Cifre alla mano pare che iniziative di marketing rivolte alla comunità gay siano in espansione. Un trend in crescita grazie anche all’oculata esposizione di certi settori merceologi e di investimenti che partendo da una clientela omosessuale hanno attratto anche clienti eterosessuali, vuoi per l’offerta di qualità che per la fruizione di servizi di eccellenza. Le agenzie di marketing e comunicazione con competenze generaliste possono operare sporadicamente sul target gay. Rispetto a tali agenzie, una giovanissima società, la Com.ma si caratterizza per una conoscenza approfondita del target, un’esperienza decennale in materia, le sinergie con Gay.it, che è il più importante mezzo gay italiano, e un network di partnership con eventi e locali senza paragoni.
Nasce un nuovo modo di guardare il mercato e i suoi potenziali clienti. Ne è convinto Alessio De Giorgi, noto manager omosessuale, creatore del portale Gay.it, di Outtravel, del Mamamia, locale estivo frequentatissimo sulla riviera toscana e dell’invernale Hub; e ora di Com.ma, con uno slogan efficace e diretto: “Omosessualizzare un prodotto: più che un rischio un’opportunità”.
Nasce da queste sinergie un prodotto che farà gola a molte coppie omosessuali: una vacanza “in scatola” proposta da Outtravel, l’agenzia che da molti anni manda in vacanza frotte di gay, lesbiche e transessuali, in luoghi e strutture a loro dedicate. È un po’ l’esempio di ciò che oggi si trova nelle altre agenzia di viaggio, nelle importanti librerie e negli store: una vacanza relax da scegliere tra le tante destinazioni, con un pacchetto su misura, ma stavolta “in scatola”.
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Una linea immaginaria che colleghi Palermo a Giarre, dove il 31 ottobre del 1980 Antonio Galatola e Giorgio Agatino Giammona, di 15 e 25 anni, omosessuali, finirono la loro vita senza che ancora oggi si sappia se furono uccisi o si suicidarono. La decisione di portare le battaglie per i diritti delle persone lgbt dentro un movimento più grande e complesso (l’Arci, di cui l’Arci Gay era di fatto una estensione della Commissione Diritti Civili).
Un atto politico dirompente e rivoluzionario che, per le conseguenze prodotte ed il significato simbolico oggi ancora più forte, merita di essere celebrato dall’intera comunità Lgbt proprio nella città in cui ha avuto origine. Per questo e per una voglia di riscatto da certi luoghi comuni, Palermo, attraverso un documento del Coordinamento Stop Omofobia, propone la celebrazione del Gay Pride regionale 2010 nel capoluogo siciliano.
Da quella disperazione di Antonio e Giorgio, dalla volontà subito dopo di Marco Bisceglie di dar luogo ad Arcigay per difendere da ogni satrapia gli omosessuali isolani e poi nazionali; la Sicilia e Palermo, come Catania, sono diventati città dell’ascolto, sono nate organizzazioni e comitati lgbt, molte istituzioni locali si sono rese conto che tutto quello era un patrimonio di civiltà e che andava ascoltato e difeso. E molte cose sono accadute.
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A Sydney si sono radunate ben 5200 persone: si sono spogliate e hanno posato nude, per il fotografo statunitense Spencer Tunick. Lo scatto è stato catturato con lo sfondo dell’edificio simbolo della città, l’Opera Cafè. L’evento faceva parte del Gay and Lesbian Festival che, proprio in questi giorni, si sta tenendo nella città australiana.
Le persone che hanno accettato di partecipare alla fotografia sono uomini e donne (etero e gay) e non si sono sentite imbarazzate dalla richiesta. Lo stesso Tunick ha commentato, entusiasta:
“Uomini e donne gay giacciono nudi accanto ai loro vicini etero e questo invia un messaggio molto forte al mondo, che gli australiani sono per una società libera e uguale”
Chissà il clamore nazionale e mondiale se venisse effettuato anche qua da noi… E soprattutto, quanti parteciperebbero a posare nudi, vicini, gay ed etero, donne e uomini?
Foto | ApCom
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A leggere le notizie che arrivano dall’estero, riguardo alle coppie omosessuali, si prova oramai un senso di imbarazzo e di mestizia. Sembra che l’Italia sia una nazione dove si guarda il mondo dei diritti con una certa allegria per i risultati che gli altri paesi civilizzati raggiungono, per poi finire in un substrato di rabbia e disperazione per le difficoltà che la comunità lgbt affronta quotidianamente senza soluzioni politiche. Scriviamo quasi ogni giorno di coppie di fatto, di desideri di matrimonialità delle coppie di fatto omosessuali, di legislatori che parlano di omosessualità e diritti senza una traduzione che dia legalità a queste coppie. Parliamo e scriviamo su questa questione senza vedere soluzioni adeguate all’orizzonte.
