Il governo socialista di José Socrates ha approvato un disegno di legge che renderebbe possibili i matrimoni gay. Le resistenze di chi è contrario a questa possibilità sono molto alte e concrete, ma c’è buona possibilità che la legge possa essere approvata. Nulla di realizzabile invece per quanto riguarda le adozioni, diversamente dalla vicina Spagna: resta vietato adottare bambini per coppie gay. Così si è espresso un deputato conservatore:
“La nostra proposta prevede di salvaguardare i diritti fondamentali per un tipo di relazione di questo genere ma che non sarà comunque equiparabile a un matrimonio”
Ma la sinistra che appoggia questa legge, si dimostra contraria anche al divieto d’adozione, motivandolo:
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In seguito alla notizia della legge anti gay che l’Uganda avrebbe intenzione di mettere in atto, la BBC si è esposta in prima linea e ha deciso di parlarne sul proprio sito. Ma non in una dura condanna come prevedibile, bensì in formato sondaggio con richiesta diretta e (forse) volutamente provocatoria: “Gli omosessuali devono essere giustiziati?”. La domanda ovviamente ha scatenato una serie di polemiche e di telefonate indignate da parte degli utenti.
Quando è stato annullato, il sondaggio aveva comunque già ricevuto numerosissimi commenti: 633 circa. Lynne Featherstone, esponente liberal democratica, ha sottolineato quando la domanda fosse offensiva:
“La BBC attizza le fiamme dell’odio. Devono scusarsi per la loro grossolana mancanza di sensibilità”
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Il ministro estero francese ha criticato duramente un progetto di legge che in Uganda potrebbe portare i gay a rischio condanna a morte:
“La Francia condanna e prova sconcerto verso questa proposta e nei confronti del Parlamento dell’Uganda: inoltre ripete il suo impegno verso la depenalizzazione e la lotta contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”
Il progetto di legge prevederebbe il carcere o la morte nei confronti di chi ha relazioni con persone dello stesso sesso o pratica l’omosessualità. La condanna arriva fortemente da numerosi paesi europei e stati americani, oltre che dalle associazioni Lgbt, sconvolte da questa possibilità. Ma, in Uganda, non sembrano intenzionati a retrocedere, nè ascoltando le opinioni dei diversi paesi nè per un personale ed egoistico tornaconto economico:
“Non accetteremo mai l’omosessualità solo per placare altri stati o come incentivo per ottenere il loro denaro o appoggio”
Foto | Spung
Navi Pillay è l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani. In questi giorni si trova a Bruxelles per l’inaugurazione del nuovo ufficio per i diritti umani presso l’Unione Europea.
Come risposta ad una domanda posta da alcuni giornalisti italiani su quello che è accaduto pochi giorni fa alla Camera, ha sentenziato così:
“E’ un passo indietro. E’ necessaria ovunque la piena protezione, l’omosessualita’ e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni stati, ma non possiamo ignorare il fatto che gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono oggetto non solo di violenze, ma di discriminazioni in vari aspetti della loro vita”
Peccato che queste parole, alle orecchie dei nostri politici, faranno lo stesso rumore di una foglia che cade sul marciapiede.
Foto | Javno
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Da ieri, centinaia di coppie gay sono diventate ufficialmente coppie civili. La legge che permetteva le unioni è stata approvata a giugno ma non è stata effettiva prima di ieri,1 ottobre. Circa 700 coppie si sono registrate prima del 24 settembre: era l’ultimo giorno disponibile per poter ufficializzare il proprio legame nel primo giorno del nuovo mandato legislativo.
Le legge fu proibita dal governatore Jim Gibbons ma la sua decisione fu annullata dall’Assemblea e dal Senato del Nevada. Assicurerà a coppie etero e gay le stesse responsabilità come coppie sposate, per quanto riguarda le proprietà e i debiti, e inoltre in questo modo li proteggerà dalle discriminazioni.
La legge non prevede cerimonie solenne, ma una semplice firma nel registro dell’ufficio del segretario di Stato e il versamento di una quota per il contratto famigliare che offre gli stessi diritti e doveri delle coppie sposate.
