Poco importa se avete già scelto le mete dove andare a trascorrere le vacanze natalizie e di fine anno; di certo ci sono luoghi dove sarà possibile andare in un futuro prossimo, da soli o il lieta compagnia. Partire è l’inizio di nuovi sogni, di nuove conoscenze e incontri, probabilmente un amore o una passione fugace o semplici amici che entrano nei nostri affetti più cari. Viaggia la popolazione gay e lesbica; parecchio in quelle nazioni che hanno saputo dare risposte legislative ai diritti; luoghi dove il divertimento gay notturno è sfavillante o dove la comunità glbt ha un suo alveolo di rappresentanza nella democrazia delle istituzioni. La Spagna ne è un esempio, ma anche l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, l’Austria, la Francia. Più in là gli States, il Canada, il Brasile e persino il Sudafrica.
È così vero che gay, lesbiche, transessuali e bisessuali amino viaggiare che questo particolare segmento è diventato da qualche anno molto appetibile per le agenzie di viaggi e i tours operator come per gli Enti del Turismo che hanno un settore parecchio vivace che si occupa proprio del mercato vacanziero glbt. Sono loro a studiare offerte sempre più mirate, disporre di servizi di una certa qualità, alberghi e strutture capaci di esaudire le “folli” richieste del cliente omosessuale. Nei paesi dove tutto questo avviene, il cliente glbt usufruisce delle stesse attenzioni riservate alle coppie tradizionali, così se due uomini si presentano alla reception di un hotel riceveranno una matrimoniale senza altre stupide e imbarazzanti domande.
Una interessante realtà, molto giovane per questo mercato in espansione è Quiiky, tour operators capace di esaudire ogni richiesta che arriva dai suoi clienti glbt: dalla vacanza più lussuosa a quella low profile, capace di gareggiare con chi oggi, online, ha prezzi con pochi zeri. Per aiutare le agenzie di viaggio a confrontarsi meglio con i loro clienti glbt, si sono riuniti in seminario a Roma e Milano, creando un certo interesse tra gli operatori del settore poco avvezzi al mercato gay. Loro lo slogan “Libero di viaggiare come sei“.

La bellissima Nicole Kidman vestirà, sul grande schermo, i panni di Lili Elbe, prima transessuale della storia. Il film verrà prodotto dalla stessa Kidman e da Per Saari e si intitolerà The Danish Girl, diretto da Tomas Alfredson. La pellicola prende spunto dal libro “La danese” scritto dall’americano David Ebershoff. A fianco della Kidman avrebbe dovuto esserci anche Charlize Theron nelle vesti della moglie di Wegener, come annunciato lo scorso anno anche in un bel post di Queerblog. . E’ stata la stessa Theron a rinunciare al ruolo.
La storia di Lili Elbe commuoverà, crediamo, il grande pubblico così, dopo tante pellicole di commoventi e lacrimose storie gay e lesbiche, il grande cinema va ad affrontare un altro tema difficile come la transessualità, raccontando la storia di un personaggio che diventò un mito e che ancora oggi è ricordato da qualche circolo nostrano che si occupa dei diritti delle transessuali.
Lili nasce nel 1882 come Mogens Einar Wegener. Nel 1906 sposa Gerda, una ragazza conosciuta alla scuola d’arte di Copenhagen. I due lavorano insieme come illustratori ma Lili verrà apprezzata come paesaggista. Mogens/Lili ha però questioni da risolvere con la propria identità: ama vestire panni femminili, si presenta alle feste mondane agghindata come una dolce fanciulla e si intrattiene con gli ospiti come Lili Elbe, ricevendo parecchie attenzioni e molte proposte di incontri e persino di matrimonio. Gerda, divertita, dice di essere la sorella di Elbe.
Come diceva Nalk a gennaio, una delle mete preferite dai gay per il 2009 è senz’altro la Danimarca. Perché è la terra del design, delle tendenze e della tolleranza? Be’, potrebbe anche essere. Basti ricordare che qui, nel lontano 1948 (avete letto bene), è nata la prima associazione nazionale di gay e lesbiche (LBL). Questo è stato il primo paese, nel 1989, ad accettare le unioni civili fra omosessuali. Inoltre dal 1999 è possibile per le coppie gay adottare i figli naturali di uno dei due partner, mentre è notizia recente che la Danimarca ha ampliato questo diritto approvando una legge che consentirà alle coppie dello stesso sesso il diritto di adozione “esterna”. Insomma, il vero paradiso dei gay.
