Tutti gli articoli con tag paola concia

"Non si può dare del gay a un altro". Le reazioni del mondo lgbtq alla sentenza della Cassazione.

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack


Il coro del mondo lgbt italiano è unanime (o quasi): la sentenza della Corte di Cassazione emessa ieri è un passo importante e una vittoria non solo per colui che si era rivolto ai tribunali, ma per tutto il movimento e per le sue battaglie. Probabilmente pesa molto l’attesa del 23 marzo, quando un’altra sentenza, importantissima, dovrà essere emessa sui ricorsi di alcune coppie omosessuali che si son viste negare il diritto a celebrare pubblicamente la loro unione. L’attesa per questa nuova sentenza è molta, fuori e dentro la comunità lgbt italiana, perché da lì, dicono in tanti, può partire una nuova primavera dei diritti o l’arresto e la disillusione che in Italia non c’è spazio per le coppie di fatto omosessuali. E si dovranno trovare nuove strategie politiche e giuridiche.

Intanto quel che è accaduto ieri ha svegliato, in qualche modo, i mass media che, in casi come questi, ci si fiondano come api al miele. Il Corriere della Sera, ad esempio, ha intervistato un uomo di alta dignità come Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e ora eurodeputato del Pd. Crocetta è sempre stato un uomo che ha difeso e protetto la sua omosessualità, così come ha difeso e protetto la sua politica dagli sgherrami della mafia che lo voleva e lo vuole eliminato dalla terra. Del perché, hanno fatto bene i giudici, si dice assolutamente d’accordo:

“Assolutamente. Ma non solo per una generica difesa degli omosessuali come categoria a diverso orientamento sessuale. Per una questione di rispetto dell’individuo. Io posso essere gay e dirlo a tutti, come ho fatto io, ma posso esserlo e non volerlo dire a nessuno, condurre una vita dignitosa senza sbandierarlo ai quattro venti […] Anche se viene scritto in una lettera privata e si fa riferimento a episodi del passato di una persona si manca di rispetto. È la mia vita privata, siamo nella sfera della privacy. Qui è chiara la volontà dispregiativa. Perché devo essere definito gay se non voglio?”.

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E Paola Concia risveglia il Congresso Nazionale Arcigay

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Mondo

Qui a Perugia fiocca una neve che scioglie al contatto con il granito, ma il freddo si fa sentire fuori e dentro l’augusto Palazzo Priori - Sala dei Notari tutta dipinta e severa nella nobiltà che poco concilia con le asprità stagionali, così calde, pennellate, diamantine. È ovvio che in un clima invernale, il freddo possa entrare dagli usci e pervade la sala dove sono arrivati delegati da tutta Italia per la celebrazione solenne del XIII Congresso Nazionale Arcigay. Bella la location; ottimi i servizi e l’accoglienza. Tutto perfetto finché le lingue non si sciolgono, ed un po’ di quel freddo non entra in sala e risveglia un certo torpore. Qualcuno si mette di buona lena, ma è risvegliato dal sanguineo Gottardi, segretario nazionale uscente, che non transige sul rumorio in sala e spiascia biglietti agli ospiti per riuscire a stare nei canonici 5 minuti di saluti. Non ce la fa nessuno; tutti intenti a proclami doviziosi sulle proprie e altrui rivendicazioni. Ho assistito a parecchi Congressi, e non sono certo il tipo che riesce a scandalizzarsi per come vadano le cose.

Parleremo di altri, ma quella che riesce, nonostante ogni vana intenzione a catalpultare l’uditorio verso altri lidi, è lei, l’unica, attuale rappresentante del “cogito” parlamentare LGBT italiano: Anna Paola Concia.

“Ringrazio coloro che mi hanno invitata a questo Congresso; ma ringrazio di più coloro che non mi hanno voluto a questo Congresso. Il movimento deve rendersi conto che esistiamo e i conti vanno fatti con tutti. Oggi i peggiori nemici dei gay sono proprio i gay, il movimento che disconosce, che annulla una rappresentanza culturale ancor prima che politica”.

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XIII Congresso Nazionale. Arcigay fa autocritica nelle due mozioni e cerca un futuro. Ecco cosa non va!

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Famiglie Cronaca Salute

XIII Congresso Nazionale. Arcigay fa autocritica  nelle due mozioni e cerca un futuro. Ecco cosa non va!

