È bastata una semplice intenzione a redimere, in caso di vittoria, la questione sulle coppie di fatto, che i suoi stessi alleati le si sono rivolti contro ricordandole che non è nelle intenzioni del centrodestra porre mano alla delicata vicenda. Ma forse non basterà a calmare i bollori pre elettorali. Lei, Renata Polverini, affascinante segretaria dell’Ugl, sindacato almeno nelle intenzioni vicino al Pdl, e concorrente assieme alla radicale Emma Bonino per la poltrona a governatore del Lazio, non si è lasciata sfuggire l’occasione per trovare un misurato dialogo con chi forse non l’avrebbe votata proprio per la chiusura del Pdl in materia di diritti civili omosessuali. Scrive sul suo blog la candidata, irritando i suoi sostenitori e gli avversari.
“Sono favorevole a normare le unioni di fatto, a patto di non produrre un matrimonio di serie B. Allo stesso tempo sono convinta che diritti e doveri reciproci debbano essere riconosciuti alle coppie che vivono fuori del matrimonio”.
“Ma si è resa conto che è la candidata del Pdl?”, ha chiosato il dipietrista Stefano Pedica. Più ferma e irritata la posizione dell’ex governatore Storace: “Non c’è nel programma elettorale”. Da parte sua anche il sindaco Alemanno alza i toni della polemica:
Continua a leggere: Renata Polverini a favore delle coppie di fatto?

Ormai sembra una telenovela. Uno di quegli intrecci melodrammatici, pieni di colpi di scena, che fanno appassionare e indignare i telespettatori. E, con la precisione di un orologio, torniamo a darvi gli aggiornamenti sul travagliato flirt che avvince gli attivisti neri di Casapound e la variegata compagine rainbow del movimento lgbtq: una storia di dichiarazioni d’amore, schermaglie, aperture e dinieghi, un cortese balletto di inviti e corteggiamenti. Al centro, come nelle canzoni che narravano le gesta della corte di re Artù, troviamo un tavolo. Non sappiamo se rotondo.
Il tavolo è quello della concertazione proposta da Casapound alle organizzazioni gay, per trovare una linea comune e “concreta” sul fronte della richiesta di diritti civili. La proposta, è utile ricordarlo, nasce in seguito alla fiaccolata contro l’intolleranza e i razzismi che ha sfilato a Roma il 24 settembre, alla quale Casapound avrebbe voluto partecipare (non l’ha poi fatto), senza raccogliere entusiami da parte di nessuno (o quasi). La manifestazione, come le altre che l’hanno preceduta, avrebbe dovuto rispondere con la mobilitazione alla violenza omofoba risvegliata dalla calura estiva.
A quanto pare il tavolo in questione non era una boutade: c’è una data fissata per la prima riunione, il 30 settembre, e “con piacere” ha accolto l’invito l’onorevole Pd Anna Paola Concia, quella della legge contro l’omofobia che al momento è al vaglio della Commissione Giustizia della Camera.

Un aggiornamento dell’ultimo minuto sulla fiaccolata di domani a Roma contro l’intolleranza e tutti i razzismi, indetta da Luca Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, sull’onda della violenza omofoba di fine estate.
Anche Casapound, noto centro sociale di destra, che non si distingue certo per una simpatia verso gay, lesbiche e trans e altri soggeti discriminati, ha annunciato la sua adesione alla manifestazione, dopo l’omologa Acca Larenzia. Alemanno dà una risposta interessante:
Preso atto dell’adesione di Casapound alla fiaccolata di domani, penso che la loro presenza non sia opportuna e li invito a non partecipare alla manifestazione così da evitare qualsiasi interpretazione sbagliata che possa portare a momenti di tensione.
Che ne pensate? Approvate l’invito di Alemanno? Le associazioni gay dovrebbero manifestare accanto a Casapound? Militanti di destra estrema possono trovare posto accanto a chi chiede meno razzismo, meno intolleranza, meno violenza e meno omofobia? Oltre il salto, la risposta di Casapound.
Continua a leggere: Casapound alla fiaccolata sull'omofobia? Alemanno dice no

