
Mentre Scamarcio prende le distanze dal suo ruolo, Alessandro Preziosi, co-protagonista del film Mine Vaganti, di Ferzan Okpetek, parla su Vanity Fair del suo ruolo con interesse e curiosità. E partendo da una sua esperienza personale:
“Quel cameriere mi lanciava sguardi così… penetranti. Mi stava spogliando con gli occhi come nessuna donna aveva fatto prima. Come nessuna donna potrebbe fare…”
Lui non ha mai avuto un colpo di fulmine per un uomo, però ne è stato il destinatario, quella sera, in Francia e non lo dimenticherà mai. E parla della sua prima volta, in cui interpreta il ruolo di un omosessuale:
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In Francia si è sollevato un polverone per la campagna contro il fumo promossa da Droits des Non-Fumeurs. Come vedete nella foto, infatti, sono rappresentati dei giovani - di entrambi i sessi – che fumano, ma, in realtà, simulano un rapporto orale inginocchiati dinanzi ad un uomo.
Gli organizzatori intendono creare un effetto scioccante che abbia impatto sui giovani, che considerano le sigarette come simbolo di emancipazione e libertà, quando, invece, si tratta solo di dipendenza e sottomissione. Ci tengono a precisare, poi, che nelle immagini non vengono mostrate in alcun modo scene che alludano a violenze o ad abusi.
Simpatica la difesa della campagna da parte di Antoinette Fouque, militante per l’emancipazione delle donne, che ha affermato che “la pratica della fellatio non provoca cancro”.
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Se in Italia tutti cercano di parlarne il meno possibile, in Francia, invece, addirittura si discute sulla possibilità di affrontare l’argomenti dell’omosessualità. E’ stato infatti chiesto al ministro dell’educazione, Luc Chatel, da parte di Christine Boulin, presidente dei cristianodemocratici francesi, di non sostenere un’iniziativa che permetterebbe di avvicinare al tema delle diversità amorose già i bambini delle elementari.
Attraverso un piccolo cortometraggio d’animazione, si tenterebbe di lanciare il messaggio di “normalità”, abituando già a quell’età, a non discriminare, a conoscere e non vedere l’amore gay come qualcosa di “tabù” e/o proibito. La prima conseguenza a questa polemica è stata la rimozione del logo del ministero, dal sito del film “Le baiser de la lune”. Azione che non promette nula di buono, nonostante le organizzazioni insistano affinchè si proceda col progetto iniziale.
E in Italia? La sola idea che già alle elementari si possa parlare di omosessualità, verrebbe vista come un sacrilegio, dato che ogni singola scuola, a partire dalle scuole medie superiori, è libera di poter gestire ed affidare la gestione del tema della sessualità, come meglio crede. Solo nel 2% delle classi vengono proiettati film a tematica. E Fabio Saccà, di Giovani Arcigay, commenta il desolante panorama, dati alla mano:
Capitano anche queste cose: si conosce una persona online, si è più allupati di un furetto in isolamento e una cosa tira l’altra. Magari la voglia di eccitarsi (ed eccitare), ci si lancia in qualche frase hot, in qualche fase bollente della discussione e poi, al termine della chat, si decide di agire. Ci si abbassa i boxer, si libera il pirulo e… tac! Foto ed invio con mms al nuovo numero dell’altra persona.
Ora, se non volete evitare una denuncia, mi raccomando, accertatevi che il numero appartenga veramente all’altra persona e sopratutto segnatelo bene! Infatti, in Francia, nella regione Rhone-Alps, un trentacinquenne arrapato ha fotografato le sue parti intime e le ha mandate ad un tizio conosciuto da poco online. Peccato che il numero non fosse esatto e la signorina dall’altro capo del telefono abbia poco gradito il dono figurato. Risultato: denuncia per molestie sessuali.
Pensate che sia solo all’estero che queste cose possano accadere o che la donna dall’altro capo del cellulare abbia avuto poca pazienza? Bene, chiedete a Chioggia dove il medesimo errore è accaduto qualche giorno fa…
Foto | Leics.Gov
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Il primo ministro Gordon Brown ha ammesso che sta spronando gli stati europei come la Spagna e la Francia a riconoscere le unioni civili in Gran Bretagna. Parlando con Johann Hari per un intervista alla rivista Attitude, Brown ha ammesso che sta negoziando con questi due stati ma vuole vedere riconosciuti i diritti gay anche in est ed ovest Europa.
“Vogliamo che i paesi dove non sono ancora riconosciuti, specialmente l’est Europa, li accettino e li considerino validi. Stiamo negoziando accordi con la Francia e la Spagna. Ma penso che si possa fare un passo ulteriore a questo. Quello che conta è che in Europa ci sia rispetto per i gay: questo è davvero importante. Sarà un percorso difficile e impiegheremo anni, ma non c’è mai stata una buona ragione per smettere di combattere.
E riguardo al rischio che il centro ricerche contro l’Aids possa non essere più costruito in Uganda a causa della legge che condanna duramente i gay, ha semplicemente sottolineato:
“Il punto è che questo rappresenta un aiuto a salvare vite umane”
Foto | Guardian
In Francia, sabato, si terrà la manifestazione “Kiss In”. L’evento, che conta l’adesione di 18 città dello Stato, si svolgerà, esternamente, anche a Sydney e in Perù.
