La campionessa svedese Anja Paerson ha deciso di fare coming out, divenendo, così, un esempio di come sia semplice e normale poter parlare di amore, futuro e sogni: per una donna o per un uomo, senza differenze. Ha detto la sportiva:
“Io e Filippa ci siamo conosciute nel 2005. Con il passare del tempo siamo diventate amiche sempre più intime, poi un giorno è successo qualcosa: mi sono resa conto che non era più amicizia, ma vero e proprio amore”
Ha fatto coming out e ha anche aggiunto di essere incinta. Tutto questo per fermare una volta per tutte quelle fastidiose voci che si insinuavano nella sua carriera di sportiva e, soprattutto, nella sua vita privata:
Sognavo il principe azzurro con dei bambini, un tetto e un giardino. Il sogno è cambiato, ma è diventato realtà. Prima non avevo mai pensato che il mio cuore potesse battere così velocemente per una donna. Ero follemente innamorata, ma era dura. Tante opinioni e tanta clandestinità. Ma non c’era niente altro da fare se non compiere quel grande passo. Sono stanca di essere diversa da quello che veramente sono e di giocare un gioco. È arrivato il momento di dire la verità, lo devo a me stessa e soprattutto a Filippa. È finito il tempo delle voci.
Via | Corriere
No, ma che tenerezza è?!
Questo video è stato girato sabato scorso allo Scotiabank Place di Toronto, in Canada. Durante l’intervallo, una fan ha raggiunto la sua fidanzata, all’oscuro di tutto, e le ha chiesto di sposarla, inginocchiandosi con un anello di fidanzamento.
Il pubblico esulta mentre la mascotte alza il cartello con scritto “Lei ha detto di sì”. Imbarazzo e un bacio romantico per suggellare la loro romantica relazione.
Pensierino del momento: chissà se fosse successa una cosa simile, in Italia, durante una partita di calcio allo stadio… magari tra due uomini!

“Chi sarà la bella e insospettabile ex componente del governo del Banana [Silvio Berlusconi, ndr], con formazione giuridica e spesso in tv, che da quando è tornata semplice parlamentare può dedicare più tempo alla sua attrazione segreta per il sesso femminile? Ah, saperlo…”
Ecco l’indirscrezione rilasciata su Dagospia e ripresa dai cugini di Gossipblog. Non si fa naturalmente il nome ma lascia il dubbio. Chi potrà essere? Ne sovviene anche una certezza: essere omosessuali e appoggiare una politica che non permette diritti alle coppie gay è il solito controsenso italiano.
La St. John Neumann Catholic Church è nell’occhio del ciclone per un gesto che sta facendo discutere in tutto il Maryland.
Brooke Baldwin era in Chiesa per il funerale della propria madre e, durante la cerimonia, si è avvicinata al prete che, invece di darle l’ostia durante la comunione, ha chiuso il piattello e le ha detto, fissandola negli occhi:
“In base alla fede e alla morale, la Chiesa ha la responsabilità di insegnare e ispirare la luce del messaggio di Dio nelle circostanze dei nostri giorni. Non posso darti la comunione perchè tu vivi con una donna e davanti agli occhi della Chiesa questo è un peccato”
Il religioso si è allontanato mentre la ragazza tornava dalla propria compagna e da sua fratello, sotto shock. Vi ricordiamo… nel giorno del funerale della madre.
Qualche giorno fa una ragazza lesbica è stata aggredita mentre era con la sua compagna in un ristorante a Milano. Dopo numerosi commenti e battutine da parte di un uomo poco lontano dal suo tavolo, le due giovani si sono scattate alcune foto mentre si baciavano. E, a quanto pare, questa cosa ha visibilmente innervosito l’aggressore che ha sferrato pugni sul volto della giovane.
Una volta denunciato l’accaduto e rintracciato il colpevole, l’uomo si è difeso dicendo che non era stata una reazione omofoba. Tesi smentita dalla ragazza che ha ricordato anche la frase che le era stata detta “Tu ti comporti da uomo e io ti tratto da uomo e ti picchio”. E così il Pm Elio Ramondini ha contestato ‘l’aggravante dell’aver agito per motivi abietti quali l’omofobia’ al 35enne imputato.
Ma in Italia non esiste l’aggravante dell’omofobia: la legge è stata bocciata più volte. E così l’aggressore è accusato di lesioni e violenza privata. Il suo scopo sarebbe stato quello impedire all’amica di fotografarle e di far smettere le due ragazze di baciarsi.
Via | Ansa

