
Ferzan Ozpetek, regista del film “Magnifica presenza“, ha commentato il caso Lucio Dalla e Marco Alemanno. Il vero rimpianto, per l’uomo, è il mancato testamento del cantate prima della sua scomparsa anche se, ovviamente, non poteva sapere il crudele destino che lo attendeva:
“Nessuno dice pubblicamente ‘io sono eterosessuale’. Perché dunque Lucio Dalla avrebbe dovuto rilasciare una dichiarazione pubblica sulla sua sessualità? Piuttosto, avrebbe dovuto fare testamento, perché a me sembrano incredibili i casi in cui, se muore una persona, magari ereditano lontani parenti e non il convivente. Doveva pensarci lui, perché lo Stato non protegge i diritti delle coppie di fatto”
Infine una piccola speranza che in molto condividono:
Penso che sarebbe bello se i cugini eredi di Dalla andassero da Marco Alemanno e gli dicessero: “Senti, parliamone”
Via | Corriere
Fonte foto | TM news
Esce il 16 marzo l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, dal titolo Magnifica presenza, ma si può già vedere il trailer di quest’opera che mischia il passato con il presente, il cinema con il teatro, giovani attori come Elio Germano - che io adoro - Vittoria Puccini e Beppe Fiorello, con una grande del palcoscenico come Anna Proclemer.
Pietro, siciliano gay e 28enne, arriva a Roma con il sogno di fare l’attore, ma nella casa dove va a vivere si trova immerso in una “magnifica presenza” che arriva dritta dal passato: una compagnia teatrale degli anni Trenta che lo spaventa e lo affascina. C’è anche un cammeo di Platinette, nei panni della “Badessa” che guida le sue trans. Penso che in tanti correremo a vederlo.

Altro gay in arrivo al cinema e questa volta ad interpretarne i panni sarà Massimiliano Varrese (sì, il protagonista del videoclip “Luca era gay“… e lo è ancora a quanto pare). E parla del suo ruolo, in concomitanza con l’uscita del film il 25 giugno 2010, e con protagonista Camilla Ferranti:
“Interpreto Sandro, l’amico gay della protagonista, che la sprona ad uscire fuori da se stessa. E cerca in tutti i modi di farle vivere la sua vita. Sandro, invece, vive il dramma di essersi innamorato di un uomo sposato. Ha una vita sospesa”
Lui (Varrese, eh) ovviamente è etero, ha fatto strage di cuori e ora è single e vive con il suo cane Brando. Il suo sogno è lavorare con Ozpetek. E in “Alice” interpreta il migliore amico della protagonista (insicura), dandole consigli (come “Vestiti, depilati, fai qualcosa!”) mentre è sul letto con il suo Mac rosa. Guardate il trailer dai colleghi di cineblog: prenotazione dei biglietti in arrivo?
Foto | Nove.Firenze

Dopo i peni per caso, parliamo oggi dei gay per caso. La foto qui sopra è presa da un annuario scolastico americano: il ragazzo fulvo indossava una maglietta che, tagliata per esigenze di stampa, trasforma l’eagle in fag, finocchio. Mi son così ricordato di una volta che stavo al ristorante con il mio ex e i miei genitori (che ancora non sapevano di me). Sia il mio ex che io stavamo guardando con occhi lascivi un cameriere veramente carino, quando ci giriamo e notiamo che i miei genitori ci stavano guardando e, probabilmente, avevano capito tutto.
A voi è mai capitato di “tradirvi” proprio quando non volevate far sapere di essere gay? Vi è mai capitato di scheccare bellamente e poi imbarazzarvi (come accade, per esempio, nel film Mine vaganti di Ozpetek)?
Foto | BuzzFeed

Ferzan Ozpetek, il regista celebrato dal successo con il recente Mine vaganti, ha parlato di relazioni e legami gay. Il problema, secondo lui non è sulla incostituzionalità delle nozze gay poichè lui è contrario, non ne è interessato anche se rispetta chi ne sente l’esigenza.
Ferzan è critico anche sulla definizione in sé della sessualità (”Non mi piace la definizione di omosessuale od eterosessuale, è riduttiva e discriminante in tema di diritti: non dovrebbero essere decisi in base ai suoi gusti sessuali“) però concorda sulla necessità di unioni di fatto e riconoscimento dei diritti di convivenza:
“Vediamo troppi drammi di persone, a prescindere dal sesso, che dopo anni di vita di coppia alla scomparsa di uno dei due l’altro si ritrova nei guai, senza diritti, senza rispetto. Donna o uomo che siano. E poiché viviamo in un momento di grande tensione, le prime persone su cui si scarica sono gli omosessuali, chi la pelle di colore diverso, chi crede in un’altra religione. C’è persino chi arriva a identificare la pedofilia con l’omosessualità”
E conclude ribadendo la sua convinzione che se una persona religiosa, a qualsiasi credo appartenga, non rispetta il prossimo non è un vero credente.
Foto | Cultura.CronacaCity

