
Vi ricorderete tutti il suicidio di Tyler Clementi, il ragazzo americano che si tolse la vita nel settembre 201o dopo che il suo compagno di stanza all’università, la Rutgers, lo aveva ripreso mentre faceva sesso con un altro uomo e aveva pubblicato il video su Internet. Per la vergogna e per la sua difficoltà a vivere l’omosessualità, a causa anche di una famiglia che lo sosteneva poco, Tyler si era ucciso.
Il suo compagno di stanza, Dharun Ravi, un 20enne di origine indiana immigrato negli Stati Uniti con la famiglia, è stato riconosciuto colpevole di un “crimine dell’odio” proprio per aver pubblicato quel video, ma rischiava una pena fino a 10 anni di carcere.
Il giudice invece ha appena deciso di infliggergli 10 giorni di prigione, oltre a tre anni sotto osservazione, 300 ore di servizi sociali per la comunità e una multa di 10mila dollari da versare a un’organizzazione che assiste le vittime di crimini dell’odio.
Non è facile commentare questa decisione: anche molte associazioni lgbt avevano chiesto di evitare condanne troppo pesanti, perché Ravi non può essere accusato del suicidio e la sua condanna non doveva diventare una sorta di vendetta, ma servire per aprire un grande dibattito di informazione ed educazione. Sarà così?
Ecco una gallery che non ha bisogno di particolari spiegazioni: sono gli sguardi, le espressioni di coloro che manifestano pubblicamente contro i gay e i diritti Lgbt, nel mondo.
Sguardi carichi di disprezzi, cartelli che condannano apertamente l’omosessualità. E, cosa ancora più triste, la presenza di bambini che tengono tra le mani scritte di cui vergognarsi.
Ecco a voi, le facce e gli sguardi dell’omofobia. Solo alcuni, dei tanti. Dei troppi.

Di Natale torna sull’argomento del coming out nel settore del calcio. Una possibilità che se alcuni si auspicano al più presto, per qualcun altro potrebbe avere delle conseguenze non semplici e parecchio difficili. Tra questi, Di Natale che ritorna sull’argomento dopo averne già parlato nei precedenti giorni:
“Mi chiedete cosa ne penso degli ultrà che fanno togliere la maglia ai giocatori del Genoa. Cosa pensate che succederebbe per un calciatore che si dichiari? Sarebbe poi difficile andare a giocare… Non scherziamo…”
Convinto della sua opinione, il calciatore ribadisce le diverse opinioni possibili sull’argomento:
“Quello era il mio pensiero e lo ribadisco. Poi ognuno puo’ pensarla come vuole…”
Via | Ansa
Foto | TM News
Ecco il trailer di The New Normal, il nuovo telefilm di Ryan Murphy incentrato sulla storia di una coppia gay che vuole un bambino da una madre surrogata.
Sulla serie tv ci sono grandi aspettative, calcolando anche la programmazione, direttamente dopo la puntata di The Voice che assicura sempre numeri più che dignitosi. Orfani di Will & Grace, riuscirà questa sit com ad imporsi nel panorama della tv ed ottenere il successo sperato? Ma soprattutto, come sarà il risultato finale?
Vi ispira da questo trailer?

Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Berlino nonché il più giovane cardinale vivente (compirà cinquantasei anni il prossimo 18 agosto), ha rilasciato delle dichiarazioni abbastanza inusuali da parte delle gerarchie cattoliche. Il cardinale, infatti, ha esortato i suoi fedeli a riflettere sulla posizione contraria della chiesa alle coppie dello stesso sesso e ha affermato che queste dovrebbero essere considerate analoghe a quelle eterosessuali. Durante la Giornata Cattolica a Mannheim, Woelki ha detto:
Quando le persone accettano una mutua responsabilità, quando vivono in una relazione di coppia omosessuale stabile, la stessa è da considerare simile alla relazione di una coppia eterosessuale.
Sua Eminenza ci ha tenuto a precisare, comunque, che i cambiamenti in seno alla chiesa cattolica saranno lenti e che, all’interno di questa istituzione, il matrimonio tra persone dello stesso sesso non sarà una realtà in futuro.
Ricordiamo che quando divenne vescovo di Berlino (luglio 2011), Rainer Maria Woelki espresse il desiderio di voler dialogare con tutte le realtà della società civile, omosessuali inclusi.
Foto | TMNews

