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Vietato discriminare gli omosessuali nella nostra Pubblica Amministrazione

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Famiglie Omofobia

Vietato discriminare gli omosessuali nella nostra Pubblica AmministrazioneChissà se piacerà anche a Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, questa nuova legge che, passati i canonici tempi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale diventerà operativa e obbligatoria; ovvero che sarà vietato nella Pubblica Amministrazione ogni tipo di discriminazione verso le persone omosessuali. Molte le cose che ci dividono da lui ma credo che su certi argomenti l’intesa è possibile e fattiva.

Una cosa è certa, e riguarda sia il ministro, sia i dirigenti e tutte le persone preposte al funzionamento della mastodontica macchina della PA: l’orientamento sessuale non può essere elemento discriminante. È certo che non basterà una legge, perché a questa va coniugata una informazione e una sensibilizzazione che riguarderà tutti i soggetti impegnati, ma che esista questo spazio di tutela e garanzia per le persone omosessuali nell’ambito della Pubblica Amministrazione , è cosa buona e utile. Spiega Antonio Rotelli, avvocato della Rete Lenford:

Da quando entrerà in vigore con la pubblicazione in gazzetta ufficiale si potrà far conto anche sull’articolo 21 di questa nuova legge per difendere le persone omosessuali dalla discriminazione nei luoghi di lavoro pubblici. Secondo il nuovo testo di legge le pubbliche amministrazioni devono garantire: “parità e pari opportunità tra uomini e donne, nonché l’assenza di ogni forma di discriminazione, anche in base all’orientamento sessuale del lavoratore, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro”.

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"Uomo fobia" secondo il Popolo della Vita

pubblicato da francesco in: Omofobia Cronaca


E’ da più di una settimana che i muri di Roma sono tapezzati di manifesti come quelli che vedete nella foto. Io personalmente li ho visti affissi soprattutto a Roma nord, ma si incontrano anche in centro, per esempio a piazzale Flaminio.

Lo slogan “Uomo fobia” e il riferimento alla pillola abortiva RU-486 si fondono in un mix non inedito, anzi ben consolidato, massimalista e, per dirla alla romana, “caciarone”: la critica alla tutela legale del diritto di omosessuali e transessuali a non avere paura dell’omofobia, del preguidizio, della discriminazione e della violenza vanno di pari passo con la battaglia per togliere alle donne il diritto all’autoterminazione, in nome di un presunto rispetto della vita umana (eterosessuale), che si celebrerà in una “Festa della vita”.

La manifestazione, che si svolgerà il 12 e 13 dicembre, viene promossa in questo modo da un gruppo che si firma Il Popolo della Vita. Chissà se quel popolo ha a cuore anche la vita di gay, lesbiche e trans uccisi per l’odio nei confronti del loro orientamento sessuale e della loro identità di genere. Chi ha paura dell’uomo, inteso come termine plurale che assomma molte diversità senza annullarle, loro o le perosne lgbtqi che chiedono tutela e diritti?

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Arcivescovo Tomasi: "Preti pedofili? No, sono omosessuali attratti da maschi adolescenti"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Camp Attack Vaticanerie Omofobia Cronaca

Arcivescovo Tomasi: "Preti pedofili? No, sono omosessuali attratti da maschi adolescenti"
I preti pedofili sono sempre stati al centro di uno scandalo che ha scosso (e ancora oggi lo fa) per anni e anni la Chiesa. Ma pochi giorni fa, l’osservatore permanente della Santa Sede, presso le Nazioni Unite, l’arcivescovo Silvano Tomasi ha affrontato l’argomento spinoso. In che modo? Tentando di scaricare l’orrore dell’accusa verso settori da sempre scomodi per il Vaticano e la Chiesa:

“La maggior parte del clero cattolico che ha commesso questi atti, non è rappresentata da pedofili, bensì da omosessuali attratti da maschi adolescenti. Di tutti i preti coinvolti negli abusi dall’80 al 90% appartenevano a questo orientamento sessuale minoritario, impegnati sessualmente con ragazzi adolescenti fra gli undici e i diciassette anni”

Un commento che ha fatto gridare allo scandalo la stampa, indovinate tranne in quale Paese? L’italia? Fuoco! Ma l’arcivescovo Tomasi non si è fermato qua e dopo aver associato i pedofili agli “omosessuali attratti dai maschi più giovani”, ha anche altri affondi a tutto campo:

