
Per la verità non è la prima volta che qualcuno, forte della sua prerogativa, prova ad eliminare porzioni di verità su quella che è la popolazione italiana, sulle nuove formazioni familiari, sulla comunità omosessuale e transessuale , sui gusti e sulla vita degli stessi. Chi dovrebbe ascoltare, registrare e pubblicare, lascia che quella porzione di società importante crolli nell’oblìo del nulla, della dimenticanza delle insolubili negazioni. Il bigottismo si annida spesso dove non dovrebbe esserci o dove non esiste ragione per alimentarlo. Stiamo parlando dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica che nella precedente rilevazione del 2001 diede la possibilità alle coppie gay, lesbiche e transessuali che formavano famiglia, di contarsi. Poi, al momento di rendere pubblici i dati, non venne fuori nulla. Quelle informazioni sparirono.
A chiedere ora che quel brutto pasticcio non si abbia a ripetere, dopo un altro invito della Voce è il portale “Gay.it” che ha lanciato la campagna Contaci: un appello alla dirigenza Istat al quale hanno già dato la loro adesione numerose personalità della cultura e dello spettacolo e qualcuno della politica, come Maurizio Costanzo, Daniele Scalise, Enrico Oliari, Sergio Rovasio e tanti altri. Ma serve anche quella nostra e vostra. In questi mesi, l’Istat, sta preparando i questionari da sottoporre a tutti i cittadini presenti nel nostro territorio, in vista del nuovo censimento che si svolgerà il prossimo anno. Dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it
“Le coppie gay e lesbiche rappresentano un fenomeno sociale e il compito dell’Istat è proprio quello di prendere atto e di rilevare i fenomeni sociali. La statistica è una scienza e come tale deve essere imparziale e stare alla larga dalle valutazioni che delle coppie omosessuali danno parti politiche, concezioni etiche o fedi religiose, per quanto importanti possano essere”.
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Dopo Nichi Vendola, Vladimir Luxuria, Don Franco Barbero e Ozpetek, tocca a Maurizio Costanzo ad essere eletto dalla comunità gay come “personaggio dell’anno”. Giorgio Bozzo, direttore artistico del Citroen Mardì Gras spiega le motivazioni della scelta.
“’A Maurizio Costanzo vanno riconosciuti il merito e la generosità di essersi occupato di persone omosessuali in tempi in cui questa condizione era considerata ancora odiosa. Soprattutto è stato l’unico a invitare sul palco del Parioli, in periodi anche molto delicati, persone sieropositive e malate di Aids per parlare di questo problema”
Maurizio Costanzo si dichiara lusingato del riconoscimento e prosegue:
“per quale motivo un uomo e un uomo o una donna e una donna che hanno dedicato la vita uno all’altro non possano vedere riconosciuto il loro amore”
In questi tempi di aperta o velata omofobia, una dichiarazione a favore delle comunità omosessuali non può che farci piacere.
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