“Dawson’s creek” è un telefilm che ancora resta nel cuore di milioni di telespettatori; nato nel lontano 1998 ha concluso il proprio ciclo nel 2003, dopo ben 128 episodi. E’ sempe stato considerato l’erede di “Beverly Hills 90210″ (forse fino a quando non è arrivato il nipotino ufficiale, “90210″), ma io l’ho sempre trovato molto diverso dal cult indimenticabile e patinato di Aaron Spelling.
In questo telefilm c’era maggiore attenzione ai particolari, alle sfumature, alle colonne sonore, agli amori dei protagonisti. E, sopratutto, dalla seconda stagione fino alla fine delle serie, è stata data attenzione ad un personaggio dichiaratamente gay: Jack McPhee (interpretato dal bravo e bonissimo Kerr Smith). Dopo una sua confusione sessuale iniziale, il ragazzo accettava lentamente la propria omosessualità, in contrasto con gli imbarazzi tipici degli adolescenti. Trovava il coraggio di dichiararsi gay, di sentire il sapore amaro dell’omofobia, legandosi poi con la dolce e, allo stesso tempo, cinica Jen Lindley.
La vita sessuale di Jack non ha avuto veri e propri picchi di tensione emotiva e sentimentale al pari di quella dei suoi compagni di serial.
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