I turisti (etero e gay) potranno sposarsi a Buenos Aires senza essere residenti in città: sarà sufficiente essere in città da cinque giorni e comunicare un domicilio reale temporaneo di riferimento. Questa misura si iscrive all’interno di una legge in vigore che vuole garantire a tutti il diritto di formare una famiglia senza fare distinzioni in base al sesso dei contraenti.
La provincia di Santa Fe è stata la pioniera in Argentina nel permettere il matrimonio di turisti stranieri dello stesso sesso, permettendo a due cittadini del Paraguay – Simón Cazal e Sergio López – di sposarsi. A questa provincia si sono unite poi quella di Tierra del Fuego e di Buenos Aires e, ora, la Capitale Federale.
Tutti in vacanza in Argentina, allora!
Foto | Flickr
Quanto promesso da Hollande durante la campagna elettorale sembra destinato a diventare realtà. A proposito dei matrimoni gay, infatti, il nuovo primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault (in foto), ha detto:
Il Governo è deciso a combattere i pregiudizi e a porre fine alla discriminazione e alla violenza [contro le persone lgbt]. Renderà effettivo l’impegno del Presidente della Repubblica di estendere alle coppie omosessuali il diritto al matrimonio e all’adozione.
Anche la nuova ministra della famiglia, Dominique Bertinotti, si è espressa chiaramente a favore del matrimonio egualitario e all’adozione da parte delle coppie dello stesso sesso.
Sono ministra della famiglia e, ci tengo a sottolinearlo, di tutte le famiglie. Al giorno d’oggi è necessario vedere la società così come è: abbiamo famiglie monoparentali, sempre più numerosi e che spesso sono le più esposte alle difficoltà economiche e di accesso all’educazione per i propri figli. Abbiamo famiglie ricongiunte, famiglie composte da solo un genitore, famiglie tradizionali e anche famiglie omoparentali. Dobbiamo lavorare sui principi di uguaglianza: stessi diritti, stessi doveri. Perché fare discriminazioni? Se da un lato riconosciamo che oggi abbiamo differenti tipologie di famiglie e dall’altro che abbiamo l’istituzione del matrimonio, è giusto che ogni tipo di famiglia abbia accesso all’istituto del matrimonio.
Via | Dos Manzanas

Pochi giorni fa, Elsa Fornero aveva dichiarato che “si deve affrontare con visione aperta anche il tema delle persone dello stesso sesso che chiedono di essere famiglia”. Una affermazione che aveva fatto ben sperare nei confronti di un’apertura tanto sperata verso le unioni tra persone dello stesso sesso, finalmente riconosciute. Ma ecco la doccia gelata, su Avvenire. Per lei è un NO alle nozze gay:
“Non ho quindi auspicato che le unioni di fatto, sia etero sia omosessuali, siano equiparate alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ma semplicemente invitato ad aprire gli occhi sulle diverse realtà che stanno emergendo e a non dimenticare, e meno che mai a discriminare, i diritti dei singoli individui che vi si riconoscono e che chiedono con forza un riconoscimento”
Delusione sottolineata anche dall’Arcigay che sul suo sito ha commentato il tutto così:
“Riteniamo sorprendente e odioso questo “no” che rischia di apparire del tutto confessionale e che cancella la sentenza 138 della Corte costituzionale e la recente sentenza della Corte di Cassazione. Il Ministro auspica addirittura di risolvere la questione garantendo diritti ai singoli e non delle coppie nonostante tutte le sentenze attribuiscano espressamente alle coppie dello stesso sesso dignità di famiglia, uguaglianza di diritti con le coppie eterosessuali coniugate e piena dignità costituzionale. Banalmente, la piena parità tra omosessuali ed eterosessuali si realizza solo nella completa uguaglianza e cioè nel matrimonio tra persone dello stesso sesso e questo dovrebbe essere l’unico approccio possibile, laico ed europeo, al concetto di pari opportunità. Le parole del Ministro ci sorprendono ancora di più alla luce di quanto emerso dal rapporto Istat sull’omosessualità, presentato il 17 maggio alla presenza del Sottosegretario Cecilia Guerra che vede la stragrande maggioranza degli italiani favorevoli alla piena parificazione dei diritti delle coppie omosessuali a quelli delle coppie eterosessuali. Auspichiamo che il Ministro Fornero, piuttosto che rassicurare i vescovi, riesca a rassicurare i cittadini non solo lgbt che il peso delle sentenze, delle raccomandazioni dell’ Unione europea, dei principi di eguaglianza e non discriminazione della nostra Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, nonchè il sostegno della società italiana rilevato dall’Istat, contino decisamente qualcosa per il Governo della Repubblica”

Ecco altri due pinguini che portano alta la bandiera dell’omosessualità e dell’omogenitorialità. Si tratta di Inca e Raya, una coppia di pinguini gay che vivono a Faunia, parco tematico della natura di Madrid.
I due pinguini stanno insieme da sei mesi e dall’inizio della loro relazione sono inseparabili. Secondo un’addetta di Faunia i due pinguini si amano e si comportano come se fossero una coppia formata da un pinguino maschio e una femmina. Per rendere più completa la loro famiglia i responsabili del parco hanno deciso di dare a Inca e Raya un uovo in adozione, il secondo deposto da una femmina. Dopo un primo momento di stupore i due pinguini hanno iniziato a covare l’uovo.
Ora non resta che attendere la nascita del pulcino e così si avrà un’altra famiglia omogenitoriale del tutto naturale, checché alcuni ne dicano.

In una intervista per la rivista Gay Times, Jake Shears degli Scissor Sisters se la prende con quanti (soprattutto famosi) non fanno coming out:
Se rimani non dichiarato stai semplicemente mentendo e lasci intendere che sei eterosessuale. Mi dà ai nervi quando si dice: “Perché mi si chiede se sono gay? Non importa”. Importa al ragazzino di quindici anni che sta soffrendo per il suo orientamento sessuale. Si tratta di dichiarazioni offensive che mi fanno arrabbiare.
Nel pieno rispetto della libertà di ogni persona e del cammino individuale, bisogna ammettere che Jake Shears ha ragione, soprattutto se si è una famosi: fare coming out potrebbe essere un ottimo modo per evitare bullismo e per invitare tutti a vivere apertamente il proprio orientamento sessuale.
Continua a leggere: Jake Shears contro l'ipocrisia degli artisti gay che non fanno coming out