Lo scopo dell’iniziativa? Molto semplice: abbracciarsi e baciarsi in pubblico come simbolo di lotta contro le violenze omofobiche e per dare maggiore visibilità e credito alle coppie gay, spesso emarginate dalla società. Non solo le coppie omosessuali ma anche quelle eterosessuali sono invitate a scendere per le vie, come supporto alla riuscita del “Kiss In”.
Già la scorsa edizione, a Parigi, ha visto l’arrivo di decine di coppie etero e gay, nella centralissima Halles. Ed è stato etichettato come un successo, nonostante qualche sporadico insulto dei passanti. Potremmo proporlo anche in Italia, non credete? Magari nella piazza in cui qualcuno si affaccia alla domenica…
Foto | Beautiful, Christina Aguilera
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Un’indagine realizzata dalla Commissione Europea ha studiato la condizione omosessuale nel nostro continente e ha scoperto che una persona su sei, in Europa, racconta di come abbia incontrato la discriminazione su base razziale, religiosa e d’orientamento sessuale.
Dal 2008 sembra comunque che, limitatamente all’orientamento sessuale, la discriminazione stia diminuendo. Ma il 47% degli Europei pensa che sia ancora diffusa su larga scala mentre, se la domanda viene posta in altri paesi, la situazione si modifica notevolmente. A Cipro il 66% degli intervistati, Grecia 64% e Italia e Francia il 61%. Tutta la zona del bacino Mediterraneo sembra essere colpita dal fenomeno della discriminazione sessuale (ad esclusione, ovviamente, della liberale e tollerante Spagna).
Da notare come, per i Bulgari o i Cechi, invece, questo non sia nemmeno considerato un problema: solo il 22% di loro, infatti, ritiene che sia un problema la discriminazione Lgbt: per il restante non è nemmeno da considerare tale. E la percentuale sale in Slovacchia (27%) ed Estonia (28%).
Foto | ViaLattea

Pochi giorni fa abbiamo parlato di adozioni per coppie omosessuali in Francia e oggi arriva il risultato - non scontato - sulla reazione che questa notizia ha suscitato in Francia.
Ebbene, secondo un sondaggio per Canal+, una maggioranza dei cittadini (il 57%) si è detta favorevole alle adozioni per le coppie gay; il 41% si dice contrario, mentre il restante 2% non si esprime in merito.
Alla stessa domanda, due anni fa, i francesi rispondevano in maniera opposta: solo il 48% era favorevole. Inoltre, sempre nello stesso sondaggio è emerso che ben il 64% approva le nozze omosessuali (soprattutto, il 77%, nella fascia tra 15 e 24 anni). Infine, i ‘gayfriendly’ erano il 71% di persone che hanno votato sinistra, 37 di destra (nelle adozioni). Per le nozze, 75% sempre a sinistra e 42% a destra.
Foto | DarsenaTravel
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Il ministro estero francese ha criticato duramente un progetto di legge che in Uganda potrebbe portare i gay a rischio condanna a morte:
“La Francia condanna e prova sconcerto verso questa proposta e nei confronti del Parlamento dell’Uganda: inoltre ripete il suo impegno verso la depenalizzazione e la lotta contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”
Il progetto di legge prevederebbe il carcere o la morte nei confronti di chi ha relazioni con persone dello stesso sesso o pratica l’omosessualità. La condanna arriva fortemente da numerosi paesi europei e stati americani, oltre che dalle associazioni Lgbt, sconvolte da questa possibilità. Ma, in Uganda, non sembrano intenzionati a retrocedere, nè ascoltando le opinioni dei diversi paesi nè per un personale ed egoistico tornaconto economico:
“Non accetteremo mai l’omosessualità solo per placare altri stati o come incentivo per ottenere il loro denaro o appoggio”
Foto | Spung
Il rifiuto da parte della squadra Creteil Bebel di giocare una partita contro il Paris Foot Gay aveva fatto il giro del mondo e creato polemiche e discussioni. L’associazione sportiva che organizza il campionato aveva anche parlato di sanzioni contro i musulmani. Ma ecco che arriva, pochi giorni dopo, la rettifica con la giustificazione (a mio parare un po’ debole…). Il rifiuto non c’è stato, ma solo un equivoco:
“Avevamo rinunciato a questo incontro non per ragioni legate all’omofobia, cosa di cui invece siamo stati accusati, ma semplicemente perche’ il nome di questo club non sembra riflettere la nostra visione dello sport libera da ogni rivendicazione comunitaria, etnica, religiosa o legata a qualsiasi orientamento sessuale”
L’avvocato della squadra ha commentato l’eco della storia come qualcosa dalle “proporzioni deliranti” e che “un gruppo di amici di quartiere, non tutti musulmani, che non si sono resi conto di cio’ che stava accadendo e che sono stati travolti dalla situazione“. Certo… Solo a me scricchiola leggermente la replica? Che fine ha fatto la lettera chiara e priva di dubbi? E poi dove erano i giocatori che (testualmente) non si sono resi conto di ciò che stava accandendo? In un eremo isolati dal mondo? Voi che ne pensate?
Foto | LePoint
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