Ecco un articoletto di tal Rita Occidente Lupo pubblicato su Pontifex (giornale online nato dalla scissione – per motivi di satanismo, giochi d’azzardo e via dicendo – di Petrus) che commenta (con un po’ di ritardo) l’apertura delle forze amate spagnole ai trans. Più che un articolo sono frasi, collegate tra loro dall’argomento generale, ma non da un discorso logico interno. Comunque, ve ne offriamo un florilegio, nel caso vogliate leggere un po’ di amenità nel week end.
La progressista Madrid amplia le fila delle Forze Armate anche ai trans. Un vero e proprio scoop per le carriere dei più grintosi maschilisti in uniforme. La divisa, come detta l’anagrafe. Tant’ acqua sotto i ponti. Da quando occorreva essere severamente a posto nel fisico. Apparato genitale compreso. Con il sesso ben determinato.
Questo è il prologo. Punto. Capito? Punto.
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Dopo la vicenda di Aitor G. R., il transessuale spagnolo che si è visto negare l’arruolamento nell’esercito per la mancanza di pene e testicoli, il governo si è dato da fare e da oggi in Spagna anche le persone transessuali potranno far parte dell’esercito. L’ordine ministeriale è firmato dalla vicepremier María Teresa Fernandez de la Vega e permette l’arruolamento anche di tutti coloro che sono privi dell’organo genitale maschile
Secondo fonti militari nelle forze armate spagnole ci sarebbe da anni una transessuale che non avrebbe mai subito discriminazioni, né nell’arruolamento né nello svolgimento delle mansioni.
Come dicono i due facoceri alla mamma giraffa in uno spot televisivo: “Quanto sei avanti!”.
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L’Armada che ha il record dei golpe cambia e accoglie anche i gay: succede in Argentina, dove la presidente Cristina Elisabet Fernández de Kirchner (in foto) ha promulgato la riforma dell’esercito approvata lo scorso agosto dal Parlamento. Con questa riforma vengono chiusi i tribunali militari, viene eliminata la pena di morte e gli omosessuali potranno far parte delle Forze armate.
La nuova legge è una novità assoluta in America latina e rappresenta un significativo passo avanti nella normalizzazione della vita dei militari in Argentina, normalizzazione che va avanti con i processi giudiziari ripresi dal 2004 per i crimini dell’ultima dittatura (1976-1983).
Via | Il Manifesto
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Sembra che Barack Obama non abbia tardato a rispondere alle preoccupazioni che venivano mosse da alcuni giornalisti circa i suoi programmi riguardanti i diritti di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali americani.
Il sito della Casa Bianca, rinnovato in occasione del giorno dell’insediamento del nuovo presidente, presenta infatti nella sezione dedicata ai diritti civili un ampio paragrafo intitolato “Support for the LGBT Community” che ha già generato le aspre critiche dei più ultraconservatori gruppi cristiani che, con l’ormai nota American Family Association in testa, sostengono che l’agenda presidenziale circa i diritti civili non sia altro che “un pretesto per promuovere e sostenere il criminale comportamento sessuale deviato dell’omosessualità“.
Obama, in coincidenza del quarantennale dei moti di Stonewall che ha più volte richiamato durante i suoi discorsi ricordando che c’è ancora tanto lavoro da fare per garantire pari diritti e pari dignità alla popolazione LGBT, propone nella sua ricca agenda, senza più mezzi termini, di allargare alla giurisdizione federale i reati legati alla discriminazione per orientamento sessuale, insieme a quelli legati alla razza, alla religione ed alla disabilità, impegnandosi a combattere la discriminazione di gay e lesbiche sui luoghi di lavoro e a supportare l’approvazione di leggi che regolino le unioni civili in tutti gli stati. Il neopresidente ribadisce inoltre il suo secco no al divieto di matrimonio per le coppie omosessuali alle quali è convinto si debba garantire la possibilità di adozione. Inoltre l’esercito dovrà dimenticare l’ormai celere politica del “Don’t Ask-Don’t Tell” mentre durante il primo anno di presidenza è prevista non solo una nuova massiccia campagna di prevenzione all’Hiv, ma anche una campagna di sensibilizzazione contro la discriminazione e la tristemente intramontabile emarginazione delle persone sieropositive.
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Dopo la frase: “Meglio fascista che frocio”, dopo le liti per i posti parlamentari che definisce piccionaia, Alessandra Mussolini ci illumina con nuove informazioni su suo nonno, Benito.
Prima di tutto, Benito Mussolini non odiava i gay. Molti erano - e forse sono - gli amici gay di famiglia (scia carfagna-tatangelesca). Però, il suo nonnino ha mandato molti gay al confino. E lei osserva:
“Non nego affatto il dato storico ma dipingere la famiglia Mussolini come omofoba è sbagliato”.