Perugia è una piccola, deliziosa città umbra. Da qui, ogni anno, parte una marcia che raccoglie qualche centinaio di persone che raggiungono, tra dolci pendii e casolari, Assisi. È la marcia per la Pace; la stessa che probabilmente servirà ai congressisti di Arcigay per uscire da un rinnovamento mancato; l’eccesso di burocrazia e poteri che l’ha allontanata da una certa militanza che è diventata solitaria e poco incisiva. Così, mentre l’Italia sta ancora attraversando una trasformazione che riguarda la politica ma anche le idee e le azioni dei cittadini, certi egoismi esaltati dalla Lega, una crisi economica che presto presenterà un conto salato, tutto a scapito dei più deboli; anche i diritti civili omosessuali sembrano aver preso una china in discesa, una frantumazione di tante battaglie che dovevano portare risultati e ci siamo ritrovati invece di fronte a nuove omofobie; a preti che intendono togliere un sacramento ai gay, a nuovi predicatori-psichiatri che inventano cure “riparatrici” contro l’omosessualità; ad una Babele di disinformazione e linguaggi che hanno fatto arretrare i movimenti.

Le due mozioni che si discuteranno a Perugia, iniziano entrambe con un’autocritica alla luce del presente e di tre anni in cui è stato impossibile lo svolgimento di una concreta azione politica. A dirlo non siamo noi, ma la mozione “Essere futuro”, presentata da Paolo Patanè, in quota presidente al posto di Mancuso e Luca Trentini che si candida a sostituire in segreteria nazionale Riccardo Gottardi.

“Arcigay è apparsa incapace di elaborare una strategia politica alternativa, idonea a produrre politica in condizioni di assoluta impraticabilità dei percorsi parlamentari. Abbiamo perduto l’occasione di approfondire le opportunità legate alla strategia giudiziaria per l’affermazione dei nostri diritti, e quelle legate ad un rinnovamento delle caratteristiche della nostra comunicazione, fino a perdere del tutto l’iniziativa sul tema delle unioni e del matrimonio civile. In generale è mancata la capacità di sperimentare modalità e strumenti innovativi di proposta politica, come ad esempio, le leggi di iniziativa popolare […] Il risultato è stato un cortocircuito dei meccanismi di analisi e decisione politica; l’incapacità di elaborare una strategia; l’apertura di una stagione di veleni interna; la perdita di senso di ruolo per il Consiglio nazionale e per la stessa Segreteria. Arcigay è rimasta paralizzata su se stessa, subendo una perdita di consenso; uno scollamento della base associativa”.

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La vita dei gay nell'Italia 2010? Difficile e senza poteri

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Omofobia Edicola

Gay Power Come vivono gli omosessuali italiani? Quali sono le loro aspirazioni, i loro sogni rivolti non solo al privato ma particolarmente verso la politica e le sue rappresentanze? Sogni, aspirazioni, desiderio di non essere più trattati da cittadini di serie B; uomini e donne che nella loro condizione sessuale si sentono sempre più spesso emarginati, impauriti da un clima ostile verso di loro, in famiglia come nel lavoro e nella società. La crisi economica va di pari passo con la crisi delle libertà individuali. Così Sette, il magazine del Corriere della Sera si è chiesto come è la vita degli omosessuali in questa Italia e ha dato voce ad alcuni protagonisti di queste esistenze difficili, con un interessante reportage che verrà pubblicato domani.

Il servizio racconta gli amori, le paure, le battaglie ancora da vincere in questo Paese assetato di nuove legalità che riguardano le coppie di fatto e i singoli cittadini che amano altri cittadini dello stesso sesso. I problemi di visibilità e accettazioni, sono trasversali: toccano il mondo dello sport dove un’allenatrice viene diffidata dal dichiarare l’amore “proibito” per una sua compagna; un manager che può assistere il suo compagno malato grave grazie alla comprensione dei medici, ma potrebbe essere messo alla porta senza spiegazione alcuna. E ci sono coloro, tanti per fortuna, che spendono parecchio tempo della loro esistenza per dare dignità alla loro e altrui vita.