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Paola Concia incontrerà Mara Carfagna per parlare della legge sull'omofobia

pubblicato da Robo in: Culture Omofobia Cronaca

Paola Concia incontrerà Mara Carfagna per parlare della legge sull'omofobia

Paola Concia ha chiesto un incontro urgente al ministro Carfagna per parlare delle iniziative legislative contro l’omofobia:

“Sono sinceramente contenta che la Ministra Carfagna sia arrivata alla conclusione che serva una norma contro l’omofobia. La Ministra Carfagna sa benissimo che, per venire incontro alle osservazioni della maggioranza, otto mesi fa ho proposto in Commissione Giustizia, nel mio ruolo istituzionale di relatrice, un testo unificato che prevede l’aggravante per i reati di omofobia e transfobia. Il testo è già frutto della mediazione con la maggioranza ed è’ pronto per essere votato in Commissione prima e poi in Aula. È il Pdl che finora non si è espresso. Ho proposto il testo unificato nello spirito di unità e condivisione tra maggioranza e opposizione per la risoluzione di un problema così grave. Mi auguro che la ministra Carfagna sappia cogliere questo spirito e lavorare insieme per raggiungere un grande obiettivo di civiltà. Per questo chiedo alla Ministro, nella mia veste istituzionale di relatrice, un incontro urgente per creare in Parlamento le migliori condizioni per una larghissima condivisione di un provvedimento così importante e urgente”.

E Mara Carfagna ha accettato la richiesta della Concia: l’incontro si terrà dopo la Conferenza internazionale contro la violenza sulle donne, che si concluderà a Roma il 10 settembre. Al vaglio due ipotesi: accelerare l’iter della proposta della Concia, depositata in Commissione Giustizia, oppure coinvolgere direttamente il governo. Il ministro Carfagna così spiega:

“L’obiettivo è comune: quello, cioè di rendere più severe le pene per chi compie un reato legato alla discriminazione per orientamento sessuale. Nel frattempo è fondamentale rompere la spirale dell’emulazione, condannare duramente gli episodi di questi giorni”.

Foto | paolaconcia.it

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Che piaccia o meno noi gay esistiamo in natura

pubblicato da Robo in: Culture Omofobia

Che piaccia o meno noi gay esistiamo in naturaNel gran turbinio dei fatti omofobi di questi giorni mi è tornata in mente una celebre frase di Alfred Kinsey (in foto). Il famoso sessuologo nel 1948 scrisse Il comportamento sessuale nell’uomo nel quale troviamo questo prezioso passaggio:

“Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso”.

Eppure a distanza di sessant’anni dalla pubblicazione di questo testo (edito nel 1950 in Italia) c’è ancora chi non se ne fa una ragione e vuole ricondurre il tutto al bianco o nero.

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Mamma, il coinquilino è gay!

pubblicato da andrew in: Citizen Gay

Il fenomeno dell’emigrazione dai piccoli paesi alle grandi città per motivi di studio è molto rilevante e lo è ancor più che in passato. Per tanti ragazzi gay e lesbiche che son cresciuti in realtà più piccole lasciare il nido familiare ed andare a vivere da soli in una realtà molto più grande è una vera e propria svolta. Ma i primi nuovi ostacoli che il giovane omosessuale in erba è costretto ad affrontare è il molto spesso la ricerca di un casa con i coinquilini “giusti” con i quali bisogna necessariamente fare i conti se si vuole finalmente avere un assaggio di vita serena soprattutto qualora si venisse da una realtà bigotta ed oppresiva.

Per continuare in parte il nostro viaggio nel mondo del Coming Out ho preso spunto da una lettera che una mamma americana ha spedito a diversi giornali chiedendosi cosa ci fosse di male a volere che il proprio figlio, pur dopo aver convissuto con le persone dei più disparati backgrounds culturali, vistosi assegnato al college un compagno di stanza dichiaratamente gay, ne avesse assegnato uno nuovo.

