Tutti gli articoli con tag diritti civili

"Non si può dare del gay a un altro". Le reazioni del mondo lgbtq alla sentenza della Cassazione.

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack


Il coro del mondo lgbt italiano è unanime (o quasi): la sentenza della Corte di Cassazione emessa ieri è un passo importante e una vittoria non solo per colui che si era rivolto ai tribunali, ma per tutto il movimento e per le sue battaglie. Probabilmente pesa molto l’attesa del 23 marzo, quando un’altra sentenza, importantissima, dovrà essere emessa sui ricorsi di alcune coppie omosessuali che si son viste negare il diritto a celebrare pubblicamente la loro unione. L’attesa per questa nuova sentenza è molta, fuori e dentro la comunità lgbt italiana, perché da lì, dicono in tanti, può partire una nuova primavera dei diritti o l’arresto e la disillusione che in Italia non c’è spazio per le coppie di fatto omosessuali. E si dovranno trovare nuove strategie politiche e giuridiche.

Intanto quel che è accaduto ieri ha svegliato, in qualche modo, i mass media che, in casi come questi, ci si fiondano come api al miele. Il Corriere della Sera, ad esempio, ha intervistato un uomo di alta dignità come Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e ora eurodeputato del Pd. Crocetta è sempre stato un uomo che ha difeso e protetto la sua omosessualità, così come ha difeso e protetto la sua politica dagli sgherrami della mafia che lo voleva e lo vuole eliminato dalla terra. Del perché, hanno fatto bene i giudici, si dice assolutamente d’accordo:

“Assolutamente. Ma non solo per una generica difesa degli omosessuali come categoria a diverso orientamento sessuale. Per una questione di rispetto dell’individuo. Io posso essere gay e dirlo a tutti, come ho fatto io, ma posso esserlo e non volerlo dire a nessuno, condurre una vita dignitosa senza sbandierarlo ai quattro venti […] Anche se viene scritto in una lettera privata e si fa riferimento a episodi del passato di una persona si manca di rispetto. È la mia vita privata, siamo nella sfera della privacy. Qui è chiara la volontà dispregiativa. Perché devo essere definito gay se non voglio?”.

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Chi sono i candidati lgbt alle elezioni regionali

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack

Chi sono i candidati lgbt alle elezioni regionaliCon tutto quello che in questi giorni sta accadendo intorno alle liste per le elezioni regionali, verrebbe voglia di mandare al diavolo tutto e tutti; credo mai si era vista una cosa simile, con i tribunali a redimere tra i contendenti e il governo che decreta, i politici che si scagliano contro la presidenza della Repubblica, le piazze e il disastro. Che baillamme; che paese dei campanelli. Ma il voto è un diritto-dovere da esercitare; è il fondamento democratico di ogni paese civile, il suo alfa. Le regole devono valere per tutti e tutti i cittadini devono poter esercitare il loro diritto di voto. Certo, sibilla qualcuno, chissà cosa sarebbe accaduto; chissà se il governo si fosse speso così velocemente a decretare se il guazzabuglio sarebbe venuto dal centrosinistra. Chissà!

Noi, intanto, teniamo ad informarvi su quelli che sono i candidati dichiaratamente lgbt che troverete nelle liste. Sono diciotto, pochi ma buoni. Capofila di queste candidature non poteva che essere Nichi Vendola, unico omosessuale candidato alla presidenza di una regione, la sua, Puglia. Come è nelle cose è il partito di Marco Pannella ed Emma Bonino ad avere il maggior numero di candidati a marchio lgbt: Chiara Bonora e Paola Montermini in Emilia Romagna, Sergio Rovasio con la Bonino nel Lazio, Roberto Mancuso nella regione di Vendola, il bravo Enzo Cucco in Piemonte, in Lombardia Aldo Gufanti, Francesco Poirè, Luca Piva; Riccardo Cristiano e Marco Marchese in Calabria, Francesco Zanardi in Liguria.

