Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, Sono un deficiente, …
La professoressa che aveva fatto scrivere ad un alunno 100 volte “sono un deficiente”, è stata assolta perché il fatto non sussiste. Scommettiamo che i vari media che si sono occupati della vicenda non riporteranno anche la, felice, conclusione?! Io, ovviamente, spero di essere smentito.
Ci sono sentenze che andrebbero recapitate nelle case di ogni cittadino che si considera tale. Questa è una di quelle.
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Il post sulla probabile censura ai danni dei teletubbies è stato uno dei post più letti della scorsa settimana; per questo motivo me rioccupo molto volentieri.
Parlando con un eurodeputato, coinvolto nei recenti fatti di Mosca, sono arrivato alla stessa conclusione che ha spinto questa persona ad andare a manifestare per la libertà degli omosessuali russi. Se i mass media internazionali si occupano dei soprusi subiti da alcuni cittadini, allora si può evitare una serie di violenze (spesso gratuite).
4000 cittadini, supportati da 25 eurodeputati, hanno manifestato nei giorni scorsi per impedire che venisse attuato il pericolo caso ci censura.