Mi sembra assolutamente ovvio che quel che ha mosso questa zelante mamma preoccupata per le sorti del suo povero ed evidentemente non più tanto piccolo figlio, che si è vista rispondere dalla scuola, peraltro per pura ironia della sorte persino non laica, che stava implicitamente chiedendo di mettere in atto una discriminazione nei confronti dell’altro ragazzo, è soltanto una buona dose di ignoranza.

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Coming out: al lavoro una strada in salita

pubblicato da andrew in: Arte e cultura Coming Out

Siete gay o lesbiche e non siete dichiarati a lavoro? Tranquilli, siete in buona compagnia: secondo dei recenti sondaggi americani infatti, nonostante negli ultimi vent’anni le persone “uscite dall’armadio” siano state, in generale, gradualmente sempre più accettate, il 44% degli omosessuali statunitensi intervistati non si sentirebbero a proprio agio a parlare di questioni inerenti il mondo LGBT con i propri colleghi e ben il 78% avrebbe paura a farsi vedere vicino al proprio luogo di lavoro insieme al proprio compagno o alla propria compagna.

Nella relazione di questo interessante studio, che mette sotto la lente d’ingrandimento soprattutto persone di un’età compresa fra i 30 ed i 40 anni cresciute quindi in una situazione meno ostile a quelle della generazione precedente, si possono leggere, com’è facile immaginare, le più disparate storie e situazioni: dal dipendente di una nota azienda di ristorazione che, mentre invidia chi può tranquillamente essere se stesso, nasconde il suo orientamento ed inventa persino delle relazioni con delle donne per paura che la propria omosessualità possa essere di ostacolo alla sua carriera, come la storia di un manager della stessa azienda, con grandi responsabilità, che ha deciso di non mentire rischiando grosso ma guadagnandosi una buona dose di serenità.

Certo è che se la legislazione americana offre ancora solo in pochi stati protezione alle persone che subiscono mobbing o arrivano addirittura ad essere licenziate a causa del loro orientamento sessuale, il lavore dipendente italiano, vista la totale assenza di ogni protezione, deve pensarci almeno il triplo prima di fare un eventuale passo falso di questo tipo.

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Usa: il Senato discute l'estensione della protezione alle persone transgender

pubblicato da andrew in: Citizen Gay Attraversamenti di genere Mondo

Festeggiano gli attivisti transgender degli Stati Uniti: Dwight DeLee, 20 anni, arrestato per aver ucciso lo scorso Novembre Lateisha Green all’uscita di una festa, è stato condannato a scontare dai 10 ai 25 anni di carcere. Il clamore è dovuto al fatto che DeLee è solo la seconda persona negli USA, dopo un unico recentissimo precedente dello scorso aprile, a cui è stata imputata l’aggravante di “crimini d’odio” per l’assassionio di una persona transgender.

Lateisha, al momento del suo assassinio, si trovava in macchina con il fratello quando DeLee le è piombato addosso sparandole con la sua calibro 22.
Lo stato di New York, dove si è svolto l’episodio, come più della metà degli stati USA prevede la protezione delle potenziali vittime di crimini d’odio includendo fra di esse quelle potenzialmente prese di mira per il proprio orientamento sessuale ma non per l’identità di genere riconosciuta solo in 11 stati. L’originaria legge sui crimini d’odio, datata 1968 dopo l’assassinio di Martin Luther King Jr. , prevdeva che le categorie a rischio fossero i discriminati in base alla razza, il colore della pelle, la religione e la nazionalità. Per inserire in gran parte degli stati, ma non ancora nella legge federale, come movente l’orientamento sessuale si è dovuto aspettare il 1998 con il celebre e tragico assassinio di Matthew Shepard che scosse gli animi degli americani.

Giovedì il Senato ha però discusso l’estensione della protezione federale prevista per le potenziali vittime dei “crimini d’odio” anche alle persone esposte ed attacate per questioni di sesso, identità di genere, orientamento sessuale e disabilità. Queto significa che, se la proposta di legge terminerà positivamente il suo iter di approvazione, la protezione delle persone omo e transessuali esposte ai crimini d’odio non riguarderà più i singoli stati ma sarà regolata dall’estensione della legge federale approvata in prima istanza nel 1968. Un gran bello scarto con il nostro paese dove abbiamo dovuto sentire di Senatori che chiedono al Signore che non vengano inserite norme antiomofobia nel pacchetto sicurezza, vi pare?

