
Generalmente, i film girati in Florida possono ottenere crediti sulle tasse, sovvenzioni sui costi, in modo tale da invogliare il lavoro in quello stato. Ma ora, alcuni show televisivi e film con personaggi gay potrebbero essere esclusi da questi benefici. Secondo una nuova legge, possono essere tolte le sovvenzioni alle produzioni che non includono “valori tradizionali e famigliari”
Esplicitamente non vi è riferimento a storie o trame gay e si sono ben guardati dal dirlo apertamente. Tuttavia, Stephen Precourt, rappresentante repubblicano, ha dichiarato che personaggi gay non sono affatto ” quel genere di cose per cui io investirei denaro pubblico”
Per cui si rischierebbe di non ottenere più quello “sconto” dal 2 al 5% per le produzioni che non vengono giudicate “family friendly”. Lo scopo sarebbe quello di bandire la violenza gratuita e l’esibizione di atti e storie poco edificanti per quelli che sono “i veri valori”. E la bagarre continua, dal momento che non è chiaro cosa sia incluso ed escluso: potrebbe essere tutto, del resto, dal tema della droga a quella delle famiglie omosessuali…
Foto | Atomculture
Guardate questo video: risale al 2007 ma è innegabile quanto possa essere ancora condiviso anche in questi giorni.
Durante una manifestazione del Family Day, ad una suora presente è stato chiesto cosa pensasse dei gay. E, la sorella di noi tutti, ha espresso il suo affetto verso il popolo Lgbt, così spesso vessato e discriminato:
“Vanno atterrate, annientate. Perché la famiglia esiste da quando esiste Cristo e l’Antico Testamento. Quindi viva la Famiglia, Abbasso i gay”
“Viva”… “Abbasso”… Sembra di essere allo stadio. Mancava solo che iniziasse a canticchiare ” Chi non salta …”

In Uganda, il pastore Martin Ssempa, sostenitore della proposta di legge che legittimerebbe la pena di morte nelle punizioni contro i gay, ha mostrato, in Chiesa, un film porno gay, per supportare la sua posizione. Secondo l’Agence-France-Presse, Ssempa ha programmato questa mossa dopo che le autorità avevano annullato una marcia di un milione di persone, per supportare la mozione antigay:
“L’argomentazione che usano maggiormente gli omosessuali è che non lede gli interessi di nessuno, quello che fanno nel privato della loro camera da letto. Ma voi sapete esattamente quello che fanno?”
E così, sono state mostrare immagini tratte da film porno gay, mentre l’uomo incitava la folla a sperare che la legge venisse approvata entro Pasqua “come regalo per tutti noi”. Infine, un fermo immagine durante un rapporto sessuale tra due uomini:
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Mentre sembra certo lo spot a favore dei valori tradizionali (leggasi famiglia sì, gay no) durante il Superbowl, è arrivato invece il rifiuto da parte della Cbs di un video ironico e divertente. Le immagini raccontano di una improvvisa ed inaspettata passione gay, sbocciata per caso (sotto gli occhi attoniti di uno spettatore involontario).
La pubblicità è per un sito di incontri gay, ManCrunch.com, e una portavoce della società ha espresso il suo rammarico per il rifiuto da parte del canale e parla di “omofobia” per la scelta di non trasmetterla. E non si tratterebbe di una questione economica poichè il denaro offerto dal sito web coprirebbe perfettamente l’esoso costo degli spot durante quel programma. Ma la Cbs ha detto “no”:
“Dopo aver visto più volte le immagini, interamente commerciali, abbiamo deciso che non si adattano agli standard richiesti, motivo per cui non possiamo accettare questa particolare pubblicità”
Ma noi, che siamo impiccioni, ve la mostriamo ugualmente. Vi sembra così “inadeguata”?
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Il video di oggi è un’evidente parodia dell’ultimo singolo di Britney Spears, “Three“. Come potrete vedere dalla fonte è stato visualizzato centinaia di migliaia di volte e mette al centro lo stesso concept di base della canzone.
Britney infatti suggerisce tra le righe (ma non troppo velatamente) che farlo a tre potrebbe essere meglio e più allettante. Così, un ragazzo con parrucca bionda di apparente fustagno, insieme ad un ragazzo orientale e un tipetto niente male (tranne per quegli appendiabiti ai capezzoli) si divertono e dilettano in coreografie tra partite a Twister, corse mano nella mano e persino un momento di alta tensione (?) al bordo di uno scivolo.
Che dire… la parole trash è quasi ovvia… voi che ne dite? Divertente ed autoironico o assolutamente da buttare? Dopo il salto… potrete giudicare! Buona visione:
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Se ancora ricordate il motivetto di “Mama insegnami a bailar” dei Tribà, non potrete (!?) non amare questa versione, diciamo, un po’ casereccia. In questo caso, non c’è l’appello di un figlio verso la madre affinché lo aiuti a danzare nell’eventualità di incontrare la donna dei suoi sogni.
