Esce oggi Coming out. Venticinque storie per uscire dall’armadio di Pupa Pippia per i tipi di Nutrimenti edizioni. L’autrice, che ha gestito un locale gay friendly a Roma, racconta diverse storie – venticinque, come recita il sottotitolo – di coming out.
Storie brevi, ben scritte e ben strutturare. E, soprattutto, sono storie oneste. Non si tratta, infatti, di tutte storie a lieto fine in cui i genitori non fanno altro che aspettare che il proprio figlio sia diverso (anzi, l’unica madre alternativa dei racconti quando sa dell’omosessualità della figlia ha una reazione sconcertante) e nemmeno solo storie truci di figli mandati a vivere sotto i ponti. Sono storie che potrebbero capitare – o essere capitate – a ognuno di noi: chi scopre un mondo tramite internet, chi ne parla in maniera tranquilla e chi decide di non dire nulla, chi viene accolto anche se con sofferenza e chi decide di lasciare la propria famiglia per vivere pienamente, chi quasi si scandalizza che il padre sia tanto tranquillo dinanzi alla rivelazione e chi invece si rende conto che per i genitori è più importante la tranquilla quotidianità e (quasi) preferiscono non dare peso a quanto detto loro.
Lo stile di Pupa Pippia è coinvolgente e ironico, sferzante e compassionevole (se di uno stile di scrittura si può dire compassionevole). Leggiamo nella premessa:
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Ci sono delle storie che rimangono nella memoria collettiva. E ci sono altre storie che raccontano di queste storie. Nel 1998 Matthew Shepard venne ucciso da due ragazzi perché gay. Solo perché gay. Era il 7 ottobre di undici anni fa quando il ventunenne Matthew fu derubato, picchiato selvaggiamente, legato ad una staccionata e lasciato lì a morire. Evento, questo, che avvenne dopo cinque giorni durante i quali Matthew non riprese più conoscenza e rimase sempre in rianimazione. Partendo da questo evento tragico, Percival Everett scrive il suo romanzo – Ferito – pubblicato in Italia da Nutrimenti e da un paio di settimane in libreria, tradotto da Marco Rossari.
È un romanzo con uno stile particolare, che va letto con molta attenzione, per coglierne le sfumature e gustarne la robustezza. Il romanzo è ambientato nella profonda America, così profonda da far assumere contorni sfumati a parole quali libertà e tolleranza. Da profonda quest’America diventa desolata e l’autore ci mostra una terra in cui l’omosessualità viene quotidianamente rifiutata da un mondo rozzo e intollerante che nega ogni differenza.
E proprio questa connotazione è alla base della motivazione dell’assegnazione, nel 2006, dell’USA Pen Literary Award a questo testo:
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