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Marcello Lippi: due calciatori della nazionale non potrebbero avere una relazione gay

pubblicato da Robo in: Sport

Marcello Lippi: due calciatori della nazionale non potrebbero avere una relazione gay

Marcello Lippi, commissario tecnico della Nazionale di calcio, torna sull’argomento gay e calcio. Prima di tutto bolla come “spazzatura” dei pettegolezzi di qualche anno fa che dicevano che alcuni calciatori sarebbero stati sorpresi in atteggiamenti ambigui nelle docce. Poi, parla della nazionale di calcio:

“Due membri della selezione azzurra al momento non potrebbero mai avere una relazione alla luce del sole. Non si tratta di una questione culturale, ma di un meccanismo di interessi con cui una relazione di questo genere entrerebbe in conflitto. Noi siamo l’unica nazione al mondo che ha quattro quotidiani sportivi, per non parlare poi dello spazio che danno quelli politici al calcio: mentre altrove c’è un pezzettino in ultima pagina, in Italia il lunedì ci sono ben tre o quattro pagine intere. E allora, per riempirle tutte e per parlare di calcio nelle trasmissioni televisive che si fanno in tutte le regioni a tutte le ore e a tutti i livelli, è chiaro ed evidente che gli argomenti vengono affrontati con un interesse superiore, maggiore. Figurarsi come verrebbe affrontato un argomento del tipo di una coppia di omosessuali che giocano a calcio. Anche se dal punto di vista culturale ci fosse buona parte della gente favorevole, in grado di capire e accettare una situazione del genere quest’ultima verrebbe comunque strumentalizzata tanto da assumere, alla fine, una connotazione negativa”.

Dunque: Lippi non esclude più la presenza di gay nel calcio, dice che una eventuale relazione dovrebbe rimanere oscura per non danneggiare gli interessi del calcio stesso. E comunque bisogna fare attenzione alle critiche della gente. Quanta saggezza popolare in queste frasi…

Via | AGI News On + KlausCondicio

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I gay nel calcio esistono e sono già letteratura. Ne parliamo con l'editore Andrea Bergamini

pubblicato da egizia mondini in: Sport LGBT Libri Storia gay

Calcio e omosessualità: quale binomio horribilis! Non sia mai, infatti, che si insinui che ci siano gay nell’ambiente macho e maschilista del calcio che sono tutti pronti ad insorgere e a difendere la virilità dei nostri strapagatissimi calciatori. Come se essere gay possa essere la rovina di un atleta più dell’essere dopato o gravemente infortunato. Tant’è che più o meno spesso, allenatori e calciatori si affrettano a smentire e a giurare che di gay negli spogliatoi manco l’ombra (nonostante i sogni erotici di Dolce&Gabbana). Ma la verità, lo sappiamo bene, non può stare tutta da una parte.

Cogliamo l’occasione dell’uscita del romanzo d’esordio dell’italo-francese Nicolas Bendini Solo per una notte - storia dell’amore tra un calciatore e un liceale - per parlare con Andrea Bergamini, editore del libro con la sua Playground, di calcio e omosessualità, argomento ancora considerato tabù. Dopo l’esercito, riusciremo a sdoganare i gay nel maschilista ambiente del calcio?

Parlaci un po’ di come hai scovato Nicolas Bendini e perché hai deciso di pubblicare questo romanzo…
Intorno a Natale dello scorso anno è stato lo stesso Nicolas Bendini a contattare la casa editrice. Ci ha detto di aver scritto un romanzo che raccontava la storia d’amore tra un liceale parigino e un calciatore che militava in una squadra di calcio di serie A francese. Per caso, aveva letto Rainbow Boys di Sanchez (pubblicato da noi), e il suo testo gli sembrava adatto alla nostra collana High School. Abbiamo poi scoperto che Nicolas Bendini è italo-francese e che da due anni vive in Italia. Ci siamo fatti inviare subito il manoscritto e ci siamo immediatamente appassionati alle vicende dei due protagonisti, Mathieu e Goran. Ci è piaciuto il ritratto del calciatore, ma anche la prospettiva sull’esser gay a diciott’anni. Insomma, sono stati molti gli ingredienti e gli elementi che ci hanno spinto a decidere per la pubblicazione di questo romanzo. Un romanzo davvero godibile. Sono sicuro che divertirà molto i lettori della collana.

