
Cinque coppie di persone dello stesso sesso si sono sposate ieri a Città del Messico: tre coppie lesbiche e due gay. Le coppie, ovviamente, vivevano insieme già da diversi anni, ma la celebrazione del matrimonio civile ha coronato le loro lotte. Judith Vázquez Arreola e Lol Kin Castañeda, due novelle spose, affermano che loro si sentono sposate da quando hanno iniziato a vivere insieme, ma affermano che la cerimonia è stata come un bollo sulla carta che serve perché il loro amore sia riconosciuto anche dalla società civile.
“Questa vittoria è di tutte e di tutti e per noi è un giorno di festa che rafforza la nostra volontà di andare avanti”.
La stampa italiana nel riportare la notizia scrive: “Primi due matrimoni tra lesbiche in America Latina […] si sono unite anche tre coppie di omosessuali maschi”. Quasi un documentario alla SuperQuark!
Vedere quel tricolore simile al nostro alle spalle di coppie omosessuali regolarmente sposate fa un certo effetto.
Foto | El Universo
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Secondo Alessandro Preziosi non siamo pronti per il matrimonio gayDopo aver affermato che l’amore gay è quello con la A maiuscola, Alessandro Preziosi dice la sua sui matrimoni gay (ma perché poi tutti si sentono in diritto di dare qualcosa sul matrimonio gay? Mica noi gay andiamo in giro a dire la nostra sul matrimonio etero? Eppure ne avremmo di cose da dire su certi maritini…!), puntualizzando:
“Non siamo pronti. Dio solo sa come un uomo e una donna riescono a stare uniti sotto il sacro vincolo, figuriamoci due uomini. Avere la dimostrazione del contrario non mi piacerebbe”.
A parte la solita storia del sacro vincolo, siccome un uomo e una donna con difficoltà riescono a stare insieme (cosa questa che non è sempre vera: ho anche io amici etero che sono la dimostrazione del contrario) anche due uomini (o due donne) non possono stare insieme. Sillogismo che non fa una piega. O no?
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In Inghilterra, un prete cattolico è stato duramente accusato per avere parlato, in un sermone, del significato del vero matrimonio, ironizzando sulle coppie gay. La frase incriminata è la seguente:
“In un’adozione, un bambino ha diritto ad avere un padre e una madre. Il matrimonio è tra uomo e donna e, solitamente, è un impegno che dura fino alla morte. Il matrimonio è tra Adamo ed Eva, non tra Adam e Steve!”
Ma questa frase ha scatenato una serie di accuse e proteste. Così, l’uomo, il reverendo 48enne Frank Wainwright è tornato sulle sue parole:
È probabile che alla candidata alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, poco interessi il voto delle coppie omosessuali. Del resto, la politica non da oggi sa quanta poca coesione vi sia nel movimento lgbt e quanto sia disgiunto il voto politico delle persone lgbt. Colpa nostra o loro, poco conta e interessa. Almeno, rispetto ai politici di centrosinistra, parlano chiaro sulle loro intenzioni, senza farci sognare propositi che non verranno mai attuati. Parlando con Klaus Davi, nel corso della trasmissione di approfondimento politico Klauscondicio, la candidata di centrodestra è stata parecchio esplicita sul tema della omogenitorialità: le coppie gay non necessitano di riconoscimento. Punto!
“Ho tanti amici gay e non penso che il matrimonio o l’adozione siano una loro priorità. Le persone che conosco io vogliono semplicemente poter vivere serenamente questa loro condizione”.
Che tipo di amici gay abbia la signora Polverini e cosa vogliono per vivere serenamente la loro condizione, credo interessi poco a me che scrivo, a voi che leggete e, a quanto pare, anche al movimento omosessuale. Tutti in politica, progressisti e no, vantano amicizie omosessuali, non sappiamo quanto palese e vissuta quella omosessualità dagli interessati e dai loro amici. Quel citare “ho tanti amici gay” sembra diventata una triste e stanca litania per poi dimenticare che quei tanti amici gay, lo dichiarino o meno, necessitano di diritti, per loro stessi, per la loro dignità e soprattutto per gli altri cittadini omosessuali che non hanno la fortuna di essere amici della Polverini e quindi, in un certo senso, dirsi privilegiati.
Continua a leggere: Per Renata Polverini alle coppie omosessuali non serve il matrimonio
Sarebbe quasi comica la situazione se non stessimo parlando di diritti delle persone. In Gibilterra si è in attesa di un pronunciamento da parte della Corte Suprema in merito all’età legale per i rapporti sessuali: mentre etero e lesbiche possono fare sesso legalmente a partire dai sedici anni, i gay devono aspettare i diciotto. E tutto questo a due passi dalla Spagna, in cui i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono legali.
Gibilterra in fatto di diritti per i gay ne ha di strada da compiere: basti pensare che lo scorso mese di dicembre è dovuto intervenire il Privy Council di Londra – la più alta delle istituzioni britanniche con competenza giurisdizionale su Gibilterra – per far sì che due lesbiche vedessero riconosciuti il loro diritto ad affittare una casa alle stesse condizioni di una coppia etero.
