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Denver: scuola cattolica esclude figli di coppia lesbica

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Vaticanerie Famiglie Omofobia Mondo

Denver: scuola cattolica esclude figli di coppia lesbica

Partendo dalla difesa del principio che riconosce e valorizza solo i matrimoni tra persone di sesso opposto, una scuola cattolica, in Colorado, ha rifiutato l’ammissione di due bambini, perchè figli di una coppia di lesbiche. La stessa Arcidiocesi di Denver sottolinea con orgoglio la propria decisione:

“I genitori che vivono in disaccordo manifesto con l’insegnamento cattolico in materia di fede e di morale hanno purtroppo scelto, con il loro comportamento, di escludere i bambini”

I bimbi potranno finire la scuola materna ma non iniziare quella primaria. Alcuni docenti hanno informato i media della notizia, mentre altre persone hanno iniziato a protestare, all’esterno dell’edificio, con cartelli con scritto “Cosa farebbe Gesù?” Consiglierei alla Chiesa cattolica, a questo punto, di aggiornare alcuni passaggi della Bibbia per portare avanti, con ancora più diritto, certe teorie e scelte di stampo omofobico. Magari qualcosa come “Lasciate che i pargoli (figli di coppie eterosessuali, sposate, non di gay, lesbiche, nè tantomeno trans) vengano a me”. Gli altri, possono andare a… ?

Foto | BriankSims

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Ferzan Ozpetek per il lancio di Mine Vaganti: "Mai mollare!"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Cinemalandia Omofobia

Ferzan Ozpetek per il lancio di Mine Vaganti: "Mai mollare!"

Accompagnato dal cast di “Mine vaganti“, Ferzan Okpetek ha parlato della situazione omosessuale in Italia, ma spiegando che il suo film amplia lo sguardo anche al semplice rapporto tra un padre e il proprio figlio:

“Non bisogna mollare, non si deve dare per scontato quel che ci pare di aver conquistato. Noi viviamo in un mondo ovattato, dove tutto è carino e piacevole e tutto è tollerato. Ma fuori non è così. Fuori ci sono figlie lesbiche rifiutate dalle madri, figli gay osteggiati dai padri, se non uccisi, come è capitato qualche anno fa a Siracusa. Un fatto di cronaca che mi impressionò fortemente. Ci sono violenza, intolleranza, ci sono le ronde, i picchiatori, ci sono i bulli che tormentano i ragazzini. Ma il mio non è un film sui gay, è un film sul rapporto tra un genitore e un figlio”

Ferzan confessa anche che in molti, quando lo incontrano, gli chiedono quando farà un film slegato dai temi Lgbt:

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Robert De Niro confessa: "Mio padre era gay e mi abbandonò"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Bigodinerie Popular Arte e cultura Mondo

Robert De Niro confessa: "Mio padre era gay e mi abbandonò"

Robert De Niro, impegnato nel remake di “Stanno tutti bene” di Giuseppe Tornatore, nella sua recente biografia curata da John Baxter, confessa un lato della sua vita privata che gli ha arrecato molta sofferenza. Suo padre, pittore, si era dichiarato gay, negli anni Quaranta, lasciando la moglie Virginia Admiral (e madre di Robert), anche lei artista e poetessa.

Morto nel 1993, l’uomo aveva avuto storie conclamate con il poeta Robert Duncan, lo scrittore Tennessee Williams e il pittore Jackson Pollock. Così, venne educato e cresciuto esclusivamente dalla madre e si ritrovò, a 18 anni, ad essere quasi padre stesso di suo padre, che aveva abbandonato tutti e tutto per assecondare la sua vera natura.

Una confessione che Robert ha fatto con fatica, essendo di solito sempre molto riservato, sottolineando la mancanza di una figura paterna che non ha mai avuto accanto, da ragazzo. E, facendo pace con se stesso e con il suo passato.

Fonte | IlGiornale

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Al processo sulla Proposizione 8, la testimonianza di Ryan Kendall, obbligato a frequentare corsi per diventare etero

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Vaticanerie Omofobia Mondo

Al processo sulla Proposizione 8, la testimonianza di Ryan Kendall, obbligato a frequentare corsi per diventare etero

In California sta tenendo banco in questi giorni il processo sulla Proposizione 8, di cui vi abbiamo dato alcuni resoconti sulle testimonianze portate in aula. Tra queste, ha assunto molto interesse quella di Ryan Kendall, un ragazzo 26enne costretto a ricoverarsi per una “terapia di guarigione” per renderli nuovamente etero. Il testimone ha raccontato di aver raccontato ai suoi genitori (profondamente cristiani) di essere gay all’età di 13 anni. Così, è stato ha subìto la scelta di questa metodo di cura per quasi due anni, mentre er aun teenager, e quindi mandato a vedere un terapista cristiano e alla Associazione Nazionale di Ricerca e Terapia dell’Omosessualità (NARTH). Ha testimoniato che questa terapia l’ha portato a pensare intensamente al suicidio:

