L’allarme omofobia cresce in Italia e questo è un dato innegabile. Dopo l’aggressione al Gay Village e l’incendio al Qube, qualche sera fa c’è stato il lancio di due bombe carta nella Gay Street romana, a pochi passi da un locale lesbo. Un motorino è stato danneggiato, un ragazzo ferito dalle schegge all’orecchio e durante i vari servizi televisivi, più volte è stata inquadrata una fioriera di cemento, squarciata dalla piccola esplosione. Elementi di fatto ed innegabili? No, così non sembra più.
Mentre la Carfagna e le varie istituzioni sembrano prendere, forse, l’impegno di discutere al più presto di una legge sull’omofobia, su un quotidiano nazionale si accende un dibattito che vede ridimensionare notevolmente l’accaduto. Svastichella ha aggredito una coppia gay fuori dal Gay Village? Sì, fatto reale. Alcuni tipi, con la testa rasata, hanno lanciato delle bombe carta in via San Giovanni Luterano? No, esagerazione da isteria di massa.
Questo è almeno il senso che si legge dalle righe di un articolo, nel quale si parla di interpretazioni esagerate di gesti. E così risulterebbe confermato dalla registrazione di alcune telecamere che erano posizionate nella strada. Due giovani sembrano avvicinarsi e accendono due petardi: uno si spegne sull’asfalto, l’altro contro il parabrezza di un motorino, danneggiandolo. Improvvisamente il ferito scompare, non sembra mai essere esistito (così riporta l’autorevole firma del quotidiano). E l’aggressione ad Emilio Rez, un cantante omosessuale, che ha denunciato l’accaduto? C’è anche qua la pronta spiegazione che scardina l’elemento omofobico:
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Quasi ventiquattr’ore dopo le bombe carta sulla gay street di Roma il ministro Mara Carfagna dice qualcosa:
“Bisogna punire i colpevoli di questo gesto inaccettabile e frutto di un clima di raccapricciante emulazione. Questo clima di emulazione va fermato con una presa di coscienza collettiva, che condanni l’intolleranza inaccettabile che sembra emergere nelle nostre città. Tutte le forme di violenza sono da condannare duramente, quando poi sono motivate da ragione di discriminazione sessuale o per motivi razziali, si tratta di atti di vera e propria barbarie, che non possono essere giustificati in alcun modo”.
Mettendo, così, un comunicato sul proprio blog, la ministra sta a posto con la sua coscienza. E ai gay tirano le bombe.
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Circa due ore fa, alle 23.30, sono state lanciate due bombe carta in via San Giovanni Laterano. A rendere noto l’accaduto, Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma.
Una persona risulterebbe ferita dall’attacco, riportando ferite ad un orecchio, a causa delle schegge. Gli ordigni sembrano essere stati lanciati in due momenti diversi a poca distanza fra loro, da una moto e da alcune persone con il capo rasato. L’azione ha ovviamente scatenato il panico totale nella via.
Questo è il terzo grave attacco omofobico nella Capitale, dopo l’aggressione nota al Gay Village e l’incendio al Qube. E sempre Marrazzo ha dichiarato:
Il tema, e il problema, del traffico a Roma e quello dei parcheggi, è antico quasi quanto la storia della capitale. Se io stesso dovessi trasferirmi in quella bellissima città, avrei seri problemi a muovermi. Ma forse Roma è bella anche per questo spudorato caos. O forse no! Perché per porre fine al degrado dell’Esquilino, ci si è messo un furente e furioso Savonarola, tale Massimiliano Tonelli che, attraverso il blog “Degrado Esquilino” ha lanciato una vera e propria campagna, chiamando a raccolta i lettori e i responsabili del Comune capitolino.
Massimiliano Tonelli, esponente della Lista Civica per Rutelli, si è scagliato contro i gay, rei a suo dire, di creare caos nella zona Colosseo, parcheggiando le auto così come viene, incuranti del decoro e delle regole. Lo ha fatto scrivendo sul blog un post: “Omofobi o burinofobi? Penne o piume? Lettera all’on. Mollicone presidente della Commissione Cultura“.
Naturalmente, il post è stato intasato dai commenti dei lettori che, per la maggior parte danno ragione a Tonelli, ma c’è anche chi scrive: “ma sei proprio sicuro che le macchine parcheggiate li siano solo di froci perché allora a Roma ce ne sono 2.500.000.”
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Non so se avete letto in giro la notizia, ma in queste ore si sta discutendo sulla possibilità di avere telecamere di sorveglianza poste nella Gay Street romana (di cui graffiti abbiamo parlato poco tempo fa, di cui aggressioni in zona idem).
Le opinioni sono contrastanti: da una parte le associazioni acclamano all’unisono la completa inutilità dell’operazione, perché i controlli anti omofobici dovrebbero essere dovunque, affermando la necessità di una pedonalizzazione della Gay Street come soluzione per una migliore vivibilità del luogo.
Blogger d’opinione come River, invece, credono nell’importanza di questa forma di controllo, prendendo ad esempio i numerosi casi di cronaca con colpevoli scovati grazie all’uso di sorveglianza video registrata. Cosa ne pensate?
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