
Nella puntata appena andata in onda in Livebloggin su TvBlog, Aldo Busi ha lasciato l’Isola dei Famosi. Lo scrittore ha deciso di abbandonare il programma perchè stanco di avere a che fare con persone “attaccate alla canna del gas” e che devono pagarsi il mutuo. Ha descritto pure i compagni naufraghi, (eccessivamente) quasi come dei poveretti disperati. Ma in mezzo a tutto questo ha espresso a gran voce argomenti importanti, quale l’omofobia:
“Qui in Italia ancora non si capisce che i veri criminali sono gli omofobi e non i gay! Il Papa è il primo che si scaglia contro gli omosessuali!”
Parole dure, parole sincere che non dicono nulla di nuovo ma che, in prima serata, in un reality show importante, possono raggiungere molte persone. Il problema è il declino che raggiunge successivamente:
Fonti di informazione televisiva avvisano che la miliardaria Ivana Trump è già in Nicaragua e domani sbarcherà sull’isola dove in questi giorni i concorrenti non si son fatti mancare nulla in liti e dissapori. Curioso che a fare gli onori di casa sarà proprio il muscoloso Rossano Rubicondo, ex partner della Trump con cui è in corso una causa di separazione. La biondissima signora Ivana Marie Zelníčková, mentre lotta per mantenere il nobile cognome dei Trump si è data parecchio in televisione. La cecoslovacca sessantunenne ha partecipato all’ultima edizione del“Celebrity Big Brother” (il “Grande Fratello Vip” inglese), riuscendo a piazzarsi al settimo posto. In qualche modo è già allenata a sopportare le furiose liti che si consumano quotidianamente nel fazzoletto di terra nicaraguense della Wild Cane Cay.
Top secret il compenso che spetterà a Ivana, ma di certo non sono briciole di monetine. Farà un po’ quello che è toccato nella passata edizione alla showgirl Valeria Marini: se ne starà per un po’ tra i naufraghi e poi se ne tornerà senza colpo ferire alle sue vicende librarie e ai suoi atelier. Farà comunella con la “Venere” di Milo, come l’ha recentemente battezzata Aldo Busi, o con lo stesso, iroso, ironico scrittore? O, a beneficio delle telecamere, si immergerà nei panni della miliardaria “de noantri” e troverà irresistibili i bicipiti di Davide e le discussioni in puro dialetto romanesco alla Belli? Vedremo!
Intanto a far discutere - ma già succede dall’inizio di questa settima edizione - è sempre lui, Aldo delle irosità e dei dinieghi. Umanità verso se stesso e poca comprensione verso gli altri concorrenti. A farne le spese, per ultimo, ma non ultimo, il giovane Roberto Anselmi, fregiato del cognome del cantautore Renato Fiacchini “Zero” che lo ha adottato davanti al presidente della Prima sezione del tribunale civile di Roma, nel marzo del 2003.
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Di una cosa siamo certi: Aldo Busi non è una persona che ti manda a dire le cose. Questo può essere un pregio oppure, se esasperato o accompagnato da un carattere polemico, un grande difetto. E l’arrivo di Roberto Fiacchini all’Isola dei Famosi ha provocato il malcontento del naufrago che, alla vista della maglietta con il volto di Renato Zero, indossata dall’uomo, ha espresso tutta la sua indignazione:
“Se vogliamo essere amici tu devi toglierti quella maglietta perchè tuo padre ha fatto diecimila passi indietro rispetto ai diritti degli omosessuali”
Parole dure che qualcuno potrebbe condividere o far indagnare altri. La reazione del figlio adottivo di Zero non si è fatta attendere:
Ci sono giorni in cui mamma Rai si arma di coraggio e, a più riprese, parla di omosessuali e omosessualità. Capita che l’argomento faccia acquolina a molti conduttori che ci si fiondano puntando sull’audience e sul chiacchiericcio da nobildonne all’ora del tè o dopo i pasti serali. La televisione è il più famelico tra gli elettrodomestici, un mutante che da oggetto si è trasformato in compagno di vita e di passioni, di liti familiari e di dibattiti sul nulla. Potremmo spegnerla, come suggerisce qualcuno, ma quel telecomando abbandonato sul divano succhia ogni vano proposito, è una tentazione difficile da sopportare, e poi di che si parla con gli amici, i colleghi di lavoro, i vicini che ti guardano da zombie se non sai chi è che ieri sera in tivù ha litigato con chi, o come si è conclusa quella soap opera giunta alla sua milionesima puntata. E poi noi, gli omosessuali, le transessuali, che sono così noiosi quando dibattono di diritti e tanto carucci se li piazzi nei reality.
Ieri sera, ad esempio, la Vita in diretta quasi per intero ad occuparsi di comunione, fede e omosessuali. Tutti compositi, persino Vladimir Luxuria, mai uno sprizzo di ribellione di fronte ad un prete che recita la litania dell’omosessualità praticata e di quella casta e pura, sacerdotale. La prima sistemata irrimediabilmente a fianco del demonio, come peccato mortale; la seconda con varianti di possibili redenzioni e perdoni se accompagnata da sani e definitivi propositi di pentimento. Scopano tutti come ricci ed è quella omosessuale a finire sotto i riflettori e le abiure ecclesiastiche?
