
Eccolo qui un altro studio sul famigerato gay radar. I ricercatori dell’Albright College di Reading, in Pennsylvania, USA, hanno mostrato a dei volontari sessanta fotografie con dei volti di persone, gay ed etero. I volontari dovevano azionare il loro gaydar e dire se il soggetto fotografato fosse gay o meno, secondo loro.
È risultato che tutte le persone che avevano i lineamenti meno simmetrici sono stati “riconosciuti” come gay. Alla fine, quindi, non è tanto intuizione, sesto senso o chissà cosa, ma una semplice percezione: se non sei simmetrico, sei gay… Che, detta così, potrebbe pure significare altro…
Comunque, secondo voi il radar gay esiste?
Foto | Flickr
Via | Giornalettismo
Studiosi dell’Università di Toronto sono giunti alla conclusione che le donne hanno un radar gay molto più affinato quando ovulano. Praticamente hanno mostrato a quaranta donne le foto di ottanta uomini, di cui metà etero e metà gay e hanno notato che più le donne erano vicine al periodo dell’ovulazione più ci azzeccavano nell’indovinare chi fosse etero o chi gay. Non solo: il gaydar migliorava ancora di più se le signore, prima di vedere le foto, leggevano qualche racconto erotico. C’è da sottolineare che, per evitare interferenze chimiche, sono state scelte solo donne che non fanno uso della pillola.
La cosa pare funzionare solo con i maschietti: infatti queste tecniche di affinamento del gaydar non servono per individuare le lesbiche dal momento che, stando sempre agli studiosi, si tratta di un meccanismo femminile per scegliere il padre migliore per assicurarsi una progenie.
A me sembra tanto una di quelle ricerche alquanto problematiche: cosa abbiamo in faccia noi gay che le donne nel periodo dell’ovulazione possono vedere?
Che ne pensano le amiche di Queerblog?

Non ti funziona il gaydar e fai sempre brutte figure con gli etero? Da ora non ci saranno più problemi. È stata creata una (geniale!) app per Android: GaYdar, appunto. La si installa e l’app individua i gay intorno a te.
Si tratta di un’applicazione per scherzare con gli amici. Funziona assai semplicemente: quando la si accende inizia a fare bip, come se stesse cercando e poi, quando incliniamo il telefono (ma non fate capire il trucco!) inizia a emettere bip più veloci e alla fine grida “Gay! Gay! Gay!”.
Insomma, un’applicazione abbastanza stupida… ma volete mettere quanti scherzi si potranno fare, soprattutto a quegli etero sciupafemmine con la puzza sotto il naso?
Via + Foto | Ambiente G
Non è recente, ma trovo questo spot televisivo molto divertente (tranne il finale in cui si allontana come se il protagonista avesse la peste, ma è un dettaglio…)
E voi, non avete mai avuto situazioni simili? Mai convinti che qualcuno fosse gay e poi in realtà si trattava di un equivoco? Mai fallito il vostro gayradar?
Ci sarebbero le basi scientifiche, pare, per affermare che il radar gay esiste. Alcuni scienziati olandesi dell’università di Leiden, infatti, sono giunti alla conclusione che un qualcosa noi gay abbiamo studiando il comportamento di 42 persone, uomini e donne, che osservavano disegni di forma simmetrica che ne contenevano altre forme simmetriche.
Un precedente studio aveva dimostrato che il cervello riconosce prima le figure più grandi e poi si lascia ingannare se quelle più piccole sono diverse.
Se, per esempio, in un quadrato c’è disegnato un rettangolo il cervello umano riconosce subito il quadrato e tenderà a vedere il rettangolo come se fosse un quadrato. Che c’entriamo noi gay con i quadrati e i rettangoli (fossero triangoli, capirei…!)?
Studiando questa cosa dei quadrati, gli studiosi si sono resi conti che gli eterosessuali rispondono più velocemente degli omosessuali, però solitamente sbagliano, mentre noi gay – tanto uomini quanto donne – ci mettiamo un po’ di più a rispondere, ma ci indoviniamo molto di più, soprattutto quando si tratta di piccole forme simmetriche. Secondo gli scienziati questa è una prova che siamo più abili nell’osservare i piccoli dettagli.
Continua a leggere: Gli scienziati lo confermano: il radar gay esiste!

