Tutti gli articoli con tag enrico oliari

"Contaci" Campagna per il censimento sulle coppie di fatto omosessuali

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack Famiglie


Per la verità non è la prima volta che qualcuno, forte della sua prerogativa, prova ad eliminare porzioni di verità su quella che è la popolazione italiana, sulle nuove formazioni familiari, sulla comunità omosessuale e transessuale , sui gusti e sulla vita degli stessi. Chi dovrebbe ascoltare, registrare e pubblicare, lascia che quella porzione di società importante crolli nell’oblìo del nulla, della dimenticanza delle insolubili negazioni. Il bigottismo si annida spesso dove non dovrebbe esserci o dove non esiste ragione per alimentarlo. Stiamo parlando dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica che nella precedente rilevazione del 2001 diede la possibilità alle coppie gay, lesbiche e transessuali che formavano famiglia, di contarsi. Poi, al momento di rendere pubblici i dati, non venne fuori nulla. Quelle informazioni sparirono.

A chiedere ora che quel brutto pasticcio non si abbia a ripetere, dopo un altro invito della Voce è il portale “Gay.it” che ha lanciato la campagna Contaci: un appello alla dirigenza Istat al quale hanno già dato la loro adesione numerose personalità della cultura e dello spettacolo e qualcuno della politica, come Maurizio Costanzo, Daniele Scalise, Enrico Oliari, Sergio Rovasio e tanti altri. Ma serve anche quella nostra e vostra. In questi mesi, l’Istat, sta preparando i questionari da sottoporre a tutti i cittadini presenti nel nostro territorio, in vista del nuovo censimento che si svolgerà il prossimo anno. Dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it

“Le coppie gay e lesbiche rappresentano un fenomeno sociale e il compito dell’Istat è proprio quello di prendere atto e di rilevare i fenomeni sociali. La statistica è una scienza e come tale deve essere imparziale e stare alla larga dalle valutazioni che delle coppie omosessuali danno parti politiche, concezioni etiche o fedi religiose, per quanto importanti possano essere”.

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Enrico Oliari risponde alle parole di Francesco Zanardi: "Lo sciopero della fame non porta da nessuna parte ed è solo protagonismo"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Movimento Nozze e dintorni Cronaca

Enrico Oliari risponde alle parole di Francesco Zanardi: "Lo sciopero della fame non porta da nessuna parte ed è solo protagonismo"

Enrico Oliari era stato citato da Francesco Zanardi nell’intervista esclusiva che Queerblog ha voluto pubblicare per voi lettori. Come tante altre associazioni, era stato “accusato” di aver usato indifferenza e non aver appoggiato la decisione dello sciopero della fame della coppia gay. E ora, lui risponde alle provocazioni, cercando di spiegare il proprio punto di vista e ribadendo la sua contrarietà ad una simile scelta:

“Vi è la protesta di Francesco Zanardi, Manuel Incorvaia e “Cris Gi Bari”, fatta di un mix di scioperi della fame, comparse televisive, denuncie di immobilismo rivolte alle associazioni e molta ingenuità, ovvero un’azione estremamente violenta sotto il profilo culturale, ma che di certo non rappresenta il guadagno di nemmeno un centimetro sulla strada verso la meta”

Oliari non condivide e non concorda sulla scelta dei due, nemmeno per la loro decisione individuale d’agire:

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Intervista esclusiva a Francesco Zanardi, in sciopero della fame per i diritti gay" Paola Concia mi è sempre vicina, quasi tutte le associazioni Lgbt ci hanno abbandonati"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Homosexual Intifada Cronaca Salute Storia gay

Francesco Zanardi

Come è lo stesso Francesco Zanardi a farmi notare per telefono, il telegiornale è più interessato a parlare dello sdradicamento di una grande quercia per ampliare un’autostrada, piuttosto di parlare della decisione di digiunare da parte di due cittadini italiani che cercano solamente di calendarizzare le unioni civili. Ed è, ahimè, una triste ed innegabile realtà.

I giornali e le televisioni sembrano aver dimenticato (o rimosso) che un uomo non sta più mangiando da circa tre settimane per ottenere un diritto sacrosanto che in altri Paesi è, invece, già stato concesso. Spesso si leggono le notizie di avvenimenti esteri che ci fanno inorridire, ma non abbiamo l’obiettività di renderci conto come, in Italia, proprio da noi, la censura di certe richieste legittime, avvenga sotto gli occhi di tutti.

