Il mondo della cultura non ha dimenticato uno dei suoi figli tra i più dolci e laboriosi, e neppure la sua Correggio. Parliamo di Pier Vittorio Tondelli, lo scrittore e poeta omosessuale strappato alla vita a trentasei anni, malato di aids. Fino al 30 giugno, coloro che lo desiderano potranno partecipare all’annuale Premio letterario che porta il suo nome. Due le sezioni suddivise: una per le tesi di laurea e una per saggi critici editi o inediti dedicati allo scrittore correggese. Una ottima occasione per ricordare di penna e di cuore Tondelli, lo scrittore scomodo, autore di romanzi, saggi, poesie, testi teatrali, esilaranti, magnifici nella loro rappresentazione, con un vulnus letterario inimitabile.
La generazione italiana degli scrittori degli anni Ottanta, ha trovato in Pier Vittorio Tondelli un magnifico esempio di cultura, instancabile nel rappresentare un mondo, anche quello omosessuale, fatto di ironia ma anche di appartenenza. Lo scrivere, per lui, era cibo su cui fiondare la mano armata di penna per raccontare mondi reali, fantastici, luoghi e genti che diventavano la nostra quotidianità. Riusciva a sentirsi solo tra la gente, disegnandosi ora scorbutico, nevrotico, ipersensibile, piagnucoloso e permaloso. Non sapeva, o cercava di nascondere a tutti, di avere un cuore nobile, una dolcezza raffinata, un talento letterario e umano raro. Una cultura, per vastità, vicina a quella di Pier Paolo Pasolini o di Mario Mieli se ce ne fosse stata data l’occasione e non si fosse suicidato in un bel triste giorno di marzo del 1983.
Tornando ai Premi, sono previste due sezioni per le Tesi di laurea: una riservata alle tesi di laurea triennale e ai diplomati in conservatori e accademie e una riservata alle tesi di laurea specialistica e di dottorato di ricerca. I vincitori vedranno pubblicati i loro lavori. Per i saggi, invece, il premio è in denaro, oltre a vedersi pubblicati, ma le opere in gara dovranno essere successive all’ottobre 2005. Una bella occasione per chi vuol cimentarsi non solo nella scrittura, ma nel ricordo di un letterato così importante come Pier Vittorio Tondelli. Qui il regolamento e tutte le informazioni necessarie.
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È così bella che gli uomini – uomini che amano le donne e non disdegnano altre “escursioni” – fanno follie per poter usufruire della sua splendida compagnia; della sua arte amatoria, tanto da trascinare, in alcuni incontri, la propria donna che s’incanta di fronte alla fantastica variante di un sesso molto grosso. Efe, la trans “più bella del mondo” è l’unanime coro di chi l’ha incontrata e assaggiato il sapore delizioso dei piaceri carnali con lei. Così la descrive Natalia Aspesi:
“La signorina maschile di aspetto più dolcemente femminile della maggior parte delle donne: a parte l’altezza, 1 metro e 90, infrequente in una donna, per il resto è carinissima; taglia 42, seno piccolo, occhi verdi, capelli corti ramati, non ha niente in comune con le giovanottone brasiliane dai seni contundenti e un po’ di barba, che sbucavano da ogni angolo televisivo, ospiti soprattutto di melliflui conduttori arrapati”
Chi di lei sa poco e nulla, ora esce un libro, edito da Mondadori dove Efe ha raccontato la sua vita, e i suoi “maschi” a Stefania Berbenni. Titolo: “Quello che i mariti non dicono“. Parafrasando un importante film di Marilyn Monroe, qualcuno ha scritto, pensando proprio a lei: “Gli uomini preferiscono le bionde, sposano le more e… fanno sesso con le transessuali“.
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La figlia di James Jones, Kaylie, ha rivelato sul giornale online «The Daily Beast» che il bel romanzo scritto dal padre, «Da qui all’eternità» di cui molti ricordano magari il film, fu censurato dall’editore. Nonostante quei tagli censori, il volume fu ritirato dagli scaffali e processato per oscenità. Il linguaggio scurrile di alcuni personaggi mal si addiceva alla morale dell’epoca. Ma la figlia dello scrittore rivela che in quella storia uno dei protagonisti, un tale Maggio e altri soldati, si prostituivano con gay anziani. La censura tolse il racconto di quegli incontri che l’autore aveva descritto con dovizia di particolari.
Venendo alle letture di oggi, cominciamo con un bel libro: “Lodi del corpo maschile” di Riccardo Di Salvo e Fabrizio Cavallaro, edizioni Libreria Croce. È un piccolo breviario tra le più belle poesie dedicate al corpo maschile. Si va dal mistico Giovanni Testori, agli stessi autori, ad Arthur Rimbaud o Dario Bellezza o Jean Genet. Un breve ma esaltante viaggio tra riflessione ed esaltazione di una felice epopea corporale; un magma delle bellezze maschili incantate e cantate come un trionfo del desiderio. O come scrive Jean Cocteau: “L’uomo bello è un oggetto d’arte”.
