Mentre si sta scatenando il putiferio Morgan, espulso da Sanremo, Andy del Bluvertigo, è stato intervistato dalla rivista Rolling Stone e ha scelto di farsi fotografare in alcune foto, nudo. Ammette di non avere un buon rapporto con il proprio corpo e tra i vari argomenti, parla della sua presunta omosessualità, di cui si vocifera da sempre: “Mi hanno dato del gay di continuo. Ho anche l’amico gay che mi dice: Tu sei frocio e non lo sai”.
E così, dopo aver raccontato del suo amico che, come un Virgilio contemporaneo cerca di guidare Andy nel suo percorso di accettazione, aggiunge anche la sua verità, senza risparmiarsi la “super tatticona” per rimorchiare le ragazze (…) e parla del suo legame con Morgan:
“Non so che dire: sono etero, non ho mai avuto esperienze né desideri di omo/bisessualità. Però tanti etero fanno pattinaggio: si trovano gran belle ragazze”
Marco Mengoni ha appena vinto la terza edizione di X factor battendo Giuliano Rassu e le Yavanna e per una volta voglio essere imparziale ed esprimermi: adoro Marco, la sua timidezza e il suo modo di cantare! Ma tornando al mio ‘ruolo’, Marco ha rilasciato anche un’intervista per Vanity Fair nella quale ha giocato con l’ambiguità del doppio, della sua duplice vita: estroverso sul palco e timido di fronte ai giudici, riservato e impacciato con i compagni e assolutamente vulcanico mentre canta. Ha anche parlato della sua infanzia, dell’insicurezza che lo ha sempre accompagnato nella vita. E alla domanda diretta dell’intervistatore (“Marco sey gay?”):
“Mi piace giocare sull’ambiguità, mi intriga di più il mistero. Io sono così, sono molto libero nell’amore: si può amare chiunque, l’importante è che si ami davvero”
Insomma, un mezzo coming out da parte del cantante? Del resto, non facciamo gli ipocriti, la sensazione che sia gay (magari!) lo abbiamo avuto molti di noi. E Marco ha poi aggiunto alla domanda sul perchè non abbia ancora deciso di uscire allo scoperto:
“Adesso non sento questa esigenza. Se fossi davvero sicuro di alcune cose, non avrei problemi a dirlo. Mai dire mai nella vita, si prova di tutto, si fa esperienza”

Capita sempre meno sovente che la televisione si faccia arte, cultura, informazione, dia messaggi di valori e rispetto. L’urlo, i dissapori, le diatribe, le parolacce, lo scosciamento pre-serale, soprattutto le banalità la fanno da padrone, guidano le lancette dell’audience. Se si intendono seguire programmi di un certo spessore, occorre munirsi di caffè ed eccitanti per restare svegli e non perdere questi appuntamenti sempre più spostati verso i palinsesti da notte fonda. La scorsa settimana si parlava di omofobia, su Rai Tre, alla 1 e 30 di notte. Difficile tenere le palpebre aperte fino alla fine.
Ieri sera, per chi come me ama e segue “X Factor”, seppure a singhiozzo, abbiamo assistito ad un bel pezzo di televisione. Probabilmente farcita di ipocrisia; probabilmente dando stura alla tv del pianto; ma ha fatto piacere per alcuni minuti del programma canoro, sentire parlare di omosessualità e un certo “mea culpa” recitato emozionalmente da Mara Maionchi, certo non per se stessa ma per quel mondo discografico che rinuncia alla poesia musicale in nome della discriminazione e dell’omofobia.
Marco, uno dei finalisti, papabile alla vittoria e quindi al palco sanremese, in una esibizione scelta dal suo mentore Morgan, ha estasiato tutti con il pezzo “Il nostro Concerto” del grande Umberto Bindi. Al momento dei giudizi, Morgan emoziona in poche parole quella che gli va riconosciuta come una libertà di pensiero sulle sessualità che ha sempre difeso; probabilmente non disdegnando “altre” passioni. La Maionchi parla poco; gli occhi cominciano a brillare e a inumidirsi di lacrime, riuscendo a dire poche parole: “Io Bindi l’ho conosciuto; so il suo dramma”. Qualcuno, se non erro Facchinetti, dice ai presenti chi è Bindi: un uomo, un artista di sentimenti e poesie canore, trattato come un appestato dalle major discografiche causa della sua omosessualità.