Il resto è spalmato in altri partiti, di centrosinistra. Per l’Italia dei Valori, la presenza del militantissimo Franco Grillini, capolista in Emilia Romagna e responsabile per i diritti civili nell’Idv. Per lo stesso partito, Daniele Casagrande che corre per il consiglio comunale di Venezia. Il Pd pare avere l’orticaria, tanto da aver inserito nelle proprie liste una sola candidata lesbica, Cristiana Alicata, che se eletta andrà in Regione Lazio.

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Matrimonio gay in alto mare

pubblicato da mario cirrito in: Nozze e dintorni Camp Attack Famiglie Omofobia


Torniamo a parlare di matrimonio e di Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi, i due ragazzi di Savona che dall’ottobre scorso conducono una battaglia, a volte solitaria, per il riconoscimento della loro unione. Da mesi Manuel e Francesco cercano di mantenere viva l’attenzione della pubblica opinione e dei mass media sulla loro inderogabile richiesta matrimoniale. Nonostante non abbiano avuto l’appoggio del movimento che cercavano, i due non si sono mai scoraggiati: hanno iniziato uno sciopero della fame; hanno cercato di spronare qualche politico nazionale e locale a stare dalla loro parte, in qualche modo, riuscendoci trasversalmente.

Forse stanchi di una battaglia per molti parolaia e per altri difficile e inattuabile, Manuel e Francesco hanno deciso di giocare una carta originale: si sposeranno a modo loro con una cerimonia civile simbolica. La data è stata fissata per mercoledì 10 marzo a villa Cambiaso, in quel di Savona, con tanto di ospiti e tutto il corollario per chi intende professare pubblico, amore eterno.

Resta la questione che quel matrimonio sarà nullo per la nostra legislazione; i due resteranno quel che erano prima della cerimonia: una coppia come tante, senza diritti. Così hanno ben pensato che la firma degli atti verrà ufficializzato in alto mare, probabilmente in acque internazionali dove lo stato italiano non ha alcuna competenza. Bella e originalissima pensata, certo, ma dopo? Chi riconoscerà quella unione battezzata nel mare di nessuno?

Foto | filippo.salamone

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Da Torino a Padova a Ferrara rispuntano i matrimoni omosessuali

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Nozze e dintorni Famiglie

Proprio mentre scriviamo Antonella D’Annibale e Debora Galbiati, due donne torinesi che formano da tempo coppia di fatto, staranno facendo gi ultimi preparativi di un giorno per oro speciale. Alle 16.00, il sindaco della loro città, Sergio Chiamparino, le unirà simbolicamente in matrimonio civile. Dopo, ovviamente, sarà festa e brindisi, ma qualcuno dei presenti sentirà un po’ di rabbia e mestizia per quell’atto simbolico che denuncia uno Stato inerme e contrario alle unioni omosessuali italiane. Il sindaco di Torino avrà fatto un gesto di dignità e di affetto verso quella coppia che rappresenterà un po’ tutte le coppie di fatto apolide di diritti in Italia; ma dopo quel gesto, quasi di ribellione e di sfida fatta da un primo cittadino, Debora e Antonella, torneranno ad essere due donne anonime per lo stato di diritto e molti tra i nostri legislatori dovrebbero sentire l’umana vergogna per questa e altre coppie di cui non sono riusciti ad occuparsi. Umana vergogna per come i cittadini LGBT italiani vengono lasciati: colmi di desideri e poveri di ogni tutela. Grazie sindaco Chiamparino e auguri ad Antonella e Debora.