Domani, come raccontato nei giorni scorsi, inizierà la 25esima edizione della rassegna cinetografica GLBTQ che ogni anno si svolge in questi anni a Torino. Come ogni manifestazione pensata per un pubblico reale, “da Sodoma ad Hollywood”, non presenta in rete progetti su cui si possa ragionare indi per cui con voi, in questi giorni, mi piacerebbe capire come il gusto della comunità GLBTQ è cambiato.
Che ne dicano alcuni lettori di questo sito, pronti a sottolinearmi l’attenzione dei più giovani alla cultura classica gay, i film che caratterizzeranno la nuova generazione di omosessuale saranno diversi da quelli che hanno formato quella precedente.
Chi oggi ha meno di 25 anni è molto probabile che di Ferzan Ozpetek conosca “Mine Vaganti” e non “Le fate ignoranti”. I ventenni, non appassionati di cinema, che hanno visto un acerbo Hugh Grant in “Maurice” si contano sulle dita di una mano monca.
Nel film Mine vaganti di Ferzan Özpetek (che vi consiglio di vedere nel caso non l’aveste già fatto) c’è una scena in cui Tommaso (Riccardo Scamarcio) urla a suo fratello Antonio (Alessandro Preziosi) che lo esorta a fare coming out:
Tu hai mandato in ospedale papà. Io che devo fare, ucciderlo?
Non dico di più del film per non svelare nulla a chi non l’avesse visto, ma la reazione di Tommaso mi sembra uno spunto interessante: è sempre bene fare coming out? È sempre necessario? O, come dice la zia Luciana (Elena Sofia Ricci), a volte ci vuole più coraggio a stare zitti che a parlare?
Qual è il vostro punto di vista?
Foto | Flickr

Ferzan Ozpetek ha una serie di talenti molto più valida della scelta, sempre azzeccata, degli attori. Il padre delle fate ignoranti, oltre a regalare alla normalità quel tanto di glamour che basta per rendere una storia speciale, sa scegliere i suoni.
Per sottolineare il rumore delle “Mine Vaganti” è stata scelta Nina Zilli, seconda classificata della Nuova Generazione di Sanremo. Pupilla di Red Ronnie, con il quale cocondusse il Roxy Bar di Tmc2, la cantante ha tutte le caratteristiche per essere un’icona per il pubblico omosessuale. Non solo quello maschile.
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Accompagnato dal cast di “Mine vaganti“, Ferzan Okpetek ha parlato della situazione omosessuale in Italia, ma spiegando che il suo film amplia lo sguardo anche al semplice rapporto tra un padre e il proprio figlio:
“Non bisogna mollare, non si deve dare per scontato quel che ci pare di aver conquistato. Noi viviamo in un mondo ovattato, dove tutto è carino e piacevole e tutto è tollerato. Ma fuori non è così. Fuori ci sono figlie lesbiche rifiutate dalle madri, figli gay osteggiati dai padri, se non uccisi, come è capitato qualche anno fa a Siracusa. Un fatto di cronaca che mi impressionò fortemente. Ci sono violenza, intolleranza, ci sono le ronde, i picchiatori, ci sono i bulli che tormentano i ragazzini. Ma il mio non è un film sui gay, è un film sul rapporto tra un genitore e un figlio”
Ferzan confessa anche che in molti, quando lo incontrano, gli chiedono quando farà un film slegato dai temi Lgbt:
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Ed ecco a voi il trailer ufficiale del nuovo film di Ferzan Ozpetek dal titolo Mine vaganti (con tanto di colonna sonora firmata Patty Pravo). Applauditissimo al festival di Berlino il film, ambientato in Puglia, è incentrato su di una famiglia vista attraverso gli occhi di due fratelli (Riccardo Scamarcio ed Alessandro Preziosi), uno dei quali (Scamarcio) è gay.
Il film uscirà al cinema il 12 marzo. Tra gli attori, oltre a Scamarcio e a Preziosi (che, personalmente, mi piace più di Riccardo) ci sono Carolina Crescentini, Nicole Grimaudo, Elena Sofia Ricci, Ennio Fantastichini, Daniele Pecci, Ilaria Occhini, Lunetta Savino, Dario Bandiera.
Dopo il salto, il trailer.
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