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Gli approfondimenti di Queerblog: la Chiesa di Benedetto XVI, i gay e l’Italia

pubblicato da giovanni molaschi in: Approfondimenti

Come anticipato la scorsa settimana da Robo, a partire da oggi su Queerblog.it con cadenza precisa verranno approfonditi dei temi che fanno parte dell’attualità che siamo soliti raccontare su questo sito.

La polifonia che abbiamo riscontrato nei commenti ai diversi post, che abbiamo dedicato all’inchiesta di Panorama, ci ha indotto ad approfondire fin da subito il rapporto che la comunità GLBTQ italiana ha con la Chiesa Cattolica italiana.

A soli dieci anni dal Gay Pride romano, organizzato nella capitale proprio per ricordare a chi in quel momento partecipava al Giubileo deciso da Giovanni Paolo II la presenza di gay e lesbiche all’interno della comunità cattolica italiana, qualcosa è cambiato.

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È Nichi Vendola il successore di Pier Luigi Bersani per i lettori di polisblog.it

pubblicato da giovanni molaschi in: Citizen Gay Cronaca



I commenti che sono stati fatti sul post riguardante i risultati del recente appuntamento elettorale hanno dimostrato che tra il mondo omosessuale e quello politico esiste un tabù sul quale vale la pena ragionare.

Se per qualcuno la colpa dell’attuale scenario era da imputarsi alla, cito testualmente, parte degli italiani razzisti e omofobi per altri l’ascesa della Lega Nord è frutto dell’astensionismo maturato dalle persone omosessuali che non si sono recate alle urne.

Allo stato attuale questo tipo di incomprensioni sono circoscritte alla sola comunità GLBTQ. Il risultato del sondaggio lanciato su polisblog.it su un’ipotetica sostituzione di Pier Luigi Bersani ha dimostrato che la società civile è pronta per aver un leader dichiaratamente omosessuale come Nichi Vendola.

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Aumenta l’omofobia in politica. Tutta colpa dei gay?

pubblicato da giovanni molaschi in: Omofobia


Lamentarsi dell’oscurantismo che alcuni neo eletti Governatori di Regione stanno mettendo in atto non ha senso se, commettendo lo stesso errore di Pier Luigi Bersani e compagni, come comunità GLBTQ non riflettiamo sugli errori commessi. E qualcuno è stato fatto.

Concentrandoci tutti, operai dei mass media compresi, solo sui candidati dichiaratamente non eterosessuali forse ci siamo persi di vista gli altri che realmente per la causa omosessuale potevano fare qualcosa.

Al cammino verso il raggiungimento dei diritti dovrebbero partecipare tutti. Non solo chi fa comodo la tal legge. Se così fosse Barack Obama non sarebbe diventato presidente. A lui il voto i bianchi non l’avrebbero dato.

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Appena eletto Roberto Cota ritira il patrocinio al Gay Pride regionale

pubblicato da Robo in: In Pride we trust Omofobia Cronaca

Appena eletto Roberto Cota ritira il patrocinio al Gay Pride regionalePer la serie: il buongiorno si vede dal mattino. Roberto Cota, neoeletto presidente della Regione Piemonte, intervenendo a Porta a Porta ha annunciato che ritirerà il patrocinio della Regione al prossimo Gay Pride piemontese.

Ha fatto passare, addirittura, Rocco Buttiglione quasi come un pro gay: infatti mentre Buttiglione parlava di famiglia, Cota gli ha risposto che l’UDC ha appoggiato la Bresso che ha dato il patrocinio al Gay Pride, che a lui adesso tocca revocare.

Questo è il nuovo che avanza e che gli italiani hanno votato.

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"Pontifex" sito cattolico attacca i candidati omosessuali e sbeffeggia Luxuria: "patrono dei trans"

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Vaticanerie Omofobia

Monsignor Giuseppe AgostinoChe fantasia certi religiosi; quale infausta prosopopea quando intendono darsi di ragione attaccando gratuitamente quelli che per loro sono i nemici. La tanto predicata misericordia vine calpestata ed esorcizzata a propria ragione ed uso. Dicono che i cattolici della chiesa di Roma si occupano dell’anima dei loro fedeli, mai del corpo, men che meno della politica. Falso e con una buona dose di ipocrisia. Sul sito cattolico Pontifex, pare sia un esercizio quotidiano sbeffeggiare omosessuali, transessuali e chi afferma i loro diritti. Intervistato da Bruno Volpe ex vicedirettore di un altro sito cattolico, Petrus, l’arcivescovo emerito di Cosenza, Monsignor Giuseppe Agostino (in foto), sembra un antico Torquemada dei giorni nostri che, se potesse, saetterebbe fulmini e flagelli su noi e su chi osa prendere posizioni positive sugli omosessuali. Domanda Bruno Volpe all’alto prelato:

Va di moda oggi, per divorziati risposati, conviventi e omosessuali praticanti, definirli irregolari, non ritiene che questa definizione abbia attenuato pericolosamente il senso del peccato?
Lo credo. Bisognerebbe chiamare le cose col loro nome e ritengo che questi siano pubblici peccatori. Il medico pietoso fa la piaga verminosa ed oggi si sente la necessità di rimarcare il senso del peccato che abbiamo smarrito.

Che la chiesa cattolica ci ritenga oramai peccatori irredenti è appurato ed è meglio per noi tutti metterci il cuore in pace. Troppo poche e flebili le voci dei distinguo e quelli che credono diversamente dal monsignore cosentino. Ad essere feroci, ma non troppo, ci verrebbe da dire che chiedono a noi una castità per essere accettati che dentro la chiesa sono in molti a non osservare. Tralasciando anche gli squallidi episodi di pedofilia che nei decenni scorsi ha macchiato diverse diocesi che prima hanno negato, poi ammesso ma senza voler dare soddisfazione alla legge degli uomini, e infine sono stati costretti ad aiutare la giustizia umana, a risarcire migliaia di fedeli violati e fare un mea culpa che mai avrebbero voluto recitare.

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In Piemonte prove di Pd clericale

pubblicato da aelred in: Citizen Gay Famiglie

Prima o poi doveva succedere: meglio che si capitato subito, così quei pochi che ancora si illudevano sul tasso di laicità del Partito democratico sono subito serviti.

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato un ordine del giorno di adesione al Family Day, quella manifestazione organizzata per sabato 12 maggio contro la legge sui Dico firmata da Bindi e Pollastrini.

Ma come? La maggioranza in Piemonte è di centrosinistra e la presidente Bresso è laica senza tentennamenti! Ci ha pensato la Margherita locale a regalare alla destra, che aveva presentato l’ordine del giorno, i 6 voti necessari per l’approvazione. Così i Ds sono rimasti bruciati dall’alleato con cui stanno costruendo un nuovo partito; Forza Italia e Udc gongolano; e la Margherita ha punito la Bresso con cui è in polemica per questioni di alloggi (la politica degli ideali).

Ora, se il Pd fosse davvero laico, quei consiglieri dovrebbero essere sospesi o espulsi dalla Margherita perché hannos confessato la linea nazionale del partito, l’operato del loro ministro (Rosy Bindi) e offerto una vittoria politica alle destre. Ma non accadrà nulla di tutto ciò e il povero Benedino, portavoce di Gayleft, dovrà decidere se uscire una buona volta dal costruendo Pd.

Almeno c’è la presidente Bresso che prende le distanze dai fans scatenati del Family Day e rivendica la laicità delle istituzioni. Sarà lei la nostra Ségolène?

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