Giovanni Paolo II già avrebbe una prima missione come “nuovo beato” della chiesa cattolica: quella di intercedere dinanzi a “Dio Nostro Signore” perché perdoni i legislatori argentini che hanno approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, “una legge iniqua e contraria agli insegnamenti del Grande Pontefice”. A pensarla così è monsignor Hector Aguer, arcivescovo de La Plata in Argentina. Il prelato, infatti, ha notato che nella delegazione ufficiale argentina che domenica scorsa ha preso parte alla beatificazione di Giovanni Paolo II c’erano diversi politici che avevano votato a favore del matrimonio egualitario e si è sentito di dare loro un suggerimento:
Mi permetto, con tutto il rispetto, di fornire un suggerimento: alcuni dei politici presenti a Roma potrebbero approfittare di questa circostanza eccezionale per chiedere l’intercessione del nuovo Beato sì che Dio Nostro Signore perdoni loro di aver approvato lo scorso anno una legge iniqua e contraria agli insegnamenti del Grande Pontefice, legge che ha alterato la natura del matrimonio in Argentina.
Ora, non so se qualche politico argentino avrà chiesto perdono per aver approvato il matrimonio egualitario ma, senza sorrisini sotto i baffi (o il pizzetto nel mio caso), c’è da notare che prima dell’inizio della cerimonia di beatificazione è morto, per infarto, un cardinale spagnolo, Agustín García-Gasco, che era ben noto in patria per la violenza con cui si era pronunciato contro i matrimoni omosessuali in Spagna.
Come ben sapete alla cerimonia di beatificazione di papa Woityla hanno preso parte moltissime persone, tra cui anche Robert Mugabe, omofobo presidente dello Zimbabwe, al quale è vietato mettere piede in Europa per via della sua politica sanguinaria, ma, grazie all’invito del Vaticano, ha potuto camminare tranquillamente sul suolo italiano. Ma di questo nessuno deve chiedere perdono a Dio, ci mancherebbe pure…
Il 27 aprile 1948 nasce la cantante trans americana Jayne Wayne County, famosa per la canzone Man Enough to Be a Woman. Prima di spostarsi a Londra, dove suonerà dal 1976 al 1982 con gli Electric Chairs, si è esibita a New York insieme ai Backstreet Boys, la band omonima di quella più famosa pop composta da soli uomini.
Il 27 aprile 1972 J. Edgar Hoover testimonia davanti al Congresso che nell’FBI. Il direttore dell’Ufficio federale di investigazione sostiene che con lui non lavorino omosessuali. Nella vita privata amava vestirsi da donna. La storia di Hoover sarà raccontata da Clint Eastwood nel suo prossimo film che avrà come protagonista Leonardo Di Caprio. La sceneggiatura di Hoover è stata scritta da Dustin Lance Black, premio Oscar per Milk.
Il 29 aprile 1961 l’on. Bruno Romano, socialdemocratico, presenta la proposta di legge N° 2990 per condannare fino a venti anni chi pratica rapporti omosessuali o ne fa l’apologia. Quarant’anni dopo Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, sostiene che una pubblicità Ikea con protagonista una coppia di uomini offenda la Costituzione. Ogni anno l’azienda guadagna in Italia più di un miliardo di euro. Questo risultato permette a Ikea di crescere, investire in nuovi posti di lavoro, …

Nelle scorse settimane ci siamo occupati spesso di Europride. Io, nello specifico, ho criticato i video dei testimonial. Secondo me queste pubblicità potevano diventare l’occasione per iniziare a ragionare di matrimonio gay in Italia. Negli Stati Uniti molti attori hanno deciso di aderire alla campagna per aprire l’istituzione alle coppie omosessuali. Nell’intervista che segue Andrea Berardicurti del circolo Mario Mieli ci parla dell’Europride e perché questa opzione non è stata presa in considerazione dal comitato organizzatore della manifestazione.
Secondo me i video dei testimonial sono uno dei problemi della comunicazione dell’Europride. Perché non avete chiesto ai personaggi noti la loro posizione sul matrimonio gay e le famiglie arcobaleno?
Risposta breve e sintetica: noi non pilotiamo le interviste, che sono un contributo personale dei personaggi che le rilasciano. Ognuno dice quello che desidera. Ci è sembrata la migliore modalità. Abbiamo lasciato a tutti i supporter piena libertà di espressione e di comunicazione.
A proposito di video. Da pochi giorni è online quello di Patty Pravo. Le sue dichiarazioni contro le famiglie omosessuali, rilasciate alle Invasioni Barbariche, non fanno di lei una testimonial poco convincente?
Patty Pravo ha deciso sua sponte di inviarci un video a sostegno dell’Europride. Non le era stato richiesto. Quanto all’intervista alle Invasione Barbariche, spero bene che a tutti sia lasciata la possibilità di cambiare idea o di rivedere le proprie posizioni. Il video è successivo alla trasmissione e anche all’intervista sull’Espresso, possiamo quindi considerarlo una abiura delle sue posizioni precedenti.
Continua a leggere: Intervista. Andrea Berardicurti spiega l’Europride di Roma a Queerblog