“L’altra sera poco dopo le 22 in via Raffello Sanzio una lesbica a cena con le amiche e la fidanzata è stata pestata a sangue da una bestia d’uomo che poi è scappato e questo solo perché non gradiva vederle teneramente insieme. È stata pestata perché mentre faceva una foto con la fidanzata al tavolo accanto, questo tizio, che per tutta la sera le importunava con occhiate e battute chiaramente omofobe, l’ha appellata molto poco carinamente e lei ha risposto”
Ecco il resoconto della violenza accaduta l’altra sera a Milano ad una ragazza lesbica in compagnia di una sua amica. L’aggressore è già stato identificato ed era al tavolo con una la sua convivente ed altre due donne. Rintracciato, ha negato lo stampo omofobo all’origine del gesto. Ma alla polizia, la 29enne vittima degli schiaffi e dei pugni ha raccontato che prima di essere stata picchiata, l’uomo, Andrea C., 35 anni,corporatura robusta, tatuato sulle braccia, con pochi capelli e titolare di un negozio nella periferia nord di Milano, le aveva detto: “Tu ti comporti da uomo e io ti tratto da uomo e ti picchio”
Tutto sarebbe nato da una serie di battutine e sguardi durante la cena da parte sua verso la ragazza, seduta con l’amica a pochi tavoli di distanza. Poi, quando a fine serata le due si sono fatte alcune foto e si sono scambiate alcune effusioni, è nato il tutto.
Via | Repubblica

Una ragazza di 17 anni, a Ravenna, ha preso posizione contro la sua insegnante di religione. Una volta saputo che la studentessa era lesbica, la docente non ha perso occasione per parlare davanti a tutti di quanto l’omosessualità sia una malattia e dei gay che bruceranno all’inferno. La notizia è stata diffusa da Ravenna&Dintorni: la ragazza è scappata dall’aula, sbattendo la porta e lasciando la scuola con qualche mese in anticipo.
La notizia ha fatto rapidamente il giro del web (la stessa giovane ne aveva voluto parlare e denunciare l’accaduto online). Il sito ha così contattato anche l’insegnante della scuola che si è giustificata. Ha spiegato di non aver detto che essere gay è una malattia ma ha dato una spiegazione della sua teoria.
La trovate dopo il salto. Da mettersi le mani nei capelli per la disperazione…
Continua a leggere: Ravenna - Omofobia a scuola, studentessa lascia l'istituto

Amina Arraf era la blogger lesbica siriana che aveva commosso e appassionato la cronaca recente. Gay dichiarata, contraria alla politica del suo Paese, era stata rapita da agenti di sicurezza. Non era una voce infondata, ma le parole della cugina, testimone dell’accaduto. Anche noi di Queerblog ne avevamo parlato, colpiti da una simile storia. In breve tempo la notizia ha fatto il giro del mondo, sensibilizzando e preoccupando i media, Internet. E non solo: il Dipartimento di Stato americano ha aperto un’indagine.
Col passare del tempo sono iniziate ad emergere particolari contrastanti. Ma chi aveva davvero conosciuto dal vivo Amina? La foto che era sul suo blog, A Gay Girl in Damascus, apparteneva al profilo di Facebook di una donna inglese. Ed ecco arrivare la notizia, poche ore fa: Amina Arraf non è mai esistito. Dietro quell’identità si celava Tom MacMaster, 40enne, della Georgia (foto)
Tutto inventato, un caso progettato a tavolino qualche anno fa dall’uomo che ha dato vita a questa ragazza, metà siriana e metà americana. Una finta docu fiction virtuale, nata su un portale di blog, che voleva illuminare e far conoscere la storia e l’esperienza di una donna in Siria. Sì è scusato poi pubblicamente sul sito:

“E’ in corso una rivoluzione e tutti noi vogliamo vedere rivoluzionato ogni aspetto della nostra società, vogliamo che si ripensi non solo come gli Stati vengono governati ma anche il ruolo delle donne in queste società, il diritto all’autonomia sessuale e sì, anche il diritto a sposare chi amiamo”
Sono parole di Amina Arraf, una giovane blogger siriana che aveva avuto il coraggio di aprire un suo angolo virtuale dal titolo “A gay girl in Damascus”.
C’erano riflessioni, pensieri, notizie di una ragazza lesbica incapace di adattarsi a regole politiche e di vita che non sentiva sue. L’allarme stato lanciato dalla cugina della ragazza che, proprio nel blog, ha raccontato di come tre agenti in borghese l’abbiano costretta ad entrare in auto, in zona piazza degli Abbasidi:
Continua a leggere: Amina Arraf: la blogger gay siriana ed attivista è stata sequestrata
In molto lo chiedevano. Ecco il video di Paola Concia che invita tutti a partecipare all’Europride 2011, che si terrà a Roma dal 1 all’11 giugno.
Un grande evento che porterà Roma ad ospitare moltissimi gay radunati da tutta l’Europa per festeggiare e ribadire a gran voce l’orgoglio gay, ancora più che necessario visto il clima di insofferenza e di ostilità che pervade ancora il nostro Paese.
Nel video, Paola Concia ribadisce di essere l’unica parlamentare omosessuale dichiarata e relatrice della legge contro l’omofobia in Italia. Sottolinea come sia necessario ed importante l’Europride proprio a Roma, città che negli ultimi tempi si è macchiata sempre più di atti di omofobia. Qui da noi, i gay e i transessuali sono sempre più persone senza diritti.
Intelligente e utile l’appello finale agli eterosessuali, per partecipare il più possibile l’11 giugno a Roma, perché, come disse il presidente Giorgio Napolitano, i diritti dei gay sono qualcosa che riguarda ogni cittadino italiano.