La senatrice del PD Vittoria FrancoMaria Zegarelli su L’Unità ha intervistato Vittoria Franco (Pd) in merito alle coppie di fatto. La Franco, che era “ministro ombra” per le pari opportunità prima dell’elezione di Franceschini, evidenzia che l’Italia è l’unico paese in Europa a non aver dato un minimo di regolamentazione. Di seguito alcuni stralci dell’intervista.
Senatrice, non si parla più di coppie di fatto perché c’è la crisi economica o perché resta un argomento che scotta?
Durante la scorsa legislatura i diritti civili erano in primo piano nell’azione di governo e nel dibattito parlamentare, tanto che in commissione Giustizia al Senato era stato approvato il testo per riconoscere ai figli il cognome della madre. Oggi c’è il silenzio.La lacuna è della politica. Perché non affrontate questo tema come uno di quelli prioritari?
Perché il problema resta sempre lo stesso: c’è una Chiesa molto arretrata su questo. Quando noi presentammo i DiCo durante la scorsa legislatura fu organizzato come risposta il Family Day.Ci sono le proposte, ma giacciono in Parlamento. Qualcuno dovrà dare il là…
Sfido il Pdl a portare fino in fondo il loro disegno di legge [i DiDoRe, ndr]. Noi siamo pronti al confronto, come lo siamo stati in Commissione Sanità al Senato sul testamento biologico. Non possiamo restare l’unico paese in Europa a non affrontare i temi che riguardano i diritti civili dei propri cittadini. Intanto prendo atto che Rotondi e Brunetta l’hanno affidato ai propri parlamentari per non farlo sembrare un ddl di iniziativa governativa e prendo atto che ogni volta c’è un’emergenza diversa per rimandare il dibattito.
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Dopo essere partito in quarta con la proposte dei DiDoRe per le unioni civili, il ministro Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del Programma, fa una bella frenata. Chissà, forse a seguito del botta e risposta tra Volontè, Gasparri e Tanzilli di cui abbiamo parlato. Fatto sta che, dopo aver apprezzato l’iniziativa di Barani e De Luca di raccogliere firme di ottanta parlamentari a sostegno dei DiDoRe, Rotondi dice che il cammino da fare è ancora lungo:
“Gli onorevoli Lucio Barani e Franco De Luca hanno fatto bene a presentare la proposta dei DiDoRe che ha raccolto ottanta firme di parlamentari del PdL, perché è ben fatta e articolata, ma la sua approvazione è legata a una mediazione culturale che mi sembra ancora faticosa”.
Un colpo al cerchio e uno alla botte.
Il ministro Gianfranco Rotondi ha dichiarato – a margine di un convengo della fondazione Donat-Cattin sulla questione cattolica dal tema Una legislatura per le riforme? – che il progetto dei DiDoRe
“se sarà esaminato con serenità potrà essere condiviso da tutti i gruppi politici e diventare legge, poiché è ben fatto”.
Secondo Rotondi il testo non genera confusione con la famiglia, dal momento che questa resta l’unico istituto di diritto pubblico. Rotondi, poi, si augura una discussione serena anche da parte di Buttiglione e della Binetti:
“Ho suggerito ai proponenti di parlarne con i parlamentari Buttiglione e Binetti: se gli amici cattolici sapranno dare un contributo, sarebbe la prima volta, nella seconda Repubblica, che i cattolici fanno una legge che unisce profondamente la società”.
Via | Ansa
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Sui DiDoRe ognuno dice la propria. Il ministro dell’interno Maroni, per esempio, sostiene di non essere d’accordo con la proposta di Rotondi e Brunetta. Per Maroni è importante dare piena attuazione all’art. 29 della Costituzione, quello che riconosce, appunto, la famiglia fondata sul matrimonio.
Anche Paola Concia non è d’accordo con questo disegno di legge. Sul suo blog leggiamo:
“…ho deciso di non firmare per ora perché credo che questa normativa vada migliorata sensibilmente… Io vorrei che si arrivasse ad una proposta davvero efficace e bipartisan ed è per questo che io, Benedetto Dalla Vedova, Alessandra Mussolini e Roberto Giachetti abbiamo mandato una lettera a tutti i deputati perché si avvii un confronto davvero bipartisan su questo tema cominciando da una riunione convocata alla Camera per martedì prossimo”
Anche oggi ci dedichiamo ai citati. Oggi a parlare è Gianfranco Rotondi, Ministro per l’Attuazione del programma. Sentiamo cosa ha dichiarato a Milano prima della proiezione di “Improvvisamente l’inverno scorso“, film documentario che racconta la storia di una coppia gay, Luca e Gustav, che si raffrontano da stranieri alla difficile realtà italiana nel periodo di discussione fallimentare sui Dico nel 2007. Leggiamo le sue dichiarazioni:
”Credo che una griglia minimale di diritti vada garantita alle coppie di fatto, compresi gli omosessuali, per esempio sulla successione, sul diritto di assistenza e sul diritto di decidere le cure. Non penso a un matrimonio di serie B tra uomo e donna o fra gay e non ho in mente ne’ in Pacs ne’ i Dico”
“Come segretario della Dc osservo che siamo l’unico paese europeo in cui il Partito Popolare non ha una proposta in ordine alle diverse convivenze. Credo che si debbano disciplinare, con una legge per via parlamentare, le diverse convivenze senza mettere in discussione l’unicita’ della famiglia garantita dalla Costituzione: questa e’ la linea del Ppe che si sposa con la mia proposta”
E’ bizzarro che queste cose non le dica la Carfagna, no?