Stando ai primi accertamenti, non sarebbe una molotov, come inizialmente ipotizzato, la causa dell’incendio appiccato oggi all’ingresso della discoteca Qube, location dei party di Muccassassina, ideati e promossi dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Le fiamme sono divampate alle 6.45, secondo quanto notato da un passante che avrebbe visto allontanarsi in moto due persone, gli autori dell’intimidazione, e dato l’allarme.
Annunciando che la stagione 2009/10 di Muccassassina riprenderà come previsto il 9 ottobre, Rossana Praitano, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, mantiene il sangue freddo e invita a valutare con cautela l’accaduto, come si legge in una nota:
Pur non sottovalutando il preoccupante gesto, invita alla massima prudenza anche i media, per evitare allarmismi all’interno di una comunità già sotto pressione per gli eventi che si sono ripetuti a Roma e in altre città italiane negli ultimi mesi.
Queste sono le informazioni sul principio di incendio diramate dalla storica associazione romana:
Sono ancora in atto gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine, prontamente intervenute in via di Portonaccio: secondo le prime informazioni non si tratterebbe di molotov, ma di un sasso avvolto con uno straccio imbevuto di benzina e appoggiato davanti a un’uscita del locale, che non ha provocato danni alla struttura. Mancherebbero quindi i presupposti perché si possa parlare di attacco omofobo, diretto contro la comunità glbt e uno dei suoi locali simbolo.
Sull’episodio ha già preso posizione il sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Continua a leggere: Fiamme al Qube: i commenti degli organizzatori di Muccassassina e di Alemanno