Sette, parla poi con alcuni protagonisti omosessuali come Alessandro Cecchi Paone, Angelo Pezzana storico fondatore del Fuori, e la deputata Pd Anna Paola Concia. Qualche tempo addietro Libero pubblicò un articolo mettendo il fila una serie di nomi importanti che farebbero il “Gay Power” italico. Ci finirono dentro anche chi delle battaglie glbt ne fa a meno, probabilmente, grazie ad una vita agiata tale da potersi concedere il disinteresse su tutta la linea. Il fantomatico “Potere Gay” o “lobbygay” venne anche gridato insensatamente quando Rocco Buttiglione fu bocciato come commissario europeo a causa di certe sue dichiarazioni che poco coincidevano con le idee liberali e libertarie dell’Europa che poco comprendeva forme di discriminazioni da parte di paesi membri. Ma ahinoi, in Italia non esiste una lobby gay. Magari!

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Enrico Oliari risponde alle parole di Francesco Zanardi: "Lo sciopero della fame non porta da nessuna parte ed è solo protagonismo"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Movimento Nozze e dintorni Cronaca

Enrico Oliari risponde alle parole di Francesco Zanardi: "Lo sciopero della fame non porta da nessuna parte ed è solo protagonismo"

Enrico Oliari era stato citato da Francesco Zanardi nell’intervista esclusiva che Queerblog ha voluto pubblicare per voi lettori. Come tante altre associazioni, era stato “accusato” di aver usato indifferenza e non aver appoggiato la decisione dello sciopero della fame della coppia gay. E ora, lui risponde alle provocazioni, cercando di spiegare il proprio punto di vista e ribadendo la sua contrarietà ad una simile scelta:

“Vi è la protesta di Francesco Zanardi, Manuel Incorvaia e “Cris Gi Bari”, fatta di un mix di scioperi della fame, comparse televisive, denuncie di immobilismo rivolte alle associazioni e molta ingenuità, ovvero un’azione estremamente violenta sotto il profilo culturale, ma che di certo non rappresenta il guadagno di nemmeno un centimetro sulla strada verso la meta”

Oliari non condivide e non concorda sulla scelta dei due, nemmeno per la loro decisione individuale d’agire:

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Maratona contro l'omofobia: per Paola Concia è un'occasione per rilanciare i diritti

pubblicato da Robo in: Omofobia Cronaca

L'onorevole Paola ConciaCome vi abbiamo già detto, ieri è stata presentata la Maratona contro l’omofobia. Si tratta di una ‘maratona’ istituzionale, come ci spiega l’onorevole Paola Concia:

“La maratona contro l’omofobia non è altro che la richiesta ai comuni, alle provincie e alle regioni di approvare mozioni contro l’omofobia a sostegno di iniziative delle istituzioni stesse e per sollecitare il Parlamento all’approvazione della legge contro l’omofobia e la transfobia in discussione alla Camera. I cittadini possono sollecitare i comuni, le province e le regioni ad approvare le mozioni”.

Abbiamo poi chiesto all’onorevole Anna Paola Concia cosa pensi quando si dice che è stucchevole innalzare la bandierina dell’omocausto nella Giornata della Memoria, quasi per volersi fare pubblicità:

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Nella Giornata della Memoria viene presentata la Maratona contro l'omofobia

pubblicato da Robo in: Camp Attack Attraversamenti di genere Omofobia Cronaca

Nella Giornata della Memoria viene presentata la Maratona contro l'omofobia

In questi momenti a Roma, presso la sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, Paola Concia sta presentando la Maratona contro l’omofobia, un’iniziativa del tavolo Lgbte del Partito Democratico e di Queer.SeL-Sinistra e Libertà per la cultura delle differenze.

“Abbiamo scelto la Giornata della Memoria per presentare l’iniziativa perché vogliamo ricordare che gli omosessuali sono stati anch’essi vittime di deportazione nei campi di concentramento. Vogliamo rendere evidente come la rimozione di ogni discriminazione del diverso debba rimanere in cima all’agenda politica di un paese che si definisce civile. Con Maratona contro l’omofobia il ricordo diventa iniziativa concreta”.

La Maratona contro l’omofobia è nata dopo la bocciatura della legge contro l’omofobia avvenuta lo scorso ottobre. Tramite mozioni promosse nei consigli comunali, provinciali e regionali si vuole sostenere la proposta di legge contro omofobia e transfobia di nuovo in discussione in Commissione Giustizia dal 10 dicembre 2009.