Sempre restando sulle coppie di fatto, un altro caso, ieri, ha toccato altre due ragazze lesbiche, coppia di fatto, di Conselve. I giudici a cui si erano rivolti, dopo che il sindaco del loro paese aveva vietato le pubblicazioni per il matrimonio, hanno respinto il ricorso. Le due fidanzate, giovanissime, di 24 e 28 anni, assistite dagli avvocati Maria Pia Rizzo e Francesco Bilotta, apprezzati per il loro impegno a favore delle coppie di fatto omosessuali con Rete Lanford, si sono viste negate un diritto che resta a favore delle sole coppie formate da uomo e donna. Per loro, come per altre coppie che si sono rivolte ai tribunali, l’ultima parola passa alla Corte Costituzionale che si riunirà il 23 del mese prossimo.

Quella delle coppie di fatto omosessuali, resta un tema importante e fragile. Importante perché, almeno dai numeri, l’Italia detiene un record poco visibile e inimmaginabile: le coppie omosessuali che convivono o si amano sono molte di più di quelle che pensiamo. Non tutte vivono sullo stesso tetto, nella stessa città; eppure sono coppie solide, tentano una condivisione della loro vita come dei loro beni. Fragile perché in una Europa che grida al nostro paese di eguagliare i diritti per tutti i cittadini, i legislatori - di destra e di sinistra - poco si sono interessati su questo fronte. Le rare iniziative che sono arrivate a livello locale, sono poi state ostacolate dalla politica nazionale che intende mantenere per sè il diritto a decidere per non decidere nulla.

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Solo il Governo può decidere sui diritti civili. Lo faccia!

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Omofobia Salute

Solo il Governo può decidere sui diritti civili. Lo faccia! Non basta la cristiana natività a dare un senso di cristiano valore morale e di democrazia al nostro governo. Quando si affrontano, e qualche volta si cercano di risolvere, questioni che riguardano i diritti civili degli omosessuali; la loro difesa comunitaria, a qualcuno non basta il momento della gioia e della festa, del presepe che racconta la nascita di un uomo veramente super partes che dovrebbe portare quel qualcuno a propositi diversi dalle discriminazioni. Ma tant’è! E così la scure si è abbattuta sulla Regione Liguria che aveva esercitato, secondo il governo, una proroga che non gli compete: una legge contro l’omofobia.

Secondo quanto affermato dal ministro degli affari regionali, Raffaele Fitto, solo lo Stato può decidere in materia di diritti civili. E così ha impugnato la legge n.52/2009 della Liguria recante Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Di come lo Stato stia affrontando i diritti civili che riguardano gli omosessuali sta sotto i nostri occhi e non servono altre prebende. La motivazione non è nuova: obbligherebbe i privati a determinate azioni il cui mancato rispetto porterebbe a sanzioni; inoltre,

prevedendo la possibilità di delegare altro soggetto per l’accesso alle strutture di ricovero e cura in relazione “ad ogni esigenza assistenziale del designante”, disciplina l’istituto della rappresentanza, che rientra nella materia dell’ordinamento civile, di competenza statale.

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Gordon Brown spinge l'Europa a riconoscere ed accettare le unioni civili britanniche

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Homosexual Intifada Mondo

Gordon Brown spinge l'Europa a riconoscere ed accettare le unioni civili britanniche

Il primo ministro Gordon Brown ha ammesso che sta spronando gli stati europei come la Spagna e la Francia a riconoscere le unioni civili in Gran Bretagna. Parlando con Johann Hari per un intervista alla rivista Attitude, Brown ha ammesso che sta negoziando con questi due stati ma vuole vedere riconosciuti i diritti gay anche in est ed ovest Europa.

“Vogliamo che i paesi dove non sono ancora riconosciuti, specialmente l’est Europa, li accettino e li considerino validi. Stiamo negoziando accordi con la Francia e la Spagna. Ma penso che si possa fare un passo ulteriore a questo. Quello che conta è che in Europa ci sia rispetto per i gay: questo è davvero importante. Sarà un percorso difficile e impiegheremo anni, ma non c’è mai stata una buona ragione per smettere di combattere.

