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Tutti gli articoli con tag daniele stoppello

Dieci anni a Svastichella

pubblicato da giovanni molaschi


Il 22 agosto 2009 Alessandro Sardelli è diventato uno dei protagonisti della cronaca italiana GLBTQ. Sardelli è Svastichella, l’uomo che fuori dal Gay Village aggredì Dino. Prima di essere aggredito il ragazzo stava baciando il proprio compagno.

Molti esponenti politici condannarono il gesto. Altrettanti non si impegnarono per una legge contro l’omofobia. Da quel 22 agosto le aggressioni anti-gay non sono diminuite in Italia. Qui e qui trovate due degli articoli che abbiamo scritto sull’ultimo episodio di violenza registrato a Roma.

Punire Svastichella è più che necessario. Un crimine rimane tale. Chi lo commette non può avere uno sconto di pena. Se Svastichella scontasse meno anni di carcere di quelli previsti i suoi imitatori agirebbero con più serenità. Lo Stato ancora tollera i crimini anti-gay. Bene auguranti sembrano dunque le dichiarazioni che Daniele Stoppello, responsabile dell’ufficio legale di Arcigay Roma, ha rilasciato:

“Non ci sarà alcuna riduzione di pena per Svastichella. Per noi il reato resta quello di tentato omicidio, ma ad ogni modo sarà la Corte d’Appello, a rassegnare le proprie conclusioni. La gravità delle condizioni di salute della vittima sono evidenziate dal perito della corte secondo il quale nell’immediatezza dei primi soccorsi le condizioni di salute del soggetto erano sicuramente improntate a caratteristiche di particolare gravità per l’evidente necessità e urgenza di un intervento chirurgico per suturare le lesioni interne”.

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Condannato Svastichella (Alessandro Sardelli) a sette anni di reclusione. 12 mila euro alla coppia aggredita e un euro simbolico all'Arcigay

pubblicato da Alberto Graziola

Condannato Svastichella (Alessandro Sardelli) a sette anni di reclusione. 12 mila euro alla coppia aggredita e un euro simbolico all'Arcigay

A meno che non gli sia riconosciuta l’infermità mentale, Svastichella, colui che la scorsa estate ha ferito gravemente due ragazzi all’uscita del Gay Village, è stato condannato a sette anni di reclusione. Tutto era accaduto il 22 agosto del 2009 quando aggredì una coppia e ferì, con un coccio di bottiglia, Dino, il 31enne rimasto poi in ospedale per settimane. La sentenza è stata data al termine del rito abbreviato, dal gip Rosalba Liso.

Alessandro Sardelli, questo il vero nome dell’uomo, è stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio, porto d’arma improprio e lesioni. Infine è stato giudicato anche socialmente pericoloso. Il pm Pietro Pollidori ha sottolineato più volta la necessaria condanna di dieci anni dell’uomo che ha potuto ottenere “uno sconto” di un terzo della pena, proprio per la scelta del rito abbreviato. Inoltre è stato condannato anche a risarcire la coppia: a Dino andranno versati 10 mila euro, mentre a Giuseppe 2 mila euro. All’ Arcigay, che come sappiamo si era costituita parte civile nel processo, è stato riconosciuto un euro come rimborso simbolico. A carico di Svastichella anche le spese processuali e divieto di ingresso perenne nei pubblici uffici.

Sardelli ha sempre negato che alla base del gesto ci fosse un atteggiamento omofobo (vi ricordate? anche lui aveva tanti amici gay…) e il suo avvocato ha già reso pubblica la sua intenzione di fare ricorso all’appello, poiché:

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Processo a Svastichella: chiesti dieci anni di condanna. Arcigay è parte civile

pubblicato da Alberto Graziola

Processo a Svastichella: chiesti dieci anni di condanna. Arcigay è parte civile Ed è finalmente iniziato il processo a Svastichella, l’uomo che qualche mese fa - come ricorderete tutti - aggredì due ragazzi all’esterno del Gay Village. Ora i due stanno meglio ma il corpo di Dino (foto) ricorda al giovane, ogni giorno, con le sue cicatrici, quei momenti terribile di sangue e paura. Il pubblico ministero Pietro Pollidori ha chiesto 10 anni nei confronti dell’uomo per tentato omicidio, lesioni personali e porto d’arma bianca. Il giudice del processo, Rosalba Liso, ha ammesso come parte civile sia il comune di Roma che l’associazione Arcigay, per la prima volta nella storia.

L’udienza è stata aggiornata il 25 novembre. Sardelli, probabilmente imbonito e ben imbeccato, ha ribadito le sue scuse e ripetuto la medesima cantilena: di essere amico dei gay. Fabrizio Marrazzo, presidente dell’ArcigayRoma, dichiara:

“È la prima volta che questo avviene in Italia: un passo storico per le associazioni e la comunità lesbica, gay e trans. Sardelli ha chiesto scusa e ha detto di essere amico dei gay. Queste dichiarazioni per noi sono inutili, perché una persona che ha aggredito due uomini per un bacio, accoltellando uno dei due, si è smentito coi fatti. Siamo molto soddisfatti perché è stata accettata anche la costituzione di parte civile del Comune di Roma. Un primo caso, ancora, di un ente pubblico riconosciuto in un processo di questo tipo”

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Minacce di morte allo scrittore e giornalista gay Maurizio Gregorini

pubblicato da Roberto Russo

Maurizio GregoriniMaurizio Gregorini (in foto) - poeta, scrittore e giornalista romano - conduce su Teleroma 56 Outing, programma a tematica gay. Nella puntata del 14 febbraio, ha ricevuto in studio degli sms con minacce di morte, come il seguente:

“Maiali rotti in culo per voi faremo nuovi lager. Vogliamo la razza pura, ne vedrete molti di più di morti froci e lesbiche”.

Maurizio Gregorini ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Roma tramite l’avvocato Daniele Stoppello, responsabile legale di Arcigay Roma, presente in studio durante la trasmissione, che ha dichiarato:

Ero presente in studio quando tra i vari sms inviati in trasmissione sono giunti anche questi messaggi minacciosi ed intimidatori. Trovo inaccettabile che in un programma in cui si tratta il tema dell’omofobia intervengano persone così violente nel pensiero e così irresponsabili da non temere di poter essere perseguiti penalmente. Credo che la denuncia in simili casi sia l’unico modo per far emergere le proporzioni dilaganti della violenza omofobica, esternata facilmente per l’assenza di leggi specifiche che tutelino le persone lesbiche, gay”.