Rufus Wainwright, un cantautore canadese statunitense, come riportano i colleghi di Gossipblog, ha dichiarato di sapere che il rapper 50 Cent è gay. Parlando con la rivista Details ha detto.
“Amo 50 cent, penso sia il più sexy e brillante autore. E so che è gay. E va bene! Si senta libero di chiamarmi in ogni momento. Io e il mio ragazzo siamo esperti. Può venire per cena. O magari per il dessert”
Dopo Ricky Martin un altro coming out in arrivo? Ma questa volta io ho i miei forti dubbi. Il mio “gay radar” in merito a 50 Cent non si muove affatto. Il vostro? (radar, eh…)
Foto | CanadianShakespeares

Accendete il vostro gay radar e andate al cinema a vedere Sherlock Holmes, che sta andando molto bene al botteghino. Il film di Guy Ritchie è leggibile senza difficoltà in chiave queer: del resto il tema dell’ambiguità non è una novità nel ciclo di Sherlock Holmes.
Robert Downey Jr (che gioca sulla sua bisessualità) interpreta Holmes, mentre il ruolo di Watson è affidato a Jude Law. Gustosissimi sono i battibecchi tra i due, le scene di gelosia di Sherlock Holmes ogni volta che si parla della fidanza di Watson, i dialoghi tra i due quando Watson parla alla prima persona singolare e Holmes alla prima plurale, gli sguardi complici, alcune frasi di Sherlock (per esempio, quando si avvicina molto alla cintola di Watson e gli dice “Non ti eccitare”), o ancora Watson combattuto tra la logica scelta di avere una compagna e la passione che sempre lo porta verso il fidato amico; la ritrosia di Sherlock Holmes ad avere un qualsiasi contatto con Irene Adler (impersonata da Rachel McAdams) se non un casto bacio sulla fronte e una foto in camera… Ad occhi allenati (e un po’ maliziosi) la trama gialla serve solo da pretesto per raccontare altro.
Non si tratta certo di un capolavoro e in alcuni momenti l’attenzione scende, ma è un film per rilassarsi e, se lo vedrete in ottica queer, vi farà divertire molto di più rispetto agli altri spettatori.

Basta con i dubbi, le incertezze, il gaydar e via dicendo: c’è ora un metodo infallibile per capire se chi abbiamo davanti sia gay o meno. Si tratta di un sondaggio (scovato in rete e leggermente rivisitato per Queerblog – del resto che gay saremmo se non mettessimo le mani dappertutto?) che trovate dopo il salto
Attraverso tredici punti (abitudini igieniche, alimentari, comportamentali) si hanno risposte certe, anzi certissime!, per conoscere l’orientamento sessuale di chi abbiamo dinanzi (e magari anche il nostro…). Siamo curiosi di sapere cosa ne pensate e cosa ne pensano anche le nostre cuginette di Pinkblog (magari può essere utile anche alle loro lettrici…).
Ovviamente prendetelo per quello che è: un test ironico per strappare un sorriso. Nulla di più!
Continua a leggere: Sei etero, gay o indeciso? Scoprilo con un test

Del radar gay abbiamo parlato un paio di giorni fa. Facebook lo conosciamo tutti. E la privacy è un tasto dolente. Mescolando insieme questi dati, cosa esce fuori? Un programmino che può analizzare il vostro profilo Facebook e valutare se siete gay o meno. E addio privacy. Il tutto diventa materiale ghiotto per ricerche di mercato et similia, come segnalano anche gli amici di Downloadblog.
La notizia la dà il Boston Globe che riferisce che il software è stato messo a punto nelle sedi del MIT e sfrutta, diciamo così, le affinità tra i vari amici presenti nel profilo di ognuno: per cui se io ho tot amici gay è probabile che io sia gay. Ovviamente si potranno tracciare molti altri dati che andrebbero a finire nel bel calderone del marketing e/o schedature di vario genere (non solo in senso negativo).
Che ne pensate di un simile progetto?
Foto | Boston Globe
Tempo fa su Queerblog parlammo delle varie teorie per arguire le dimensioni del pene. Ma, come ben sapete, esiste anche il cosiddetto radar gay, cioè quella particolare attitudine di noi gay di capire se chi ci troviamo di fronte possa essere della nostra parrocchia o meno. Anche qui ci sono consigli su consigli, metodi su metodi. Ho trovato questa domanda che da un lato mi fa sorridere, dall’altro però mette un po’ il dito nella piaga:
Sarà una cazzata, ma un ragazzo l’altro giorno, non sapendo la mia sessualità, mi ha detto: “Hai le mani da gay”, intendendo che ho delle mani sottili come una ragazza, e di conseguenza dovrei essere gay. In effetti io ho delle mani sottili, direi da ragazza, solo 8 cm la larghezza del palmo, ma non credo che questo abbia a che vedere con la mia sessualità.
Oltre al sesto senso, quali sono i vostri parametri per capire se l’altro è gay oppure no? Svelateci i vostri segreti!
Foto | Originalstore