Ebbene, visto lo scalpore suscitato, qui e altrove, dalle disgraziate dichiarazioni di Del Vecchio, ecco che il Popolo delle (voraci, veraci, ma non veritiere) libertà, accorre a preparare la controffensiva populista. E stavolta di gran carriera con un emulo del generale. Ma le capacità strategiche dell’uomo a cavallo le conosciamo bene.
E allora ecco Roberto Speciale. L’ex Comandante Generale della Guardia di Finanza, quello del caso Visco, gioca con Berlusconi, che lo ha candidato in Umbria alle elezioni 2008. Ovviamente non ha nulla a che fare con l’Umbria. “Mi sono candidato, perché il Pdl rappresenta i valori ai quali sono stato educato dai salesiani”. Orrore.
Dio, Patria e Famiglia, ma anche legalità, sicurezza e impresa. C’è da stupirsi. «Io qui sono venuto a combattere. La situazione è difficile, ma sono uno che non ha paura di nulla e di nessuno», aggiunge il generale. Ray-Ban scuro, tolleranza zero. «Tolleranza sotto zero con gli immigrati, ovviamente. Serve qualcosa di più della Bossi-Fini».
Continua a leggere: Speciale e i gay. Soprattutto intelligenti.
Il Del Vecchio-pensiero recita così: “ I gay nell’esercito sono inadatti”. Del fatto in sé non ci stupiamo, ma che qualcuno lo dica apertamente invece è scandaloso. Il generale candidato nelle file del Partito democratico lo ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Klaus Davi per KlausCondicio, su YouTube.
Ovviamente Grillini ha replicato: «Che le strutture militari siano omofobe, e, più i generale, sessuofobe è risaputo, le strutture gerarchiche e maschiliste, soprattutto in condizioni di mono-sessualità, tendono a riprodurre un modello di maschilismo autoritario. Tuttavia il mondo è fortemente cambiato - ha aggiunto Grillini - e Del Vecchio non se ne è accorto». E poi Grillini ricorda che «in Inghilterra, ad esempio, sui giornali gay si promuove l’arruolamento nella marina, e l’esercito israeliano, poi, arruola senza difficoltà gli omosessuali».
Chi di noi, almeno una volta, non ha costruito una serie di infrastrutture utili solo per evitare di chiedere al prossimo scusa. Inutile negarlo: ammettere un errore è sempre faticoso; non farlo, però, è quanto di più infantile ci possa essere.
Per la serie “meglio tardi che mai” il portavoce del Ministero della Difesa, il comandante Phil Sagar, durante un’intervista radiofonica ha chiesto pubblicamente scusa ai gay e alle lesbiche che sono stati cacciati (prima del 2000) dall’esercito a causa del proprio orientamento sessuale.
Con l’età certi errori dovrebbero essere riconoscibili più facilmente. Perché i nostri vecchi governanti invece che fare pubblica ammenda ci costringono ad una vecchiaia che di civile ha solo (forse) il fondo pensionistico?!
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Il 14 maggio 1631 il Conte di Castlehaven, Inghilterra, Merwyn Toucet, è decapitato perché colpevole di sodomia nei confronti di un suo servo ed anche per averne violentato la moglie.
Il 15 maggio 1982 c’è stata una manifestazione del movimento gay a carattere nazionale. Il giorno dopo, il Sindaco di Roma, Ugo Vetere, rinnova la promessa di dare una sede alla comunità della capitale.
Il 16 maggio 2005 Pasquale Quaranta (foto) ed un suo amico vengono aggrediti a Battipaglia (Salerno) perché passeggiano tenendosi per mano. Il pestaggio è filmato dalla troupe TV di Lucignolo, ma nonostante le prove schiaccianti, nessuno degli aggressori verrà incriminato.

A tutti, almeno una volta dal conseguimento della patente di guida, è capitato di incontrare sulla propria strada una persona anziana meno pericolosa per la società come nonno vigile piuttosto che come autista.
Dopo una certa età, riflessi permettendo, certe attività (come ad esempio la politica) andrebbero evitate.
La doverosa premessa è stata fatta per parlarvi di una degli ultimi provvedimenti presi dal Senatore John McCain (fotomontaggio, 71 anni il prossimo 29 agosto).
In una lettera al “Servicemembers Legal Defense Network”, il politico (conservatore) ha fatto sapere che per lui l’aperta omosessualità all’interno dell’esercito, è un intollerabile rischio per la morale, la coesione e la disciplina.
La difesa pubblica della legge “don’t ask, don’t tell” (secondo la quale i gay e le lesbiche possono far parte dell’esercito purché non dichiarino pubblicamente il proprio orientamento sessuale) arriva ad un anno di distanza dalla pubblicazione di una scomoda verità: il Pentagono a causa di questa legge omofoba avrebbe speso circa 363 milioni di dollari.
Cosa ci si può fare con tutti questi soldi? La ricostruzione di New Orleans, per esempio? Forse. Finché ci si muoverà solo contro il nemico, senza ricordarci dell’amico (…del prossimo) non potremmo saperlo.