E riguardo al rischio che il centro ricerche contro l’Aids possa non essere più costruito in Uganda a causa della legge che condanna duramente i gay, ha semplicemente sottolineato:

“Il punto è che questo rappresenta un aiuto a salvare vite umane”

Foto | Guardian

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In Francia aperta la strada alle adozioni omosessuali

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Homosexual Intifada Famiglie Mondo

Sono stimate in 100 mila le famiglie arcobaleno francesi e un centinaio le adozioni da parte dei singoli celibi. Sebbene sulla questione delle adozioni da parte di coppie omoparentali, anche regolarmente pacsati, sia stata investita la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che nel gennaio dello scorso anno aveva condannato la Francia, rea di aver negato a una coppia lesbica, il diritto ad adottare, nel paese di Sarkozy, quel diritto è rimasto silente e negato, controverso ai tanti.

Almeno fino a stamane, perché il Tribunale amministrativo di Besancon, comune francese di 115 mila abitanti, capoluogo del dipartimento del Doubs e della Franca Contea, ha sentenziato a favore dell’adozione di un bambino da parte di una famiglia omosessuale, annullando la precedente decisione del Consiglio generale del Jura che i era espressa negativamente.

Dopo la condanna di Strasburgo e la decisione odierna del tribunale di Besancon, per la Francia si aprono le porte delle adozioni omosessuali. Un risultato esaltante per la comunità glbt d’Oltralpe e una decisione quasi storica. Era stato il pubblico difensore a chiedere il 13 ottobre passato, al tribunale che oggi ha emesso la sentenza, di annullare la precedente sentenza e a permettere a Emmanuelle e Laurence di far vivere e far crescere nella loro famiglia un figlio loro.

Lo stesso ha chiesto alla Corte che dalla notifica della sentenza non debbano trascorrere più di 15 giorni per assolvere a quanto stabilito dal tribunale, pena una sanzione di 100 euro per ogni giorno di ritardo e un rimborso di 2 mila euro per le spese legali. La decisione del tribunale è definitiva. Inutile pensare che anche da noi possa accadere una cosa del genere, nonostante le famiglie arcobaleno che da anni si battono con tenacia per il riconoscimento dei loro diritti. Ma, insomma, mai disperare.

Foto | nellonaples

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Sabrina Impacciatore chiude il torneo di tennis "Uno smash per i dirittti civili"

pubblicato da francesco in: Bigodinerie Popular Sport


Valeria Marini, Luca Argentero, Paola&Chiara, Serena Autieri, Stefano Campagna, Irene Pivetti e Stefania Orlando: è lunga la lista di attori, cantanti e volti noti del mondo dello spettacolo e della tv che hanno aderito e dato il loro sostegno a ‘Uno smash per i diritti civili’, 1° Torneo Internazionale di tennis LGBTE (lesbo-gay-bisex-transessuale-etero).

A chiudere la manifestazione organizzata da Imma Battaglia di DìGayProject e GayVillage Yellow Roma con l’ausilio di DìGayProject e GayVillage, svoltasi a Roma dal 25 al 27 settembre, è stata Sabrina Impacciatore. L’attrice approderà a gennaio al cinema con la pellicola “Baciami ancora” diretta da Gabriele Muccino, sequel del fortunato “L’ultimo bacio”.

Ben 100 (di cui la metà donne, per la gioia di Flavia Pennetta) gli atleti internazionali partecipanti al torneo, vinto da Mirko Guglielmo: un vero e proprio spettacolo di fine estate, non solo occasione di competizione sportiva, ma anche come momento di riflessione sui diritti civili. “La scelta è quella di aderire a un progetto dove ognuno è libero di essere se stesso, nel rispetto delle proprie identità, dove le differenze sono un valore di crescita”, dichiarano gli organizzatori.