“Ricordo mia madre che mi fissava e mi diceva ‘Brucerai all’inferno!’. Sapevo di essere gay, come so di essere basso e metà ispanico. Non avrei mai pensato che questo avrebbe cambiato le cose”

Interrogato anche dalla controparte, il ragazzo ha ammesso candidamente che dalla sua esperienza personale, nessuna delle persone presenti era in quei luoghi per una propria scelta, ma spesso costretti. Ha quindi ribadito come sia assurdo pretendere che una persona diventi eterosessuale: è entrato da omosessuale e allo stesso modo ne è uscito da quel percorso doloroso e colmo di sofferenza ed umiliazione. La madre, in uno dei suoi violenti litigi col figlio, gli aveva anche gridato che avrebbe preferito abortire se solo avesse saputo che suo figlio sarebbe stato gay. Fino a che punto l’essere gay può portare due genitori a ferire e far del male così gratuitamente al sangue del proprio sangue? Dov’è finito l’amore?

Foto | IndieWire

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Arkansas: a 10 anni Will non giurerà fino a quando i gay non avranno gli stessi diritti di tutti

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Cronaca Mondo

Arkansas: a 10 anni Will non giurerà fino a quando i gay non avranno gli stessi dirittiArriva dall’Arkansas una storia che sembra più l’incipit di un film surreale o di una favola. Tutto è iniziato circa un mese fa, quando Will, un bambino di dieci anni, insieme ai suoi compagni di classe della West Fork, doveva alzarsi in piedi per prestare giuramento sulla bandiera americana. Tutti l’hanno fatto. Lui no. I giorni passavano ma il suo rifiuto restava tale. E quando l’insegnante, dopo l’ennesimo tentativo, ha perso la pazienza, Will, con flemma, gli ha risposto: “Con tutto il rispetto… vada e si butti dal ponte”.

Chiamata la madre e costretto a scrivere un tema come punizione, in cui spiegare il motivo di tale comportamento, il bambino alla fine si è spiegato, parlando anche con l’Arkansas Times. Ha ammesso di essere cresciuto in una famiglia etero, ma di aver partecipato a molti eventi di orgoglio gay e di avere molti amici di famiglia gay. E ha intenzione di giurare sulla bandiera, solo quando gay e lesbiche avranno gli stessi diritti di tutti:

“Non penso che oggi ci siano libertà e giustizia per tutti. Libertà di parola. Libertà di non essere d’accordo. Penso che essere americani voglia dire questo”.

Foto | Wordwrite

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Florida: Donna muore per aneurisma ma l'ospedale non permette alla compagna di vederla. E il tribunale chiude il caso

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Lesbo e altre catastrofi Cronaca Mondo Salute

Florida: Donna muore per aneurisma ma ospedale non permette alla compagna di vederla. E il tribunale chiude il caso
Ad una donna lesbica, a cui è stato impedito di visitare la propria compagna in fin di vita e che aveva denunciato la struttura sanitaria, il tribunale ha chiuso il caso presentatogli. Janice Langbehn ha citato il Jacskon Memorial Hospital, a Miami, per non averle permesso di vedere Lisa Pond (a destra, nella foto), 39enne, sua compagna da ben 17 anni. La donna è stata vittima di un fatale aneurisma al cervello, il 18 febbraio 2007. E Janice ha dichiarato che un assistente non le ha voluto concedere l’autorizzazione per vedere la partner, morta poi da sola il giorno dopo.

La coppia, che ha inoltre tre figli adottivi, era in vacanza ai Caraibi, in una crociera gay-friendly, quando la Pond si è sentita male. La Langbehn e i bambini non sono potuti entrare per restare accanto a Lisa, nelle sue ultime ore di vita, e i funzionari dell’ospedale, da quanto racconta, le hanno ricordato che si trovava in una città e in uno stato anti-gay.

Dopo aver atteso ben 8 ore, a Janice è stato concesso di entrare solo per 5 minuti, mentre un prete le dava l’estrema unzione. Da qui, la decisione di intentare una causa contro l’ospedale. Ma il Tribunale per il distretto sud della Florida deciso di chiudere il caso, dal momento che l’ospedale non ha nessun obbligo nel permettere ai visitatori di poter incontrare i propri pazienti. Infine, non c’è stato alcuna costrizione nel provvedere alle famiglie dei pazienti o visitatori con accesso a ricoverati nell’unita traumatologica. Il tribunale ha però concesso alla famiglia Langbehn-Pond di rivedere la decisione e di considerare tutte le opzioni legali.

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Trentino: Uno su tre è favorevole ai matrimoni gay

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Citizen Gay Famiglie Cronaca

Trentino: uno su tre favorevole ai matrimoni gay Nel nord est, una persona ogni quattro ritiene che due persone dello stesso sesso (unite legalmente) possono formare una famiglia: la percentuale di persone favorevoli ai matrimoni gay si alza fino al 33% in Trentino. Il sondaggio è stato rappresentato dalla popolazione, su un totale di 1005 campioni, in età superiore ai 15 anni.