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Calciatori gay: parla l'amante di un giocatore della Triestina

pubblicato da Robo in: Sport

Il gioco del calcio

Torniamo a parlare di calcio e gay invisibili. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi di Lippi e di Ancelotti e dopo quelle dei dirigenti del calcio triestino, Boris Alesko non ne ha potuto più e ha “esternato”, come suolsi dire. Boris Alesko ha trentun anni ed è rappresentante di abbigliamento residente da anni a Trieste. Ecco cosa ha detto:

Mi chiamo Boris Alesko e ho avuto una relazione con un giocatore della Triestina. Se parlo è solo per sbattere la verità in faccia ai bigotti, a chi nega la realtà, a chi ha stupide paure e ottusi preconcetti. Sono rimasto sconcertato dalle dichiarazioni del presidente del San Luigi Ezio Peruzzo e di altri dirigenti sportivi di squadre dilettantistiche locali questa gente deve arrendersi al fatto che, piaccia o meno, persone gay ce ne sono ovunque. Così come ci sono i calvi, i baffuti, i magri, i simpatici o i timidi. Esistono in tutte le categorie. Negare la presenza di omosessuali nello sport è negare la realtà che ci circonda. Noi gay sappiamo essere forti, muscolosi, atletici e vincenti come gli uomini con la “u” maiuscola. E visto che nessuno se ne accorge, è evidente che sappiamo fare il nostro dovere in squadra, non creiamo problemi negli spogliatoi e nemmeno nel gruppo.

Tutta la storia la potete leggere qui. A Boris, il nostro plauso.

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Anche Carlo Ancelotti non ha mai incontrato gay nel mondo del calcio

pubblicato da Robo in: Sport

Carlo AncelottiContinua l’invisibilità dei gay nel mondo del calcio. Anche Carlo Ancelotti, tecnico del Milan, si esprime sui gay nel mondo del calcio e le sue affermazioni sono in linea con quelle di Lippi. Dice Ancellotti:

“No, neanche a me è mai capitato di incontrarne ma credo che non ci sarebbe nessun tipo di problema. L’omosessualità, poi, in passato è stata trattata con molto pudore tanto che era difficile scoprire un calciatore gay. Ma al giorno d’oggi con una società più aperta credo che non ci sarebbe alcun problema”.

Dopo quelle di Lippi, diverse sono state le affermazioni degli “sportivi” sui gay nel calcio. Sintomatiche quelle dei dirigenti del calcio dilettantistico triestino: nella Trieste calcistica gay non ci sono e, se ci fossero, verrebbero mandati via.

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Marcello Lippi: nel mondo del calcio non ci sono gay

pubblicato da Robo in: Sport

Marcello Lippi

Marcello Lippi, ct della nazionale italiana di calcio, comodamente seduto su un divano zebrato, intervistato da Klaus Davi sostiene che nel mondo del calcio non ci sono gay. Ecco una ricostruzione dell’intervista - che è molto frammentaria. Dopo il salto l’intero video.

Onestamente credo che tra i calciatori di gay non ce ne siano. In quarant’anni non ne ho mai conosciuti, nessuno che ha lavorato con me in tutto questo tempo e in tante squadre me ne ha mai raccontato. Penso, piuttosto, che ci possa essere qualcuno che abbia qualche tendenza, ma che non vada in giro a fare proposte o a mettere i manifesti. Questo vuol dire non vivere alla luce del sole la propria omosessualità. Credo che al mondo esista una sola razza, quella umana. Per questo non escluderei un gay, come un nero, dalla Nazionale. Penso, tuttavia, che sarebbe difficile, per come siamo fatti noi calciatori, che un giocatore omosessuale possa vivere la sua professione in maniera naturale. Quando alleno, non mi piace fare il padre o assillare. Sono una guida tecnica, ma ci tengo che i calciatori sappiano che, se c’è qualcosa che vogliono confidarmi, io sono a loro disposizione. Se qualcuno mi confessasse di essere gay, gli direi di vivere a pieno questa realtà e, con intelligenza, di non farsi condizionare e di non modificare i suoi atteggiamenti con i compagni. Per finire, gli suggerirei di essere ligio alla sua professione e di fare ciò che vuole nella sua vita privata.

Sul discorso degli escort nel mondo del calcio poi dice:

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