Il mio angelo. Quando gli angeli mettono la coda ma non perdono le ali è il romanzo d’esordio di Eliana Matania Ruggiero che racconta la storia di Giulia, che lavora in banca, e che durante un viaggio incontra una donna grazie alla quale la sua vita cambierà totalmente. Eliana ha risposto ad alcune domande per noi di Queerblog.
Salve Eliana: presentati ai lettori di Queerblog, ma non facendo la solita “scaletta” di quando si è nati e via dicendo. Trova un modo originalissimo per dirci qualcosa di te
Salve Queerblog, mi chiamo Eliana Matania, napoletana DOC, romana d’adozione, milanese (e interista) per Amore (ma quando gioca il Napoli non ce n’è per nessuno). Qualcuno di voi forse già mi conosce perché ho scritto qualche commento con il nick Liena67 e magari ho anche avuto con uno dei lettori del blog un bel “confronto animato”, che pare siano la mia specialità. Sono cresciuta nel confronto e credo che sia l’unico modo per “andare avanti” nella vita e progredire come essere umano. Il resto di me lo potrete scoprire leggendo il mio libro, perché sono certa che dopo quest’intervista correrete a comprarlo (la modestia è una delle mie tante virtù). A parte gli scherzi credo sia impossibile dire qualcosa di sé in poche righe. Siamo tutti ricchi di mille sfumature e io le ho coltivate molto, soprattutto quelle opposte, cercando e trovando (per ora almeno) a 41 anni un equilibrio tra tutte.
Come nasce il tuo libro? E da dove il titolo?
Il mio libro nasce innanzitutto dal mio bisogno continuo di scrivere. Ho iniziato a farlo quando avevo tredici anni e non contenta di come era terminato il cartone animato della mia prima adolescenza (Candy Candy… si lo confesso ne ero appassionata) scrissi pagine e pagine di un ipotetico diverso finale. Il libro poi lo iniziai per caso in realtà, quando su un forum al femminile (Miss777) un’altra utente lanciò l’idea di scrivere un romanzo a più mani e buttò giù le prime due righe. Io continuai, scrivendo una pagina intera e non sono più riuscita a fermarmi. Fu in realtà un bisogno, avevo assolutamente la necessità interiore di tirar fuori pensieri e sogni e scrivere era più costruttivo che non rimanere ad occhi aperti stesa su un divano a non far nulla.