Quella di Vincent van Gogh fu vera follia? Oppure si fa folle quando si accorge che esistere è un po’ troppo? Giordano Bruno Guerri, autore prolisso di libri a più temi, direttore di giornali, famoso per aver rivelato alcuni anni fa qualche sua bella passione per i ragazzi, ha pubblicato: “Follia? - vita di Vincent van Gogh”, edito da Saggi Bompiani. In questo magnifico libro, accompagnato da riproduzioni delle opere dell’artista di Zundert, Giordano Bruno ci guida per mano dentro la piccola borghesia filistea dell’epoca; la fede presa a prestito per aiutare l’arte; una follia usata per meravigliare il mondo con dipinti come “Notte stellata“. Magnifico il racconto dell’amicizia tra van Gogh e Gauguin: “Forse si tratta di una vicenda omosessuale mai espressa“. Forse i due si amano follemente se van Gogh regala a Gauguin un suo autoritratto in cui, per una sola volta, si fa bello.
E’ un bene che qualcuno ci provi. E faccia sul serio! Le battaglie civili, quelle glbtq, sono nate grazie alla generosa volontà di alcune persone che non si sono spaventate di fronte ai paletti legislativi; alle retrosie di chi pensa che la legge fatta dagli uomini è comunque e sempre giusta ed adeguata. Qualcuno deve scuotere le coscienze sopite e cercare di avere un diritto negato. E’ il caso di due donne che si amano da tempo e vivono a Marene. La coppia, pur sapendo il divieto italiano, si è recata nel proprio comune dove ha chiesto le pubblicazioni per il matrimonio.
Al rifiuto del funzionario, hanno deciso di rivolgersi al Tribunale, supportati in questa civile battaglia da Certi Diritti e dagli avvocati della Rete Lanford.
«Per il Tribunale - ha spiegato l’avvocato che si è occupato della vicenda delle due donne, Michele Potè di Torino - deve essere il legislatore a decidere in materia. Le clienti non sono soddisfatte di questo pronunciamento e pertanto, entro il 31 luglio, presenteremo un reclamo alla Corte d’Appello». E pensare che la Procura di Saluzzo, non si era opposta al matrimonio tra le due donne.
Come le due donne, altre coppie sposate all’estero ma non riconosciute in Italia, stanno dando battaglia perché i legislatori, sordi anche alla maggioranza dei cittadini che si dicono favorevoli al riconoscimento delle coppie di fatto, si diano da fare e regolino con una buona e giusta legge, diritti e doveri delle coppie omosessuali.
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A quanto è dato leggere, pare che la più grande soddisfazione avuta dal neo eurodeputato, Clemente Mastella, ex Dc, ex tante cose, ma come tanti Dc e tanti ex “tante cose” ancora sulla cresta del successo politico, sia stata la telefonata papale ai tempi della discussione politica sui diritti alle coppie di fatto:
«Mi schierai per il no ai Dico, le unioni tra omosessuali. Prodi arrivò a minacciare conseguenze sulla mia permanenza al governo: ‘O firmi anche tu per i Dico, o te ne vai’. Tenni duro. E un giorno mi arrivò una telefonata dal Vaticano. Mi passarono la segreteria del Santo Padre. Subodorai uno scherzo, e quando sentii quella voce dall’accento teutonico pensai a Fiorello. Ma poi mi convinsi che era davvero il Papa. Voleva esprimermi il suo apprezzamento per la mia posizione»..
Ride il bel ragazzo con cui ogni tanto divido letto e piaceri; fissa sorpreso la copertina del libro che tengo tra le mani: “mi avevi abituato ad altro tu: Scott Heim, Rachid O, Gilberto Severini, Delia Vaccarella. Mo’ cosa è questa roba?”, ride sorpreso.
La roba è un libro, tra i tanti che mi arrivano, alla ricerca di una recensione. E questo fa proprio al caso, perché esce dalla solita letteratura gay, dai racconti mielosi e carnali per finire dagli scaffali del salotto alle pentole. Si chiama Cucina gay – facile e creativa di Antonio Lapipa e Davide Della Rondella (Coniglio editore). Il primo insegna alla Sorbona di Parigi, l’altro scrive romanzi e insieme hanno firmato saggi di storia dell’alimentazione, tradotti in francese, polacco e inglese.
Se i popoli si nutrono, i gay sono capaci di convivi raffinati, serate memorabili; del cibo tradotto in puro sesso. Un recente studio pubblicato dall’americana ANRED lanciava un campanello di allarme per i maschietti eterosessuali e per i gay che sviluppano disturbi alimentari per diverse ragioni. Per i gay la tendenza è quella di concentrarsi sulla propria immagine corporea, l’aspetto, l’apparire seducente e quindi a seguire diete disordinate e alimentazioni che rendono vulnerabile la propria salute. C’è anche un feedback negativo da parte della società che non aiuta a viversi meglio.