Alberto e Miguel Ángel sono due madrileni, gay, che vivono insieme in una casa della capitale spagnola e sono sposati dal luglio del 2008. Quando nel 1998 ci furono delle infiltrazioni di acqua nel tetto, Alberto si rivolse al proprietario per la sistemazione. E, sorpresa!, il proprietario della casa era papa Giovanni Paolo II. La storia viene resa nota oggi dal giornale spagnolo 20minutos.
I fatti andarono così: un’anziana signor aveva lasciato in eredità al papa polacco un suo appartamento in Madrid e il papa lo amministrava, ovviamente, per interposta persona, tramite il nunzio apostolico in Spagna, monsignor Lajos Kada. Alla richiesta di intervento per il tetto, il nunzio non ha battuto ciglio: anzi, ha fatto anche un’offerta per la vendita che è stata accettata. Al Vaticano, insomma, ha interessato poco che la casa lasciata da una pia donna al papa si trasformasse in quel luogo di peccato, nefandezze e contronatura che, come è noto, sono le case in cui viviamo noi gay. Tristemente nota Alberto:
La chiesa cattolica non ci vuole, però non disdegna di fare affari con noi.
Come dargli torto? Se fosse successo in Italia chissà quante messe di riparazione si sarebbero celebrate in ogni angolo dello Stivale…
Foto | 20minutos
Si terranno oggi i funerali di don Leonardo Zega (morto a 82 anni), per anni direttore di Famiglia Cristiana e, soprattutto, curatore della rubrica Colloqui con il padre nella quale il sacerdote paolino ragionava con la propria testa (e non con quella omologata del Vaticano) e rispondeva con il cuore anche a temi scottanti (per la chiesa) quali l’omosessualità, i rapporti prematrimoniali, la pillola anticoncezionale, l’aborto. Ricordo, in particolare, un numero della rubrica Colloqui con il padre, interamente dedicato all’omosessualità nel quale don Zega parlava mosso veramente da sentimenti evangelici. Ricordo anche che gli scrissi e lui mi rispose in privato, con una lettera piena di speranza.
Ovviamente questi atteggiamenti di apertura non furono ben visti dalla gerarchia e non solo il cardinal Ruini, allora presidente della CEI, censurò apertamente la linea editoriale di Famiglia Cristiana per “l’estrema spregiudicatezza”, ma anche Giovanni Paolo II, partendo da questo, commissariò la famiglia religiosa dei paolini (alla quale apparteneva don Zega) con un proprio delegato. In quell’occasione don Leonardo Zega affermò:
“Se vorranno cambiare la linea editoriale di “Famiglia cristiana” dovranno prima di tutto cambiare direttore. Dirigo la rivista da diciassette anni e mai nessuno mi ha imposto qualche cosa”.

Lo sappiamo tutti: gli omofobi sono malati. È inutile nasconderlo. E a volte questa malattia ha aspetti ridicoli. Come quelli che sono sbocciati nel corso di un’intervista fatta a monsignor Janusz Kaleta (in foto), amministratore apostolico di Aryaru - Kazakistan (in soldoni l’amministratore apostolico è un reggente). Durante la recente assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo tenutasi recentemente in Kazakistan un intervistatore ha chiesto a monsignor Kaleta se il Vaticano sarebbe mai stato disposto a ricevere visite di gruppi lgbt. Il vescovo ha negato, dal momento che, secondo lui, si tratterebbe di manifestazioni non etiche. L’intervistatore, allora, ha incalzato il presule chiedendogli se si trattasse di una visita di gruppi gay che volessero fare una visita culturale ai tesori d’arte del Vaticano senza voler manifestare alcunché potrebbero benissimo venir accolti. Sua Eccellenza, ben saldo nelle proprie opinioni, ha ribattuto affermando che una visita di gay al Vaticano sarebbe una provocazione e una profanazione. E poi, con il cipiglio di chi la sa lunga, aggiunge: “Provi ad andare in una moschea se lei non è un musulmano”.
A parte il fatto che lo scrivente, pur non essendo musulmano, è andato nelle moschee – comportandosi in maniera rispettosa – e non è successo nulla (e, comunque, ci sono andati anche Giovanni Paolo II e Benedetto XVI in moschea…) monsignor Janusz Kaleta vorrebbe dire che tra tutti i milioni di visitatori che vanno a San Pietro non ci sono gay? E come la mettiamo con i gay che in Vaticano ci vivono (e non sono illazioni, parlo per conoscenza diretta…)?
Foto | Serwis internetowy Świętowojciechowej Rodziny Misyjnej
Tadeusz Pieronek è un settantacinquenne vescovo cattolico in pensione. Grande amico di Giovanni Paolo II è stato Segretario generale della Conferenza episcopale polacca (1993-1998) e rettore della Pontificia Accademia di Teologia a Cracovia. In un’intervista a Pontifex (era da un po’ che questo giornale online non affrontava temi glbt) definisce l’omosessualità “un grave disordine mentale, una condotta contro la natura dell’uomo e peccaminosa, proprio perché non naturale”. Prima di dire questo ha affermato che la chiesa cattolica non respinge gli omosessuali, ma bisogna pur valutare l’omosessualità da un punto di vista etico. Quindi specifica il concetto di non naturale:
“La sessualità è rivolta esclusivamente alla procreazione e quindi ogni forma che si allontani da essa è sbagliata e contraria al Magistero della Chiesa. Ammettendo condotte disordinate, avremmo una sessualità bollata di edonismo e francamente inaccettabile. Insomma, il sesso non è un giocattolo del quale disporre a proprio piacimento. La sessualità è un valore di per sé stesso che va vissuto secondo una etica cristiana”.
Mettiamoci l’anima in pace (è il caso di dirlo): la chiesa accoglie i gay a patto che non siano se stessi.