Il secondo quesito, che domandava se una coppia di conviventi omosessuali possa essere considerata una famiglia, la percentuale scende al 26,9 nel Trentino, 23,5 nel Veneto e 22,9 nel Friuli. Sembra infatti che per il 54% degli intervistati sia importante sposarsi per poter formare una famiglia, ma un elevato 44,4% pensa che sia sufficiente convivere. Sembra sempre meno “sacro” il vincolo del matrimonio, poichè solo 2 persone su 10 credono ancora nelle nozze religiose. Appare quindi in ascesa la convinzione che un’unione meno stabile e perenne, come vivere insieme sotto le stesso tetto, sia tra le opzioni preferite dai cittadini intervistati.

E i dati dimostrano inoltre che vi è stato un incremento significativo delle persone favorevoli ai matrimoni gay, quasi 1/3 della popolazione del nord-est, con una variazione rispetto al 2006 di 5 punti percentuali. Solo una persona su quattro comunque ritiene “famiglia” una coppia gay unita senza regolazione legislativa, sebbene siano propensi affinchè ogni coppia omosessuale possa essere “ufficializzata”. Che ne pensate? Dati positivi oppure numeri e accettazione ancora troppo bassi?

Foto | SpringfieldNow

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Psicoterapia non "guarisce" alcun orientamento sessuale

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Citizen Gay Culture Famiglie Cronaca Mondo Salute

Non si "guarisce" un gay con la psicoterapia Gli psicologi dell’American Psychological Association, durante l’incontro annuale, hanno sottoscritto un documento, intitolato “Resolution on appropriate affirmative responses to sexual orientation distress and change efforts”, nel quale hanno stabilito, una volta per tutte che:

“L’orientamento sessuale non puo’ cambiare con un percorso psicoterapeutico, quindi gli psicologi dovrebbero astenersi dal consigliare agli omosessuali e alla loro famiglie dei percorsi terapeutici per risolvere il ”problema” e tornare ”normali” “

Inoltre nel loro studio, consigliano ai famigliari di non ritenere l’omosessualità come una malattia o un disturbo, nè tantomeno di rivolgersi a specialisti per una psicoterapia: è necessario solamente un eventuale sostegno educativo e sociale che fornisca informazioni accurate sulle tendenze sessuali, appoggiandosi alle famiglie e alla scuola. Che qualche fanatico religioso (e non solo) apra le orecchie…

Foto | Repubblica

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Franceschini: le coppie di fatto non sono una famiglia. La replica di Paola Concia

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Camp Attack Citizen Gay Famiglie Cronaca

Franceschini: coppie di fatto non sono una famiglia La dichiarazione di Franceschini all’Unità ha fatto tuonare il mondo lgbt: ha affrontato il tema delle coppie di fatto, diversificandole dal concetto di famiglia e toccando anche il delicato argomento delle adozioni:

“Sul riconoscimento delle coppie di fatto c’è una posizione che è stata portata in parlamento piu volte e che io condivido: è il riconoscimento delle coppie di fatto, che in base al nostro ordinamento costituzionale sono una cosa diversa dalla famiglia, ma devono avere riconoscimento e diritti. Le adozioni sono una cosa diversa, perché nelle adozioni c’è una terza persona, che è la più debole, che ha il diritto di avere in modo naturale un padre e una madre di sesso diverso. E l’adozione è un atto che deve essere riconosciuto dalla legge, penso che in questo caso la legge debba tutelare prima di tutto il diritto del meno protetto, che è il minore adottato”

Il segretario del Pd ha generalizzato un argomento molto delicato, esponendo una propria idea sul concetto di famiglia che a molti è sembrato poco rispettoso per ogni cittadino, e non solo per gay e lesbiche: chi è lui per poter dire cosa sia una famiglia? Perchè ribadire un’opinione discutibile, toccando anche l’argomento delle adozioni e ribadendo il concetto di due genitori di sesso opposto? Le sue parole in merito a questo argomento, sopratutto il passaggio “tutelare prima di tutto il diritto del meno protetto” sembra voler ostentare il “pericolo” che un bambino adottato possa correre nell’avere due genitori dello stesso sesso. Dura la reazione della collega Paola Concia:

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Oltre l'arcobaleno: la storia di Daniela e Marica, questa sera su Rai Tre

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Over the rainbow Alessandro Robecchi presenterà questa sera, su Rai Tre, alle 23,30 il documentario Over The Rainbow di Maria Martinelli e Simona Cocozza, nel quale si parla del diritto di paternità/maternità per le coppie omosessuali.

Cosa fa più paura delle coppie omosessuali? Il fatto che venga sminuito un ruolo gentoriale? E il ruolo dei genitori è anche quello esclusivamente “maschile & femminile” oppure la società è pronta ad uscire da questo schema rigido?

La nostra brava Egizia aveva intervistato anche la coppia protagonista, Marica e Daniela, che spiegava come da tempo stessero cercando di avere un figlio attraverso l’inseminazione assistita, ovviamente all’estero, perchè in Italia ciò non è possibile. Il documentario, trasmesso in forma ridotta questa sera, ha già partecipato a numerosi festival e rassegne.

Foto | FamiglieArcobaleno

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