Tutti gli articoli con tag outing

Il coming out (al contrario) di Renato Zero: "Io amo le donne, non sono gay"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Popular Coming Out

Renato Zero non è gay

Lo statuario Ricky Martin fa coming out e dichiara la sua omosessualità? Noi, in Italia, invece, abbiamo dato vita ad una moda al contrario. Renato Zero, uno dei simboli della musica dagli anni 70 ad oggi, ha rilasciato un’intervista “inaspettata”:

“Mi chiedono di fare outing, ma perché devo accettare l’idea di essere omosessuale quando so che ho amato e continuo ad amare donne?. Se arrivasse un uomo e mi provocasse un trauma formidabile non vedo che cosa ci sarebbe di male a starci insieme”

Se mi avessero dato un centesimo ogni volta che qualcuno ha usato la parola outing al posto di coming out ora starei pattinando in un attico a San Babila. Bene. Renato Zero è eterosessuale e io continuo a dormire sonni profondi. Ma questa notizia vi ha stupiti, infastiditi oppure non vi ha interessati?

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Mondiali 2010: un famoso calciatore fidanzato è gay. Chi è?

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Bigodinerie Popular Sport

World cup 2010 I Mondiali 2010 stanno per concludersi e un blogger inglese, star di un reality show, pochi giorni fa, si è sfogato sul suo portale, parlando di un giocatore segretamente gay con il quale avrebbe avuto una storia lunga 12 mesi. Inoltre, ha aggiunto che l’uomo è “molto conosciuto” ed impegnato per la coppa del mondo in Sudafrica.

Il post con la notizia è stato poi eliminato dallo stesso autore, accortosi del clamore mediatico che stava nascendo, ma prima, qualche lettore ha salvato la pagina, rendendo più alta la curiosità sull’identità del giocatore. I due si sarebbero incontrati in un locale e scambiati il numero di cellulare, a fine serata: per ben 12 mesi, e con frequenza di tre incontri a settimana, i due avrebbero fatto sesso in un motel discreto alle spalle della fidanzata.

Ma la pressione per la situazione è aumentata sempre più: il timore di essere scoperto e l’ansia di non farsi scoprire dalla compagna, l’ha fatto allontanare dal suo amante. I rapporti tra i due sono diventati tesi e il blogger, ancora invaghito, si è visto recapitare da parte del suo ex compagno alcune sue foto, in atteggiamenti intimi con altre donne. E così ha scelto di sfogarsi sul suo sito, facendo nascere il quesito su chi sia l’identità del calciatore misterioso… Avete idee?

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Bradley Manning, analista dell'esercito, traditore della patria e... vittima di un outing?

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Cronaca Mondo Storia gay

Bradley Manning, analista dell'esercito, traditore della patria e... vittima di un outing?“Io giuro fedeltà alla Bandiera degli Stati Uniti d’America, e alla Repubblica che essa rappresenta, una Nazione guidata da Dio, indivisibile, con libertà e giustizia per tutti”.

Questo è, in linea di massima, il principio che meglio rappresenta il pensiero del codice ufficiale che regola le leggi federali. Il giuramento deve essere effettuato stando sull’attenti verso la bandiera e con la mano destra sul cuore. Ed è probabilmente proprio questo, il cuore, ad aver provocato una serie di eventi e conseguenze che adesso stanno scuotendo le coscienze americane.

Bradley Manning è un analista dell’esercito Usa di stanza a Baghdad ed è colui che è accusato di aver consegnato video e documenti a Wikileaks.org che appartenevano alla riservatezza dell’ambiente militare. Non pochi file, bensì circa 260.000 documenti, inviati e pronti per essere distribuiti e resi pubblici. Uno di questi è già stato distribuito, con il video della strage civile a Baghdad: tra di essi, anche alcuni bambini. Vi chiederete questo argomento che relazione abbia con il mondo Lgbt e con Queerblog; purtroppo il legame pare essere molto profondo e riguarda proprio Bradley Manning:

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Valerio Scanu non è gay (e non conosce il significato del termine "outing")

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Bigodinerie Popular Coming Out

Valerio Scanu non è gay (e non sa il significato del termine "outing")

Valerio Scanu, insieme a Marco Carta sono nel mirino di coloro che insistono e attendono un coming out dei due cantanti. Ma loro, niente, irremovibili. Anzi, al secondo iniziano pure a girare ad elica per questa storia, ribadendo delusione e rabbia per le sue foto online spuntate su siti gay (quella con la piastra per i capelli, avete presente?). Valerio Scanu, invece, è colui che passa la sera prima di Sanremo a fare la tinta dei capelli a Noemi e vive in casa con il grande e unico amore: il suo cane. Ulisse? Maciste? Hulk? No, Miranda.