E’ ripreso oggi, con l’inizio della discussione alla Commissione giustizia della Camera, l’iter della proposta di legge avanzata più di un anno fa dall’onorevole Anna Paola Concia. A sostegno della proposta è stata presentata l’iniziativa “L’omofobia ha i giorni contati”; a sostenere Concia, deputati e senatori gay, lesbiche e trans dei precedenti governi, come ci ha già raccontato Mario Cirrito.
Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione comunista, ha ricordato a margine della conferenza stampa che
Già nel precedente governo avevamo tentato di allargare la legge Mancino del 1993 ma avevamo trovato contrasti anche all’interno della maggioranza. Ricordo ad esempio che la Binetti votò addirittura la sfiducia al governo Prodi sulla legge contro l’omofobia. Speriamo che adesso si arrivi a qualcosa di concreto.
Inoltre sulla questione, per quel che riguarda la sicurezza nella capitale, è intervenuto ancora anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, in un’intervista a Gayin.tv:
Noi fin dal primo momento abbiamo detto che la nostra è una battaglia per la legalità e la sicurezza per tutti. Dobbiamo garantire la sicurezza a tutti i cittadini e a tutte le persone che vivono a Roma, quindi anche agli omosessuali. Il messaggio è stato sempre molto chiaro e molto determinato. Non credo sinceramente che nessuno possa sentirsi le spalle coperte da questa giunta se fa atti di illegalità o atti di violenza.
Continua a leggere: Contrastare l'omofobia: tutti d'accordo, da Luxuria ad Alemanno
Che non si respirasse aria favorevole da parte del Comune di Roma per il gay pride nella capitale si era intuito fin da quando il sindaco Alemanno, seppur non richiesto, ha messo le mani avanti affermando che mai avrebbe concesso il patrocinio alla manifestazione degli omosessuali. C’era da aspettarselo quindi che anche quest’anno (come nel 2008) avrebbe dato filo da torcere agli organizzatori del RomaPride. E’ notizia di ieri sera che la questura ha negato l’arrivo del corteo a Piazza San Giovanni per la data del 13 giugno.
Questo luogo di arrivo è legato a due dei soli sei percorsi previsti nel Protocollo del 2009, promosso dal Comune della Capitale per lo svolgimento delle manifestazioni. La motivazione del rifiuto è la presenza di una processione rionale in onore di Sant’Antonio. Il Circolo Mario Mieli ha quindi chiesto medesime strade e piazza anche per il 20 giugno, disposto ad uno spostamento della data pur di ottenere un percorso coerente con una manifestazione che ormai da tre anni porta nelle strade più di 200.000 persone. Anche per questa data è stato opposto un diniego, motivato da una serie non precisata di manifestazioni religiose a partire dal 20 giugno per la preparazione della festa di San Giovanni Battista. La Questura ha quindi invitato gli organizzatori ad indirizzarsi sui soli tre percorsi rimasti, avendo indicato come impraticabile quello per Piazza del Popolo, inadatto per una parata imponente e fornita di carri quale è il RomaPride. Il Mieli ha rifiutato le alternative, mortificanti e totalmente impossibili viste la estrema brevità dei percorsi e la limitatezza degli spazi di arrivo, e denuncia la situazione paradossale, chiamando anche in causa direttamente il sindaco Alemanno, responsabile del famoso Protocollo.
Su Facebook la comunità glbt è insorta e pare pronta a organizzare sit-in di protesta sotto al Campidoglio. Abbiamo cercato di capire meglio la situazione con la segreteria politica del Circolo Mario Mieli (portavoce del Comitato RomaPride 2009), parlando con Andrea Berardicurti.
Questa mattina il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine di un evento culturale ha detto che l’amministrazione comunale non darà il patrocinio al Gay Pride del 13 giugno prossimo:
Non daremo il patrocinio al Gay Pride così come non l’abbiamo dato l’anno scorso perché lo consideriamo una manifestazione di tendenza. Ci sono molte richieste specifiche che possono essere condivise o non condivise. Faremo il possibile perché si svolga in maniera tranquilla con tutto il supporto dei servizi comunali come per tutte le manifestazioni.
È sceso, poi, nello specifico per illustrare le motivazioni di tale diniego:
Continua a leggere: E Alemanno disse: niente patrocinio al Gay Pride
Gianni Alemanno, il nuovo (non così nuovo ormai) e controverso sindaco di Roma, ha rilasciato un’intervista a La Stampa cartacea con alcune interessanti dichiarazioni, che come ormai spesso facciamo in queste pagine, vi rigiriamo per una più facile lettura e comprensione senza critiche preventive:
“Il Gay Pride è una manifestazione di tendenza”
“Ho dichiarato la massima disponibilità alla comunità gay a studiare azioni in comune contro forme di discriminazione sessuale”
“(Se mio figlio fosse gay) non credo che mi farebbe piacere. Beh, ovviamente cercherei di capire…”
Cosa ne pensate?
Continua a leggere: Alemanno: il Gay Pride è (solo?) una manifestazione di tendenza
Nell’incontro annunciato qualche giorno fa tra il neo sindaco di Roma Alemanno e le associazioni lgbt il risultato portato a casa non è stato grandioso: niente patrocinio per il Gay Pride per assenza di condivisione con l’amministrazione di parte dei suoi obiettivi: matrimoni e coppie di fatto.
Si è comunque reso disponibile senza se e senza ma ad appoggiare proposte “di carattere formativo e culturale e di assistenza contro ogni forma di discriminazione”. Per questo ci sarà coordinamento, specie per tutta quella sfera che riguarda l’illegalità e la prostituzione.
Fondamentale il passaggio della sua dichiarazione:
“L’impegno è di difendere la libertà della persona che e’ sacra”.
Continua a leggere: Alemanno: libertà è sacra. No al patrocino per il Gay Pride

Fiorello e Baldini le cantano ad Alemanno in merito alle sue dichiarazioni sul pride. Mi raccomando: casse a palla!
Alemanno tu dimmi perché
non possiamo sfilare io te?
Forza! Dai scendi giù
con la giacca e il tutù
ed il tricolore.
Non lo vedi che maschio che sei!
Tu non sai quanto piaci a noi gay!
Se festeggi con noi
stai sicuro che poi
dopo ti rifai le tette.
Continua a leggere: Dedicata ad Alemanno (e pure al nuovo governo)