Monsignor José Raúl Vera López, domenicano, è vescovo di Saltillo, in Messico, ed è un pastore molto attento alle necessità del suo popolo. Anche delle persone gay. Dopo aver aperto in diocesi uno spazio pastorale dedicato alle persone glbtqqi, in questi giorni ha fatto delle affermazioni sul matrimonio tra persone dello stesso sesso e sulle adozioni da parte dei gay che avranno fatto venire un infarto a più di qualche pio cattolico. Racconta il presule:
Ho incontrato una coppia di persone dello stesso che vivevano insieme e che ha adottato venti figli – maschi e femmine – permettendo loro di studiare e di trovare un lavoro. Hanno fatto del bene a delle persone che, dal momento che erano orfane, non avrebbero avuto alcuna possibilità nella vita. Quando vedo queste situazioni credo che dobbiamo smetterla con tutte le arzigogolature che facciamo verso le persone omosessuali.
Il vescovo poi riconosce che spesso è dannoso non fare coming out:
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Tutto il mondo è paese, si dice. Ma non tutto il mondo è Italia. Marcelo Ebrard Casaubon (in foto), capo del Governo del Distretto Federale di Città del Messico non ha gradito le esternazioni del cardinal Juan Sandoval Íñiguez, arcivescovo di Guadalajara, nelle quali il porporato lo accusava di aver corrotto i giudici dell’Alta Corte per l’approvazione dei matrimoni gay. Dopo aver chiesto le prove di queste affermazioni il sindaco è passato alle vie di fatto e ha citato in giudizio per danni morali Íñiguez. Ha detto Ebrard Casaubon:
Ricordo al cardinale e ai portavoce che sono state insultate, screditate e minacciate senza fondamento alcuno le istituzioni dello Stato, la Corte Suprema e il Governo del Distretto Federale; e ricordo loro che viviamo in uno Stato laico.
Avverrà mai una cosa del genere in quel feudo del Vaticano che è l’Italia?
Foto | Wikipedia
Altro punto a favore dei diritti gay in Messico: la Corte Suprema ha confermato la legge di Città del Messico per l’adozione anche da parte di coppie omosessuali. La decisione è stata presa con nove voti a favore e due contrari e ha respinto la richiesta della Procura federale per la quale l’adozione da parte di coppie gay non solo non proteggerebbe i bambini ma li esporrebbe a possibili abusi.
Così, dopo aver confermato la legge sui matrimoni gay ed aver stabilito che le nozze tra persone dello stesso sesso devono essere riconosciute in tutti gli stati che compongono il Messico, ora la Corte Suprema benedice anche le adozioni da parte dei gay.
Che aggiungere? ¡Que viva México!
Foto | Babble
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I rabbini ortodossi canadesi hanno firmato un documento per permettere l’ingresso di gay e lesbiche in sinagoga. Secondo quanto afferma Adam Scheier, presidente dell’ufficio dei rabbini di Montreal, ci sono molti membri della comunità che sono omosessuali e che si sono rivolti alle loro comunità per essere accolti (un documento simile era stato realizzato anche dai rabbini statunitensi). Ecco quindi la stesura di un documento che, tra l’altro, dice:
Tutti gli esseri umani sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio e meritano di essere trattati con dignità e rispetto. Additare, condannare o insultare qualcuno per via del proprio orientamento sessuale o perché si sente attratto da persone dello stesso sesso è una violazione dei divieti della Torah [i primi cinque libri della Bibbia, conosciuti anche come Pentateuco, ndr] che sostiene i più profondi valori del giudaismo.
Mentre gli ebrei (che Giovanni Paolo II ha definito fratelli maggiori nella fede) producono un testo del genere, i cattolici (i fratelli minori?) messicani hanno iniziato la lamentazione per le decisioni della Corte Suprema in merito ai matrimoni gay.
I matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati a Città del Messico dovranno essere riconosciuti da tutti gli stati che compongono il Messico anche se questi non sono obbligati a legiferare in merito ai matrimoni gay nei propri territori. Praticamente, una coppia dello stesso sesso che si sposa a Città del Messico vedrà riconosciuta la propria unione in tutto il Paese; ma due persone dello stesso sesso non potranno sposarsi in uno stato in cui non sia vigente una legislazione specifica.
Al di là della sentenza del Supremo Tribunale messicano sui matrimoni gay, diversi stati stanno contemplando la possibilità di emettere leggi in merito al matrimonio omosessuale. Secondo la stampa, nello stato di Tamaulipas si sta studiando una iniziativa per regolare il matrimonio gay; nello stato di Coahuila, dove dal 2007 gay e lesbiche possono unirsi con unioni civili, invece, diversi deputati si sono pronunciati contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso, affermando che le unioni civili sono sufficienti.
