
Antonio Di Pietro rappresenta l’eccezione nella politica italiana, uno tra i pochi ad appoggiare e sostenere le nozze gay. L’esponente dell’Italia dei Valori ha, infatti, stretto una collaborazione con Franco Grillini per agire concretamente in merito alle nozze gay. Attraverso una proposta di legge. Ecco il comunicato reso pubblico:
“L’Italia dei Valori ha presentato alla Camera la proposta di legge, n. 5338, recante Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Dopo gli interventi della Corte costituzionale e di quella di Cassazione, che hanno riconosciuto la rilevanza sociale delle famiglie formate da persone dello stesso sesso, nonché la necessità di garantire i diritti fondamentali delle persone che le compongono, inclusi i loro figli, è giunto il momento che il legislatore si assuma la responsabilità storica di rendere egualitario il matrimonio civile”
E non finisce qui… Cliccate dopo il salto:
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Era il lontano giugno 1992. Gianni Delle Foglie e Ivan Dragoni, all’epoca si unirono civilmente con rito civile, a Milano, in Piazza della Scala. Furono tra i primi protagonisti di un rito/cerimonia simulato. Lo racconta Paolo Hutter, ai tempi consigliere comunale:
“Nel giugno del 1992 lanciammo il movimento per il riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso, con una cerimonia-manifestazione. Simulai il rito dichiarando unite civilmente dieci coppie omosessuali, nove maschili e una femminile”
Era stato effettuato come simbolo e azione positiva per eventuali prossime unioni, con un riconoscimento dei diritti civili. Purtroppo, mentre negli altri paesi la situazione sta effettivamente cambiando, oggi l’Italia, sotto questo punto di vista, sembra addirittura essere regredita rispetto a vent’anni fa…
Fonte | Repubblica
Uno spagnolo e un colombiano sono stati i primi turisti a sposarsi a Buenos Aires, approfittando della legislazione che permette a chiunque (indipendentemente dal proprio sesso) di unirsi in matrimonio. José Manuel Gutiérrez Ruiz, spagnolo, e Oswaldo Antonio Ruiz Marín, colombiano, (in foto) si sono uniti in matrimonio ieri.
La coppia vive a Medellín, in Colombia, dove non esiste matrimonio ugualitario e dove nemmeno sono riconosciuti i matrimoni gay celebrati all’estero. Non si sono potuti nemmeno sposare in Spagna dove i gay possono sposarsi ma si richiede un tempo minimo di residenza legale se uno dei due nubendi è straniero, requisito che Oswaldo non ha potuto assolvere. Tuttavia la Spagna riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, ragion per cui la coppia chiederà il riconoscimento del matrimonio presso l’ambasciata spagnola di Buenos Aires.
Come ricorderete il governo della capitale argentina ha recentemente approvato una norma che permette agli stranieri di passaggio per la città di unirsi in matrimonio entro cinque giorni dalla richiesta. Altre tre città argentine danno questa possibilità: Rosario, dove a marzo si è sposata una coppia di paraguaiani; La Plata, città in cui a maggio si sono uniti in matrimonio due australiani; e Tierra del Fuego, che al momento non ha avuto alcuna celebrazione di questo tipo.
L’Argentina è uno dei pochi paesi in tutto il mondo che permette il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma è l’unico a celebrarle anche per persone non residenti nel paese.
Foto | 26noticias