Parlando di assoluzioni e pentimenti, in una intervista al Messaggero, monsignor Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria del Vaticano, parlando di aborto e pedofilia, ha detto che il primo “viene considerato un peccato riservato, speciale”. Insomma, assoluzione per i secondi non per i primi. Questo per dire come la chiesa oggi, ha pesi e misure differenti su soggetti e peccati. Dire, come ha detto il sacerdote ieri in televisione, che in paesi islamici gli omosessuali sono perseguitati e da noi no, non salva certo molti uomini di clero da bislacchi pregiudizi che hanno verso l’omosessualità. Bene ha fatto Vladimir a ricordare che è il sacerdozio ad avere l’obbligo della purezza e della castità. Noi non siamo sacerdoti!
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Durante la scorsa settimana, per sottolineare la delusione della spiaggia in cui erano naufragati, la battuta di Aldo Busi in collegamento con Simona Ventura all‘Isola dei Famosi aveva provocato scalpore:
“Perché se uno mi dice: “Busi, tu vai in una latrina”, magari mi sta anche bene, visto che ci ho passato la gioventù a battere. Ma se uno mi dice. “Vai in un paradiso” e poi mi trovo in un cesso, allora m’incazzo”
Molti si sono sentiti indignati e offesi dalla sua esclamazione e stasera, l’opinionista Pierluigi Diaco, in diretta all’Isola dei Famosi (qua il liveblogging dei nostri colleghi di TvBlog), se ne è uscito con una battuta forse un po’ infelice:

Non c’è da scandalizzarsi: esiste una televisione intelligente e popolare e una stupida, faziosa, spesso omofoba, altrettanto popolare. Qualcuno come il sottoscritto, rimpiange quelle trasmissioni che dividevano la serata televisiva in due tronconi: la prima e la seconda, senza l’obbligo di vedersi passare sotto gli occhi scene già viste, divani e divani, lacrime che iniziano alle 21 e terminano alle prime ore del nuovo giorno. Un reality, tolte le ripetizioni a favore di non so chi, potrebbe benissimo stare nelle due ore canoniche, per poi magari godersi un documentario sulla storia del movimento lgbt o un programma di approfondimento. Scherzo ovviamente, convinto che la televisione odierna, almeno la nostra, oggi ha l’ingrato compito di renderci tutti un ammasso di avulsi scollegati dalla realtà il più possibile, per farci sentire interpreti di quello che altri fanno o dicono.
Ieri su Canale 5 si è consumato l’ultimo atto della decima edizione del Grande Fratello, genitore di altri reality, seguito da milioni di teleutenti. La sigla iniziale ha svelato il “dietro le quinte”, 300 addetti che si son dati da fare per mesi per la riuscita del programma, sotto l’egida degli autori, dei dirigenti e dei registi. E’ toccato a Maicol, l’omosessuale televisivo di turno, spegnere le luci della casa, in ginocchio, piangente come un abusivo a cui stanno radendo al suolo l’abitazione. Ha vinto un veneto in odore di maschilismo e, dicono tanti, anche di omofobia.
Il salumiere ventinovenne, trevigiano, Mauro Marin, ha battuto il favorito Giorgio, e Alberto e Cristina. Lui, che era piombato nella “casa” come una bomba ad orologeria, con quella sua irriverente enfasi, pose da superbullo, irritante per gli altri ospiti come l’ortica fresca, ha saputo mantenere quello che gli spettatori gli chiedevano: grinta, una certa volgarità e doppiezza dei ruoli, ora dolce ora leone famelico. Di lui, agli esordi, si occupò Gay.it, ipotizzando che il neo vincitore del GF10 fosse un membro del gruppo rock vicino all’estrema destra filo-hitleriana ZetaZeroAlfa. Mah!
Con la partecipazione di Denis Dalan all’Isola dei Famosi il rugby è stato ufficialmente sdoganato. Quello che fino a pochi mesi fa era una fantasia prettamente omosessuale dallo scorso mercoledì appartiene anche a Sandra Milo e Aldo Busi.
Capire chi idolatrare ora non è certo semplice. Per fortuna tali problemi sono risolti da River che prima di altri, in Italia, decide di occuparsi di Hudson Taylor, giovane giocatore di wrestling eterosessuale pronto a sostenere la battaglia per il riconoscimento delle coppie di fatto.
“I miei colleghi - ha dichiarato Hudson Taylor a River -sono abituati al mio impegno per i diritti gay. Molti wrestler hanno una personalità complessa e sono aperti verso nuove idee e approcci alla vita. Molti accettano le mie posizioni.