A Cipro, è bastato che una coppia omosessuale facesse richiesta al governo e al Parlamento, per poter vivere matrimonialmente la loro unione, che il Ministro degli Interni si è dichiarato disposto a prendere in seria considerazione quella richiesta e a investire il Parlamento della questione. Così, il mese prossimo, il governo cipriota ha deciso di affrontare l’argomento credendo giusto che due suoi cittadini non si sentano discriminati rispetto alle altre coppie.
Come altri paesi entrati nell’Unione Europea, anche Cipro è riuscita a darsi regole di libertà per tutti i suoi cittadini, omosessuali compresi. Per questo nel 1998, data del suo ingresso nella UE, il governo si è mosso per l’abrogazione del famigerato paragrafo 171 che puniva gli atti sessuali tra omosessuali, anche se ancora molto può e deve essere fatto per raggiungere gli standard degli altri Stati in termini di diritti civili. Da allora, Cipro è entrata nella galassia dei luoghi dove molti omosessuali vanno a trascorrere le loro vacanze, aiutando l’economia di quel paese. Attenzione, ovviamente, alla parte turca dell’isola. Lì tutto è rimasto come era, e l’omosessualità è illegale e malvista.
Foto | Gaspa
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Il matrimonio simbolico di due lesbiche, a Torino, con la presenza del sindaco Sergio Chiamparino, ha provocato una reazione sdegnata da parte della curia:
“La partecipazione di un’autorita’ civile ad una celebrazione di ‘nozze gay’ non puo’ non correre il pericolo di creare una confusione deleteria nel mondo contemporaneo gia’ cosi’ frammentato, una confusione che non giova alla fine nemmeno alla stessa giusta causa di non fare dei cittadini di serie B”
Prima la curia “osa” rinfacciare una critica verso questa funzione per non poter creare dei possibili cittadini ‘inferiori’ agli altri. Poi, si contraddice da sola:
Continua a leggere: Le nozze simboliche di Chiamparino creano solo confusione. Parola della Curia.
I clichè sono sempre quelli; anche i paragoni e soprattutto la cattiva informazione che parte da una leggerezza come è ogni reality e finisce per colpire le sensibilità e il rispetto verso gli altri. Pare sia scoppiata una bagarre mediatica per un articolo apparso sul sito Panorama.it. La giornalista, che afferma di occuparsi di tivù da più di venti anni, ha dato di corda e di bastone contro il reality più in voga di Canale 5: il Grande Fratello, giunto alla decima edizione. Accade all’estero come in Italia: gay, lesbiche e transessuali si son viste aprire uno spazio televisivo, più personale che di comunità, ma certamente importante. La televisione crea mostri come eroi, comunque rende famosi. A scatenare le ire di molte persone che hanno inondato di messaggi e mail la redazione di Panorama.it, una frase della giornalista:
“Ma che tipi di messaggi sta lanciando il GF quest’anno? Non bastano le risse, le relazioni omosessuali, i trans, le lesbiche, le parolacce e le bestemmie, adesso va a farsi benedire anche il salutare no smoking”.
Che il GF, quest’anno sia meno seguito, come dicono alcuni, credo sia un fatto endemico: probabilmente i personaggi, probabilmente il solito canovaccio, il biascicamento di regole, giochi e giochetti in una casa dove in attesa di uscire, la maggioranza litiga e sproloquia, non funziona più. Se dai un minestrone uguale tutti i giorni, la nausea è assicurata. Paragonare però bestemmie e parolacce, tabagisti e risse a relazioni omosessuali, trans e lesbiche è però un esercizio che sa di bestemmia anch’essa. E, in qualche modo, manca di rispetto alla comunità gay, lesbica, transessuale.

So che la notizia sembra falsa, talmente assurda, ma è davvero accaduto: un dormitorio di una scuola nel Sud Africa è stato chiuso a causa di eccessive relazioni lesbo. La decisione è stata presa dopo che due ragazze sono state sorprese a baciarsi. Ma in realtà, le lesbiche “identificate” sarebbero all’incirca 27… e tutte sono state espluse. Un duro colpo per un paese che, come molti altri del resto, soffre ancora fortemente l’omofobia.