Purtroppo però non è richiesto ai datori di lavoro di offrire l’assicurazione sanitaria o altri benefici alle coppie unite civilmente in questi “contratti di famiglia”. Infatti nel 2002, il Nevada ha votato per un emandamento che specifica il riconoscimento di matrimonio solo tra una donna e un uomo. Si può gioire in questo caso o è solo “assecondare” le minime richieste, parlando di uguali diritti e doveri, per poi ammettere differenza abissali già a partire dalla sanità?
Foto | NevadaGayRealStateAgents
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Una professoressa di legge scelta per insegnare in una scuola di New York per un periodo di tempo si è rimossa dall’incarico a causa della sua opinione anti-gay. Thio Li-Ann, dell’Università nazionale di Singapore, era stata invitata a tenere dei corsi sui diritti umani in Asia e sulla costituzione nell’Università di legge di New York, ma alcuni membri del campus si sono tirati indietro quando hanno sentito le dichiarazioni che lei ha fatto contro l’omosessualità.
Li-Ann, brillante accademica e nominata primo membro del parlamento, aveva infatti discusso l’abrogazione della legge che a Singapore puniva gli adulti per rapporti consenzienti gay. Nel 2007 aveva paragonato il sesso anale come ” spingere una cannuccia nel naso per bere”. La “OutLaw” di NewYork, gruppo Lgbt del campus degli studenti, ha emesso un rapporto chiamando la scuola di legge per condannare le vedute e chiedendo alla scuola di ritirare l’invito alla professoressa, invece di cercare un dialogo con la donna. Più di 800 membri del campus hanno firmato una petizione contro la Thio.
Il preside Richard Revesz ha promulgato un comunicato in cui informava che la Thio, informata della polemica, ha pensato di annullare la visita:
Continua a leggere: Professoressa antigay si destituisce dall'incarico in una scuola di legge
Pochi giorni fa avevamo dato la notizia del divieto in Lituania di informazione gay per non creare danni alla mentalita e alla moralità dei bambini. Una scelta che avrebbe fatto discutere e creato polemiche: e così è stato. Il presidente Grysbauskaite si dichiara sconvolta ed intende agire in merito a questa decisione.
La legge, passata in esame al Parlamento e approvata dalla maggioranza, dovrebbe già entrare in vigore intorno al marzo del 2010. Ma, come si legge, fortunatamente il presidente ha intenzione di agire in prima persona sull’accaduto e intende creare delle modifiche in modo da poter veicolare e limitare gli ambiti e i settori che questa norma dovrebbe colpire.
L’assenso dei deputati a limitare la propaganda delle unioni omosessuali, ritenuta nociva, ha talmente scioccato la donna da averla convinta a scendere in campo e a battersi per cercare di contenere e limitare al massimo i danni di questa norma approvata. Congratulazioni (almeno a lei)!
Foto | Eu2007
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Una delle regole che ha spesso fatto discutere nell’ambito militare è quella del ” Don’t ask, don’t tell”. In poche parole, non chiedere se sei omosessuale, non dirlo in caso positivo. La legge era stata varata nel 1993 dall’amministrazione Clinton e Barack Obama, durante la sua campagna presidenziale, si era dichiarato più volte favorevole all’abrogazione del suddetto codice comportamentale.
Ora, invece, la Corte Suprema americana ha respito il ricorso di tale James Pietrangelo II che chiedeva la possibilità di poter esternare e dichiarare il proprio orientamento sessuale all’interno dell’esercito. Insomma, la libertà di dichiarsi gay se ne si sente la necessità. Pietrangelo, che aveva fatto il suo coming out, era stato espulso a causa, appunto, del suo orientamento sessuale.
E’ di oggi, la notizia, che, purtroppo, la sua domanda di reintegrazione e di ricorso contro la politica del “Non chiedere/Non dire” è stata respinta: ai militari continua ad essere richiesto di non ostentare le proprie preferenze sessuali. E qualcuno già si lamenta della promessa mancata di Obama che, contrario al codice, fino ad ora non ha fatto nulla per cambiare questo principio…
Foto | muscl_mc
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