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Questa sera presso il cinema Mexico a Milano, il ministro Gianfranco Rotondi farà il punto della situazione sui DiDoRe (DIritti e DOveri REciproci). È la prima volta che Rotondi parlerà pubblicamente di questo progetto di legge. La presentazione (con ingresso libero a partire dalle 19,30 fino ad esaurimento posti) fungerà da introduzione alla proiezione del film Improvvisamente l’inverno scorso. Oltre al ministro Rotondi, ci saranno l’on. Paola Concia, Luca Ragazzi (regista del film), Monica Fabris e Maria Luisa Mello.
Se gli amici milanesi volessero farci un salto e poi raccontarci le loro impressioni ne saremmo lieti.
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Eccoci a nuove sigle che noi italiani tanto amiamo – come spesso mi fa notare un mio amico maltese. La proposta di legge sulle unioni di fatto di Rotondi e Brunetta sfodera un altro acronimo: DiDoRe. Dove Di sta per DIritti, Do per DOveri e RE per REciprocità dei conviventi. Dice il ministro Brunetta:
“Né Dico, né Pacs. Con il pretesto dei diritti, la sinistra intendeva puntare alla roba. Assalire la diligenza del welfare. In particolare, le pensioni di reversibilità; su cui l’Italia ha già le norme più generose al mondo, che però non affondano il sistema perché di solito un coniuge sopravvive all’altro di una manciata di anni. Ma con i Dico il superstite avrebbe percepito la pensione per venti o trent’anni: un disastro. Al contrario, i Didoré — DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi — non prevedono oneri per lo Stato. Non un solo euro a carico del contribuente. Non welfare; diritti individuali. La sinistra, nascondendosi dietro le coppie omosessuali, aveva progettato un colpo grosso, un imbroglio. Paradossalmente, meglio Zapatero, per cui le due tipologie di convivenza si equivalgono. Per me, così non è, così non può essere e non voglio che sia”.
Alla base di tutto c’è sempre il denaro…
Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del Programma, torna a parlare della sua proposta di legge sulle unioni civili:
“Scendiamo in campo per disciplinare i diritti dei conviventi, senza alimentare equivoci su matrimoni di serie b. La nostra proposta, che cadrà nell’ambito del diritto privato, non susciterà entusiasmo da parte di nessuno dei due eserciti in campo: né quello dell’ideologia omosessuale, da cui si dissociano significativamente le associazioni dei gay, né quello dell’ideologia altrettanto estrema di chi dice che la famiglia cattolica è il modello e va imposto per legge a tutti. Sono due posizioni estreme: al centro c’è il diritto dell’Italia di disciplinare una materia che gli altri paesi europei hanno risolto, forse, in maniera più vicina agli istituti familiari”.
Quindi precisa che la proposta di legge coinvolge anche le coppie gay:
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Sulla testata Affaritaliani.it c’è una rubrica dal titolo Consigli non richiesti… Com’è specificato nel sito
L’autore dei “consigli non richiesti” (che per ovvi motivi vuole restare anonimo) è una persona molto addentro ai giochi di potere nazionali, alle partite che “contano” e con le persone delle quali parla intrattiene spesso rapporti “strettamente confidenziali”.
Tra i consigli non richiesti ce n’è uno per Rotondi e la sua idea di una legge per le coppie di fatto:
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Levata di scudi del mondo cattolico contro la proposta di legge di Rotondi sulle coppie di fatto. L’Avvenire di oggi, in un trafiletto (velenoso!) di pagina 13 dice:
Non poteva scegliere coincidenza più felice il ministro Gianfranco Rotondi per annunciare la sua personale iniziativa sulle unioni civili. Proprio mentre il Papa richiamava all’impegno una nuova generazione di laici cristiani, indicando nella sfera della famiglia classica il caposaldo della nostra civiltà, il segretario di un mini-partito che si fregia del titolo di cristiano andava – beninteso a titolo personale – in tutt’altra direzione. Così, mentre i soliti opinionisti già si interrogavano in tv sul messaggio – rivolto ai singoli? O a nuovi partiti? – Rotondi rivelava di non aver colto l’esigenza di sempre: quella della coerenza rispetto ai valori. Con buona pace delle famiglie italiane, ancora in attesa di concreti segnali di attuazione del programma di governo.
Quasi a dire: ma il papa vi ha dato delle indicazioni, perché non le seguite come buoni servi?