
Pochi giorni fa vi abbiamo informato della norma contro l’omosessualità ufficializzata in Uganda: invece pare sia previsto un “alleggerimento” delle pene inflitte ai gay condannati. Sembra infatti che non sarà più attuata la pena di morte che gli attivisti Lgbt cercavano disperatamente di fermare.
Ora i gay non saranno più condannati bensì mandati ad un corso per convertire gli omosessuali. Proprio James Nsaba Buturo, ministro responsabile dell’etica e dell’integrità, parla di una legge modificata e presentata al Parlamento tra qualche settimana.
Resta quindi ancora attiva l’assoluto scopo di “protezione verso le famiglie tradizionali e i bambini” nonostante non si sappia quale pena verrà inflitta a chi non denuncia un conoscente macchiatosi di omosessualità. Quindi niente pena di morte (forse) a patto che i gay diventino etero seguendo un programma adatto a debellare questa ipotetica malattia. Anche se non sono romano, concedetemi questo pensiero spontaneo: “Annamo bene…”
Foto | BoxTurtleBulletin
James Nsaba Buturo (in foto) è il ministro per l’Etica dell’Uganda. In questa veste ha accusato alcuni Paesi dell’ONU di voler diffondere l’omosessualità nel mondo. Il ministro ha dichiarato:
“Alle Nazioni Unite, sono in corso tentativi da parte di alcuni paesi di imporre l’omosessualità agli altri come noi. Abbiamo saputo che vogliono far passare sottobanco delle disposizioni sull’omosessualità. Abbiamo appreso delle nostre fonti che alcuni vogliono utilizzare questa conferenza per proteggere gli omosessuali”.
Giusto per fare chiarezza, Buturo ha affermato che l’omosessualità è “contro-natura, anormale, illegale, pericolosa e sudicia”. James Nsaba Buturo non è nuovo a queste affermazioni. Qualche tempo fa, nel proporre una legge che riconoscesse come criminali chi si definiva gay o lesbica, aveva dichiarato:
“Il nostro benessere morale è messo alla prova e noi siamo preoccupati per il proliferare di lesbiche e omosessuali. Dieci anni fa, questo fenomeno non esisteva, ma la malattia si è infiltrata ovunque”.
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Continua la campagna dell’Uganda nel promulgare leggi contro i gay. Il ministro per l’Etica e l’Integrità – James Nsaba Buturo – ha dichiarato in una conferenza stampa:
“Il nostro benessere morale è messo alla prova e noi siamo preoccupati per il proliferare di lesbiche e omosessuali. Dieci anni fa, questo fenomeno non esisteva, ma la malattia si è infiltrata ovunque”.
Cioè dieci anni fa in Uganda non c’erano gay e lesbiche? Sarà… Il ministro ha poi aggiunto una frase agghiacciante:
“Vogliamo adottare una legge per cui se qualcuno è omosessuale o confessa di essere omosessuale o lesbica, allora è un criminale”
Via | Notizie Alice
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