Ma il vero motivo per cui è questo l’anno per andare in Danimarca è che dal 25 luglio al 2 agosto, la regione Øresund ha il piacere e l’onore di ospitare la II edizione dei World Outgames, la più grande manifestazione sportivo-culturale gay mai organizzata in Danimarca e con un numero di partecipanti superiore a quello delle Olimpiadi. Un’orda di gay muscolosi e atletici che si sfideranno in ben 38 discipline. Ma I World Outgames non sono riservati solo a gay e transgender ma anche agli eterosessuali. Un vero inno alla tolleranza e al rispetto di tutte le minoranze.
Se volete partecipare come sportivi affrettatevi però: c’è tempo fino al 1° maggio per iscriversi. Se invece, come me, volete cogliere l’occasione per visitare Copenaghen, insieme a un bel gruppetto di amici che si scorderanno di voi al primo bono che passerà (e lì ce ne saranno pare a frotte), cominciate fin da ora ad organizzare il weekend. Fateci sapere se decidete di andare, magari potremmo fare una delegazione italiana di fan.
Due settimane fa vi avevamo segnalato l’iniziativa dell’onorevole Paola Concia di proiettare il film Improvvisamente l’inverno scorso a Montecitorio. La proiezione c’è stata e uno dei registi, Gustav Hofer racconta a noi di Queerblog come è andata. A lui la parola.
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Siamo tornati a casa da New York il 12 mattina, abbiamo disfatto le valigie e abbiamo dormito per un pò. Fortuna che avevamo messo la sveglia perché alle 17 ci sarebbe stata la proiezione a Montecitorio. In realtà a Palazzo Marini, nella bellissima e super tecnologica Sala delle Colonne. Qui abbiamo trovato un proiezionista molto gentile e abbiamo iniziato a fare le prove tecniche. Quando poi però abbiamo chiesto di spegnere le luci per capire se i colori del proiettore andassero bene, nessuno sapeva come fare. Allora hanno chiamato un signore, poi un altro e poi finalmente hanno scoperto che bisognava spegnerle da un interruttore nascosto in un’altra stanza…
Abbiamo aspettato i nostri parlamentari, che – come sappiamo – sono tanti (945 tra deputati e senatori). La sala ha una capienza di circa 120 posti… Alla fine c’erano un paio di giornalisti, qualche assistente e sette deputati, tra i quali ovviamente Paola Concia che ha organizzato l’evento, epocale per l’Italia, la ex-ministro Pollastrini, Marina Sereni, che però non è rimasta al dibattito, Gianni Cuperlo, Giovanni Battista Bachelet, il generale Mauro Del Vecchio, Vincenzo Vita, che aveva visto il film già alla prima romana è poi tornato per il dibattito e Fabio Evangelisti dell’Italia dei Valori. Siamo rimasti più o meno in famiglia. I parlamentari del PDL e i ministri purtroppo non hanno accolto l’invito.
Continua a leggere: “Improvvisamente l'inverno scorso” a Montecitorio. La cronaca di uno dei registi

Il primo giugno scorso a Ishoej, una cittadina nei pressi di Copenaghen, si è tenuta la prima maratona europea di masturbazione. Partecipanti erano sia donne che uomini dai 18 anni in su. Potevano essere nudi o vestiti in maniera sexy, potevano avere giornali porno e giocattolini erotici. Il volto doveva essere coperto di una mascherina. Ci si poteva eccitare anche guardando gli altri concorrenti, ma non toccarsi vicendevolmente (mannaggia!) La gara è iniziata alle 11,30 del mattino ed è andata avanti fino alle 22,00: quasi dodici ore di lavoro manuale! Al termine, si è tenuta la premiazione dei migliori (e forse anche sfiancati) praticanti.
Vi immaginate chi avrà dovuto pulire il tutto?
Via | Tiscali notizie
Nel post di qualche giorno fa dedicato al caso delle cure terapeutiche per ritornare etero, ci siamo imbattuti in un commentatore, Dario, che ha chiuso il suo commento con queste parole:
P.s. vivo in Danimarca, dove ci si può unire civilmente e la chiesa lascia liberi i pastori di benedire o meno le unioni omosessuali, a loro discrezione.
Obbiettivo del 2008 di Queerblog sarà anche quello di raccontare un po’ di più la vita omosessuale vera e non troppo quella di chi ci gira attorno (politici, artisti) parlando parlando è quagliando molto meno.
Così abbiamo cercato un contatto con lui per farci raccontare la sua storia. Ecco la sua bellissima mail arrivataci qualche giorno fa, leggetela per intero con attenzione, ci sono dei passaggi davvero interessanti:
Ho 42 anni. Dieci anni fa, insieme al mio fidanzato ci siamo trasferiti in Danimarca per smettere di pensare di essere gay e cominciare ad esserlo in un contesto sociale non ghettizante. A quel tempo la Danimarca era l’unico paese, insieme all’Olanda, dove fosse possibile una qualche forma di riconoscimento delle unioni omosessuali.
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