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Finita la diaspora sanremese, liti, incomprensioni e dissapori si sono trasferiti sulla Rete Due Rai con quello che è il programma di eccellenza della Simona Ventura: L’Isola dei Famosi. Ed è stata immediatamente catastrofe: i “naufraghi” che si gettano dall’elicottero e si fanno male; Simona che rovina giù dai tacchi 15; prove annullate e quant’altro. Ma già sappiamo che una tivù senza sadismi non fa audience. Ieri poi, su un programma pomeridiano dello stesso canale, a giudicare la prima nomination per l’Aldo nazionale Busi, era stato chiamato il gotha dei gay da lustrini, teatro e paperelle: non mancava Malgioglio; un rispolverato, caustico, Leopoldo Mastelloni e, ovviamente Vladimir Luxuria. E certo non si sono sperticati a favore dell’Aldo nazionale Busi.
Che Busi inondasse da subito marea e dissapori tra i “colleghi”, bastava che qualcuno di loro si fosse letto un libro tra i tanti che l’Aldo nazionale ha sfornato o lo ascoltasse negli interventi postumi che faceva su Canale 5, per capire che l’uomo è spigoloso e difficile. E che avrebbe messo sotto pancia le eventuali difficoltà altrui. Così è stato, ad esempio, quando il rugbista Denis Dallan è approdato nell’isolotto ed è stato immediatamente trasferito in ospedale, infortunato. L’Aldo nazionale Busi, gettava su tutti il sapore della sfida, come dire: “Così…, meno uno”.
Chi sa leggere Busi, probabilmente sa di cosa parliamo, e se, come ci auguriamo, resterà a lungo nell’Isola, ne vedremo delle belle. L’Aldo nazionale è non solo e semplicemente uno scrittore di talento, ma è anche un uomo inquieto, sorprendente, caustico, piacevole fino al midollo se riesci ad entrare nelle sue corde. Qui Busi sembra quello che è: a volte magistrale, a volte un tantino sopra le righe. Fatto è che alla prima gliela fanno pagare mandandolo in nomination insieme allo chef toscano Rugiadi che un po’ se la tira, e a Federico Mastrostefano, scuderia De Filippi. Come dire: se tolgono loro, sai che noia!
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Riuscirà l’icona della scrittura a carattere omosessuale; l’eccentrico e picaresco Aldo Busi, l’ottimo e magnifico scrittore dei nostri tempi a trionfare nel reality più godurioso della stagione televisiva? Riuscirà l’Aldo della parola eccelsa e mai casta, delle provocazioni e dell’egocentrismo a superare se stesso e a farci dimenticare l’ottima vittoria di Luxuria della precedente edizione dell’Isola dei famosi? Una cosa è certa, Simona Ventura, deus ex machina del programma-trionfo della seconda rete Rai, anche quest’anno non ha voluto rinunciare ad una presenza che potesse creare interesse e audience anche da parte del pubblico glbtq. Così dopo Malgioglio, Cecchi Paone e Luxuria, catapulterà all’Isola, uno dei più prolissi scrittori, un letterato conosciuto ad un pubblico diverso da quello che segue costantemente i reality; un provocatore della parola: Aldo Busi, appunto.
Ora a Busi non resta che partire, insieme agli altri concorrenti e affrontare l’Isola della fame, dei disagi, delle contumelie, degli insetti che cercano di saziare la fame attaccando i “naufraghi”. Lo show è assicurato, il cachet firmato e anche la possibilità di non sapercela fare. Poco importa se, come dicono tanti, il reality è manovrato, guidato da chi deve assicurare e saziare l’incipienza degli sguardi voyeuristici di noi tutti. Da quel che trapelata alla vigilia della partenza, Busi sarà l’asso nella manica della “tosta” Simona Ventura e, credo, ne vedremo delle belle.
Intanto l’autore di Seminario sulla gioventù, ha dichiarato di aver fatto togliere una clausola contrattuale che gli vietava di parlare in maniera offensiva di politica e di religione. Da Busi ci potremo aspettare tutto e il contrario di tutto, ma sappiamo poi che la liceità non vorrà dire gratuità che potrebbe scatenare maremoti polemici. Probabilmente ci parlerà anche del suo ultimo libro stampato dalla Bompiani, Aaa!. Intanto si comincia a parlare di lui e di chi con lui, dal 18 febbraio, dovrà affrontare da protagonista la nuova edizione del programma della Ventura.
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Gli amici di TvBlog riportano che tra i partecipanti all’Isola dei Famosi 7 ci sarà anche il rugbista Denis Dallan. Sinceramente non ho visto nemmeno una puntata delle precedenti sei edizioni, ma la notizia mi pare interessante perché il trentunenne Denis Dallan è stato uno dei protagonisti del calendario Dieux du Stade dello scorso anno. Diciamo che è un garanzia per gli occhi.
Ha posato anche per Dolce & Gabbana (pazienza, nessuno è perfetto!) e ama il mondo dello spettacolo. Con quel corpo che si ritrova (soprattutto con quel fondoschiena da urlo, come molti rugbisti) mi sa che darà spettacolo sull’Isola e farà venire le palpitazioni a tutto il pubblico gay.
Nell’attesa vogliate gradire il backstage del rugbista Denis Dallan per il calendario Dieux du Stade, in cui vediamo anche Mirco Bergamasco, nudo, sdraiato ai piedi di Denis Dallan.