Ho chiamato Francesco questa mattina al cellulare per avere un’intervista, per cercare attraverso questo blog di dare voce e risonanza ad una scelta coraggiosa che deve, continuamente, essere supportata e compresa. Mi ha risposta una persona disponibile a parlare a cuore aperto, a raccontare la propria storia e ad ammettere delusioni o solidarietà che ha incontrato in questa sua sofferta, ma determinata, scelta. A voi lettori, le parole di Francesco Zanardi:

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L'amore tra Aristej e Stefan in Oltre, romanzo gay di Vincenzo Perrellis

pubblicato da Robo in: Libri

Copertina del libro Oltre di Vincenzo PerrellisCon una dedica ai genitori che gli hanno insegnato ad essere libero inizia il romanzo Oltre di Vincenzo Perrellis, da poco in libreria per i tipi della Pellegrini editore. Il romanzo affronta il tema dell’amore gay nel Cinquecento in una comunità albanese della Calabria

“Era comune tra maschi, durante l’adolescenza, cercare il confronto, scoprire la maturità sessuale, dimostrata e sancita attraverso rapporti che assumevano il valore di riti iniziatici. Con la maturità avrebbero rinnegato il disordine della natura umana per adattarsi all’ordine sociale. I coetanei, già da diverso tempo, si scambiavano commenti sulle ragazze […] Tra Stefan e Aristej era diverso. Erano entrambi ventunenni e i giochi segreti continuavano regolarmente […] La lotta libera era l’occasione più adatta per esaltare la virilità e rotolare i corpi sudati sulle rive di torrenti bordati da sambuchi e ginestre dall’odore intenso” (pag. 18)

Stefan e Aristej, quindi, non vogliono rinnegare il disordine della natura umana né adattarsi all’ordine sociale, ma desiderano vivere il loro amore, fino alle estreme conseguenza. Ci siamo soffermati a parlare del libro con l’autore, Vincenzo Perrellis.

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Flop della manifestazione a sostegno della coppia gay che digiuna per ottenere diritti

pubblicato da Robo in: Movimento Nozze e dintorni Citizen Gay

Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia

La manifestazione di sostegno per Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia – che, ricordiamo stanno facendo lo sciopero della fame per ottenere risposte dai vertici dello stato, in merito alle varie proposte di legge per regolare le unioni gay – tenutasi ieri sera a Roma, è stata un buco nell’acqua: pochissimi partecipanti. Come purtroppo (troppo) spesso accade in Italia, il movimento gay è diviso e pare che ognuno sia interessato solo a portare acqua al proprio mulino.

C’è anche chi non ha partecipato alla manifestazione di sostegno perché non concorda con la strategia politica della coppia. Tra questi, Enrico Oliari, presidente di GayLib, che in un comunicato stampa, espone il suo punto di vista:

“Non concordo con la strategia politica di Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia di digiunare per ottenere il matrimonio gay, poiché sono convinto che, accanto alla condivisibile lotta di principio, vi siano un sensazionalismo ed un personalismo fini a sé stessi. I due ragazzi di Savona hanno sempre agito in modo autonomo ed improvviso, pretendendo l’appoggio delle associazioni tramite comunicati stampa e solo a iniziativa decisa. Non è così che si fanno le cose. Credo infatti nella lotta coltivata con il dialogo e con la sensibilizzazione e, come giustamente ci disse lo stesso presidente Fini, portata avanti con la dovuta gradualità, specie se si tiene in considerazione della complessità del nostro tessuto sociale”.

Da un lato, quindi, abbiamo il desiderio di una coppia gay (e di molte altre, a dire il vero) che lotta per coronare il proprio sogno; dall’altro ci sono le associazioni gay che portano avanti una politica (più o meno condivisibile) che è fatta anche di compromesso. In tutto questo, dove si collocano i lettori di Queerblog?

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Chi è stata la migliore amica dei gay nel 2009? Mara Carfagna

pubblicato da Robo in: Movimento Cronaca

Chi è stata la migliore amica dei gay nel 2009? Mara Carfagna

Il direttivo di GayLib – gay e lesbiche di centrodestra – ha eletto Mara Carfagna come migliore amica dei gay per l’anno 2009. Secondo Enrico Oliari (in foto con il ministro e membri del direttivo dell’associazione di cui è presidente), Mara Carfagna:

“sta dimostrando una dedizione e un’apertura verso le esigenze delle persone gay e delle coppie omoaffettive che nessun ministro di nessun governo precedente aveva mai mostrato. GayLib da ormai tre anni sta propugnando nel centrodestra l’idea di una proposta di legge, alternativa a quelle presentate dal centrosinistra, che tuteli specificamente le coppie omoaffettive. Il ministro Carfagna ha avuto la sensibilità di incontrarci e ascoltarci per poi dire quella parola in più che nessun ministro di centrosinistra ha mai pronunciato. Da parte dei predecessori del ministro Carfagna, infatti, abbiamo sentito solo contorsioni verbali e concettuali su diritti da dare ai singoli o, peggio, alle nonnine che vivono insieme. Mara Carfagna, invece, con una frase semplice, all’inizio di un nuovo anno, ha affermato il concetto che, da tempo, ogni ministro delle Pari Opportunità avrebbe dovuto mettere in campo a tutela dei diritti per le coppie gay”.