Foto | Maratona contro l’omofobia di PD/SEL

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Per Sabrina Ferilli, la sinistra parla troppo dei problemi dei gay e li rende antipatici (video)

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Bigodinerie Popular Tv

Per Sabrina Ferilli, la sinistra parla troppo dei problemi dei gay e li rende antipatici (video)

Ospite al Chiambretti night ieri sera Sabrina Ferilli si è resa protagonista di un’intervista nella quale ha, in maniera “sorprendente”, dato la sua opinione sulla situazione omosessuale in Italia. E, senza molta diplomazia, ha accusato la Sinistra di dare troppa importanza ai temi del mondo Lgbt, cosa che non rappresenta affatto la maggioranza del popolo italiano:

“La sinistra sbaglia nel momento in una coppia gay viene messa al primo posto di una coppia eterosessuale, intesa come famiglia nel senso tradizionale, e noi il senso tradizionale lo dobbiamo rispettare… perché invertire delle tendenze che sono giuste e si appoggiano su fondamenti giusti?”

Ci risiamo. Ecco sostituire il termine “normale” con “tradizionale” e ricominciamo con i profeti del nuovo millennio che dispensano pillole di saggezza al pubblico. E non ancora contenta, lancia un’altra accusa (sempre alla Sinistra):

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Lettera al Parlamento per lo sciopero di Francesco e Manuel. E la Concia insiste per mettere subito in calendario legge sulle unioni civili

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Movimento Nozze e dintorni Homosexual Intifada In Pride we trust Mondo

Lettera al Parlamento per lo sciopero di Francesco e Manuel. E la Concia insiste per mettere subito in calendario legge sulle unioni civili

La lettera, inviata dalle varie associazioni italiane Lgbt, è indirizzata a tutti i componenti del Parlamento italiano: da Renato Schifani a Gianfranco Fini, da Giulia Bongiorno a Giuseppe Palumbo. Tutti questi onorevoli sono stati contattati affinché possano intervenire in prima persona e decidere di prendere finalmente in considerazione la possibilità di rendere legge i diritti e i doveri delle coppie gay italiane e di riconoscerle ufficialmente.

Ricordando a tutti loro come il Trattato di Lisbona vieti qualsiasi trattamento inferiore o discriminazione verso l’omosessualità, chiedono che si metta la parola fine a questa indifferenza continua avvolge il mondo gay. Le persone lgbti continuano ad essere emarginate a causa del loro orientamento sessuale e sono consegnate ad un’ingiusta e insopportabile clandestinità sociale.

Infine, viene riportato agli occhi di tutti, che dal 4 gennaio due ragazzi hanno persino deciso di digiunare come protesta per questa situazione apparentemente immobile e invisibile a tutti (o quasi) i politici. Il gesto esprime la totale esasperazione del popolo gay, stanco di sentirsi un fantasma da parte dello stato. Per questo, per l’ennesima volta, chiedono a gran voce che venga discussa al più presto una legge in Parlamento. Per uscire, finalmente, da questo buio che avvolge, nascondendoci al mondo. E Paola Concia, inoltre, ribadisce ancora una volta, con fermezza e decisione, il suo impegno:

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Paola Concia rilancia: "A turno, non mangiamo, sostenendo così Manuel e Francesco per ottenere i diritti"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Movimento Nozze e dintorni Homosexual Intifada

Paola Concia rilancia: "A turno, non mangiamo, sostenendo così Manuel e Francesco per ottenere i diritti"

Dopo la notizia del malore che ha colpito Manuel Incorvaia, il quale ha dovuto interrompere lo sciopero della fame (mentre il compagno continua tuttora a non nutrirsi), Paola Concia, dalla homepage del suo sito personale, affronta l’argomento e rilancia la provocazione, chiedendo la collaborazione di tutti:

Manuel Incorvaia ha dovuto sospendere lo sciopero della fame per un malore, ma la protesta della coppia gay di Savona, che chiede la calendarizzazione delle proposte di legge sulle unioni civili, non si deve fermare”

Infatti, ospite questa sera della trasmissione ‘O’ su “Youdem”, insieme a Vanni Piccolo ed Alessandro Michetti (Insy Loan) la deputata ha esclamato:

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