
Forse voi tutti ricorderete la storia di Gareth Thomas, giocatore di rugby che aveva fatto coming out, dichiarando la propria omosessualità e mantenendo un rapporto di stima ed affetto con l’ex moglie con cui si era sposato. Insomma, è diventato, volente o nolente, un simbolo di quell’orgoglio gay che dovremmo sempre avere più. Ora, pare che Mickey Rourke sia interessato a portare sul grande schermo la sua storia, interpretandone il ruolo. Ecco le parole del suo portavoce:
“Mickey Rourke è un grande fan del rugby ed è salito su un volo per Londra subito dopo aver letto un articolo che parlava di Gareth. Mickey pensa che la sua storia possa essere un soggetto perfetto per un film, così lo ha contattato tramite un amico comune della lega di rugby per invitarlo a cena e proporgli la sua idea. Mickey è realmente interessato a girare questo film e anche se al momento non è stato deciso niente, speriamo davvero di vedere concretizzato il progetto”
Tutto questo senza dimenticare che l’attore non ha esattamente un rapporto idilliaco con il mondo Lgbt: ricordate? Avrà improvvisamente cambiato idea? Non so voi, ma a me questo progetto non convince per nulla…
Via | Imdb
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La squadra inglese di rugby Castelford Tigers dovrà pagare una multa di 40mila sterline (oltre 48mila euro) per insulti omofobi dei propri tifosi nei confronti di Gareth Thomas, stella del rugby, gay dichiarato.
Il tribunale sportivo ha considerato i Tigers colpevoli della violazione delle norme di cortesia che regolano la competizione da parte dei suoi tifosi, il che è ritenuto pregiudizievole per gli interessi del rugby. La squadra pensa di fare ricorso perché considera ingiusta la sentenza. Gareth Thomas, dal canto suo, si è detto soddisfatto della sanzione:
“Non mi interessa la multa, ma il riconoscimento che il comportamento di un piccolo gruppo di tifosi dei Castelford Tigers non è accettabile nel 2010. Quando è successo non può essere ignorato”.
Ottimo esempio da seguire, anche nel calcio. Magari.
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Gareth Thomas ha partecipato al campionato mondiale di rugby nel 2007 temendo di subire un outing pubblico nei suoi confronti. Ha subito pressioni quasi quotidianamente, in quel periodo. Il rugbista del Galles, che ha fatto uno spontaneo coming out a dicembre, ha ammesso che in quel tempo riceveva telefonate in cui lo spaventavano dicendo che i media avrebbero fatto outing e che sapevano di lui.
Ancora oggi, l’uomo ricorda la tensione e la difficoltà di quelle settimane. Ha infatti detto ad un radio della BBC:
“Ero in stretto contatto con un avvocato per tutto quanto il tempo, proprio perché continuavano ad arrivarmi queste telefonate sulla storia che ero gay e che stava per essere scritto sui giornali. Ero là per rappresentare al meglio il mio paese e per gestire al meglio la mia abilità e il mio lavoro. Tuttavia, certa gente mi minacciava di far scrivere che io ero gay. Non volevo nemmeno farmi vedere pensieroso o preoccupato dalla mia squadra”
Ecco come, ancora ai giorni nostri, l’omosessualità viene usata ancora da certa gente come un’arma, come qualcosa di cui poter essere terrorizzati. Rivelare che qualcuno “è gay” e ricattarlo per telefono, sembra quasi spaventare come se avessi nascosto un cadavere nel Ticino…
Foto | ScrumoftheEarth
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Da quando Gareth Thomas ha fatto il suo coming out lo scorso dicembre gli è tornata la gioia di vivere. Dopo aver affermato di voler essere il modello gay che non ha mai avuto e di aver bisogno di qualcuno da amare, ora si dice fiero del suo coming out, soprattutto perché si sente al massimo, anche nel rugby:
È come se la fiamma si fosse riaccesa. Ho ancora due stagioni per giocare e ho l’intenzione di dare il massimo. Non voglio passare alla storia come un omosessuale che giocava a rubgy, ma come un grande giocatore di cui si è saputo che era gay.
Ci sono personaggi famosi che consigliano di non fare coming out, ci sono altri che per le più svariate ragioni preferiscono nascondersi: ammiro Gareth Thomas che non solo “è uscito allo scoperto”, ma che si propone come un modello di uomo e di sportivo di alto livello. Indipendentemente dal suo orientamento sessuale.
