
Il ritorno della regina è ormai prossimo. Il 28 aprile sarà il gran giorno, quello in cui i negozi di dischi saranno presi d’assalto, vista l’uscita dell’atteso nuovo album di sua maestà Ciccone, Hard Candy. Nell’attesa dopodomani uscirà il nuovo singolo con Justin Timberlake, 4 minutes, e da ieri è on line la copertina del nuovo album.
Una Madonna sexy e provocante, alla facciaccia dei mezzo secolo di vita, e uno sfondo caramelloso, per una cover che ha già spaccato il popolo della rete. Promossa o bocciata? Ma soprattutto, rispetto alle copertine delle altre ‘icone gay’ musicali uscite negli ultimi 6 mesi, chi vince la sfida indiretta?
Britney, Mariah, Janet, Kylie e Madonna. 5 mostri sacri, 5 dischi, 5 copertine. Qual è la migliore? E quale la peggiore? Le trovate ovviamente tutte dopo il saltino… a voi la risposta, e non vi scannate!
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Non esistono solo Madonna, Mina, Kylie e compagnia bella. Ci sono molti gay – e il numero è in continua crescita – che annoverano tra le icone musicali personaggi per così dire “alternativi”, se ha un qualche senso il termine. In questo post non parlerò dell’arcinota Bjork, musa delle frocie elettroniche, né dell’eterea Tori Amos, dea delle finocchie folkeggianti, né della sfranta Courtney Love, matrona delle checche ribelli.
La recente uscita dell’album “White Chalk” ha riportato alle cronache il talento affascinante di Pj Harvey, nata sull’onda del clit rock negli anni 90 e poi evolutasi in una personalissima ricerca estetica difficile da etichettare. La sua ultima fatica discografica, in effetti, è così criptica e atipica che qualsiasi definizione sarebbe limitante.
Non volendo tediarvi con recensioni da finto critico musicale, mi limito a elencarvi le immagini che l’ascolto del disco evoca nel mio immaginario: un carillon rotto, un’arpa scordata, un mattino piovoso nella brughiera inglese, un bollitore lasciato sul fuoco, una strega innamorata in trip allucinogeno, Emily Brontë sotto metadone, la protagonista di “Lezioni di piano” ricoverata in una clinica sperduta.
Ammazza che palle, direte voi. Beh, vi invito prima ad ascoltare “White Chalk”. Se siete scettici, vi dico solo che, già più di dieci anni fa, Madonna si era dichiarata fan sfegatata di Pj Harvey. Adesso mi credete?
Altro che donne… tururu (in cerca di guai), come cantava qualche anno fa Zucchero. Alcune esponenti del gentil sesso (di questa definizione, parliamone) hanno realizzato negli ultimi progetti video e musicali di cui, forse, vale la pena parlarne.

Abbiamo scritto che il 2007 è il suo anno, l’abbiamo incoronata “la più grande icona gay di tutti i tempi” e abbiamo elencato nove motivi per adorarla.
Ora ci troviamo a dare una notizia che riguarda la sua vita sentimentale. Una notizia che, a seconda dei punti di vista, potrebbe essere reputata una cattiva notizia o una buona notizia, lasciamo a voi il giudizio: Kylie è tornata a essere single.
La bella e talentuosa popstar australiana ha infatti annunciato in un comunicato, firmato da entrambi, la separazione dal suo compagno, l’attore francese Olivier Martinez. Il comunicato precisa che si tratta di una “decisione amichevole”, che rispetta la volontà di tutti e due; si sono lasciati bene, insomma. Sono state inoltre smentite dalla coppia quelle che sono state definite “false” indiscrezioni su presunte relazioni in corso con altre persone, che avrebbero causato il loro distacco, riportate recentemente dai media.
Vanity da sempre strizza l’occhio a persone, argomenti poco eterosessuali. Dopo l’interessante intervista ad Eva Robins, attualmente al teatro con “8 donne e un mistero” (tratto dall’omonimo film d Francois Ozon), lo spazio queer della settimana è stato dedicato al poeta-scrittore Aldo Nove che, per l’occasione, ha recensito il concerto londinese di Kylie Minogue.
Di seguito vi riporto i NOVE passi più interessanti dell’articolo.
1. Kylie Minogue, oltre ad essere una donna bellissima, rappresenta il sogno di una femminilità capace di esprimersi e reinventarsi in mille forme differenti, come in un caleidoscopio di colori che esplodono attraverso il ritmo di un corpo, il suo, sincronizzato con le emozioni che la voce trasmette.
2. Nel mondo e nella vita di Kylie Minogue, che ha sconfitto il cancro al seno che l’aveva colpita un anno e mezzo fa con la stessa energia con cui, a colpi di prime posizioni in classifica, sconfigge il vuoto che ci circonda, come una Giovanna d’Arco del pop ascesa, per fede incrollabile alla disco music, al cielo sempre più scuro di Occidente in crisi.
3. Il paragone con Madonna (che fanno tutti quando si parla di Kylie) non vale. Kylie e Madonna sono incommensurabili. Madonna è la reinterazione dello scandalo. Kylie è l’infinita seduzione. Madonna sconvolge. Kylie sbatte gli occhioni.
4. Kylie è l’assoluto pop.
5. … La grazia femminile. Una sfida quasi impossibile nell’era in cui la donna più potente del mondo è Condoleeza Rice.
6. Nello spazio di un respiro Kylie ci porta dai miti indiani alle palestre di Hollywood.
7. Coreografie e proiezioni ispirate a tutte le icone femminili popolari, a tutte le pin-up della storia. Un raffinatissimo cabaret erotico che si consuma come un rito collettivo nell’immaginario del corteggiamento.
8. ma Kylie esiste veramente? O è solo un delirio, un’allucinazione collettiva pronta a spezzarsi alla fine di una cerimonia pagana e religiosissima, ultimo residuo di totale condivisione di massa di un sogno?
9. …il futuro è sexy, un unico fluido attraversa le galassie, è un liquido metallo vivente chiamato Kylie.