No, nel video che troverete dopo il salto, di Roby Fantini, c’è la richiesta di un figlio affinché i genitori capiscano che è gay: non è interessato alla tizia del bazar, la sua aspirazione è essere parrucchiere e canta la Carrà. Insomma, sì, siamo proprio lontani anni luce dai luoghi comuni.
Il ritornello della canzone parla chiaro e forte: “Diglielo tu, che sono un po’ fru fru”. Ecco. Che dite, potrebbe essere una buona modalità per fare coming out? Buona visione!
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Probabilmente il nome Valley Lodge non vi dice molto. Forse ci dirà di più, se seguite Zelig Off, i Maniko Sport, la parodia della televendita di attrezzi ginnici per la casa, con valletta ‘complice’ che cerca di convincere il telespettatore all’acquisto.
Il video di questa canzone, “All of my loving” mi ricorda la versione forse più hard del gruppo di cabaret comico (anche se ovviamente in salsa soft, visto le finalità commerciali del brano musicale).
Dopo il salto, ecco un uomo alle prese con una casa in cui sedie, tavoli e assi da stiro, in realtà sono uomini nudi, incrociati ed intrecciati fra di loro. Che ne dite? Originale come video?
Da poco più di una settimana è stato diramato il primo spot contro la discriminazione e l’omofobia, in Italia, ideato dal ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. Alcuni l’hanno apprezzato, altri lo hanno ritenuto poco incisivo, se non addirittura incoerente per la frase sulla diversità
In Portogallo, nel 2008, è stata ideata questa pubblicità, a mio parere divertente e molto più ad effetto di qualsiasi pseudo polpettone che sembra quasi la “fine puntata” di qualche soap opera argentina.
Dopo il salto, il video. Forse l’avrete già visto, forse lo vedrete per la prima volta: in ogni caso è un occasione per provare a sorridere in mezzo a notizie poco confortanti:
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Ebbene sì, l’ho fatto. No, non quello che pensate: sono andato al cinema a vedere “Bruno“, anche per avere una mia opinione personale su questo film di cui tanto si parla ( e si è parlato). Sarebbe stato un film che ci ridicolizzava, volgare? Oppure sarebbe stata una commedia con qualche punta d’eccesso? Ebbene, a fine proiezione, direi che è un mix di tutti e due questi punti.
Sacha Baron Cohen non ci va leggero nei suoi film: i primi minuti di Bruno solo forse quelli che mi hanno infastidito di più (le scene di sesso estremo, grottesche e inverosimili non le ho trovate nemmeno divertenti). Ma una volta che entri all’interno della storia ti lasci guidare da questo personaggio assurdo e determinato ad avere successo a tutti i costi. Assisti alle sue provocazioni politiche e religiose (inserisce nella storia persino un ‘convertitore di gay’, a mio parere un passaggio molto riuscito).
Il film dura davvero poco e se per i primi momenti cerchi un messaggio, una morale, alla fine ci rinunci. Capisci che forse non c’è, che non vuole forse nemmeno darla e che l’essere gay è solo una caratteristica del film ma lo scopo della pellicola è l’ambizione di successo e di fama del protagonista ( e il suo lato omosessuale ovviamente estremizza, vivacizza e colora il tutto). Poi quando il film termine, il regista, nella canzone finale associa una strofa musicale, ritmata, banale, ma efficace e ultima cosa che si sente: “Gay? It’s ok”. E non vuole essere una battaglia o una mossa ‘politically correst’; il contesto e il tono sottolineano la cosa come fosse la più grande ovvietà.
Voi avete visto “Bruno”? Vi è piaciuto oppure vi ha infastidito o deluso? Dopo il salto, il trailer del film:
Continua a leggere: Il 'Bruno' gay di Sacha Baron Cohen: l'avete visto, vi è piaciuto?
Bud Spencer ha compiuto ottant’anni e ieri le televisioni ne hanno parlato e lo hanno ricordato per il suo ruolo nella storia del cinema e gli indimenticabili film con Terence Hill. Il quotidiano “Il giornale” l’ha intervistato, parlando della sua carriera artistica: ed è uscito il quadro di un uomo che si sente dimenticato dalla critica italiana e da un’Italia poco attento a ricordarlo e celebrarlo, nonostante anni di successo e applausi in Francia e Spagna. E la domanda sorge spontanea:
Come spiega questa disattenzione italiana?
“Mah, forse perché non sono gay, né trans e ho la stessa moglie da cinquant’anni”
Che ne pensate della risposta? Un modo come un altro per accusare la cronaca italiana di pettegolezzi evitabili oppure un modo per sottolineare l’attenzione eccessiva che gay e trans hanno pubblicamente, solo per la questione Lgbt?
Foto | Televisionando
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