Buone notizie per quel che riguarda i matrimoni gay arrivano anche dal Costa Rica dove la Corte Costituzionale ha giudicato inaccettabile qualsiasi proposta di celebrare un referendum per decidere la sorte delle unioni tra persone dello stesso sesso. Un referendum simile, infatti, era stato proposto dalla chiesa cattolica. I giudici hanno affermato che i diritti di una minoranza non possono essere sottomessi a referendum, anzi il solo voler proporre da parte di una maggioranza un simile referendum equivale ad aggravare le discriminazioni nei confronti delle minoranze. E concludono:
Le persone che hanno una relazione con altre del loro stesso sesso formano un gruppo in svantaggio e sono oggetto di discriminazione e per questo necessitano del sostegno del potere pubblico per il riconoscimento dei loro diritti.
Foto | Bodas Gay
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La Corte Suprema del Messico con una schiacciante maggioranza (8 contro 2) ha votato a favore della costituzionalità della legge che permette il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel Distretto Federale, legge che era stata approvata alcuni mesi fa dall’Assemblea Legislativa e che era stata impugnata dalla Procura Generale della Repubblica. L’alto tribunale messicano nega che l’istituto giuridico del matrimonio sia necessariamente vincolato alla procreazione così come sostenevano gli oppositori della legge e avalla, pertanto, la costituzionalità della decisione. Interessanti le motivazioni degli otto giudici favorevoli:
L’avallo della Corte Suprema apre ora nuovi orizzonti in Messico per i diritti di tutti, non solo delle persone lgbtqqi.
Foto | Gay Italia
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Non è invenzione ma realtà. Siamo in Messico e Jorge vive un rapporto di stima e affetto con la propria famiglia, senza nemmeno avere un dubbio quando si tratta di dover donare un proprio rene al padre, a rischio di morte. È un nucleo unito che si aiuta e sostiene. Ma adesso, da commovente ma privata storia personale, c’è stata un’ulteriore scelta che è rimbalzata sulle prima pagine dei giornali della zona. La madre di Jorge, sapendo che il figlio è gay e di come abbia sempre voluto diventare padre, ha deciso di prestare l’utero al figlio.
Eh sì, avete capito bene. Dopo la nascita, il figlio avrebbe una madre che, allo stesso tempo, era anche sua nonna. La proposte provoca insicurezza e molti dubbi al ragazzo ma alla fine decide di accettare. E ora sua madre è incinta, grazie agli ovuli di una donatrice che è un’amica di Jorge.
Fra qualche mese, il piccolo nascerà. Come vedete questa storia? Un toccante esempio di amore tra madre e figlio oppure l’esempio di un confine da non superare?
Via | MammaOggi
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Città del Messico regalerà la luna di miele alla prima coppia gay che si sposerà in Argentina: una sorta di mutuo apprezzamento tra le due realtà latinoamericane che permettono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Si tratta di un riconoscimento alla tolleranza (e anche di un’azione di marketing turistico, ovviamente!)
Da Città del Messico fanno sapere che dalla legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso avvenuta lo scorso marzo sono state celebrate 271 nozze. Speriamo che anche il Messico intero – e non solo la capitale – approvino i matrimoni omosessuali.
Foto | Flickr

Cinque coppie di persone dello stesso sesso si sono sposate ieri a Città del Messico: tre coppie lesbiche e due gay. Le coppie, ovviamente, vivevano insieme già da diversi anni, ma la celebrazione del matrimonio civile ha coronato le loro lotte. Judith Vázquez Arreola e Lol Kin Castañeda, due novelle spose, affermano che loro si sentono sposate da quando hanno iniziato a vivere insieme, ma affermano che la cerimonia è stata come un bollo sulla carta che serve perché il loro amore sia riconosciuto anche dalla società civile.
“Questa vittoria è di tutte e di tutti e per noi è un giorno di festa che rafforza la nostra volontà di andare avanti”.
La stampa italiana nel riportare la notizia scrive: “Primi due matrimoni tra lesbiche in America Latina […] si sono unite anche tre coppie di omosessuali maschi”. Quasi un documentario alla SuperQuark!
Vedere quel tricolore simile al nostro alle spalle di coppie omosessuali regolarmente sposate fa un certo effetto.
Foto | El Universo
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Dobbiamo ammetterlo: i vertici della chiesa cattolica sanno girare bene la frittata. I vescovi del Messico, per esempio, sostengono che opporsi alle unioni gay non vuole dire fare ingerenza nelle leggi dello Stato, anzi è un significativo contributo a uno stato laico e democratico!
La Chiesa cattolica non viola lo Stato laico né vuole farlo, né demonizza l’omosessualità o è omofobica. La Chiesa vuole uno Stato laico che garantisca le condizioni di libertà per tutti, indipendentemente dalle caratteristiche di ogni persona. Non si tratta del fatto che lo Stato laico si contrapponga alle condizioni religiose o alle istituzioni come le Chiese. Il vero Stato laico è quello che favorisce la relazione di tutti i settori, anche quelli costituiti per motivi di una fede in cui si solidarizza e si fraternizza per il bene di una società.
Questa è proprio bella! Lo stato laico è quello che favorisce la relazione di tutti i settori, dicono gli uomini vestiti di rosso. Però non i gay. Non farebbero prima a dire che “lo stato laico è quello che favorisce solo noi”? Per fortuna vogliono difendere la verità e smascherare le facili manipolazioni…
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