
Dopo la morte di Stephen Gately, la stampa ha continuamente tentato di scavare nella vita privata del cantante (in foto, col marito, ndr), per scoprire qualche particolare torbido da poter venedere e di cui poter scrivere. E alla fine hanno scoperto che in casa dell’uomo e di suo marito, c’era anche una terza persona, tale Georgi Dochev. Le illazioni hanno continuato, fino a quando lo stesso Dochev, dopo aver fatto intendere un menage a trois, ha venduto la propria testimonianza e storia al Sunday Mirror. E ha inoltre dichiarato:
“Ciò che abbiamo fatto non è stato nulla di squallido, eravamo tre adulti consenzienti.”
Infine ha dichiarato che lui e il compagno di Gately, Andrew Cowles, hanno un legame fortissimo e indistruttibile. Quest’ultimo però ha negato ogni cosa. E, in un’intervista, Ronan Keating ha commentato, sulla morte del compagno e in merito all’articolo apparso sul Daily Mail :
“È stato orribile, tutti noi Boyzone siamo stati devastati dalla notizia della sua morte. Ci ha mentalmente distrutti. Infine, scrivere quell’articolo è sbagliato per due motivi principali: uno per lei che l’ha scritto e due per il giornale che ha deciso di pubblicarlo. Non doveva essere permesso, è stato terrificante, fuori luogo oltre che sgradevole e assurdo. Ma non ne voglio parlare oltre, lei non merita ulteriore pubblicità”
Foto | Mirror

Sarebbe utile e bello copiare la splendida iniziativa organizzata dall’associazione omosessuale inglese Stonewall: dare un premio a quanti si sono battuti lealmente contro ogni forma di discriminazione verso le persone glbt. E darne anche, uno a titolo di scherno, a coloro che si sono contraddistinti per aver ostacolato cammini di civile libertà individuale e collettiva, a chi si è macchiato e persevera nella sua omofobia. Forse, in Italia, sarebbero i secondi a trionfare. Mestamente, s’intende!
Ma parliamo di quello che è avvenuto nel regno di Sua Maestà. Circa un mese fa, Jan Moir, editorialista del Daily Mail, aveva scritto un pezzo sulla scomparsa di Stephen Gately, star del gruppo musicale Boyzone. L’articolo fece infuriare la comunità glbt inglese i e tanti fans dell’artista, tanto da condurre la Moir a scrivere un secondo articolo in cui precisava che nulla di quello che aveva scritto avesse a che fare con la sessualità di Stephen. Voleva semplicemente capire di cosa fosse morto dopo la serata in discoteca col suo partner Andrew Cowles.
Evidentemente quel secondo articolo non era riuscito a sedare gli animi e le proteste, tanto da metterla in lizza per un premio non proprio d’affetto, da parte dello Stonewall. E così si è beccata il Bigot Stonewall of the Years Awards a pari merito con un certo padre John Owen che pare predichi che la maggior parte dei gay è pedofila.

Sono passate quasi due settimane dalla morte di Stephen Gately e nel mondo, l’eco della notizia ancora non si è spento. I giornali si rincorrono a cercare la notizia e il dettaglio scabroso, piccante o esclusivo da poter offrire ai lettori, affamati di nuovi particolari. Si sa, è la legge delle vendite e delle tirature. Ma il Daily Mail, noto quotidiano inglese, in un suo articolo pare questa volta aver esagerato.
Jan Moir, scrivendo sulle pagine della famosa testata, analizza la vita privata di Gately, legato civilmente con il compagno Andrew Cowles. E, in merito alla notizia della morte naturale del cantante, l’autrice pone alcuni interrogativi, chiedendo se non si tratti di un decesso legato, in qualche modo, all’omosessualità.
Partendo da una morbosa e tetra analisi, la Moir mette in relazione la scomparsa di Stephen con quella del re del pop Michael Jackson e l’attore americano Heath Ledger, dato che entrambi (cito testualmente) “hanno vissuto una vita sospetta per gli appetiti oscuri:

In rete ho trovato un articolo dal titolo Di fronte alla cultura cristianofobica bisogna difendere la fede firmato da John Flynn, legionario di Cristo (di quella congregazione, cioè, fondata da Marcial Maciel Degollado, morto lo scorso gennaio, ed in odore di pedofilia). L’autore fa un elenco di discriminazioni “cristianofobiche” a cui sono andate incontro alcune persone.