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Bologna Pride: il creatore di Italo si difende

pubblicato da francesco in: Movimento In Pride we trust


Pride di Bologna e antifascismo, Arcigay e realtà lgbtq antagoniste: è aperto il dibattito all’interno del movimento italiano dopo la controversa gestione della manifestazione dello scorso 28 giugno, mettendo in luce diversità forse inconciliabili in termini di pratiche politiche, linguaggi e valori all’interno della scena frastagliata dell’associazionismo gay, lesbico e trans.

Dopo aver ospitato l’analisi di Graziella Bertozzo, storica attivista e volto noto di Facciamo Breccia che è stata fermata dalla polizia per aver tentato di accedere al backstage del Bologna Pride per aprire uno striscione, passiamo la parola a Lorenzo “Q” Griffi, del Cassero, il grafico autore del personaggio controverso di Italo inserito nella campagna di comunicazione della manifestazione.

Italo e il suo creatore sono accusati apertamente da varie parti di presunte simpatie filo-fasciste. Q ha ritenuto opportuno dunque chiarire la sua posizione e l’ha fatto in forma pubblica, sul suo sito internet, tenendo a precisare di non essersi mai definito fascista. Riteniamo opportuno rimarcare che Q è stato anche l’autore, qualche anno fa, del logo di Antagonismogay con falce e rossetto, associazione bolognese che costituisce una delle anime di Facciamo Breccia, associazione della quale ha condiviso parte del percorso. Q è stato anche l’organizzatore, un anno fa, della discussa mostra intitolata “La Madonna piange sperma”. Andate oltre per leggere la lettera di Q.

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Bologna Pride: la lettera di Graziella Bertozzo

pubblicato da francesco in: Movimento In Pride we trust

L’incidente del Pride di Bologna del 28 giugno, che ha visto contrapporsi gli organizzatori del Cassero e militanti della rete Facciamo Breccia, è di dominio pubblico ed è culminato con il fermo a opera della polizia di Graziella Bertozzo, volto note del movimento lgbtq italiano di area antagonista (e successiva interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni).

Torniamo sull’argomento pubblicando integralmente la lettera diffusa da Graziella Bertozzo con la sua analisi politica (e personale) dell’accaduto, meditata e piena di interrogativi sul senso del movimento, sull’uso della violenza e sul significato di democrazia.

Non so a chi indirizzare questa lettera: inizialmente avevo scritto “al movimento gay, lesbico e transessuale”, ma poi ho pensato che non è tanto, o non solo, a quello che voglio parlare.

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Bologna Pride 2008: il fermo di Graziella Bertozzo

pubblicato da Robo in: Movimento In Pride we trust

Graziella BertozzoDurante il Bologna Pride di ieri c’è stato un fermo: quello di Graziella Bertozzo, nota attivista omosessuale del movimento No-Vat (per intenderci, il movimento che durante il Roma Pride ha “occupato” simbolicamente Piazza San Pietro in Vatiano). Pare che il fermo sia avvenuto dopo una lieve colluttazione con gli agenti nata a seguito delle insistenze della donna per entrare nella zona dietro il palco, delimitata dalle transenne. Così leggiamo su Rainews 24.

Ieri sera si sono recati in questura sia Vladimir Luxuria, che alcuni partecipanti al Pride. Con la Bertozzo c’erano due avvocati e il portavoce del comitato organizzatore del gay pride, Flavio Romani.

Forse con un clima di maggior dialogo - anche, e soprattutto, all’interno del movimento - si sarebbe potuto evitare l’accaduto

Foto | River

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Bologna Pride 2008: la diretta

pubblicato da Robo in: In Pride we trust

Foto dal Bologna Pride

ore 21.15
Chiudiamo qui questo live blogging sul Bologna Pride. Grazie a Nalk che da Bologna ci ha tenuti aggiornati e ci ha informati sull’andamento del Pride. Grazie anche a Napoligaypress e a Puta dai quali abbiamo preso anche delle notizie. Aspettiamo i vostri commenti.

ore 21.09
È l’ora di Margherita Hack, la madrina del Pride, che da il benvenuto a tutti. Dice:

È una manifestazione che serve a sensibilizzare la società su quello che è un diritto di tutti i cittadini. Tutti abbiamo gli stessi diritti indipendentemente dalla razza, dalla religione, dalle inclinazioni sessuali. Purtroppo la chiesa, che dovrebbe insegnare l’amore, il rispetto tra le persone, impedisce a cittadini che vogliono vivere insieme, fondare una famiglia basata sull’amore. Tutti hanno il diritto a fondare la propria famiglia, sia essa etero o omosessuale. Non si può privare la minoranza di diritti di cui gode la maggioranza. Il fatto che l’omosessuale sia una minoranza non giustifica la discriminazione.

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