Stesso discorso per l’isola di Guernsey – capoluogo delle isole del Canale o isole Anglo-Normanne nel Canale della Manica –: a fine mese si dovrà decidere se equiparare l’età legale per il sesso tra etero e gay. Gli eterosessuali possono farlo a 16 anni, mentre i gay a 18. Nel 1999 l’età legale per fare sesso per i gay era di 21 anni e fino a poco meno di venti anni fa l’omosessualità era considerata illegale nell’isola.
È curioso notare come la mappa delle legislazioni omofobiche nel mondo coincida, in gran parte, con la mappa dell’antico Impero Britannico…
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Il matrimonio tra il Ministro degli Esteri e il suo compagno verrà celebrato, in Inghilterra, durante il mese di marzo: ospite d’onore il primo ministro Gordon Brown.
Chris Bryant si sposerà, infatti, il 27 marzo con Jared Cranney nella sala da pranzo del Parlamento. L’intenzione di Bryant è anche quella di spingere gli altri paesi europei a riconoscere le unioni civili effettuate in Gran Bretagna.
Poi ha aggiunto un dato importante: in Europa, 14 stati hanno approvato leggi sulle unioni gay, in altri due stati sta avvenendo una discussione affinchè ciò possa accadere, mentre in ben altri 11 stati non è garantita alcuna forma di matrimonio. E, secondo voi, noi dove stiamo?
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Da oggi nel distretto federale di Washington sono possibili i matrimoni omosessuali ed è probabile che già in giornata verranno concesse le prime licenze matrimoniali. Il Religious Freedom and Civil Marriage Equality Amendment Act autorizza le coppie dello stesso sesso a sposarsi, mentre consente ai ministri di culto di non celebrare unioni di questo tipo.
Fino a ieri sera gli oppositori si sono dati da fare presentando ricorsi vari. Ma John Roberts, giudice capo della Corte suprema, ha respinto le richieste allineandosi alle decisioni della corte suprema cittadina e ricordando che il Congresso USA aveva già approvato l’entrata in vigore della legge.
Si allargano sempre più, negli USA, le possibilità degli omosessuali di veder riconosciuti i propri diritti. Chissà se queste decisioni influenzeranno anche l’Italia, prima o poi.
Foto | Flickr
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Non vogliamo dare, con questo post, spazio ulteriore e attenzione a scontati attacchi quotidiani contro il mondo queer, però la cosa che mi ha più incuriosito, incappando in questa pseudo intervista al cardinale portoghese José Saraiva Martins, è stato il modo in cui hanno posto una domanda. Parlando di esorcismi e di quanto il diavolo sia reale (e di come solo uomini di Chiesa possano praticare tale azione verso anime possedute), sì è passato all’argomento delle nozze gay a Torino:
“Eminenza, intanto il demonio sembra davvero non dormire. In sindaco di Torino ha appena celebrato le nozze saffiche con grande pompa”
Sì. Avete letto bene. Il diavolo ha agito, il diavolo forse si è impossessato della mente di Chiamparino o di qualche altro presente, riuscendo a far unire in un matrimonio simbolico, due persone che si amano. E la risposta alla domanda formulata, non “delude” le aspettative:
Continua a leggere: Il demonio non dorme mai: ulteriore attacco a Chiamparino e alle nozze gay
Douglas F. Gansler (in foto), procuratore generale del Maryland, ha affermato che non esiste alcuna obiezione a che i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati in altri stati siano riconosciuti anche nel Maryland.
La raccomandazione di Gansler non ha valore di legge, ma serve come guida di attuazione per giudici e funzionari dello stato nel solco della non proibizione del riconoscimento delle nozze gay. Le affermazioni del procuratore generale, poi, giungono a poco meno di un mese dalla bocciatura di un progetto di legge (presentato dalla democratica - eppure omofoba – Emmett C. Burns) che intendeva proprio vietare il riconoscimento di tali matrimoni.
Piano piano i diritti di noi gay si aprono la strada. E di questo non possiamo che rallegrarcene, sperando che, prima o poi, riescano a trovare qualche tratturo per infiltrarsi qui da noi…
Foto | Maryland Attorney General
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Gira che ti rigira i “cattolici” sempre a noi gay stanno a pensare: ogni occasione è buona per tirarci in ballo e dire la loro in proposito. La scusa questa volta è il nuovo libro di Massimo Introvigne dal titolo Il simbolo ritrovato (Piemme, 194 pagine, euro 13,50). Nel libro si parla di lobby, in particolare quelle laiciste che, secondo lo studioso, sono molto potenti in seno ai partiti politici e manipolano l’informazione soprattutto a danno della chiesa cattolica. In estrema sintesi, Introvigne per lobby intende “tutti i centri di potere occulti o palesi in grado di influenzare la opinione pubblica”.
E qui la domandina del giornalista (sempre il solito del sito ultracattolico) nasce spontanea:
La lobby omosessuale?
Quella effettivamente esiste ed è anche molto potente per il senso di appartenenza e solidarietà tra di loro.
Così potenti che non siamo riusciti a far approvare una legge contro l’omofobia e non riusciamo a portare a casa uno straccio di leggina che ci assicuri un minimo di diritti.
Foto | Massimo Introvigne
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