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Ecco come la chiesa cattolica vuole "guarire" i gay

pubblicato da aelred in: Vaticanerie Omofobia

Un’inchiesta realizzata per Youtube da Ornella De Zordo e Saverio Tommasi mostra come all’interno della chiesa cattolica si tenti di “guarire” l’omosessualità, additando le persone omosessuali - in particolare i maschi gay - come pervertiti, malati e ossessionati. Lo sapevamo già grazie ad altre inchieste, ma vederlo fa ancora più effetto. C’è anche un esorcista tra i “curatori”.

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Su La7 la Chiesa che cura i gay. Ecco il video

pubblicato da aelred in: Arte e cultura Vaticanerie Omofobia

Eccolo qui. Ieri sera ne avevamo parlato subito, ma adesso vi possiamo fornire il video preso direttamente dal sito di Italian job, la trasmissione de La7 realizzata da Paolo Calabresi.

Quando si sente il monsignore che parla di gay devianti e, più tardi, quando gioisce dell’affondamento per la legge anti-omofobia, c’è davvero di che rabbrividire. Non è che ci neghino solo i diritti, no. Ci odiano.

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La7 e il monsignore che vuole far curare i gay

pubblicato da aelred in: Vaticanerie Omofobia

La Rai non fa più servizio pubblico? Niente paura, c’è La7 che ci riconcilia con il giornalismo e con le inchieste. Paolo Calabresi, nel suo programma Italian Job, smaschera truffe e imbrogli dell’Italia di oggi; e proprio stasera ha deciso di smascherare i prelati che vogliono curare i gay.

Lo ha fatto travestendosi da uno dei peggiori “santoni” che millantano la cura dell’omosessualità, quel Joseph Nicolosi che ha un discreto seguito negli Usa con il suo Narth, ma è stato smentito e sbugiardato da tutte le autorità scientifiche. Sotto queste spoglie, Calabresi incontra un alto prelato in Vaticano - l’ufficio e il personaggio sono mascherati, ma qui un sospettuccio l’abbiamo - e gli propone le sue (di Nicolosi) teorie sull’omosessualità e la possibile cura.

L’altro non solo lo accoglie con tutti gli onori, ma gli propone un convegno e gli indica uno psicologo cattolico italiano che si muove sulla stessa linea. E poi ammette che la Chiesa, ufficialmente, non può dire che l’omosessualità è una malattia e non può sostenere in modo esplicito le cure e le teorie che ci sono dietro. Però lascia trapelare che le idee coincidono e che, per fortuna, la legge sull’omofobia non è stata approvata. Vi ricordate chi votò contro in Parlamento? Una certa Paola Binetti…
Appena sarà disponibile, pubblicheremo anche il video.

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L'ordine degli psicologi sconfessa i guaritori dei gay

pubblicato da aelred in: Culture Omofobia Cronaca

Lo psicologo “non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona”. Parola dell’Ordine nazionale degli psicologi che - codice deontologico alla mano - ha preso posizione sulle terapie di “cura dell’omosessualità”, di recente smascherate anche da un’inchiesta di Davide Varì su Liberazione.

Un comunicato netto e senza ombre, quello del presidente Giuseppe Luigi Palma, che fa chiarezza su una serie di comportamenti ambigui messi in campo da alcuni esperti e guaritori condizionati dalle proprie credenze religiose. Queste terapie sono respinte dalla comunità scientifica, ma spesso vengono praticate nell’ombra.

Ben venga dunque la denuncia e la presa di distanze da parte degli psicologi, per stigmatizzare chi si allontana dai princìpi della deontologia, nonostante le proteste del deputato Udc Luca Volontè. Adesso sarebbe bene che anche l’ordine dei medici seguisse la stessa strada.

“Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. È evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona”.

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Ex Gay: Nicolosi e la testimonianza di Luca Di Tolve

pubblicato da nalk in: Culture

ex gay

Mi piace un sacco questa cosa che qualcuno ci vuole curare. Nel senso che un po’ ci riderei ironicamente. Un po’ ci rifletto e vorrei andare fino in fondo al problema. Uniamo un po’ i pezzi.

Non so se conoscete la storia del Dr. Joseph Nicolosi, psicologo terapista che da un po’ di anni ha fondato il NARTH, associazione nazionale per la ricerca e la terapia dell’Omosessualità. Andiamo al punto: questo dottore più o meno dal 2004 ha creato una “terapia riparativa” per tornare etero. Non voglio essere semplicistico, ma il concetto è quello.

Secondo un ex paziente (di cui abbiamo già parlato su Queerblog) che ha avuto a che fare con il suddetto psicologo (ancora gay, ancora più convinto che pria) , il concetto di “guarigione” si fonderebbe sul fatto che i gay hanno una mascolinità danneggiata (espressione terribile, ma questo pare si dica) e che la ricerchiamo in qualcos’altro. Questo qualcos’altro si chiama omosessualità.

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Un altro gruppo vuole curare i gay in Italia

pubblicato da aelred in: Culture Famiglie Omofobia

Ci sono persone che non accettano l’esistenza delle persone omosessuali; che non solo vogliono negare a lesbiche e gay i diritti civili cui hanno diritti, ma vorrebbero cancellare l’omosessualità (illusi!) dalla faccia della Terra. E per farlo si appoggiano e credono, in modo fideistico, su teorie pseudo-scientifiche sulla “conversione” o “riparazione” delle persone omosessuali. È curioso, poi, che questi gruppi si occupino sempre di gay, con l’obiettivo di farli diventare ex gay e trascurino del tutto le lesbiche. Ma del resto, è facile capire il perché: l’omosessualità va curata quando mette in discussione la virilità e il principio maschile, mentre questi gruppi non sono interessati alla sessualità delle donne.

A Milano è saltata fuori una nuova associazione, con un sito Internet, Agapo, che si definisce Associazione genitori e amici di persone omosessuali e propaganda valori come Amore Fratellanza Tolleranza. Parole rivestite di miele, ma che nascondono l’ostilità alimentata dall’omofobia e il desiderio di combattere i gay e affidarli a “terapeuti” di fiducia.

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