In occasione della ristampa del libro di Ratzinger Luce del mondo è stata rivista la traduzione (che in italiano era alquanto frettolosa in più passaggi) e la Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant’Ufficio) ha diffuso una nota in sei lingue dal titolo Sulla banalizzazione della sessualità. A proposito di alcune letture di “Luce del mondo“.
Ovviamente la “colpa” di tutto il pandemonio successo a seguito delle dichiarazioni sul preservativo, sul suo uso da parte delle prostitute (che nell’originale tedesco sono prostituti) e sulle eventuali aperture di Ratzinger sono da addebitare, secondo l’ex Sant’Ufficio, ai media, sempre pronti a sviare la vera e unica dottrina! Viene ribadito, senza possibilità di appello, che “le parole del Papa […] non sono una modifica della dottrina morale né della prassi pastorale della Chiesa”. Com’è stato tradotto, quindi, il celebre passo del profilattico e del prostituto? Lo riportiamo di seguito evidenziando in grassetto la nuova traduzione e ponendo tra parentesi quadre la precedente. A voi le conclusioni:
Vi possono essere singoli casi motivati [giustificati], ad esempio quando uno che si prostituisce [una prostituta] utilizza un profilattico, e questo può essere un [il] primo passo verso una moralizzazione, un primo elemento [atto] di responsabilità per sviluppare di nuovo una [la] consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole. Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male [vincere l’infezione] dell’HIV. Esso in realtà deve consistere nell’umanizzazione [È veramente necessaria una umanizzazione] della sessualità. […] La Chiesa, naturalmente, [Naturalmente la Chiesa] non considera i profilattici come la soluzione autentica e morale. In un caso o nell’altro, nell’intenzione [Nell’uno o nell’altro caso, con l’intenzione] di diminuire il pericolo di contagio, può rappresentare tuttavia un primo passo sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana.
Le affermazioni di Benedetto XVI sull’omosessualità hanno fatto e fanno discutere tutti, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, dal proprio credo religioso, dalla cultura, condizione sociale e via dicendo. La chiesa – intesa come comunità di credenti, e non come gerarchie vaticane – non è monolitica come si vorrebbe far credere. Tra le varie reazioni a quanto detto da Ratzinger, ho trovato molto profonda e umana quella di don Franco Barbero:
Ho appena letto le affermazioni del papa circa l’omosessualità contenute nel suo ultimo libro. È troppo poco dire che si tratta di espressioni rozze, ignoranti e violente contro le persone omosessuali […] Per me resta incomprensibile il fatto che nei sacri palazzi si pensi all’omosessualità giorno e notte e non si riesca ad aprire bocca senza parlare di sesso, di moralità, di omosessualità. Una persona normale non ha sempre in testa il sesso anche perché pensa ai sentimenti, alle emozioni, alla gioia e all’impegno di crescere nell’amore.
Ecco: secondo me don Franco Barbero ha centrato il punto. Ci si fissa su chi e come fa il gioco di “dove metto la salsiccia” (per riprendere la simpatica affermazione di Priscilla, la regina del desert0), invece che guardare “sentimenti, alle emozioni, alla gioia e all’impegno di crescere nell’amore”.
Continua a leggere: Fede e omosessualità: un altro punto di vista è possibile

Benedetto XVI, alias Papa Ratzinger, in questi giorni è al centro dell’attenzione per il suo libro Luce del mondo. E se qualche indiscrezione è già uscita (cfr preservativo per il prostituto…) e qualcuno l’ha già indicato come ‘innovatore’, ecco un passaggio che dimostra quanto, in realtà, non lo sia e nemmeno voglia esserlo:
“L’omosessualità è una grande prova di fronte alla quale una persona può trovarsi, così come una persona può dovere sopportare altre prove. Ma non per questo diviene moralmente giusta. Se qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate - ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza - se, in ogni caso, queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove”
E ancora:
Continua a leggere: Papa Ratzinger: "L'omosessualità non è mai moralmente giustificabile"

Sogno o son desto? Ieri sera già fra amici non si parlava di altro: il Papa dice sì all’uso del profilattico, in alcuni casi. Ma come, proprio lui, Benedetto XVI, alias Maledictus XVI o “Il Pastore Tedesco” o Josephine? Lui, che in tanti indichiamo come uno dei più conservatori successori di Pietro apre all’uso del preservativo, anche come rimedio per l’Hiv?
In effetti vanno proprio in questa direzione le anticipazioni di stampa sull’Osservatore romano del prossimo libro-intervista con una lunga conversazione tra Joseph Ratzinger e lo scrittore tedesco Peter Seewald, “Luce del mondo”, edita in italiano dalla Libreria Editrice Vaticana, in uscita il 23 novembre con il sottotitolo Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi.
In risposta a una domanda specifica Benedetto XVI, come scrivono tutti i media mondiali - dalla Bbc a Le Monde - dice che
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