
Un professore, in procinto di ritirarsi da un’importante università indiana, è stato sospeso la settimana scorsa per presunti atti sessuali gay nel suo residence al campus, nonostante la corte di Delhi abbia stabilito che il sesso gay non sia più un crimine. Secondo il Telegraph di Calcutta, l’Università di Aligarh Muslim ha chiesto al professor Siras, a capo del dipartimento di letteratura moderna, di lasciare libero il suo alloggo e di affrontare un comitato amministrativo:
“Alcune persone hanno consegnato un video registrato in cui era raffigurato il professore, in posizione indecente’, con un uomo giovane, guidatore di risciò, sui 20 anni. E così le autorità, il 10 febbraio, hanno deciso di sospenderlo”
L’ormai ex professore sostiene di essere stato incastrato da qualcuno all’interno del dipartimento.
Foto | Orientalia4All
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Azaar Bazaar è il nome del primo negozio apertamente gay dell’India e si trova a Mumbai (ex Bombay). L’apertura del negozio è un’iniziativa di Sabina e Simran, un coppia di impresarie. Da anni commercializzano oggetti di merchandising destinati a manifestazioni ed eventi lgbt ma ora hanno deciso di compiere un ulteriore passo e aprire il negozio. Come precisano le proprietarie, poi, non sono in vendita sex toys:
Molti gay e lesbiche vengono qui con le proprie famiglie e con i nipoti: vogliamo uno spazio accogliente e accessibile a tutti.
Tra gli oggetti più venduti ci sono quelli con la scritta “Uguaglianza di diritti 377” o “Abbasso la 377” quale riferimento diretto alla disposizione del Codice Penale Indiano che criminalizza le relazioni omosessuali (disposizione dichiarata incostituzionale dall’Alto Tribunale di Delhi ma ancora in attesa di un pronunciamento definitivo da parte del Tribunale Supremo dell’India).
Via | DosManzanas
Foto | Azaad Bazaar
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Per la prima volta in un film indiano ci sarà un bacio gay. Il titolo del film è Io sono ed è composto da quattro storie. Una di queste – Sono Omar – racconta le vessazioni della polizia nei confronti delle persone omosessuali. Così ne parla Onir, il regista:
Rahul Bose y Arjun Mathur [i due attori, ndr – in foto] sono stati molto professionali e non hanno mostrato alcuna inibizione; hanno girato una scena che molto al di là di quanto si sia mai visto nel cinema indiano. Arjun interpreta un “professionista del sesso” e non possiamo prescindere dall’aspetto fisico della relazione gay.
Il film sarà presentato al prossimo Festival del Cinema di Rotterdam (27 gennaio-7 febbraio 2010), nella speranza che la censura indiana permetta di vedere la scena del bacio nei cinema (che, se tagliata, renderebbe incomprensibile alcuni passaggi del film stesso). Qualche tempo fa Bollywood aveva affrontato il tema delle lesbiche nel film When Kiran met Karen.
Foto | Indiatimes Movies

Ogni volta che devo compilare questionari (sia cartacei che online) mi trovo sempre in imbarazzo dinanzi alla casella “sesso”. E non perché non sappia a che sesso io appartenga, ma perché mi sembra una di quelle cose totalmente inutili da specificare in molti contesti. Mi è sembrata particolarmente interessante, pertanto, la notizia che giunge dall’India relativa all’inserimento ufficiale del terzo sesso nei documenti elettorali.
La commissione elettorale indiana, infatti, ha deciso di inserire la casella “altro”, alle tradizionali F e M: in tal modo le persone transessuali e quelle eunuche potranno scegliere liberamente. Tale riforma sarà gradualmente estesa a tutti i documenti in cui è necessario dichiarare il proprio sesso.
Mi sembra un grandissimo passo in avanti verso la fine del binomio bianco/nero che fa parte delle nostre culture.
Foto | Gay.tv
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La regione del Gujarat potrebbe essere la prima in India ad avere un ospizio per anziani omosessuali. Lo ha annunciato il principe Manvendra Singh Gohil di Rajpipla, che progetta di realizzare una casa di accoglienza rivolta alle persone anziane omosessuali, singoli e in coppia, che non troverebbero posto “in questo mondo eterosessuale e omofobo”.
Il principe, che è l’unico esponente di una casa reale al mondo ad aver fatto coming out (nel 2006) e fu diseredato per questo motivo, ha deciso di dedicarsi proprio alla causa delle persone lgbt, dopo aver affrontato le ire della propria famiglia, che comunque alla fine lo ha riaccolto. Il suo primo impegno è stato nella lotta alla diffusione dell’Aids e il prossimo obiettivo è proprio la creazione di una casa di accoglienza. Anche se non sarà la prima al mondo potrà essere comunque un segnale molto importante per l’Asia.
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