Via + Foto | GayClic
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Un giocatore gallese di rugby, Jonathan Thomas, si è scusato, ieri, per aver fatto una colorita battuta sui gay, nel suo account di Twitter. Il ragazzo, 27enne, stava rispondendo al suo compagno di squadra Ian Evans che, poco prima, aveva lasciato il messaggio: “Ho le gambe e il culo a pezzi. Non riesco a muovermi!”. Thomas, scherzando, gli ha risposto:
“Dovresti smetterla di andare in giro con Nigel Owens”
Passo indietro: Nigel Owens è un rugbista che ha fatto il suo coming out nel 2007. Ha ammesso nella sua autobiografia di aver sofferto di forti discriminazioni e di aver pensato, addirittura, più volte al suicidio. Ed Evans, quando ha letto la risposta del suo compagno di squadra, ha subito cercato di sedare le acque:

In una toccante intervista rilasciata il giorno successivo al suo coming out del mese scorso e pubblicata da poco, la leggenda Gareth Thomas ha raccontato al “Wales of Sunday” di “voler vivere e ridere allo stesso livello di quando ero sposato”. Lo sportivo dei Cardiff Blues è stato franco nel raccontare alla stampa sui suoi incontri con altri uomini e che l’inganno alla moglie da cui è separato, Jenna, è stato qualcosa che lo farà sentire colpevole per tutto il resto della sua vita. Ma anche parlato della sua eccitazione sul trovare finalmente un uomo adatto a lui, con cui iniziare una relazione:
“So di un sacco di uomini gay nel mondo che stanno cercando l’amore. Lo dico nella speranza di poter trovare anche io qualcuno. Non mi sentirei imbarazzato nel camminare lungo la strada, mano nella mano con un altro uomo. Non penso che potrebbe danneggiare la mia mascolinità o chi sono. Dall’esterno, potrei sembrare un forte scopatore, ma emozionalmente sono dolce nella percentuale di quanto mi importa dell’altra persona. Ho un sacco d’amore da dare alle persone. Mi piacerebbe avere un legame dove posso mostrare il mio affetto e il mio amore”
Foto | Sky
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Il coming out del rugbista Gareth Thomas ha fatto molto scalpore e ha squarciato il velo sul silenzio di quanti sono gay in questo sport maschio. Ora Gareth, dalle pagine della rivista gay inglese Attitude (che gli dedica la copertina del numero del prossimo febbraio), dichiara che vuole essere il modello gay che lui non ha mai avuto. Complimenti per la determinazione.
Così dopo Amélie Mauresmo nel tennis, Matthew Mitcham nel nuoto, Gareth Thomas nel rugby, avremo, prima o poi, un calciatore che farà coming out?
Foto | Attitude
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Richard Boock è una famosa ed autorevole penna giornalistica del Sunday Star Times e in uno dei suoi ultimi articoli ha affrontato la questione dell’omosessualità legata allo sport. La sua opinione non comprende certamente mezze misure.
Broock infatti sottolinea come lo sport sia il luogo meno adatto ad accogliere: non esisterebbe infatti nulla di peggio per un gay. L’ambiente sportivo rappresenterebbe quanto di più intollerante ci possa essere e proprio nelle discipline agonistiche si coverebbe maggiormente la discriminazione e l’esclusione più accesa per il mondo Lgbt.
Il giornalista, che chiosa con un volutamente provocatorio “Lo sport è fatto per gli etero“, parte dall’esempio più emblematico: lo scandalo e l’eco che ha creato il coming out di Gareth Thomas, giocatore di rugby in una squadra del Galles. E sicuramente, le parole dell’uomo non possono non ricordare il consiglio di pochi giorni fa di John Amaechi, che, apertamente, aveva consigliato ai giovani sportivi di non fare coming out, perché tutto quello che era riuscito a costruire nel tempo, non sarebbe mai stato possibile.
Via | SundayStarTimes
Pochi giorni fa Mauro Bergamasco affermava che nel rugby esistono gay anche se lui non ne ha mai conosciuti. Oggi Gareth Thomas, ex capitano del Galles, in forza ai Cardiff Blues, entrato nella storia del rugby gallese per essere stato il primo giocatore a tagliare il traguardo delle 100 caps, cioè delle presenze alle partite ufficiali della sua Nazionale, a 35 anni ha deciso di fare coming out:
Il rugby è lo sport più duro. Io sono un giocatore di rugby. E sono gay. Non voglio essere identificato come un giocatore omosessuale. Prima di tutto sono un giocatore di rugby. Sono un uomo. Il rugby è lo sport più duro, è il più macho tra quelli maschili. Questo regala un’immagine ai giocatori. Il rugby per molti versi è barbarico. Non avrei potuto fare coming out senza prima essermi affermato come giocatore e senza essermi guadagnato il rispetto sul campo. Il rugby era la mia passione, la mia intera vita e non ero pronto a rischiare di perdere tutto ciò che ho amato. Capita di essere gay: quello che faccio quando chiudo la porta di casa mia non ha nulla a che fare con ciò che ho conquistato in campo.
Gareth confessa di aver pensato anche al suicidio dopo che il suo matrimonio è naufragato: temeva di rimanere solo. Una paura che molti di noi si portano dentro e che, spesso, è il primo pensiero che provano gli etero quando ci apriamo con loro.
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