Il direttivo di GayLib si dichiara grato al ministro Carfagna ed è orgoglioso “di poter affermare, ancora una volta che ci sentiamo pienamente rappresentati dal nostro ministro delle Pari Opportunità”. E voi vi sentite pienamente rappresentati dal ministro Maria Rosaria Carfagna?

Foto | GayLib

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Omosessuali? Compagni che sbagliano. Intervista ad Enrico Oliari

pubblicato da Robo in: Libri

Copertina del libro Omosessuali? Compagni che sbagliano di Enrico OliariÈ da pochi giorni in libreria il nuovo libro di Enrico Oliari – presidente di GayLib e, come sostiene, coniatore del termine omoaffettivo – dal titolo Omosessuali? Compagni che sbagliano. Omosessualità e comunismo: ciò che non bisogna sapere. Il libro – edito da Prospettiva – oltre a ripercorrere le tappe del rapporto tra il comunismo e gli omosessuali (con l’omofobia comunista più violenta di quella cattolica), presenta varie testimonianze ed interviste tra cui quelle a Fausto Bertinotti, Franco Grillini, Luciano Lanna e Angelo Pezzana.

Enrico Oliari – autore anche de L’omo delinquente. Scandali e delitti gay dall’Unità a Giolitti – parla di questa sua ricerca con noi di Queerblog.

Perché questo libro?
Io penso che noi gay per pretendere i nostri diritti dobbiamo essere comunità, per essere comunità dobbiamo dimostrare di avere la nostra storia e quindi di non essere un fenomeno passeggero figlio di questi tempi marci. La storia, quella con la “S” maiuscola, deve avere due caratteristiche, cioè l’essere vera e completa: la storia gay che conosciamo noi, quella che ci riguarda, è molto lacunosa ed assai influenzata dalle ideologie. Sappiamo tutto, ad esempio, sul cosiddetto “omocausto” nazista, sulle persecuzioni fasciste, ma nulla su quanto accadde nei paesi socialisti, per certi versi più grave. Come neppure siamo informati su come vedeva il comunismo italiano gli omosessuali e l’omosessualità, nonostante l’omofobia comunista fosse assai più violenta di quella cattolica. Si pensi, ad esempio, ad un giovane operaio gay di Mirafiori degli anni Cinquanta: nel momento in cui era scoperto il suo orientamento omosessuale, egli veniva espulso dal partito e quindi condannato alla morte sociale. O ai confinati politici sotto la dittatura fascista, ai quali veniva raccomandata dal partito la masturbazione per non cedere all’omosessualità, oltre che l’allontanamento e l’isolamento di eventuali omosessuali. Esisteva insomma nel PCI una sorta di “moralità socialista” che voleva i gay afflitti da un male borghese o dalla perversione, per nulla rispondenti a quell’Uomo Nuovo che si auspicava. Con questo studio ho voluto colmare un vuoto avvalendomi dell’arma dell’obbiettività e nel contempo invitare la comunità omosessuale e non solo a non dimenticare, specialmente nella Giornata della Memoria, tutte le vittime di tutti i regimi, ovvero i gay perseguitati e morti sotto Stalin, Mao e il Che, al pari di quelle di Hitler. Altrimenti si tratterebbe di mera speculazione politica.

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Este: biblioteca e siti gay. Parla Alberto Ruggin

pubblicato da Robo in: Omofobia Internet

Una bibliotecaDopo aver dato la notizia del blocco dei siti gay da parte della Biblioteca Civica d’Este e aver approfondito l’argomento con il post di Marco sulla politica aziendale della consultazione dei siti gay in ufficio, torniamo sull’argomento dando la voce ai diretti interessanti, più che affidarci ad agenzie di stampa.

Enrico Oliari, presidente di GayLib, così ci racconta l’accaduto, riportandoci i siti che non si aprivano, come richiesto da qualche utente qui su Queerblog:

“Alberto si era recato in biblioteca perché gli si era guastato il computer di casa. Il suo scopo era quello di aggiornarsi sulle informazioni gay e, come da sua abitudine, voleva leggere vari giornali gay on line. Il nostro funzionava correttamente, ma mettendo Gay.it e Gay.tv si è accorto della censura. Altri siti, come Gaynews, erano bloccati parzialmente, ovvero si potevano leggere gli articoli ma non si aprivano le foto. Il giorno dopo si è recato sul posto con il giornalista de Il Mattino, Nicola Cesaro e lui ha fotografato tutto, al punto che le foto erano sul giornale. Il giornalista è andato con lo stesso computer su diversi siti porno etero, con esito ben diverso: nessuna censura”.

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