
Donna Assunta Almirante, vedova di Giorgio, dalle colonne di Pontifex dice la sua sull’incontro di Fini con le associazioni gay. L’intervista è di Domenico Volpe.
Gianfranco Fini, la settimana scorsa, ha ospitato in ufficio una delegazione di gay e ha dato loro anche qualche suggerimento. Che cosa ne pensa?
Nulla, che Fini è così, variabile.In che senso?
Oggi gli piacciono i gay e che ci posso fare.
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Cronaca di ieri, ore 17.00; il Presidente della Camera, terza carica istituzionale, on. Gianfranco Fini, riceve una delegazione dei movimenti nazionali omosessuali, grazie ai buoni uffici di Paola Concia. Unica a dire: “No, grazie”, Arcilesbica: «Preferiamo declinare l’invito - spiega la presidente nazionale Francesca Polo - perché, pur nel rispetto delle cariche istituzionali, non possiamo dimenticare di essere in campagna elettorale e che il presidente della Camera è dirigente di un partito che rifiuta ogni apertura ai diritti GLBT. Siamo disponibili a incontrare i rappresentanti del governo fuori da periodi di elezioni per trattare la non più rinviabile questione dei diritti negati delle persone GLBT e delle coppie di fatto».
All’incontro si presenta Arcigay, GayLib, l’Agedo, Famiglie Arcobaleno. Non c’è ombra di “Certi Diritti”, l’organizzazione Radicale voluta da Sergio Rovasio, che in questi anni ha fatto quasi quanto o più di Arcigay (ma sarà ricevuta al Quirinale, lunedì prossimo, in occasione della Giornata mondiale contro l’omo/trans fobia).
Però, se gli invitati posano per la foto di rito, con sorrisi “matrimoniali”, accanto a Fini che regge un report sull’omofobia in Italia; altri leaders mugugnano, forse a ragione o forse per non essere del gruppo. La lettura dei “sentimenti” omosessuali, in casi come questi è sempre di difficile interpretazione; e se quei “sentimenti” sono politici, va da sé che vanno anche interpretati.