In una conferenza stampa sulla sua autobiografia, Nicola Legrottaglie dice di non aver mai attaccato i gay ma sostiene di seguire la Bibbia che afferma che Dio ama il peccatore ma non il peccato. Ecco la trascrizione del passo, mentre qui il video:
Sul fatto dei gay ci hanno un po’ giocato intorno. Ho detto una cosa semplicissima e continuerò a dirla: Dio ama il peccatore ma non ama il peccato. Dio ama tutti, la bibbia è chiara. Dio ama gay, etero, tutti gli esseri, fino all’ultima cosa che ha creato e anche noi dobbiamo amare il nostro prossimo. Questo è il messaggio del Vangelo. Ma, nello stesso tempo, se la Bibbia parla di certe cose e io sono un cristiano, credo in tutto quello che Cristo dice. Io non devo dire delle cose od ometterne delle altre scritte nella Bibbia solo per piacere agli uomini o per piacere al mondo o al movimento che magari oggi c’è nel mondo.
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È in uscita, per i tipi della Piemme, la biografia del calciatore della Juventus Nicola Legrottaglie, a cura di Matteo Orsucci e dal titolo Ho fatto una promessa perché la fede ha cambiato la mia vita.
Nicola Legrottaglie ha dichiarato di vivere seguendo la parola di Dio e gli insegnamenti della Bibbia anche se, come afferma nel libro, è accusato di avere una fede estremistica solo per via della sua visione diversa su certi argomenti che oggi sono dati per scontati, assodati e digeriti (per inciso, è di fede evangelica). Ovviamente ognuno è libero di vivere la propria fede. Il fatto è che, come molti uomini di fede, dispensa giudizi/consigli a destra e a manca. E così, a proposito dell’omosessualità, afferma:
“Oggi viene vista come una moda, una maniera come tante per essere contro. Nella Bibbia c’è scritto chiaro e tondo che l’omosessualità, sia maschile che femminile, è peccato. [I gay] fanno parte del mio prossimo e quindi li amo. Da etero e cristiano consiglio loro di leggere la Bibbia”
Alzi la mano chi di voi è gay per moda o per essere contro.
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L’editore Foschi ha recentemente pubblicato il romanzo illustrato Elenoir di Julie Maggi che narra dello smarrimento di Elenoir dinanzi alla morte della propria compagna Valentine e della ricerca di una spiegazione di quanto avvenuto fra discoteche, lapidi e misteriose apparizioni. Oltre alla godibile storia risulta interessante l’idea del romanzo illustrato: il testo, infatti, è arricchito da illustrazioni originali della stessa autrice.
Allora, Julie, spiegaci un po’ com’è questo romanzo, anzi no questa graphic novel, anzi no… cos’è?
Ahahah! Questa è una domanda che mi hanno fatto molte persone; in effetti si è creata un po’ di confusione quando ho messo tre tavole di prova del fumetto di Elenoir nel mio blog. Ma Elenoir è un romanzo illustrato. Il termine romanzo illustrato viene dalla traduzione di graphic novel ma in questo caso sarebbe errato considerarlo tale. Il graphic novel, infatti, è un fumetto in tutto e per tutto, con vignette, onomatopee e balloon. In Elenoir ci sono cinquanta illustrazioni, nello stile delle tavole che ho messo on line, ed essendo molte c’è chi si è confuso e ha capito che potesse essere un fumetto. Le illustrazioni seguono e si intrecciano al testo a volte sottolineando i momenti più importanti o i sentimenti di Elenoir e degli altri personaggi.
Elenoir è una sorta di tuo alter ego o sbaglio?
Non immagini come sia difficile rispondere a questa domanda. In un certo senso sì, è una sorta di mio alter ego; è una persona che, essendo fatta di carta ed inchiostro, ha il “superpotere” di combattere contro quel personaggio oscuro che è Blake e uscire dalla lotta vincitrice. Come molti eroi di carta, Elenoir ha la forza, il coraggio (e i vestiti!!) che vorrei. È il personaggio di carta che servirebbe nel mondo reale. Per il resto io assomiglio “esteticamente” più a Valentine, la ragazza di Elenoir.
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Novello guru, Povia ormai dispensa consigli per tutto e per tutti. Intervistato da Chi fa sapere che quando stava male si metteva sotto il cuscino e diceva le preghiere (saranno state esaudite?). A proposito del gay pride, Povia sentenzia:
“Il Gay Pride va contro i gay, leva l’intimità. Vederli in mutande che si strusciano sarebbe brutto anche se fossero etero, così ci rimettono i gay veri”.
In questa dilagante saggezza, ci permettiamo di consigliare un libro di cui abbiamo già parlato qui: il titolo del libro è Senso unico e l’autrice è Laura Schiavini. Ultimamente questo libro è stato definito la risposta intelligente a Povia (anche Televideo Rai l’ha trasmesso in edizione per i non vedenti). On line lo si trova qui.