‘Uno smash per i dirittti civili’- 1° torneo internazionale di tennis LGBTE (lesbo-gay-bisex-transessuale-etero) a Roma
Imma Battaglia e Sabrina ImpacciatoreImpacciatore con Mirko Guglielmo, vincitore torneo LGBTEStefano Campagna, conduttore gay del Tg1, Imma Battaglia e Irene PivettiStefano Campagna, Imma Battaglia, Sabrina Impacciatore, PanchoTutti in campo

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Anna Paola Concia spiega la sua apertura verso Casapound

pubblicato da francesco in: Movimento Omofobia


“Una liberale di sinistra”, figlia dell’antifascismo e in lotta contro il pregiudizio: questo è il ritratto che la deputata del Partito democratico Anna Paola Concia dà di sè in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano L’Altro, diretto da Piero Sansonetti, in cui spiega le ragioni della sua adesione all’incontro con le realtà lgbtq proposto da Casapound Italia, in seguito al dibattitto sulla manifestazione contro intolleranza e razzismi. L’incontro si terrà oggi alle 20.30 nella sede del centro sociale di destra, in Via Napoleone III numero 8 a Roma.

Mentre il movimento omosessuale e transessuale da sempre incalza la sinistra italiana, sui temi dei diritti civili, secono l’onorevole Concia,

la destra è indietro. Sono cominciate, però, significative aperture, grazie a donne e uomini che vogliono costruire anche nel nostro paese una destra liberale. Flavia Perina e Adolfo Urso per esempio e tutti coloro che fanno capo alla Fondazione Farefuturo. Si, sono persone legate a Gianfranco Fini e al suo percorso intellettuale, che come ho avuto modo dire su questo giornale non posso non apprezzare. Il mio sforzo di interloquire con loro viene capito con riserva, ma capito. Mentre non si capisce dalle mie parti il perché ho accettato l’invito di Casa Pound a discutere con loro di diritti civili. Forse perché loro sono destra “fascista”, “estremista”, impresentabili, non da salotto buono? Questa è la ragione per cui non dovrei accettare di discutere con loro? Perché non dovrei accettare un invito da una Associazione di destra che si vuole porre il problema della sua cultura politica verso i diritti civili? Perché non accogliere questa apertura?

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E la Lega si sentì discriminata dalla legge sull'omofobia

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Omofobia POLITICA LGBT


Il 22 novembre 1989, a Bergamo, viene firmato davanti ad un notaio l’Atto Costitutivo e il testo dello Statuto della Lega Nord. Il movimento nasce ufficialmente a dicembre dello stesso anno, guidato da Umberto Bossi. Incontrando poco tempo dopo un conoscente, omosessuale dichiarato e militante, chiesi come poteva stare in un movimento che voleva dividere l’Italia e che forse non vedeva di buon occhio l’omosessualità. Mi spiegò che se ne era parlato in sezione e che nessuno aveva fatto obiezioni. Anzi, mi disse esaltato, l’omosessualità non era un marchio di infamia per la Lega e che forse, proprio lui, avrebbe formato un gruppo di omosessuali nel partito di Bossi, con la benedizione dei suoi dirigenti. Rimasi scettico e lo avvisai che se fosse riuscito nell’intento, sarei stato felice di farne parte.

Qualcosa, con l’andare degli anni, deve essersi incancrenito; si sono forgiate più le spade che le ragioni; il successo di popolo li ha allontanati, senza fatica, dai buoni propositi e sull’omosessualità come sugli immigrati, si è inserito il tarlo dell’intolleranza e dell’aberrazione. Il “cielodurismo di Bossi, tracciò la linea immaginaria tra loro e noi, tra la politica del potere e quella del disprezzo verso i “diversi”.

Un deputato della Lega, ha fatto comprendere, come sul progetto di legge Concia-Di Pietro che vorrebbe introdurre nel codice penale l’aggravante inerente l’orientamento sessuale, avrà dura vita e forse anche breve. Il motivo, secondo il deputato leghista è semplice: quel progetto di legge apre la strada ad altre discriminazioni, e fa esempi la lasciare un bel po’ allibiti.

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