Ma in una delle sue ultime interviste, punzecchiato dal giornalista, anche Scanu ha voluto ribadire la sua ferma e decisa eterosessualità, negando la voce:

“Lo si dice per quasi tutte le persone del mondo dello spettacolo. Se lo fossi, non avrei problemi a fare outing. Ho un mucchio di amici gay che parlano tranquillamente della loro sessualità”

Valerio… Coming out, non outing…

Via | Voce
Foto | ValerioScanu, fansclub

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Si finge lesbica per capire come la Chiesa Cattolica tratti il coming out

pubblicato da giovanni molaschi in: Lesbo e altre catastrofi Vaticanerie


Nello stesso giorno in cui una lesbica veniva riconosciuta come il padre di un neonato, una giornalista dell’Unità ha provato a condividere la sua presunta omosessualità con una serie di sacerdoti per supporre come il coming out venga interpretato all’interno di un confessionale.

Il pezzo evidenzia, come è logico che sia, che sull’argomento le linee guide spesso sono diverse da quelle applicate. Non dimentichiamoci che all’interno della Chiesa Cattolica, malgrado le opinioni differenti tra di loro, convivono il gay friendly don Gallo e l’omofobo Cardinal Bertone.

Con voi non vorrei ragionare tanto quanto sull’intolleranza che il Papa, e colleghi, applicano nei confronti di gay e lesbiche. Con voi vorrei capire il bisogno, spacciato per universale, di alcuni di sentirsi parte comunque della comunità cattolica.

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L'Harry Potter, Daniel Radcliffe smentisce voci sulla sua omosesualità

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Popular Cinemalandia

Il fatto che lui si dedichi a cause, anche nobili, per la comunità omosessuale, non significa che sia gay. Non è il solo e non il primo a sposare battaglie e campagne di aiuto alla senza che necessariamente debba appartenere alla nostra comunità. Inutile, e anche stupido, un certo outing che gonfia i gossip ma che non procura alcunché. Insomma, Daniel Radcliffe, il “maghetto” amato da milioni di estimatori nel pianeta della saga Harry Potter non è omosessuale. Lo smentisce lui stesso in una intervista rilasciata ad MTV.

“Se vogliono possono pure dirlo, ma io non sono omosessuale”.

Per molti, tra una magia e l’altra, Daniel è diventato, ora un sex symbol per poi mostrarsi in costumi adamitici nello spettacolo “Equus”. Quel che per lui era “altra” fantasia e voglia di scoprire altri mondi, è stato sempre più spesso letto come desiderio di rivelare quel che non c’era. La saga di Rowling ha portato a Daniel, fama e un sacco di danaro, non certo l’omosessualità, e anche una certa, fresca maturità, se dice, come dice: “Beh, volete dire che sono gay? Accomodatevi, ma io sono altro”.

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Nichi Vendola e la sua omosessualità in famiglia

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Coming Out Famiglie Cronaca

Nichi Vendola, Chianciano 24 gennaio 2009

Può un politico, in piena campagna elettorale per le elezioni regionali, mettere in campo oltre alla verve che gli è propria sulle questioni di territorio, di gestione della cosa pubblica, dei problemi del suo elettorato e della sua regione, anche una liason più personale, quasi intima, che serva a conoscerlo anche nelle sue ragioni personali, familiari; nelle sue scelte che bypassano la politica stessa per narrare una condizione poco esaltante in questo paese, come quella di essere omosessuali; esserlo da cittadino ancor prima che da politico?

Nichi Vendola, politico navigato prima in Parlamento e poi, a furor di popolo, come governatore della sua regione Puglia; poeta riconosciuto e aedo di questo travagliato mondo; amato e disprezzato quasi senza una linea intermediaria; presente come pochi agli appuntamenti del movimento, ha rilasciato una intervista ad un settimanale, in cui racconta gli esordi e il dopo della sua vita omosessuale in famiglia.

“Per i miei genitori la rivelazione fu sconvolgente. Il dolore e l’incomprensione fra noi sono durati molti anni. Non ci siamo mai dati l’esilio vicendevolmente, ma è stata dura”.

