insieme a voi la daranno anche agli altri (noi gay no?), poco conta. Essendo i gay incapaci di procreare, siano sempre per tutta la vita grati alle famiglie che fanno figli, perché possono continuare ad avere una pensione grazie a loro! Le reazioni? Eccole:

Non è raro che venga manifestata insicurezza da parte del cittadino sulla politica e sulle intenzioni concrete che il Partito Democratico ha intenzione di attuare per il mondo Lgbt. Anche qui su Queerblog, ci sono stati lettori dubbiosi e delusi da una sinistra incapace di svolgere il proprio ruolo di “opposizione” e per la poca trasparenza sui diritti gay. E così, il presidente nazionale Arcigay, Paolo Patanè ha affrontato il problema:
“Domenica scorsa a Firenze Arcigay ha incontrato il Partito democratico per un ragionamento sulle rispettive posizioni in tema di diritti delle persone lgbt. L’incontro è stata l’occasione per l’Associazione di sottoporre al partito aspettative e delusioni di gay, lesbiche e trans italiani che quotidianamente emergono dalla relazione di Arcigay con la comunità in tutta Italia. E sono numerosissime le segnalazioni che confermano l’idea di un centro-sinistra troppo timido, silenzioso e confuso, come già ribadito dall’associazione in più occasioni, proprio sui diritti delle persone e delle coppie lgbt. Arcigay ha riportato al Partito democratico il disagio per la lentezza e la difficoltà con cui il maggior partito di centro-sinistra appare confrontarsi con la questione omosessuale, tra contraddittorie prese di posizione di differenti esponenti di partito, e dichiarazioni di voto imbarazzanti a livelli di singole amministrazioni locali.”
E la risposta?

Pochi giorni fa abbiamo riportato le parole di Monsignor Paolo Rigon che attribuiva alla pornografia e all’omosessualità la causa dei divorzi. Inoltre, per lui, i gay “vanno curati” con la psicoterapia se la loro malattia non è “incancrenita”. Parole dure, pesanti, provocatorie e offensive quanto (allo stesso tempo) errate e senza alcuna base concreta. Ed ecco la risposta di Arcigay di fronte a questo attacco, attraverso Paolo Patanè:
Monsignor Paolo Rigon ha perso un’ottima occasione per tacere. La sua chiosa sull’omosessualità, espressa in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ecclesiastico, oltre che violentemente omofoba e pericolosa fa di lui un grave peccatore secondo l’ottavo comandamento “Non dire falsa testimonianza”
La tesi di Rigon con la psicoterapia come cura per i gay è falsa e mentire è peccato, no?
Rigon riporta in auge metodi propri del nazismo con la sua idea che l’omosessualità sia un “problema da estirpare” e commette un peccato molto grave nell’affermare che l’omosessualità si possa superare con la psicoterapia. È totalmente falsa testimonianza. Lo invitiamo quindi a confessarsi privatamente e a chiedere venia pubblicamente per tanta acredine. Sull’omosessualità poi, ricominci a tacere: solo così farà del bene a se stesso e al suo prossimo suo.

Tutte le volte che qualcuno si lamenta con me per la frammentazione del movimento lgbt italiano, io rispondo di mettere l’accento, più che su “lgbt”, sull’aggettivo italiano: forse che le donne italiane sono solidali? o la sinistra italiana è unita?
Anche i comunisti si sono divisi in non so più quanti partitini e persino la destra è polverizzata in tanti piccoli e grandi movimenti; qualcuno vorrebbe dividere pure l’Italia. Sono gli italiani ad essere esperti nelle scissioni subatomiche, perché i gay dovrebbero fare eccezione? Sono italiani (siamo italiani) pure loro!
Ciò detto, è doveroso dare conto dell’ultima rottura - parlare di scissione è davvero eccessivo - in seno al movimento: il Consiglio nazionale di Arcigay ha espulso due soci, Alessandro Poto e Fabrizio Marrazzo, che finora era presidente di Arcigay Roma e più di una volta si era fatto notare per una certa propensione a stare sotto i riflettori, come quando annunciò la “prima biblioteca gay in Italia”, trascurando o ignorando alcune realtà storiche del nostro Paese.
Continua a leggere: Arcigay espelle Fabrizio Marrazzo e scoppiano le polemiche

Il Giornale ha pubblicato un articolo in cui si parla della situazione drammatica, a Milano, in merito al virus dell’Hiv. Nella capitale della Lombardia ci sarebbero più di 7000 persone a rischio Aids. I dati sarebbero il numero annuale dei clienti di due trans brasiliane, che andrebbero a letto con circa 300 persone a testa al mese. Tutto questo avviene in una zona poco distante della stazione centrale di Milano.
L’articolo sottolinea spesso il tema dei transessuali in città che si prostituiscono e che sono disposti a fare sesso senza protezione, come chiesto, soventemente, dai clienti stessi. Il giornale non ci pensa due volte ad usare il termine ‘untori’, parlando della piaga del virus Hiv ma prendendo ad esempio principalmente il caso delle transessuali, indagate ma ancora non arrestate (e gridando allo scandalo). Viene anche riportato il caso di una povera donna 74enne, nonna e malata di Hiv per via delle scappatelle del marito:
“Ed ecco che l’allarme Aids si fa serio, soprattutto se si considera che i clienti nel frattempo hanno avuto altri rapporti sessuali non protetti: con altre partner, con le mogli. Una donna di 74 anni, pensionata e nonna già da un pezzo, si è trovata così malata di Hiv a causa di una scappatella del marito.”
Continua a leggere: Il giornale parla di untori trans a Milano e Arcigay risponde

Si pensa che, solitamente, chi è esperto di satira e di cultura, viaggi e società, non sia ancorato a pensieri e riflessioni un po’ borghesi. Stupisce, quindi, la risposta di Beppe Severgnini quando un ascoltare radio ammette di essere rimasto sorpreso di averlo sentito dichiararsi contrario alle adozioni gay (”Il suo pensiero limitato, sintetico e chiuso trova appoggio negli integralisti islamici, nei leghisti, nei seguaci della Chiesa. È in buona compagnia, ma non credo ne sia orgoglioso. Mi stupisce ciò che ha detto. Proprio lei, uomo di mondo e di viaggi.“). E cosa fa l’uomo? Si spiega e giustifica? Assolutamente no, ribadisce il concetto e rilancia ancora:
“Non sono favorevole all’adozione e, prima ancora, al matrimonio, che è per definizione l’unione di un uomo e di una donna. Non accetta il mio argomento? Provi a seguirmi. Perché, allora, il matrimonio non può essere fra tre persone? O fra quattro? O fra tre uomini, due donne e un avatar? Se la sua risposta fosse «Eh no, bisogna essere in due!», vuol dire che anche per lei esiste una definizione di matrimonio, basata su una categoria: il numero. Per me ce n’è un’altra: la differenza di sesso. Non lo chiede solo la religione cattolica; lo suggeriscono il buon senso, la storia e la natura (che punta, implacabile, alla procreazione e alla conservazione della specie).”
Inoltre tira in ballo anche Elton John e il figlio avuto con il compagno David Furnish:
Continua a leggere: Beppe Severgnini contro il matrimonio gay e le adozioni per gli omosessuali