
Jón Gnarr, neo sindaco di Reykjavik, ha partecipato al gay pride nella capitale islandese. E, considerando che è un comico, ci è andato vestito da donna, con tanto di rossetto, parrucca bionda e borsetta. Anzi Gnarr ha detto che il sindaco era stato trattenuto per impegni di lavoro e che lei, la drag, lo avrebbe sostituito. Tiene così fede alla sua promessa elettorale di voler essere “prima di tutto un sindaco divertente”.
L’elezione di Gnarr (43 anni e 5 figli) ai primi di giugno è stata una sorpresa per tutti; il suo partito – dal nome “Il miglior partito” – ha candidato attori, musicisti, casalinghe e personaggi dello spettacolo.
La sua partecipazione in abiti femminili al pride potrà sembrare sopra le righe a qualcuno, ma dobbiamo ammettere che stiamo parlando di un paese che dista migliaia di anni luce dal nostro non solo per la cultura ma anche per il modo di far politica: vogliamo forse dimenticare che la premier è una lesbica?
Immaginate Gianni Alemanno, sindaco della nostra capitale, che partecipa al Gay Pride. Pura fantascienza.
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Il Ministero della Giustizia finlandese ha annunciato che dal prossimo autunno inizieranno i lavori per portare il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Finlandia. Se tutto andrà secondo i piani la legge verrà approvata nell’autunno del 2011 e le prime nozze si potranno celebrare già nel 2012.
L’approvazione del matrimonio omosessuale è data per certa, anche se nella primavera 2011 in Finlandia ci saranno le elezioni. Buona parte della compagine politica finlandese, da destra a sinistra, è d’accordo con la misura: dei cinque grande partiti quattro si sono già detti favorevoli, inclusa la conservatrice Coalizione Nazionale. Anche partiti più piccoli, come i Verdi, sostengono il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Solo i democristiani e il Partito dei Veri Finlandesi (estrema destra) si oppongono fortemente, ma sono due partiti minoritari.
In Finlandia c’è già una legge per le unioni civili per coppie dello stesso sesso: se anche da loro dovesse essere permesso il matrimonio gay, sarebbe il quarto paese del nord Europa ad averlo dopo Norvegia, Svezia e Islanda. Curiosamente è da notare come la Danimarca, che, primo paese al mondo, ha legalizzato le unioni omosessuali nel 1989, ancora oggi ha due istituti giuridici differenti per le coppie etero e gay.
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In Islanda, la premier Johanna Sigurdardottir ha inaugurato in prima persona la nuova legge che permette di celebrare matrimoni omosessuali. Così, la donna, ex hostess e figura politica amatissima del Paese, si è sposata con la compagna Jonina Leosdottir, con la quale si era già unita civilmente nel 2002.
Non hanno scelto una cerimonia sontuosa, bensì solo le firme sui documenti che permettevano la conversione dall’unione civile al matrimonio. Le nozze gay sono diventare una realtà, in Islanda, dal 12 giugno, dopo una votazione unanime da parte del Parlamento. E ora tutti coloro che già prima si erano legati civilmente ora potranno semplicemente modificare il loro rapporto, sposandosi ufficialmente.
via | Repubblica
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Con 49 voti a favore, zero contrari e 24 14 astenuti in Islanda è stato approvato il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Non si è trattato di un allargamento dell’istituto matrimoniale anche alle coppie omosessuali, ma proprio di un qualcosa di esplicito: la legge, infatti, prevede che il matrimonio d’ora in poi in Islanda sia tra uomo e donna, tra uomo e uomo, tra donna e donna. Non solo. Sono state abolite le unioni civili: ora in Islanda ci sarà un solo tipo di unione per le coppie e sarà uguale per tutti.
La legge – che deve essere firmata dal Presidente – è considerata molto popolare nel Paese. Da notare la serenità di Gunnar Helgi Kristinsson, politologo dell’università di Reykjiavik, che ha detto all’agenzia Reuters:
“Il matrimonio omosessuale non è stata una grande questione politica, qui. Non ci sono state particolari controversie”.
Così l’Islanda, con la sua Prima Ministra Johanna Sigurdardorttir lesbica dichiarata, è un altro paese europeo ad avere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Chissà se in Italia ci servirà un Eyjafjallajokull che sputi fiamme e fuoco prima che ci si possa avvicinare a un qualcosa del genere?
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Il governo dell’Islanda, uno dei paesi pionieri nel riconoscere le coppie gay (dal 1996 ha l’istituto dell’unione omologata che riconosce la registrazione di unioni omosessuali offrendo molti dei diritti delle coppie eterosessuali unite in matrimonio) ha presentato un’iniziativa in Parlamento per legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
La capo del governo, Jóhanna Sigurðardóttir (in foto) – che dal 2002 fa coppia fissa con la scrittrice Jónína Leósdóttir – ha dato il suo appoggio al progetto. Sia la premier che altri esponenti politici fanno notare che la nuova legge faciliterebbe le adozioni anche per le coppie gay.
Da segnare, quindi, nella propria agendina: Islanda - primo paese al mondo ad avere un capo di governo dichiaratamente omosessuale – , altra nazione in cui noi gay italiani potremmo andare a vivere per vedere riconosciuti i nostri diritti.
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Buone nuove dalla Slovenia: in prima lettura il Parlamento sloveno ha approvato la riforma della legislazione della famiglia che renderebbe possibile sia i matrimoni tra persone dello stesso sesso sia l’adozione di minori da parte di omosessuali. Il progetto è stato approvato con 46 voti a favore e 38 contrari.
Qualora l’iter parlamentare andasse a buon fine e la legge fosse approvata, la Slovenia diverrebbe il settimo stato europeo a permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, dopo Olanda, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia e Portogallo (qui la legge, recentemente approvata, entrerà in vigore nelle prossime settimane).
Anche il Lussemburgo e l’Islanda hanno annunciato di voler legiferare in quest’ottica. E l’Italia? Speriamo in un decreto interpretativo…
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