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Roberto Bolle: "L'outing? Lo fai se lo vuoi"

pubblicato da mario cirrito in: Palcoscenico Storia gay

Probabilmente la pruriginosità dei magazine ad alto tasso di gossip, cerca di svelare verità difficili a raccontarsi; centrare uno scoop che non ci sarà mai, perché il ragazzo è tosto e sa che certe cose in Italia è meglio non dirle; è meglio tenerle per sé. Se poi, il ragazzo in questione, si chiama Roberto Bolle, la prudenza si fa più accesa e quasi obbligatoria.

L’adone, lo splendido ballerino, étoile del Teatro alla Scala, ha deciso di tornare a parlare di omosessualità dalle pagine del settimanale “A”, in edicola oggi, a pochi giorni dal Gala in favore del’Unicef, che vedrà la partecipazione di Bolle all’Arena Flegrea di Napoli.

“Outing? Lo fai se lo vuoi. Il privato è privato per tutti! La società si è evoluta e non credo esistano pregiudizi nei confronti dei gay. Ma il punto è - spiega al settimanale ‘A’ - che io non mi sono mai pronunciato e mi sono ritrovato al centro di un caso senza che nessuno mi avesse chiesto niente. Non lo trovo giusto”.

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A margine della vicenda Boffo-Feltri: che ne pensate dell'outing?

pubblicato da Robo in: Movimento Citizen Gay Coming Out

A margine della vicenda Boffo-Feltri: che ne pensate dell'outing?

La vicenda Boffo-Feltri – che ancora presenti lati oscuri su entrambi i versanti – ha riportato in auge la pratica dell’outing. Prima di tutto, ancora per una volta, spieghiamo i termini (i giornali fanno una confusione incredibile in questo) coming out e outing. Con coming out si intende la decisione di dichiarare pubblicamente la propria omosessualità; con outing si intende il rivelare l’omosessualità di una persona senza il consenso di questa. Pertanto se io dico che sono gay sto facendo coming out; se rivelo che X è gay sto facendo outing.

L’outing è spesso usato con fini politici per evidenziare l’eventuale incoerenza tra la vita pubblica (e magari moralizzatrice) di un personaggio e quella privata (e magari libertina). In questo campo le posizioni sono diversissime fra loro: c’è chi sostiene che l’outing vada sempre fatto, chi sostiene che la privacy ha la supremazia in tutto; chi appoggia l’outing in determinate circostanze e chi proprio non lo tollera. A molti di noi è capitato di incontrare quel personaggio velato politico e/o dello spettacolo e/o ecclesiastico per locali gay; qualcuno di noi ha anche approfondito la conoscenza di tizio o caio e, forse, la tentazione di rivelare qualcosa in determinati contesti l’abbiamo avuta.

Un sondaggio di NapoliGayPress evidenzia come la maggioranza degli utenti siano a favore dell’outing: non so perché, ma mi aspettavo posizioni più moderate. Forse la popolazione glbtqqi italiana si è stancata di dover far sempre finta di niente…

Se il coming out, allora, può essere una pratica di liberazione soprattutto per chi si presenta come è realmente, come potremo definire l’outing? Voi che ne pensate? Siete favorevoli all’outing?

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Minacce di morte allo scrittore e giornalista gay Maurizio Gregorini

pubblicato da Robo in: Omofobia

Maurizio GregoriniMaurizio Gregorini (in foto) - poeta, scrittore e giornalista romano - conduce su Teleroma 56 Outing, programma a tematica gay. Nella puntata del 14 febbraio, ha ricevuto in studio degli sms con minacce di morte, come il seguente:

“Maiali rotti in culo per voi faremo nuovi lager. Vogliamo la razza pura, ne vedrete molti di più di morti froci e lesbiche”.

Maurizio Gregorini ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Roma tramite l’avvocato Daniele Stoppello, responsabile legale di Arcigay Roma, presente in studio durante la trasmissione, che ha dichiarato:

Ero presente in studio quando tra i vari sms inviati in trasmissione sono giunti anche questi messaggi minacciosi ed intimidatori. Trovo inaccettabile che in un programma in cui si tratta il tema dell’omofobia intervengano persone così violente nel pensiero e così irresponsabili da non temere di poter essere perseguiti penalmente. Credo che la denuncia in simili casi sia l’unico modo per far emergere le proporzioni dilaganti della violenza omofobica, esternata facilmente per l’assenza di leggi specifiche che tutelino le persone lesbiche, gay”.

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