Gli educatori stanno indagando sull’accaduto e sul perchè la scuola sia stata chiusa. Sihle Mlotshwa, educatore, ha ribadito che le scuole non devono poter espellere alunni solo perchè ritenuti gay. Esponenti di gruppi per i diritti gay hanno bollato la notizia come qualcosa di sconvolgente, sopratutto perchè la discriminazione è avvenuta all’interno di una scuola, luogo che dovrebbe essere, per eccellenza, paritario.
Alcune delle 300 ragazze che albergavano in quel dormitorio sono ospiti di altri centri in zone vicine, mentre altre sono state costrette a fare ritorno a casa.
Foto | Uloah
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Lesbiche di tutto il mondo, preparatevi. Se nella vostra vita, incontrerete in qualche modo, Matthew McConaughey, preparatevi a sbavare letteralmente per lui. No, non sono impazzito, nè tanto meno voglio “redimervi” in alcun modo. Riporto la convinzione della compagna dell’attore. Secondo la sua ragazza, Camilla Read, l’uomo è desiderato da tutti. Entrando, infatti, in un bar gay, ecco cosa è successo:
Siamo entrati e il mio primo pensiero è stato “Sì, ho vinto!”. Perché ero certa che in ogni posto in cui andiamo, tutti impazziscono per Matthew! L’ho portato in un bar lesbo, convinta che fosse, almeno in quel caso, il mio turno nell’essere guardata e desiderata. E invece, non è successo. È stato circondato da molte lesbiche, al punto da dover chiamare la security! Si sono messi davanti a noi per ripararci dall’assalto. Pensavo di vincere io, invece tutti quanti lo amano.
Camilla, sei sicura che non volessero solo un autografo o una foto ricordo?…
Via | StupidCelebrities
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Ormai sembra essere una moda. Dopo poche ora dalla dichiarazione su Amy Winehouse, ecco spuntare un’altra voce. Ora che è diventata mamma e si è sposata con Marc Anthony, sembra che Jennifer Lopez abbia trovato la pace e la serenità in campo sentimentale. Ma a quanto pare, non è così. Sembra, infatti, che Ojani Noa, il suo primo marito, stia cercando di pubblicare un libro verità sull’ex moglie, minacciandola di rivelare a tutti, intimi segreti della sua esistenza.
La notizia ricorda decisamente la pietosa storia del marito di Whitney Houston, tale Bobby Brown, che durante il ritorno alla musica dell’ex consorte, aveva dichiarato alla stampa cose simili. E in questo caso, Noa ha anche un video che vorrebbe far pubblicare ma che la cantante non intende rendere commerciabile. E in queste immagini, J. Lo bacia alcune ragazze, in intimità, con l’ex marito presente. E di fronte ad un altro appello per il sex tape, l’uomo minaccia:
“Chiederò a Jennifer Lopez, in pubblico, in tribunale, sotto giuramento, se è bisessuale!”
Addirittura scomodiamo il tribunale per questioni così private? E poi, Mr Noa sa che Jennifer Lopez non rischia l’arresto se dovesse rispondere “sì, sono bisessuale”?
Foto | TimesUnion
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Si parla spesso di discriminazione nel quotidiano e una lettera resa pubblica affronta la questione in prima personale personale dall’autrice della missiva. La ragazza, con un’amica, entrambe 27enni, stavano cercando una casa da affittare insieme per dividere le spese, in una grande città come Roma. Così, si sono affidate ad un’agenzia immobiliare che le hanno fatto visitare un appartamento nella zona da loro richiesta.
L’affitto e la casa erano interessanti e così le due hanno richiamato per chiedere informazioni sulla planimetria. Ma si sono sentite dire che la proprietaria era disposta ad affittare l’appartamento solamente a un single oppure ad una coppia, anche non sposata. A quel punto, la ragazza ha detto alla agente immobiliare che lei e la sua amica in realtà avevano una relazione sentimentale (anche per non rischiare di perdere l’occasione…). Ma la confessione non ha fatto che peggiorare le cose: era inutile, non era il caso di perdere tempo e l’affittuaria non avrebbe mai dato l’appartamento a due lesbiche.
E a voi, studenti e studentesse che vi siete spostati per studio o per lavoro, o che semplicemente avete cercato casa, siete mai incappati in situazioni del genere? Avete mai sentito il peso della discriminazione in casi simili a questo? O, invece, ne avete un’esperienza positiva?
Foto | Milocca
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