Doppio matrimonio, uno virtuale l’altro reale, a Manhattan.
Parliamo delle nozze gay in un fumetto Marvel, tra Jean-Paul Baubier (NorthStar), un mutante velocissimo capace di volare, e l’umano Kyle Jinadu, con cui aveva una lunga relazione dal 2009. Se questa unione è stata celebrata sulla carta stampata, una coppia (in carne e ossa) appassionata di fumetti, ha voluto celebrare la propria unione in un negozio di fumetti, nel giorno dell’uscita del numero dalla trama Lgbt.
La cerimonia è avvenuta a MidTown Comics, il proprietario del negozio ha aperto più tardi per evitare troppi curiosi durante lo scambio dei voti. Gli sposi, il 39enne Scott Everhart e il 33enne Jason Welker, hanno voluto così omaggiare il grande sostegno di Barack Obama a favore dei matrimoni gay, festeggiando anche la possibilità di sposarsi a New York. I due sono entrambi appassionati di fumetti e il loro primo appuntamento è avvenuto - guarda caso- proprio in una fumetteria.
Matrimoni gay si o no? Questo chiede Marco Iasevoli su Avvenire a Rosy Bindi, che risponde senza lasciar alcun dubbio:
Ci atterremo ai contenuti della Costituzione e a una consolidata giurisprudenza che non prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. Sulla scia del lavoro fatto escludo che il programma del Pd conterrà questa proposta, come pure escludo che possa prevedere l’adozione per le coppie gay, alla quale sono personalmente contraria anche sotto un profilo scientifico.
L’intervista pubblicata sul quotidiano dei vescovi italiani, avviene in occasione del varo delle “linee-guida” del PD su temi eticamente sensibili, indicazioni redatte da un comitato presieduto dalla stessa Bindi che, per evitare problemi futuri, dà una sorta di “avviso” a Ivan Scalfarotto e Paola Concia.
Continua a leggere: Rosy Bindi esclude che il PD si occupi di matrimoni gay
I registri delle unioni civili comunali hanno dato un risultato decisamente non incoraggiante, aggirandosi, finora, solo intorno alle 300 registrazioni. Non è decisamente da sottovalutare il fatto che questa realtà non appartenga a tutte le città italiane, anzi, a sole poche isole felici. Ma questi numeri sono stati commentati immediatamente da Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri. Il primo, a Klaus Davi, ha dichiarato:
“Il clamoroso flop dei registri è una plastica e incontrastabile smentita delle tesi del movimento gay e del sindaco Pisapia, secondo i cui gli omosessuali italiani vorrebbero a tutti i costi il riconoscimento civile delle unioni. In realtà, dietro questa battaglia si celano obiettivi ideologici ben più corposi; riconoscere l’unione civile omosessuale aprirebbe le porte all’adozione e alla fecondazione eterologa, attraverso la quale si avrebbe la possibilità di poter acquistare sul mercato i fattori di produzione per poter assemblare un bambino. Trecento unioni sono poco o nulla. Un vero flop che dimostra come i gay non hanno così bisogno di unioni matrimoniali, si sentono già sufficientemente tutelati dalla nostra giurisprudenza avanzata e dal nostro codice civile, che garantisce anche gli omosessuali attraverso il riconoscimento dei diritti individuali”
Ed ecco, a seguire le parole di Maurizio Gasparri.

Sono in molti, soprattutto nell’ambiente Lgbt, a domandarsi quando diventerà realtà il registro delle unioni civili a Milano. E adesso, proprio il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha risposto e dato maggiori informazioni in merito:
“Se entro quest’anno il consiglio comunale non deciderà, assumerò io personalmente con la mia giunta la decisione sul registro delle unioni civili. Dopo il Papa ci sarà il Dalai Lama e tanti altri, noi abbiamo attenzione per tanti mondi diversi e poi prendiamo le nostre decisioni”
Il bilancio di un anno da sindaco è positivo, nonostante qualche comprensibile ritardo.
Continua a leggere: Pisapia: "Unioni civili? Se il Consiglio non decide, lo farò io"

Se state pensando di sposarvi con il vostro compagno o la vostra compagna (parliamo di nozze gay) ecco la lista con le dieci migliori città (estere, purtroppo per noi italiani) in cui coronare il vostro sogno d’amore. La top ten è stata stilata da Cheapflights:
Chissà se da qui a dieci anni ci sarà anche una città italiana.
Foto | Flickr
Il Rapporto Popolazione omosessuale ha rilasciato i dati del suo studio, intervistando 7725 famiglie italiane distribuite in 600 comuni italiani.
Un approfondimento rispetto all’indagine presentata negli scorsi giorni che dimostra come, al Sud, l’omosessualità pare essere vista meno favorevolmente. Se nel centro Italia il 67% delle persone ritiene accettabile una relazione gay, questa percentuale scende addirittura al 49% nel Sud e nelle Isole. Nel meridione, il 32,3% ritiene immorale essere gay, per il 28,3% è una malattia e il 29,7% pensa che siano addirittura una minaccia alla famiglia (contro il 19,9 del centro)
Se il 43,6% delle persone intervistate in Italia bocciano senza scrupoli il matrimonio gay, al sud questo dato sale fino al 66%.
Via | Corriere

I turisti (etero e gay) potranno sposarsi a Buenos Aires senza essere residenti in città: sarà sufficiente essere in città da cinque giorni e comunicare un domicilio reale temporaneo di riferimento. Questa misura si iscrive all’interno di una legge in vigore che vuole garantire a tutti il diritto di formare una famiglia senza fare distinzioni in base al sesso dei contraenti.
La provincia di Santa Fe è stata la pioniera in Argentina nel permettere il matrimonio di turisti stranieri dello stesso sesso, permettendo a due cittadini del Paraguay – Simón Cazal e Sergio López – di sposarsi. A questa provincia si sono unite poi quella di Tierra del Fuego e di Buenos Aires e, ora, la Capitale Federale.
Tutti in vacanza in Argentina, allora!
Foto | Flickr