Dopo la fine di una mia lunga storia, ho vissuto un periodo un po’ libertino o comunque leggero: di avere un’altra relazione immediata ero entusiasta quanto Nina Moric di andare a prendere un caffè con Belen Rodriguez, per cui mi divertivo ad uscire con amici, a ballare, conoscere persone e tornare a casa con qualche numero di telefono o con un bacio, forse inizio di una conoscenza interessante. Ma ovviamente riuscivo a calamitare attorno a me casi un po’ particolari.
In questi giorni mi è tornato alla mente quello di un 33enne che avevo incontrato una sera in discoteca. Ero con Enrico e stavo ballando quando, io e lui dopo una serie di sguardi e sorrisi, ci siamo addocchiati abbiamo iniziato a ballare: infine ci siamo baciati. Ero già preparato all’ipotesi di aver incontrato qualcuno di ‘particolare’ e infatti avevo chiesto, ingenuamente:
“Calcolando che ho già conosciuto persone, diciamo, originali… e tu sei carino… qual è l’opzione che ho davanti? Sei un prete? Un serial killer? Domani il mio rene sarà immerso nel ghiaccio. valutato decine di migliaia di euro?”
E lui, sorridendo, aveva scosso il capo e si era avvicinato all’orecchio, arrossendo, e sussurrandomi: “Ho un figlio…”
Il Vermont si è ufficialmente unito agli Stati in cui possono essere celebrati matrimoni gay. Una legge statale, approvata quest’anno ad aprile, permette alle coppie dello stesso sesso di potersi sposare, come già nel Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Maine e Iowa.
La parola sposo e sposa sono stato sostitute, nel certificato di matrimonio, da “richiedente A” e “richiedente B”. Neutro e utilizzabile da chiunque. Già da mezzanotte del 1 settembre, numerose coppie gay si sono unite in matrimonio, attendendo questo momento storico da anni.
E mi sorge una domanda “provocatoria”. Secondo voi, in Italia, fosse possibile dalla prossima settimana potersi sposare, quante richieste di unioni civili ci sarebbero? L’affluenza, in questo tale e quale clima sociale, sarebbe bassissima o volontariamente alta?
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