Foto | Apbailey

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South Park: Kanye West è un..."gay fish"

pubblicato da andrew in: Tv

I dissacranti cartoni americani tornano periodicamente al centro dell’attenzione per le battute riguardanti il mondo omosessuale. Poco tempo, in un post dedicato ai Griffin, molti dei commentatori eleggevano altre serie animate a esempi di satira ben confezionata. Fra le serie citate come migliori c’era South Park che, come ben sappiamo, non guarda davvero in faccia a nessuno. Stavolta la vittima del serial americano è Kanye West, cantante R’n'B di cui vi avevamo già parlato qualche mese fa.

La puntata di South Park trasmessa in America lo scorso mercoledì ha visto il cantante vittima di uno scherzo che solo il suo personaggio non capiva. Dopo la domanda di Cartman “Ti piacciono i bastoncini di pesce?”, ad una risposa affermativa della parodia di West veniva fatta seguire la risposta “Then you’re a gay fish!”. Ma mentre tutti percepivano immediatamente lo scherzo e lo trovavano divertente, la versione cartoon del cantante prendeva le parole di Cartman sul serio tanto da iniziare un viaggio alla ricerca di un suo eventuale compagno acquatico poi individuato, alla fine dell’episodio, in una carpa.

West, quello vero, nell’ultimo anno ha parlato diverse volte dell’argomento omosessualità, rispondendo fra l’altro a chi metteva in evidenza il suo abbigliamento definendolo “gay” affermando che veste solo in maniera creativa e che la parola “gay” non dovrebbe essere usata come un insulto. Questa parodia sembra l’ennesimo episodio che, se da una parte fa tornare al centro dell’attenzione il probema dell’uso improprio di alcuni termini legati al mondo LGBT, riaccende contemporaneamente il dibattito fra queste serie animate, decisamente pensate per un pubblico adulto o comunque ad esso più adatte, e dei temi come quelli dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, di cui, al di là del registro usato, rimane ancora parecchio difficile parlare senza cadere in banalità e luoghi comuni.

Dopo il salto potete vedere un estratto della parte finale dell’episodio interamente visibile tramite il sito di South Park: l’amore fra West e la carpa!

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Cattolica: quando il commesso gay ha una marcia in più

pubblicato da andrew in: Orpelli Fashion World

Una famiglia di Cattolica, moglie architetto e marito designer alla ricerca di personale in vista dell’apertura della propria nuova boutique, ha attirato l’attenzione degli avventori e dei frequentatori della zona del nuovissimo negozio con degli annunci dalle richieste piuttosto…specifiche! Marco Morosini, formatosi mella scuola di Oliviero Toscani, ha infatti lasciato affisso fuori dal proprio locale, la «Bottega Brandina», dove tutti gli articoli sono originalmente realizzati con il tipico tessuto a righe del lettino mare, un avviso di ricerca del personale del tutto inedita:

«CERCASI commesso/a preferibilmente gay»

Il designer, prima dell’inaugurazione di oggi pomeriggio, è sembrato voler anticipare le insinuazioni dei maligni circa la pubblicità che il clamore di questa preferenza molto selettiva avrebbe portato alla sua nuova attività:

«Io credo che sia ora di finirla con tutti questi falsi moralismi. perché stiamo parlando di persone che hanno invece una marcia in più e che io stesso conosco e per le quali provo profonda stima. Io ritengo che per un’idea ed una proposta commerciale come quella di “Bottega Brandina” fosse necessaria una sensibilità di un certo tipo e penso di averla trovata»

Morosini ha inoltre dichiarato che durante l’inaugurazione di oggi sarebbe stato proiettato un video realizzato montando i diversi colloqui di lavoro di quanti, sia etero che gay, si sono presentati per ottenere il posto, non solo a dimostrazione della sua teoria ma anche come messaggio nei confronti dell’opinione pubblica. Mistero, fino alla festa d’apertura di oggi, sulla persona che è stata poi effettivamente assunta per lavorare nel’estroso locale.

E voi cosa ne pensate? Credete anche voi che essere omosessuali costituisca una marcia in più per quanto riguarda capacità intellettive, gusto e creatività? Ma soprattutto vi presentereste mai ad un colloquio allegando il vostro orientamento sessuale al curriculum?

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